Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Il quinto compito servire il Non razionale

                                                             Il bucato

2d055d74ef2cb4b56cca2bcad2adf73c

La Baba Jaga, la Madre Selvaggia,è la maestra che possiamo consultare.Insegna  l’ordinamento della casa dell’anima. Installa all’Io un ordine alternativo,dove ha spazio la magia, la gioia, e l’appetito è intatto, e le cose si fanno con piacere.
La Baba Jaga è il modello dell’essere conforme all’io.Insegna sia la morte sia il rinnovamento.

“…Vassilissa chiede alla Baba Jaga il fuoco: le sarà dato se in cambio eseguirà alcuni lavori domestici.”

Restare con la dea Strega,acclimatarsi nei grandi poteri selvaggi della psiche femminile.Arrivare a conoscere il suo (vostro) potere e i poteri delle purificazioni interiori; non contaminare ma ordinare, nutrire, creare energia e idee (lavare gli abiti della Baba Jaga ,cucinare per lei, pulire casa, separare gli elementi).” La Baba Jaga attraverso i compiti che impartirà a Vassilissa gli insegnerà come prendersi  cura della casa della psiche del femminino selvaggio.

Il bucato.Il bucato è un simbolo favoloso.
Lavare qualcosa è un rito di purificazione senza tempo:Non significa solo purificare ma anche, come nel battesimo,immergere,inzuppare,permeare con un numen spirituale e col mistero.
Nel racconto il bucato è il primo compito.


Nel racconto la Baba Jaga incarica Vassilissa del bucato per riportare all’aperto, alla consapevolezza, le tessiture della tela della  delle Madri della Vita/Morte/Vita  dalle tre Parche.Queste Madri insegnano  alle donne la sensibilità a quanto deve morire o deve vivere, a quanto deve essere cardato e a quanto deve essere tessuto.
Gli indumenti sono come noi. mille volte indossati, finché idee  e valori non si allentano per il passare del tempo.Il rinnovamento, la rivivificazione, avvengono nell’acqua, nella riscoperta  di quanto consideriamo vero, di quanto riteniamo sacro.

È facile immaginare che ì segni del potere e dell’autorità della Baba Jaga- gli indumenti- siano a immagine e somiglianza del suo modo di essere: forti, durevoli.Lavarli è quindi una metafora attraverso la quale impariamo a prendere atto e ad assumere questa combinazione di qualità, e anche a selezionare, accomodare ,rinnovare tali qualità mediante la purificatio, il lavacro delle fibre dell’essere.

Estratto da Donne corrono coi lupi di Clarissa Pinkola  Estés

La prima parte del racconto di Vassilissa la trovi qui  Vassilissa,il valore della bambola

Immagine con testo di Gabry

La saggezza: Jnana Mudra e Chin Mudra

 “Saggio è colui che seppellisce il passato, vive il presente e guarda con ottimismo al futuro”

La vita ha molte sfaccettature e quindi comprende anche la saggezza. Sono sicura che in certe circostanze pensate,parlate e agite con saggezza.Siamo saggi nel momento in cui siamo disposti ad imparare dalle nostre esperienza e a mettere in pratica con gioia le cognizioni  acquisite.

Che significato ha il concetto di saggezza,ci impadroniamo del sapere attraverso lo studio , i libri e altre fonti di insegnamento.Al contrario la saggezza ci deriva dalla vita e dalle sue innumerevoli sfide, ma soltanto se siamo disposti a ricavarne una lezione.

In oriente il simbolo della saggezza è veicolato dal seguente gesto, che impartisce un insegnamento e corrisponde a due mudra: Jnana Mudra e Chin Mudra.
Questo gesto vi aiuta quando desiderate chiarezza in una situazione confusa. Esso rischiara lo spirito, mostra ciò che è importante e trasmette idee che possono concretizzarsi in soluzioni efficaci. A  un livello superiore questo gesto porta nella nostra vita spirito divino, prospettive chiare ed entusiasmo riguardo ai nostri propositi.

In India questi due mudra sono i più sacri, noti e importanti.Il pollice simboleggia lo spirito divino e l’indice lo spirito umano. Il senso della nostra esistenza risiede nell’essere e nel vivere  in collegamento con i due spiriti.Le tre dita allungate rappresentano i tre aspetti di una grande forza: l’agire divino, la letargia e l’ordine (l’equilibrio).

Questi mudra attivano la secrezione di ormoni della felicità nel cervello.Essi portano chiarezza mentale,rafforzano i nervi, favoriscono i processi di secrezioni ed esercitano un’azione benefica sui polmoni.

La mano destra va tenuta davanti  al petto,il palmo va rivolto verso l’esterno, la mano sinistra è appoggiata sul grembo con le dita rivolte verso l’alto .

 

Hasta Mudra: Chin MUdra et Jnana Mudra

+

Estratto da Il potere dei Mudra di Gertrud Hirschi

In ogni uomo o donna vincente e di potere vive il mito di Stigeo

In ogni uomo o donna  vincente e di potere vive il mito di Stigeo nel bene e nel male.Più che altro nell’odio.

Questa mattina un membro delle mie cerchie in Google+,mi scuso non ricordo il nome, ha pubblicato l’ennesima foto e citazione su Berlusconi.
L’ennesima verità su quest’uomo che tutti più o meno sappiamo bene non essere un uomo all’acqua di rose.
Nel post vengono elencate tutte le sue malefatte o quasi,temo sia impossibile elencarle tutte, non mi interessa molto questa parte del post,nulla di nuovo,quel che mi colpisce è quel “in nessun paese civile esiste un personaggio del genere” e mi chiedo dove sono  i paesi civili? Io non ne conosco.
In quella frase è sottointeso,lo sappiamo tutti  che quell’uomo si trova in Italia,e l’Italia permette che costui continui indomito nel suo progetto, quindi si sottolinea che l’Italia non è poi così un paese civile,sinceramente guardandomi attorno di paesi civili non ne vedo,come non vedo politici e alcuna persona fra i poteri forti che possa dirsi degna di un paese civile.
Non sono una patriota,lungi da me, ho la tendenza di non identificarmi in nulla  e  non sento alcun  bisogno di
appartenenza,mi fa invece specie il fatto che gli italiani spesso riversano l’amaro sul loro stesso paese, che criticano i peggiori di casa come se al mondo tutti gli altri fossero santi,perfetti,ligi al dovere e votati al popolo.
Berlusconi resta fra i politici a livello internazionale ancora il più stupido, il minore dei mali,qualcuno ancora di tollerabile.Certo scaltro e buon oratore,ammaliatore di masse,un massone riuscito male,uno che ha provato ad imporsi ma il potere che lo comanda lo ha ben presto messo a tacere.Oddio non è che ci siamo persi qualcosa,peccato che è stato ben presto sostituito da altre tre figure che si sono susseguite in breve tempo ad uso e consumo dei poteri forti, esaurendo presto il loro ruolo di “marionette” (vedi Monti e Letta) rimane la terza marionetta,e la faccia da burattino non gli manca.
Trovo inutile piangere e esecrare sui nostri tarli di casa come se oltre confine regnassero i migliori,è solo che qui siamo buon temponi,giocolieri e pagliacci e anche  vanitosi, non si tende con zelo a nascondere i “peccati” ,siamo anche un po’ infami ci sputiamo in faccia l’un l’altro al cambio di bandiera (loro si sputano in faccia) a vicenda via via diventano quando gli accusati quando gli accusatori,dipende da che parte tira il vento politico in quel momento.Per questo il mondo sa tutto di noi e noi non sappiamo nulla del mondo.

Il  brano riportato alla fine del post  l’ho trovato nel Blog di Gabriele La Porta direi che  esprime meravigliosamente il concetto di cosa sia raggiungere il potere e di come lo si raggiunga… questo dovrebbe  toglierci  almeno il cruccio di pensare che il peggio esista solo qui.C’è solo chi il peccato lo cela e chi lo sbandiera.Non ci sono paesi civili e noi non sempre abbiamo il peggio in casa.Esiste un tipo di dittatura per ogni tipo di democrazia,come si usa dire ogni paese ha i suoi usi e costumi quindi  anche  la sua “dittatura democratica”,se  si vuole evitare tutto questo è opportuno citare Bakunin “Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile? Allora, assicurati che nessuno possa possedere il potere.” e dico proprio nessuno.

“Gli antichi greci non si nascondevano che è impossibile (1)vincere senza odiare, ed è impossibile essere potenti senza odiare, ed è impossibile esercitare costantemente la propria forza senza odiare, ed è impossibile essere zelanti senza odiare – zelanti, ovviamente, fino al maniacale – tutto questo non è realizzabile senza odiare. Quindi, quando noi parliamo di vittoria, dobbiamo ricordare che dietro c’è sempre un odio potente. Quando parliamo di un potere forte dobbiamo essere consapevoli che dietro c’è un odio molto potente. E sappiamo, altresì, che senza quell’odio potente le persone non riuscirebbero ad affermarsi, non ci sarebbe potenza e voglia di vincere. E tutti finirebbero per stare in una sorta di tedio. È ambivalente, insomma: attraverso il mito di Stigeo sappiamo che è importante essere forti, zelanti, e vincenti, ma dobbiamo essere attenti, e saper “guidare” il mito in noi senza esserne travolti.” dal blog di Gabriele La Porta

*(1)Ad esempio, Cratos, che è la potenza, Bia, la forza, Nike, che è la vittoria, e Zelos rappresentano per noi elementi importantissimi, fondamentali e determinanti; potenza, forza, zelo, essere sempre vincente, sono tutti fattori esaltati della cultura degli ultimi secoli, in particolare da quando l’occidente ha cominciato ad essere predominante nel mondo. Nel mondo greco sono tutti figli di Stigeo, figli molto importanti perché poi aiutano gli dei a sconfiggere i Titani, ma Stigeo vuol dire “Odio”. Quindi erano tutti figli di Odio.

Fase cazzeggio: …cazzeggio per davvero…

 

Mi sembra di avere fatto booom!.Da venerdì scorso quando mi è stato fatto l’intervento ai denti sembra che mi sia andato in tilt tutto il sistema immunitario,il ciclo mestruale e il mio stato psichico.
L’umore tranquillo è del tipo “febbre infantile” che non sei li tranquilla tranquilla a caso,ti senti deboluccia,disinteressata, vorrei fare alcune cose e sento una spossatezza incredibile, anche a commentare qualche post qua è là che mi interessano davvero ma più di due righe non scrivo, la sola idea di argomentare mi sento stanca.
E speriamo che mi passi presto questa “cosa; la chiamo così  non so come definirla, perché se un da lato lo stato di calma apparente che mi procura mi piace, mi ci rifugio dentro come sotto il piumino quando fa freddissimo dall’altro lato mi distanzia da altre cose.
Anche se qui gatta ci cova, perché da questa mia esperienza(ancora non giunta al termine) e da questo mio stato d’animo mi giunge un’altra bella lezione.
Comunque aspettando che questo mio stato letargico passi…mi gusto quel che arriva e nasce da questo torpore.

Fase cazzeggio la poesia di Eghetta va a pezzi




Avevo scritto una bella poesia,a leggerla mi sentivo vibrare tutta l'anima.
Mi sentivo orgogliosa del mio capolavoro.
Una poesia di quelle in cui si sviscera tutta la malinconia nella sua forma più dolce,in cui il dolore è forza  che si trasforma in energia.
L'ho appesa sulla porta del frigorifero in bella mostra,non merita certa di passare inosservata.

Quando  ad un tratto ho sentito ridere di piacere mia sorella.
-È bella ma datti una mossa-,-pensi troppo ma vivi poco-
Ad un tratto ritta in piedi e con aria solenne ha cominciato a recitare
...E sia allontanato il fuoco ardente delle passioni umane che consumano
E sia bandita la piega della tristezza dalle tue labbra
Non è attraverso il cuore spezzato e l'ali legate che si dimenano per librarsi in volo che si sprigiona il  vero ardore per la vita e l'immenso amore per libertà; poiché avverrà   solo attraverso il sorriso,il calore della gioia e la mitezza dell'anima.E solo così tutto potrà realmente perdurare.

Attenzione per mia sorella il "realmente" è sempre relativo.

Poi s'è fatta seria: -la tua poesia è bella ma la gioia chiede gioia.
La forza chiede costanza,giusto peso e giusta misura nel tendere la fune come insegnò il Buddha.
L'ardore è un fuoco che ti porta in alto per poi rifarti precipitare duramente ad ogni suo affievolirsi.Ad ogni volo vivi un illusione.Riscrivine una piena di gioia-concluse secca.

Staccai la poesia dal frigorifero per farla a pezzettini,con l'orgoglio ferito.
Rileggendola alla fine mi resi conto che certi sentimenti umani gloriano l'ego riempiendolo di quel eroismo che si raggiunge solo pagandolo a caro prezzo,a volte anche inutilmente.Certe esperienze di vita  innalzano di statura gli uni sugli altri  spesso  non senza sprezzo e superbia.
Sarà stata anche una poesia che ti rivoltava le viscere...sostanzialmente commovente,fa piangere però  che gretto modo per far sentire qualcuno vivo  quando non c'è più gioia che lo renda tale.
Amorfo e vuoto a causa del disincanto,delle disillusioni e degli inganni del suo stesso cuore,trova consolazione e sente di essere vivo grazie ad un dolore che come un ago lo punge.

L'ho fatta in tanti pezzettini,..serve gioia gioia gioia non tristi lamenti,cupe riflessioni,e quei tristi stati d'animo che abilitano l'essere umano al nobile titolo di poeta, guerriero o di alti valori  al prezzo della sua stessa esistenza.Esistenza intensa,dannata,sregolata.permeata di sofferenze che quasi certamente lo condurranno sulla strada della virtù ma il dolore non sempre è oggetto di buona lezione e un saggio maestro se l'alunno o è duro d'orecchi o è un furbo millantatore del dolore per usarlo a piacimento proprio.
Non vi è eroismo in tutto questo.Me ne rendo conto.Questa roba va bene per chi ha bisogno del dolore altrui per rendere ancora viva la propria i vita.La spasmodica ricerca di qualcosa che esalti il cuore,lo faccia sussultare per sincerarsi di non averlo perso da qualche parte;fra le botte della vita,le ferite,la decadenza dei propri sogni.Fra l'arresa e la lotta.

Ci vuole gioia come in una goccia di rugiada,l'arancio-rosso e giallo del sole,l'intenso blu del cielo,il giallo vivo dei girasoli.L'amorevole amore che accarezza ogni cosa e la trasforma in vita vera...non in brevi voli acrobatici destinati a portarti sempre più giù.Ci vuole qualcosa che elevi davvero e davvero nobiliti la propria vita,ad esempio  un sorriso, invece del ormai logorato e abusato pianto.
Siamo stanchi ammettiamolo di tutto questo pattume,grigio,sofferenza.Abbiamo dato troppa nobiltà al dolore e ben poca alla gioia.Ritendo da sempre  stupido chi ha il sorriso sulla bocca anche nelle avversità e un eroe chi  solo ha navigato il mare del dolore e ci siamo sentiti così un po’ tutti eroi almeno una volta nella vita ,guerrieri  senza luce.

Desideri

Un tempo provai l'azzardo di scrivere poesie...come a mio solito nel tempo lascia cadere il tentativo non riuscendo a trovare parole e rime e penetrare attraverso la poesia il mio essere.


Questa poesia è una di quelle abbozzata,incerta per essere poeti ci vuole qualcosa di più della metrica.

Desideri

Forse il tempo un giorno avrà misericordia per questo mio desiderio
che lentamente come una tartaruga avanza e mai sembra raggiungere il punto d'arrivo
Forse il tempo soltanto saprà insegnarmi a non essere impaziente
Forse è solo nel silenzio e nella lentezza che le idee si materializzano,concrete e nitide
Cosi nascono i desideri,cosi si realizzano le idee.

07/10/2012

Liebster award per la natura,un premio per me

Dunque…Clara del blog Chaos (blog che consiglio) mi fa fatto questo regalo gradito,il Liebster award per la natura sebbene io non credo che rimbalzerò a qualcun altro non perché nessuno dei blogger che conosco non lo meriti,sono io semplicemente pigra e forse non pienamente in forma  per stilare un’intervista a mia volta.Siete tutti nominati comunque,in bene ovviamente.

Per iniziare ringrazio sinceramente Clara e rispondo al meglio alla sua breve intervista

  • Sta suonando la sveglia: qual è il tuo primo desiderio, vorresti un caffè a letto o rigirarti e continuare a dormire?

    Continuare a dormire,ma se arriva anche il caffè a letto è meglio
  • Dopo una giornata faticosa preferisci uscire per distrarti o accoccolarti nel tuo plaid preferito a guardare la tele?

    Dipende quando ho voglia di lasciare scivolare i pensieri preferisco uscire a farmi una passeggiata o darmi allo shopping compulsivo( sempre moderato eh eh eh ) se i pensieri sono incazzosi.
    Quando desidero chiudermi nel mio guscio in sacro silenzio della mente e pace del cuore vada per il letto al caldo e cioccolata.
  • Gatto o cane?

  • Tutti e due,giammai potrei  fare una scelta, il gatto a modo suo ,il cane a suo modo ma hanno tanto da dare entrambi.
  • Sei in bici di fronte ad una salita troppo ripida: porti la bici a mano o torni indietro?

    Dipende da come mi gira la giornata…
  • Nell'abbigliamento preferisci la comodità o l'eleganza?

    Comodità e a volte originalità,dipende da come mi alzo alla mattina certi giorni sono gipsy altri giorni semplicemente comoda. 
  • Ti rilassa di più ascoltare musica o leggere un libro?

    Tutte due le cose,nessuna può stare per quanto mi riguarda su un piano superiore all’altra,sono parte di me.
  • La cosa migliore che ti è capitata nella vita?
    Vivere,è già  questo un miracolo.

Fase cazzeggio:Eghetta e la provvisorietà

 

Eghetta si siede sulla panchina.Osserva il mondo fermando il tempo.È stanca delle cose pratiche del mondo,di arrabbiarsi per quelle cose che sua sorella considera " un non nulla".
Eghetta lo sa che sua sorella ha ragione.Tutto è transitorio e lei è cosciente di tutto ciò, tuttavia  non riesce a razionalizzare questo concetto.Sua sorella gli ricorda  sempre che non è qualcosa che si può razionalizzare si può solo percepire,lo sai e basta.È presente,vivo dentro di te ma non ha forma e non rientra nelle equazioni logiche.

Eghetta resta ferma sulla panchina,immobile nel mondo mentre tutto gli scorre attorno.Inizia a piovere, le gocce d’acqua sulla sua testa non la smuovono e né la toccano.Cosa potranno mai essere due gocce d'acqua? Non possono fare più male di uno schiaffo né possono essere più benevoli di una carezza.

-Forse mia sorella ha ragione, è tutto transitorio, non vale la pena di agitarsi tanto per questo non nulla che fin dei conti è un niente rispetto ai grandi miracoli che compie la vita compresa l’esperienza stessa di essere al mondo,e nascosto in questa  esperienza vi è un grande  disegno che deve compiersi-.
-Io questo disegno  non lo  vedo chiaramente ma mia sorella sì-.

Mia sorella dice sempre che non bisogna lasciarsi distrarre,importunare e bloccare lungo il sentiero che si percorre dalle pozzanghere,dai sassi,buche o  da ogni viandante che s'incontra,bisogna andare dritti sulla propria strada.Padroni delle proprie azioni dando giusto peso a gioia e dolore senza lasciarsi sopraffare-.
-E forse lei ha ragione-.

Eghetta s'incammina verso casa,lasciando dietro  sé ad ogni passo le foglie colorate dell'autunno,di tanto in tanto si ferma a giocarci con i piedi;le scansa, le alza,le calcia...pensa a cosa farà quando sarà tornata a casa,a quando chiuderà fuori dalla sua porta il mondo e tutto il suo rumore,il suo agitarsi e le sue pretese.
Per essere un nome qui in terra e non un numero,bisogna addentare,graffiare,calciare tutti i giorni mentre lassù ci vuole poco basta semplicemente"essere".Eghetta incontra un'altra panchina e vorrebbe sedersi nuovamente e lasciar fare,si sente stanca e un po' traballante nell'anima.Facendosi strada fra le foglie invece prosegue  verso casa.Un passo in più non è uno gran sforzo rispetto al farsi comprendere da questo mondo e dalle sue formiche frenetiche e ambizione.

Sua sorella le dice sempre che quando ci si sente così ci si deve fermare,chiudere gli occhi e respirare.
Dopo aver preso fiato la cosa migliore da fare è qualcosa per stesse:amarsi,coccolarsi.È giusto fare un dono alla propria anima per far sì che venga in nostro soccorso,è un po' come quando preghi una dea solo se si sente amata e considerata ti risolleva da ogni cosa.
Eghetta pensa alla cioccolata calda e alla sua tazza rossa,-la mia anima gradirà di certo-.Pensa poi alla doccia che farà scivolare via tutto.
Eghetta giunge alla conclusione che è solo questione di riposarsi e prendere fiato.È solo questione di pesi e misure. Un po' di silenzio non fa poi così un gran danno.
Eghetta si volta a guardare il viale coperto di foglie rosse e gialle,resta immobile e stupita, non è poi così inzuppata,le fronde degli alberi l'hanno riparata dalla pioggia per tutto il suo cammino verso casa.
E già… non si è  mai veramente soli.Mia sorella ha ragione.

Per questo post uno cento mille titoli,in parole povere non ne ho uno.


In questo periodo metto il mio cicalìo interiore in disparte…non che non abbia molto da dire…figuriamoci!
Sono solo presa da altre cose e sono in attesa di altre.
E poi questa bella fortuna in cui mi sono imbattuta: ho trovato in rete due siti in cui “letterarialmente” mi sono persa.
Là dentro ci sono libri nelle “salse” che piacciono a me.Per comprarli tutti dovrei accedere ad un mutuo.Sempre là dentro sono scaricabili “gratis”il che non guasta.Così ho iniziato a scaricare quando questo libro…quando quel libro con la sola intenzione di sbirciarci dentro.Così mi sono organizzata: ho scaricato sul cellulare il lettore per ebook e pdf; per leggerli a letto quando non mi addormento dopo le prime tre righe,ho scaricato lo stesso programma sul pc per leggerli e prendere appunti, sono quindi  partita all’avventura.
Volevo solo sbirciarci dentro.
Appunto, volevo solo assaggiarli ma di fatto ne sto facendo un’abbuffata rinpiangendo di non possederne la versione cartacea per ognuno.Son mai contenta!. 
Amo sottolineare,scrivere a margine,ritornare su un paragrafo più e più volte.Con lo smartphone si può anche fare ma è una boiata,non è uguale,punto.
Volevo solo sbirciarci dentro per scegliere quali comprare, ora il dilemma è grave.Tutti!.
Accidenti, il mio blog è  il mio notes ci metto tutte le cose che mi colpiscono,vorrei poterle mettere tutte quelle parole,fermarle qui ben per bene per conservarle,visto che prima o poi finiranno nel cestino dello smartphone e del pc per far spazio ad altri libri.Sapete la memoria non è infinita per un smartphone per u neppure per un pc,mica come per noi esseri umani che possediamo una memoria
a volte fin "troppo" infinita: non cancelliamo mai nulla.
Devo ricordarmi di ripassare la lezione numero otto: imparare a lasciare andare.
Per ora mi limito a riportare il paragrafo di un libro che mai e poi mai avrei sperato,che dico nemmeno sognato di trovare in rete in versione integrale e per di più gratis.Ovviamente pur  essendo grata all’universo per avermelo fatto trovare in una circostanza di pura serendipità il desiderio di tenerlo fra le mani è troppo forte.
Sono mesi che per via del costo rimando il suo acquisto,Natale però s’avvicina,giusto per chi vuol intendere, sempre che legga questo post  in questi giorni, altrimenti lo riscrivo sulla letterina per Babbo Natale. Non m’arrendo!


Dai miei appunti:
Credetemi:Quello che vi do, non è né una dottrina né un insegnamento.
E da quale pulpito potrei indottrinarvi? Vi informo della via presa da quest’uomo, della sua via, ma non della vostra.
La mia via non è la vostra via, dunque non posso insegnarvi nulla. La via è in noi, ma non in dèi, né in dottrine, né in leggi. In noi è la via, la verità e la vita.
Guai a coloro che vivono seguendo dei modelli! La vita non è con loro. Se voi vivete seguendo un modello, allora vivrete la vita del modello, ma chi dovrebbe vivere la vostra vita, se non voi stessi? Dunque vivete voi stessi.
Gli indicatori di via sono caduti, davanti a voi si aprono incerti percorsi. Non siate avidi dei frutti nati nei campi altrui. Non sapete di essere voi stessi il campo fertile che fa crescere tutto ciò che vi serve?
Ma oggi chi lo sa più? Chi conosce la strada verso i campi eternamente fertili dell’anima? Voi cercate la via attraverso le apparenze, leggete libri e ascoltate opinioni: a che può giovare tutto questo?
Esiste solo una via ed è la vostra via.
Cercate la via? Vi metto in guardia dall’imboccare la mia, di strada. Per voi può essere quella sbagliata.
Ciascuno percorra la sua via.
Non voglio essere il vostro salvatore, né darvi leggi o educarvi. Non siete più dei bambini.
Imporre leggi, migliorare o rendere facili le cose è diventato un errore e un male. Ciascuno cerchi la propria via. La via ci porta all’amore vicendevole nella comunione. Gli uomini vedranno e sentiranno la somiglianza e la comunanza delle loro vie.
Leggi e insegnamenti comuni spingono l’essere umano all’individualismo per sottrarsi alla pressione di una comunanza non voluta, la solitudine rende però l’uomo pieno di ostilità e venefico.
Date dunque all’uomo la dignità e lasciatelo essere individuo, affinché trovi la sua comunità e la ami.
La violenza si contrappone alla violenza, il disprezzo al disprezzo, l’amore genera amore. Date dignità all’umanità e abbiate fiducia che la vita troverà la via migliore.
Uno degli occhi della divinità è cieco, uno dei suoi orecchi è sordo, il suo ordine è attraversato dal caos. Siate dunque tolleranti verso le storture del mondo e non ne sopravvalutate la compiuta bellezza.

da Il Libro Rosso.Carl Gustav Jung

n.b Sento un palpito al cuore solo a rileggerlo.Esagerata?Macché! Solo chi sa può capire la bellezza di queste parole.Aspettate che vi riporti un certo paragrafo dal libro Disobbedienza civile di
Thoreau altro che palpito al cuore  lì mi s’espande anche la mia anima anarchica,ora come ora costipata in ‘sta società.Anche se a pensarci bene,rileggendo questo pezzo di Jung  la mia  anima salta allegra.Ha trovato un suo simile.

La minestra di sassi

La prima volta che lessi questo racconto lo sottovalutai molto, lo recepii per quello che  apparentemente è: un racconto.Sebbene cosciente che in ogni racconto vi è una morale e una lezione lo lasci scivolare via fino a ieri quando la sua preziosa lezione mi è venuta in soccorso.

La minestra di sassi

Un viandante bussò alla porta di un casolare. Era stanco ed affamato, e chiese alla massaia qualcosa da mangiare.
Rispose la donna:
«Mi dispiace, ma vi siete rivolto proprio alla casa più povera. Non posso offrirvi neanche una ciotola di minestra!»
«Avevo visto il camino fumare – disse l'uomo – cosa c'è sul fuoco?»
«Solo acqua – rispose la donna sconsolata – non c'è né carne né pasta, e nemmeno qualche osso. Non posso più andare alla bottega finché non avrò saldato il mio debito».
«Ma con acqua e fuoco si può fare una buona minestra – osservò il viandante sorridendo – basta solo qualche sasso, di quelli saporiti...»
«Qualche sasso? Ma che dite? Volete fare la minestra coi sassi?»
«Conosco dei sassi speciali: sono ciottoli di fiume polposi e levigati, che fanno un'eccellente minestra».
La massaia guardò con diffidenza lo strano visitatore, pensando che forse era un po' tocco. Ma quello, con un'espressione tranquilla e sicura, continuò:
«Attendete qualche minuto. Ho visto in riva al fiume quel che fa al caso nostro. Andrò a prendere qualche buona pietra da minestra».
Tornò di lí a poco con due bei ciottoli rosati. Li teneva con delicatezza e li porse alla donna dicendo:
«Lavateli accuratamente e fateli cuocere per una buona mezz'ora. Poi mi direte!»
La curiosità vinse sull'incredulità. La massaia prese i due sassi, li lavò e li pose sul fondo della pentola.
«Ora non resta che attendere. Posso sedermi? – chiese il viandante – Ho tanto camminato».
La donna gli porse una seggiola.
«Penso che non siate ancora convinta della mia minestra – continuò l'ospite – ma vedrete che sarà eccellente. Ci vorrà però un poco di sale...»
La donna gettò un pugnello di sale nell'acqua.
«Gli odori esalterebbero di certo il gusto... Se ci fossero una costa di sedano e qualche foglia di prezzemolo...»
La massaia andò nell'orto, prese sedano e prezzemolo, li risciacquò e li mise nell'acqua che bolliva.
«Ci starebbero bene anche due foglie di insalata e, tanto per il colore, uno o due pomodorini...».
Anche quelli finirono nella pentola.
«E ora, con una cipolla e una carota si potrebbe fare un soffritto...»
Un battuto di carota e cipolla fu quindi posto sul fuoco a sfrigolare e, quando fu dorato, venne aggiunto alla minestra.
Nella stanza si era diffuso un delizioso profumo.
«Se avete del pane, anche secco, ne potremo mettere qualche pezzo nella scodella – suggerì l'uomo – e ci verseremo sopra il brodo di sassi».
La donna servì la minestra fumante, l'assaggiò ed esclamò:
«È veramente squisita!»
«Ve l'avevo detto! – esclamò il visitatore compiaciuto – E, vedete, i ciottoli sul fondo della pentola sono rimasti quasi intatti. Lavateli e conservateli, li potrete usare ancora per una buona dozzina di minestre!»

Racconto popolare

Mantra Sat Kartar

Il mantra Sat Kartar, è la chiave aprirci e vivere in uno stato di fede. Chiediamo attraverso il mantra alla nostra  anima di camminare, sperimentare e fare. Aprirci al flusso dell’universo è aprire con esso un canale di comunicazione,creando un flusso di scambio fra  noi e il divino.

"Sat Kartar" è  un mantra del  Guru Nanak, fondatore della Strada Sikh. Il termine "Sat" è la vera anima del suono di  questo mantra (significa essenza della verità, o  l'Essere). 
Si dice che è dietro al  cuore che  presumibilmente risiede l’anima. "Kartar" invece significa Colui che fa, e quando le due parole vengono usate insieme si potrebbero tradurre come:  "Il cammino della Verità." Quando questi suoni primari si ripetono  nella  pratica nel corso del tempo stiamo  in effetti dirigendo il flusso energetico verso l’aspetto secondario del nostro cuore,il luogo dove l’anima si nasconde.
Questo mantra è la chiave per vivere in uno stato di Fede; chiediamo che le nostre anime a camminare, di sperimentare, di fare, nella nostra vita con la convinzione e la comprensione che il Divino sta lavorando in tutte le situazioni. Per sperimentare la fiducia, elemento fedele dell'amore nella nostra vita, abbiamo a volte bisogno di fare prima il lavoro per aprirci  e di avere fiducia del flusso  Divino che aiuta a trovare soluzione a ogni cosa

La pratica da eseguire insieme a questo mantra è semplicissima
Sedersi in posizione comoda, chiudere gli occhi  concentrandosi sul punto del terzo punto occhio( situato in mezzo alla fronte, nello spazio tra le sopracciglia). Il mantra è Sat Kartar. Quando cantate "Sat", tenete le mani in posa di preghiera davanti al corpo  mentre cantate "Kar", estendere le braccia ai lati del corpo a metà strada per la loro posizione finale (punta delle dita verso l'alto). Quando cantate "Tar", le mani sono completamente distese ai lati, parallele al pavimento e le dita verso l'alto. Il passaggio da ogni posizione deve essere scorrevole.

Traduzione da SpiritVoyage.com

Eghetta la mia sorella gemella e il TTIP

Voi non lo sapete ma io ho una sorella gemella si chiama Eghetta.
Ultimamente è faticoso tenerla a bada se fosse per lei -mamma mia!- non terrebbe mai a freno la lingua.
Ultimamente quanto parla e quante parolacce usa, solo ieri è stata diplomaticamente ripresa per avere scritto ‘sti cazzi. Per alcune persone "'sti cazzi!" è solo un intercalare folkloristico  così mi hanno detto Eghetta invece non lo dice mai fuori posto e senza ragione e quando lo dice non lo dice per essere folkloristica è proprio incazzata. Eghetta insegna che anche per essere scurrili ci vuole classe.Lei ne ha da vendere.
Chiede sempre venia, sotto questa sua apparente docilità in realtà sta  solo preparando il terreno per colpire.
Eghetta non sopporta più le parole "quelle dette alla cazzo",quelle dette senza pensare,quelle che sono davvero grosse e mancano di rispetto al dolore vero in nome del proprio vittimismo. 
Eghetta a volte ride con una superiorità delle persone che nemmeno io sopporto.

Ieri rideva del TTIP,rideva delle illusioni utopiche delle persone.
Nel mentre puntava il ditino su tizio e caio  mi diceva: -vedi quello là ha paura del TTIP-,-quello s'illude,quello pensa di andare contro il sistema,spera con la sua battaglia di fermare una catastrofe-,-ma non s'è accorto che è già tutto una catastrofe-. Punta il suo dito verso un'altra persona e continua: -vedi quella lì, vuole fermare l'arrivo di qualcosa che è già arrivato, gli hanno ciucciato tutti i diritti e tutta la libertà adesso ha paura di perdere qualcosa che in realtà non ha mai avuto-.

Continua Eghetta: -il sistema prima mette in atto i suoi progetti diabolici,lo fa piano piano,quatto quatto,quando poi tutti hanno inconsciamente accettato il suo progetto a quel punto lo rende ufficiale e solo allora la gente  comprende e quando comprende fanno le rivoluzioni ma ormai è tardi.
Il sistema dal canto suo li lascia alle pie illusioni di essere liberi di opporsi a qualcosa che è già in atto ed è stato già deciso-.
Hanno già mangiato chili di Omg,ingoiato farmaci di ogni genere,accettato leggi assurde,sono schiavi degli Usa e le sue multinazionali dal dopo guerra,credono di vivere in un paese con sovranità nazionale,una sovranità svenduta ormai da decenni.
Si fanno bollare ogni anno e fanno bollare i loro figli,cani e gatti con vaccini di ogni sorta.
Si mette le mani nei capelli Eghetta: -veleno veleno,quanto veleno ingurgitano e scorre nelle loro vene-.

-Vedi- mi indica Eghetta un McDonald pieno di gente,quel tizio là si preoccupa col TTIP non poter far più causa al Mc e alle sue carni chimiche ma a quelli là seduti dentro non gli e ne fotte nulla e mangiano,giù zuccheri,giù proteine malsane, giù morte.
-Senti senti che dice quella-, -parla male degli Usa e delle loro guerre,guarda guarda cosa sta bevendo la Coca Cola-.

Eghetta si cheta,ne vorrebbe dire altre di cose,si fa seria e umile come chi è ferito nei suoi sentimenti più sinceri e ingenui.E racconta:
Chiediti mia cara sorellina a quanto serva tentare di fermare qualcosa che comunque avverrà che ti piaccia o no.Chiediti come in questo sistema hai  fatto a tirare a campare fino ad ora. Chiediti pure per quali ragioni hai messo in atto da tempo delle scelte contro il sistema,e ti esorto a continuare a farlo.
Chiediti pure un mucchio di cose ma sappi che nessuna catastrofe sta arrivando che già non sia arrivata da tempo.Il disfacimento progressivo delle nazioni,gli abusi e le prepotenze contro le persone da parte del sistema sono  in atto ormai da decenni e decenni,se non secoli.”Lui”è qui  presente fra noi,sempre.
La maggioranza delle persone,in passato quando ancora non sapevi anche tu, ha accetto   in  silenzio nell'ignoranza ed ancora accetta l'egemonia degli Usa,la comunità europea,l'ESM,la dittatura delle banche, il ricatto della banca centrale  europea e tante altre cose.Ora tremare davanti al TTIP e come avere paura di morire dopo essersi suicidati.Mia cara il mondo è sopravvissuto   fin' ora   nonostante tutto lo farà   anche dopo il TTIP. Il come è relativo e soggettivo.

Questa sarà un'altra ennesima battaglia di un qualche tipo di ideologia  che cerca una battaglia nuova per giustificare la sua esistenza e il suo diritto di esistere;  vedi partiti e persone desiderose  di andare sotto i riflettori, tutto questo sarà materiale nuovo per nuovi scrittori. Le battaglie andavano fatte prima... prima che tutto questo iniziasse quando quei pochi denunciavano (fra cui vedi la  sottoscritta) e venivano presi per il culo,utopisti,complottisti, anarchici invasati senza regole e patria,figli del sogno utopico della  disobbedienza civile.
Ecco quei cretini mi cara stavano dicendo no ad un sistema già in essere e che stava diventando grande a dismisura non ad una ipotetica catastrofe in arrivo ma a qualcosa già di tangibile e presente.Dal canto tuo vai avanti e cambia quel che puoi cambiare e lascia che sia.Cambia nei tuoi gesti,nelle tue parole,nelle tue iniziative,ormai non c'è nessun sistema da combattere se non il volere del nostro ego.


Eghetta si beve il suo caffè  pensando a storie antiche degli schiavi delle piantagioni di caffè non diverse da quelle di oggi e prega per loro quelli di ieri e quelli di oggi: -"sti cazzi!-.

Ho capito ma quando cazzo finirà?



Dice  Osho: ci  saranno momenti difficili, ma un giorno vedrai  che quei momenti difficili ti hanno dato forza, proprio perché li hai affrontati. Erano necessari. Mentre li stai attraversando sono difficili, ma dopo vedrai che ti hanno reso più integrato.
Senza quei momenti non avresti mai trovato il tuo centro, le tue basi.
Fa’ che esprimere sia una delle azioni fondamentali della tua vita.
Se devi soffrire per questo, soffri pure,
ma non sarai mai un perdente.!!
Quella sofferenza ti renderà sempre più capace di goderti la vita, di celebrare la tua vita.
Continua


Ok,ho capito! A volte tuttavia è come leggere un oroscopo in negativo per un mese e ti dici –ma quando cazzo finirà?-.Tiremm   Innanz ! Che è meglio,chi si ferma è perduto.
Ovviamente non è che la mia parte spirituale sta perdendo colpi via via ogni tanto però  di dire ‘sti cazzi viene spontaneo,dalla sofferenza s’impara non ci piove ma prima o poi ‘sta promozione dovrà  pur arrivare.
Di tanto in tanto scendo dal mondo del sovrasensibile, lascio la nuvoletta del Samadhi per tornare umanamente nel circolo del saṃsāra.



Rivoluzione discorso ai giovani

Può aspirare a un evento rinnovatore dell’umano, chi sappia riconoscere l’assunto cosmico della sua aspirazione. Essa comporta una responsabilità individuale capace di fare appello al principio superindividuale, che solo può liberarla dai vincoli fittizi del mondo e darle modo di operare incondizionatamente per la fraternità umana. Può aspirare alla Rivoluzione, chi muova dall’idea che essa è nel suo primo sorgere nella coscienza, sì da ravvisarla come essenza della fraternità. Chi cerchi la fraternità, infatti, la vede scaturire come idea, che congiunge individuo a individuo, vita a vita, opera a opera, dall’interna identità di ciascuno, o dallo spirito, che sa sempre ritrovare nell’ altro se stesso. Si può aspirare alla Rivoluzione, se si scorge l’idea che muove l’umano, la natura, la storia: non l’idea della dialettica hegeliana o marxiana, ma quella che si accende nell’intimo dell’anima come luce di conoscenza, principio di azione, virtù risolutrice dell’intelletto astratto.


Si può credere nella Rivoluzione come nella forza del meditare profondo che rinnova l’individuale, e, rinnovando l’individuale, ha il potere di rinnovare la relazione umana: ma è in realtà sperimentare la forza sovrarazionale del pensiero, che opera come obiettiva forza d’amore, in quanto ricongiunge nella coscienza l’umano con il superumano. Mostreremo come l’autentica azione rivoluzionaria scaturisca dalla possibilità che il moderno uomo razionale ritrovi in sé, oltre il limite mentale, il mondo delle idee viventi a cui un tempo attinse Platone. Quel livello fu raggiunto da un antico filosofo, appartenente alla nobile razza dei portatori dello spirito: a quel sublime livello dunque si elevò un tempo l’umano, nella forma mistica o estatica, lucida. Oggi quel livello può essere raggiunto nella forma cosciente, lucida. Dai pochi capaci di una simile esperienza, comincia la reale Rivoluzione. L’umanità non necessita di dialettiche rivoluzionarie, che non hanno in sé potere di mutare qualcosa, bensì di uomini capaci di un mutamento di coscienza, di una misura nuova dell’umano, quale è richiesta dall’attuale condizione di inavvertita caduta nel subumano. 

Quando Hegel parla dell’estasi alla quale Platone deve l’esperienza sovrasensibile, sembra stupire che i moderni non comprendano come Platone conseguisse tale estasi nell’esperienza del concetto puro. È evidente che Hegel parla di qualcosa che gli è familiare: il trascendimento del mentale mediante il pensiero puro. Il compito a cui viene meno Hegel, nello svolgere la dialettica dell’idea, è il riconoscimento della realtà trasmutatrice della coscienza insita in tale esperienza metafisica: la possibilità di percepire direttamente il moto dell’idea come ente meta dialettico: possibilità che svanì nel nulla delle dialettiche successive, materialiste o idealiste. Tale possibilità è il germe di quel mutamento di coscienza che la situazione attuale dell’uomo chiede disperatamente, senza che i filosofi, o gli psicologhi, o gli "spiritualisti", mostrino minimamente averne consapevolezza. 

Riteniamo che abbia diritto di chiamarsi Rivoluzione soltanto l’azione rinnovatrice che scaturisca da un tale mutamento di coscienza, ossia dal coraggio interiore di uomini capaci di comprendere che cosa deve veramente essere superato nell’individuale natura, perché il rinnovamento abbia inizio.

Massimo Scaligero

M. Scaligero, RIVOLUZIONE discorso ai giovani, Roma, Perseo, 1969, pagg.7-9

Le parole

  del 26/09/2012

Ci sono istanti in cui vorrei parlare  mi chiudo però in un ostinato silenzio  silenzio.

Spesso avviene che qualcosa di cui parli non rimane vivo nella memoria di qualcuno.
Allo stesso modo  può accadere che  le tue parole provocano solo una flebile emozione nell’anima di chi ascolta.
Eppure a volte le parole hanno il potere di distruggere o ridare splendore alla vita di chi ascolta o legge.

Ho sempre creduto, sebbene nello sconforto ancora credo, nella forza della comunicazione
sia  scritta o orale, sono convinta che a livello dell'inconscio qualcosa dentro muta e ti faccia agire
qualcosa  dal profondo spinge alla  ricerca di suggerimenti per una vita migliore tra quelle parole non tue.

Nonostante ciò a volte mi accorgo di come le esistenze altrui  dure e provate nei sentimenti,calpestate nei diritti o semplicemente messe alla prova dalla vita stessa finiscano con una notte di sonno nel dimenticatoio.Non se ne tiene memoria ci si dimentica la lezione, a nulla serve il loro esempio.

C’è pensando alla sua vita chi adotta la tecnica dello struzzo e chi si auto-convince di non poterci fare nulla mentre nello loro esistenza nulla cambia, non si acquisiscono valori e consapevolezze nuove,  semmai avviene un attaccamento ancora più egoistico alla propria esistenza dimenticando le “sfighe altrui " per fare posto solo alle proprie perchè di sfighe si tratta  in termini terra terra, perchè questo è ciò a cui si  vuole credere.per il nostro Io  non vi è mai un "effetto causa" per il nostro mal di vivere, di questo passo avviene che invece di imparare "disimpariamo"  i valori che contano   finendo per zittire  il proprio sé,alla fine la via che imbocchiamo non ci appare mai  quella  giusta chiusi nella nostra sfiga e nel nostro “personale “ malessere .


Tra i commenti più belli Maurizio C e MrLoto: Il passato

Certi commenti sono molto più dei semplici commenti,diventano un post nel post.

Commento di  Maurizio C al mio post  Fase cazzeggio il mio errare,la guerra,ecc

Conoscere la storia, così si dice, serve all' uomo per non ripetere gli errori del passato, o almeno dovrebbe, visto che ci sono diversi esempi di ripetizione di errori già commessi in precedenza. Anche se ovviamente poi uno dovrebbe contestualizzare il periodo storico, la società del tempo che si prende in esame e tutta una serie di fattori che possono cambiare un pochino le carte in tavola.
In ogni caso, sul piano personale, credo che ciò che è stato ieri sia sempre utile, oggi, tenerlo a mente, parlo quindi di situazioni anche semplicemente nostre, della nostra vita: aver commesso, ieri, un errore può servirci, oggi, a non ripeterlo, ma anche al di là degli errori, capire che ciò che abbiamo vissuto nel passato ci ha resi così nel presente è importante e significativo per prendere la maggior consapevolezza possibile di noi stessi. Che è, poi, credo il miglior modo di stare al mondo, essere cioè pienamente consapevoli di chi si è, del da dove si viene e di dove si intende andare.

Commento di MrLoto al medesimo mio post citato sopra

Nella vita capita spesso di dover "ripercorrere" le stesse strade e riaprire le stesse porte perché siamo in continuo mutamento, e non sempre quel che abbiamo percepito la prima volta è uguale alla seconda ed alla terza; personalmente credo che tutto ci si riproponga fino a che non impariamo quello che è necessario per noi capire.
Per quanto riguarda le citazioni che hai proposto, Marco Aurelio è sempre quello che mi colpisce maggiormente, trovo i suoi scritti molto consapevoli e saggi. Quindi ti saluto con un suo scritto che ho riportato anche nel mio blog e che mi piace molto:
"…. ormai è necessario che tu comprenda di quale mondo sei parte, Chi sia Colui che governa il mondo e che di Lui tu sei l'emanazione; che un limite di tempo è stato a te prescritto. E se non saprai approfittarne per fare in te serenità e luce, quel limite passerà e non ti sarà concesso ripetere."

Fase cazzeggio il mio errare,la guerra,ecc

A volte per una mia strana perversione d'animo mi ritrovo a percorrere all'indietro passi già percorsi.Varco nuovamente porte che avevo chiuso; in realtà chiudo sempre temporaneamente, so bene che la mia fame o sete ogni tanto non più per conoscenza ma per  pura osservazione, piacere di scoprire e curiosità mi faranno ogni tanto varcare quelle soglie.
Non entro nel dettaglio, non ne ho voglia, e il dettaglio andrebbe poi approfondito e di questo ne ho ancora meno voglia.
Ci sono; chiamiamoli luoghi; così mi piace definire alcuni rami delle scienze umanistiche, della spiritualità e dell'esoterismo, luoghi non libri o siti, o associazioni, semplicemente luoghi in cui tutto è ribaltato, lontano e arcano.Luoghi dove l'anima arriva prima della mente questo prodotto stupefacente nelle sue funzionalità ma a volte altrettanto stupido nella sua logica e capace di vivere un illusione come se fosse realtà e la realtà come se fosse un illusione.

Con sommo piacere scopro nel mio ripercorrere che quel vuoto di conoscenza o meglio di cultura; la conoscenza è ben altra cosa,non è più la forza trainate del mio errare in certi luoghi.La gioia dell'osservazione e la silenziosa assimilazione dei fatti,delle parole e teorie sono le mie nuove guide del mio viaggio virtuale.

Nel mio errare ho trovato questo:

"Quando le nazioni non riescono a risolvere con saggezza le loro controversie, ricorrono
alla guerra. Allora, delle quattro operazioni di cui si compone l’aritmetica, l’uomo ne svolge
solo due: la sottrazione e la divisione. Con la prima sottrae al suo simile gli averi, gli affetti,la vita, e con la seconda dissesta le unità sociali e territoriali, separando un popolo da un altro,parcellizzando etnie e gruppi. Aiuta, nella seconda opzione, il muro, strumento di divisione per eccellenza"

I latini dicevano divide et impera,senza molti altri discorsi.
Io suggerisco di mutare il termine nazioni in uomini: “quando gli uomini non riescono a risolvere con saggezza...” in sostanza nazioni,Stato,governo sempre di uomini si parla.

Lo scritto sopra è un estratto da un articolo a mio modesto parere molto bello eppure intelligente,consiglio la lettura a chi possa interessare di perder tempo per una qualsiasi riflessione,se non altro per ammazzare la noia di una giornata di pioggia.

Un altro paragrafo che mi è piaciuto:

Marco Aurelio era solo nella sua tenda,la lampada a olio pendente da un palo di sostegno, due
sagome rigide le sentinelle all’esterno, le loro ombre allungate dai fuochi di bivacco, la mano con la punta di sanguigna correva sulla pergamena vergando i pensieri dell’uomo piú potente e più solo di Roma e del mondo da essa governato. Un uomo che aveva in mano i destini di milioni di altri, eppure le parole che egli ha consegnato alle sue Meditazioni rivelano la consapevolezza della pochezza animica e ideale umana, per via che la guerra ridimensiona i contendenti a creature che nulla più hanno della supremazia riconosciuta all’uomo dall’ordine naturale e dal disegno imperscrutabile degli Dèi: «Un ragno,quando ha catturato una mosca, crede di aver fatto chissà che. E così crede chi ha catturato un Sarmato. Né l’uno né l’altro si rendono conto di essere soltanto due piccoli ladri»...

Questa parte dell’articolo invece ha fatto nascere in me un sorriso spontaneo, non saprei se di commiserazione o tenerezza per la nostra debolezza umana pensando a Renzi e company.
"Marco Aurelio.Proclamato imperatore, al Senato che gli consigliava di rinnovare le leggi dello Stato ritenute obsolete, rispose che non i codici fanno il bene di un popolo, ma l’esempio di chi lo governa. E alle parole fece seguire i fatti." Lui,Marco Aurelio certamente lo fece le persone sopracitate di nuove leggi e regole ne hanno fatte molte:ridicole e per i perbenisti, di fatti pochi e quei pochi sono volti a dare il cattivo esempio. Sebbene è da anni che mi chiedo se non sia il popolo ad aver dato cattivi esempi al governo.

Tornando alla guerra,un giorno per caso lessi una di frase Osho che spazzò via il mio  più grande conflitto
-Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio.
Non è contro la guerra, perché essere contro, qualsiasi cosa, è essere in guerra.
Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste-.

E compresi alcune cose di me.

L’articolo sopra lo potete trovare su larchetipo.com, numero di settembre: in Socialità,Virus di O.Tufelli

L’ottimismo: Vajrapradama Mudra

L’ottimismo come forza interiore è prezioso e fragile.Per questa ragione va alimentato.
L’ottimismo è il padre di tutte le forze interiori e l’arma più adatta contro ansie e timori.                                                 

                                         Le quattro candele

Quattro candele accese conferiscono a una stanza altrimenti scura un alito di calore e un senso di protezione.Se si rimane in assoluto silenzio si possono percepire i loro sussurri.

La prima dice: io sono la Pace,ma che prospettive ho in un mondo in cui regna tanta ostilità?
Non voglio più ardere.La sua fiamma si fa sempre più esile e si spegne.

La seconda dice: io sono la Fiducia, a cui più nessuno crede.Appena pronunciate queste parole la sua luce si spegne.

La terza dice: io sono l’Amore e sono avvilita difronte alla totale indifferenza degli uomini. Un debole soffio di vento  spira nella sua direzione,e anche la sua luce si spegne.

Un bambino varca silenzioso la soglia della stanza e si accorge che non ardono più. Si intristisce.
Allora parla la quarta candela: non preoccuparti, io sono l’Ottimismo, finché ardo anche le altre candele potranno essere riaccese. Con gli occhi che brillano il bambino prende la candela dell’ottimismo e riaccende le altre.

                                              Vajrapradama Mudra

Vajrapradama Mudra (Thunderbolt Seal)


Appoggiate le mani in alto, sullo sterno. Qui, secondo gli antichi saggi, si trova la camera segreta del cuore, e secondo gli yogin è proprio qui che gli dei hanno nascosto il potere supremo e la forza dell’uomo, in modo che non faccia sciocchezze.
In questo mudra le dita vanno a formare una sorta di trama, la quale rappresenta l’intreccio che esiste fra l’uomo e la divinità. L’ottimismo più totale e profondo culmina sempre in una relazione, in un legame che l’uomo intesse con Dio.

Questo mudra non dovrebbe essere praticato solo in caso di sfide consistenti, perché è in grado di portare sempre ,nel nostro quotidiano, un po’ di levità e gioia in più.

Estratto da  Il potere dei Mudra di Gertrud Hirschi

 Qui trovi altre Mudra

Una casa per amica:Cosa mi aspettavo venendo qua

                                                               Gennaio

Cosa mi aspettavo venendo qua?Nulla,Bertilla cara.
Sapevo dove volevo andare ma non quello che potevo trovare, alla fine per dirla tutta probabilmente non avevo nemmeno idea di dove volevo approdare.
Ho solo letto un annuncio d'affitto per caso in rete.Ho risposto con l'idea di fare una cosa diversa,la scusa per un fine settimana via da tutti.Un posto nuovo,aria nuova.
Avevo completamente trascurato che la casa in questione era duecentocinquanta chilometri di distanza.
Mi sono presentata:normale,come chi cerca una casa per le vacanze.Ho passeggiato su e giù per il corso.girato in tondo per la piazza una decina di volte.Mi sono seduta al "Bar Marina" per un caffè.Ho pensato.Molto.
Bertilla cara,come mi sei piaciuta tanto...come mi è piaciuto tutto subito.
Sono tornata a casa quasi certa,che non ce l'avrei  fatta mai.
-Starò via per un anno-sono cascati tutti dalla sedia.Hanno commentato.Ho lasciato dire ed ed eccomi qua.
Non faccio più cose aspettandomi qualcosa.Sensazione a me estranea,ho solo voglia di lasciare che tutto sia come dev'essere.
Le miglior cose che mi sono capitate in questi ultimi mesi sono proprio quelle che non mi aspettavo.
Ho camminato sulla spiaggia,solo per passeggiare ed ho incontrato una bambina,con lei ho trascorso due ore meravigliose inaspettate.

Mi sono seduta alcuni mesi fa al tavolino del bar di Marina solo per bermi un caffè e lì ho maturato la mia scelta di venire a vivere qui per un po' di tempo,e sempre in quel bar oggi  ho trovato una "seconda famiglia" .
Non mi aspetto più nulla,ho smesso di farlo del tutto il giorno che sono arrivata qua.Passeggiando per il paese giorno dopo giorno ho compreso che l'importante è muovere un passo  poi il resto si vedrà strada facendo.
Esco per andare in edicola,Marta mi dirotta per un caffè che si trasforma in una piacevole chiacchierata,dal fruttivendolo Paolo  mi invita per una pizza e mi ritrovo in mezzo ad una piacevole compagnia.L'importante è muovere un passo e dire "sì".Un solo passo ogni giorno è vedo la mia vita  trasformarsi, mi vedo cambiare.Come sarà il giorno che tornerò a "casa" quella di sempre ,al lavoro di sempre?Nulla potrà essere uguale,non c'è più la me che è partita.

Ammetto prima di partire avevo una vaga idea di quel che volevo provare:la solitudine.Volevo comprendere cosa si può imparare dalla solitudine.Ho realizzato che in realtà soli non lo si è mai davvero,se non si vuole.
Della solitudine non ho capito poi molto,tuttavia ho imparato cosa si ottiene quando si dice sì alla vita e al cambiamento.