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Fase cazzeggio: Sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere

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Va bene sono in una delle mie tante fasi di cazzeggio,mi prudono le dita e anche il cervello,vorrei scrivere...ma di cosa?
So per certo che vorrei scrivere,giusto per riappropriarmi un po' del mio tempo e un po' perché funge da sedativo,scalda e quieta.
Scrivere di me? Che palle...non ho mai parlato così tanto di me come da quando ho il blog, mi sono venuta a noia da sola; o delle cose che mi piacciono è l'ovvia e scontata ulteriore risposta ma una pigrizia latente e letargica fa rimbalzare l'idea nemmeno dovessi alzare 50 chili. Anche Eghetta dopo le battaglie di questa settimana sta pacificamente dormendo sapete come è... il famoso riposo del guerriero,quando ci vuole ci vuole.
Allora cazzeggio fra le pagine di un libro -oh questa mi piace tantissimo- ...vado alla ricerca dell'autore un certo Douglas Malloch, di certo il 90% della popolazione mondiale lo conosce, io no. Ebbene questo Douglas è un scrittore e poeta statunitense; ho pure scoperto che alcuni versi della poesia che mi è piaciuta sono stati citati anche da Martin Luther King durante un suo discorso del 1967, letto questo piomba su di me l'ombra della mia ignoranza e Eghetta dal divano urla -ma come cazzo, non gli avevi mai sentiti? No!- Eghetta ripiomba nel sonno,duro colpo questa mia lacuna per un Ego maestoso come lei; ho ben presente I have a dream, ho ben presente altre cose su M.L. King ma questi versi citati anche dal King mi sono davvero sfuggiti.
Comunque sia...non ho indagato molto su 'sto Douglas non ne ho voglia...ma la poesia è bella e questo per ora mi basta.

Rileggendo bene la poesia ho anche capito perché a Eghetta questa lacuna non è andata giù "sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere" un motto per lei, la sua causa e la sua bandiera. Fa nulla se poi a volte riesce a essere anche il peggio di se stessa...ma per lei è sempre il meglio.


Sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere
 

Se non puoi essere un pino in cima alla collina,

sii una macchia nella valle, ma sii

la migliore, piccola macchia accanto al ruscello;

sii un cespuglio, se non puoi essere un albero.

Se non puoi essere un cespuglio, sii un filo d’erba,

e rendi più lieta la strada;

se non puoi essere un luccio, allora sii solo un pesce persico-

ma il persico più vivace del lago!

Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere anche un equipaggio,

C’è qualcosa per tutti noi qui,

ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono anche di più piccoli,

e quello che devi svolgere tu è li, vicino a te.

Se non puoi essere un’autostrada, sii solo un sentiero,

se non puoi essere il sole, sii una stella;

Non è grazie alle dimensioni che vincerai o perderai:

sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere.

(Douglas Malloch)

Non ci siamo proprio

Non ci siamo proprio,qualcosa si è interrotto per fare spazio ad altro,questo "altro" se da un lato mi porta per vie nuove dall'altro lato mi fa provare una lieve nostalgia per qualcosa di vecchio. Qualche vecchia abitudine, qualche vecchio modo di passare il tempo, interessi lasciati in attesa di una possibile continuazione che sono quasi certa che non avverrà mai in quanto ora come ora discordano da come sono adesso.
Qualcosa di lasciato alle spalle mi lascia un po' di rammarico per la ormai "passata" leggerezza di  trascorrere il tempo comunicando con alcune persone o perdendomi in brevi istanti di ozio, in quando da un  lato ho sentito la spinta a rompere gli schemi da un altro lato è stata un po' una prepotenza  esterna come da parte del mio lavoro e del tempo che sembra non bastare per farci stare dentro tutto mentre la sera crollo davanti ad un libro o una rivista dal sonno.

Un cambiamento al lavoro che ha un po' stravolto i miei orari e i miei tempi, come sempre mi accade ogni tot di tempo il mio equilibrio deve andare alla ricerca di un suo sostituto.Nel medesimo modo sono mutati alcuni rapporti con certe persone reali e "virtuali". Difronte al muro, e non senza fatica ho scelto di fare dietro front e abbandonare certe vie, per cui ammetto di non essere troppo avvezza, paziente e forse comprensiva...d'altra parte vivo qualcosa nel mio privato che mi rende ora come ora poco comprensiva perché satura di certi atteggiamenti e medesime parole che spesso si trasformano in alibi e vengono fatte ricadere su di me concludendo i discorsi spesso in tal modo -fallo tu,tu puoi,per te non è un problema-.quindi la mia non comprensione è più indotta dal mio stato emotivo  che arbitrariamente voluta per altre possibili ragioni. Non ho più voglia di capire, nonostante capisca benissimo e so per certo che nemmeno il mio stato emotivo non può trasformarsi in un alibi per fare tout court ogni volta che mi aggrada.

Mi manca di certo scrivere, soprattutto il racconto che avevo iniziato "Una casa per amica", la costruzione del mio mondo su misura. Un racconto in bilico fra fantasia e realtà. Un mondo in cui riuscivo a perdermi e attraverso cui  riuscivo a fare allineare tutto ritrovando il mio equilibrio. Se da un lato ho lasciato andare qualcosa al contempo mi rendo conto che vi è qualcosa che devo trattenere e con costanza continuare. Questo prendere e lasciare mi sta aiutando a comprendere cosa davvero sia importante per me, cosa davvero conta nel  mio stile di vita dove voglio davvero andare...ma questa transazione porta con sé anche un po' di caos, e qualche momento di instabilità, dubbi nella mia sfera emotiva, cose del tipo: da dove vengo,dove sono e dove voglio andare...faccio bene o male? E se avessi torto? E se fossi stronza davvero? O sono solo stupidamente ingenua su certi piani esistenziali ? E per una strana forma di letargo precoce rispetto alla stagione,visto che persiste da qualche mese non ho neppure fretta di trovare le risposte.

All’amico Wolfghost e un po’anche per me, per ricordamerlo un giorno.

Ciao Wolf a dire il vero mi sorprende leggerti qui, sebbene lo comprenda. Avrei trovato del tutto lecito da parte tua un breve periodo di "chiusura" per elaborare quanto è accaduto,ma da un lato so che è un modo per fare andare avanti la vita, questa meravigliosa "cosa" che a volte ci porta qualche pena di troppo e per te e Lady Wolf è da qualche tempo un periodo difficile, ve ne sono capitate un po'.

Non sei stato ipocrita a dire certe cose ad altri, sappiamo tutti quanto sia facile dire ad altri "tirati su,tutto andrà bene,passerà..." in quel momento eri sincero e sapevi benissimo che le cose devono andare così: avanti comunque sia perché siamo circondati dalla vita, vita di cui dobbiamo prenderci cura.Quando il dolore tocca a noi è fondamentale che ci sia chi ci ricordi le medesime cose,perché il dolore oscura la nostra capacità di vedere in profondità, di accettare  le cose per come stanno, mette il nostro equilibrio alla prova come tutte le cose in cui abbiamo sempre creduto e allora è importante che ci sia qualcuno che ce le ricordi e che noi cerchiamo di ricordarcelo. gli altri sono un po’ il nostro faro nella nebbia, per quanto a volte nel nostro dolore cerchiamo di tapparci le orecchie e non sentire quello che potremmo fare,che sappiamo vero ma la volontà ci viene meno e dobbiamo mettere in atto un atto di volontà notevole. Così come in alcuni casi praticare l’onestà con se stessi, e questo è assai ancora più difficile.


Due giorni, sono veramente pochi per essere limpidi dentro e per assurdo rimanere anche da soli con la nostra sofferenza e lasciarla scorrere è importante, accogliere e accettare che di fatto stiamo soffrendo.Quando sarà tempo di ricominciare si ricomincerà, perché inevitabilmente quel tempo deve arrivare per forza perché da te c'è chi si aspetta e chi da amore come Lady Wolf,il piccolo Tom.Tu e Lady Wolf siete persone che danno tanto amore si sente lontano chilometri, si vede dalle  quotidianità espressa nelle vostre foto.
Prenditi solo tempo e lascia alle persone a cui un tempo hai detto quello che sentivi giusto di ricordarti le medesime cose.
Un bacione a te e a Lady Wolf.
p.s Quando esorto con qualche massima,come tu stesso scrivi: vera ma di difficile applicazione,alla persona a cui la dico gli ribadisco  sempre -il giorno che "sbarello" ricordamelo di avertela detta e se non reagisco pigliami a calci in culo". Quindi se mai ce ne sarà bisogno ti esorto a ricordarmi quanto ti ho scritto ora.

Non sempre la gente è pronta ad aprirsi.

 

Risultati immagini per La ricerca della felicità

“Non sempre la gente è pronta ad aprirsi. Io a volte sorrido alle persone, e questo le porta a guardarmi ancora più sospettosamente. La gente ha i suoi problemi e le sue frustrazioni, ma anche se non reagiscono immediatamente, non mollare.”
(Tenzin Gyatso)

Qual è la prima cosa che si pensa leggendo questo aforisma? Che è tutto vero o in parte.
In quale parte dell'aforisma tendiamo di più a immedesimarci? In quella di Tenzin o nelle "persone" di cui parla?
Generalmente accade che quasi tutti ci immedesimiamo nell'autore dell'aforisma raramente "nell'imputato".
Noi vorremmo,ci piacerebbe, stare dalla parte della verità,o di quanto percepiamo che sia vero nelle parole di qualcun altro.
Spesso vorremmo essere i protagonisti che sono dalla parte giusta.
Raramente avviene una lettura al contrario dell'aforisma o delle belle citazioni,una lettura che possa farci fare un esame interiore con coraggio e ammettere che a volte gli "imputati" di cui si parla siamo noi.Eppure lo trovo un ottimo esercizio chiedersi ad esempio nel caso dell'aforisma sopracitato "ma io sono una che si apre?"

Per quanto mi riguarda quando qualcuno mi sorride non mi par vero.Che evento,sa quasi di miracoloso.Però ammetto da un po' di tempo mi accade spesso.Sarà forse che ci faccio più caso a quei sorrisi? Sarà forse che il mio viso è disteso e non rabbioso?
Quando una persona sconosciuta attacca bottone con me non lascio mai cadere nel vuoto il suo tentativo, salvo casi in cui ecclissarsi è opportuno.
Io mi apro su questo non ci piove,così come a volte timidamente e a volte con scioltezza sorrido.

Io non mi apro e anche su questo non ci piove quando si tratta di tirare fuori il mio sentire interiore con le persone che quotidianamente ho attorno.
Il sentire interiore va oltre il sorriso, il sentire interiore è l’ intimità dei miei pensieri, sensazioni, a volte delle mie congetture sul mondo,Dio, la vita e altro ancora, che richiedono di sottoporsi ad un certo rischio se espresse apertamente. È come servire un piatto culinario che verrà soppesato e dovrà essere degustato dal commensale. Non è tanto che il giudizio  possa essere  negativo che mi  frena  ma quanto e  come potrebbe essere accolto, accettato, compreso, elaborato insieme. E che  non si trasformi né in una mina vagante né in un'arma impropria che prima o poi mi sarà puntata contro.Oppure accolti come stupidi discorsi filosofici e un mucchio di fesserie spirituali. Se non peggio come parole da film.

Insomma, mi chiedo quanti di voi nella vita hanno avuto la fortuna di poter avere un dialogo stile "La ricerca della felicità " con parenti, amici o uno sconosciuto? Ad esempio come questa la più quotata nel web:"Hey! Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Neanche a me. Ok? Se hai un sogno tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila.Punto" Ditemi di sì  vi prego. che a voi è successo. Per farla breve, a me è accaduto ciò di più nel web che con le persone che ho vicino.
Si potrebbe sostenere che non ci ho mai provato, e qui casca l'asino. L'ho fatto. Di fatto nulla, risposta:"certe cose accadono solo nei film".Già peccato che io non sia un’ attrice, che questo non è un film e sta accadendo davvero ma...certe cose sono solo da film.Appunto.E allora le cose che vorrei dire le lascio dire ai film. Perché così sembra più sensato a chi le ascolta. Pena poi sentirmi dire -come mi piacerebbe sentirmi dire quelle parole lì-.Grrrrr!