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Fase cazzeggio: Seminando...non so dove arriverò

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Cosa puoi scrivere quando l'emozioni sono come le nuvole. Cosa si può scrivere quando è tutto un caleidoscopio   di sensazioni.
Tutto quello che vivi lo vivi dentro, come puoi spiegare al mondo che sei semplicemente felice e stai bene. Senza un vero motivo...semplicemente così è.

Ci sono cose che semplicemente sono inaspettate, meravigliose.
Ci sono coincidenze che continuano a ripetersi,vogliono indicarti la strada.

Il post precedente è nato da quello prima ancora, quello di oggi ancora si lega a quello di "ieri"; un oroscopo nulla di più banale e guarda un po' qua cosa racconta :

Come si riproducono le piante? Generando semi destinati a viaggiare. I semi delle orchidee e dei denti di leone sono così leggeri che possono percorrere lunghe distanze fluttuando nell’aria. Quelli di asclepiade sono un po’ più pesanti, ma si lasciano facilmente trasportare dal vento. Quelli di digitale e di platano riescono a galleggiare anche sull’acqua. Gli uccelli e altri animali sono i mezzi di trasporto dei semi di bardana, che si attaccano a piume e pellicce. Spero che queste considerazioni stimolino in te idee creative su come disperdere i tuoi semi metaforici, Capricorno. È ora che tu esprima con forza la tua natura, lasci il tuo segno e diffonda la tua influenza.

Ancora semi...sarà per via della primavera...ma tutto sommato questo mi piace, mi lascia spazio per sognare, realizzare,comprendere...seminare.

Fase cazzeggio una canzone al momento giusto e al posto giusto

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 Ora...raccontarvi come e perché Jackson Browne dopo un gran numero di anni è ritornato per così dire nella  mia vita è storia lunga. È rientrato alla grande  con quella che era la mia canzone preferita per trovare  terreno più fertile con un'altra sua canzone-
E questa canzone sua For a dancer  ha anch'essa una sua storia, quando il destino misteriosamente mette in atto la serie delle sincronizzazioni e delle strane coincidenze.

Solo il giorno prima MrLoto (sempre più alla grande protagonista nei miei post ;-) ) scrive nel mio blog queste parole "...
Puoi aiutare qualcuno ad aprire una porta. Ricordati che questa capacità di analisi e di espressione sono un grande dono." in riferimento al post precedente.
Il giorno dopo, storia più che lunga da raccontare un po' complessa nel suo genere, di fatto For a Dancer giunge fino a me quasi in via del tutto casuale ( ma il caso non esiste) e con uno scopo ben preciso.

" esegui i passi che ti sono stati mostrati,
da tutti coloro che hai conosciuto,
finché la danza non diventa realmente tua,
non importa quanto vicini ai tuoi,
sono arrivati i passi di qualcun altro.
Ma  alla fine c'è un'unica danza.
la farai da solo...
Sei diventato un danzatore,
da un seme che qualcun altro ha gettato.
continua e getta semi che ti appartengono 
da qualche parte  tra quando arrivi e quando te ne vai"

Ecco in realtà tutto quello che volevo scrivere era solo di dirvi di continuare a gettare i vostri semi.
Quei semi che lasciate fra un vostro scritto e un altro,quei semi che a volte entrano nel cuore di qualcuno e come MrLoto ha scritto posso aprigli  nuove porte, ,cambiargli  la giornata e a volte forse qualcosa di più.


Volevo solo dedicarla a tutti i miei amici blogger e non, continuate...continuate a spargere meravigliosi semi.

 




Tornando a parlare di scrittura...

 consolare 2

A volte mi capita di leggere qua e là su riviste o libri frasi che non so se definirle come vere epifanie o altro, assomigliano a porte che misteriosamente si aprono o solamente si schiudono lasciando intuire cosa vi si trovi oltre la soglia.
Frasi, ad esempio come questa “non so cosa penso finché non lo scrivo”. L’ho pescata nel libro della Gilbert, ve la ricordate ? L’ autrice di “Mangia Prega Ama”.
Questa donna per quanto mi riguarda riesce ad essere sempre e semplicemente in modo disarmante, almeno per me e nella mia vita, una boccata di aria fresca e leggerezza. Quella leggerezza che occorre per fidarsi di qualcosa di immensamente grande, quel qualcosa o qualcuno di misterioso a cui ti affidi e il tuo compito è semplicemente quello di vivere e accogliere.
L'ho provato svariate volte nella mia vita, quando ciò accade ogni cosa va al suo posto, ogni cosa si definisce con chiarezza, tanto da sembrarti assurdo e ridicolo tutto quel dimenarsi senza poi in realtà concludere nulla se non di sfiancarti e arrivare veramente esausta alla conclusione che forse sarebbe meglio arrendersi.
Tornando alla frase sopra citata di una certa Johan Didion; non so chi sia ma so ciò che è vero, almeno per quanto mi riguarda. Non so cosa penso finché non lo scrivo; e aggiungerei non so nemmeno quello che vivo dentro di me finché non lo scrivo, a volte neppure cosa desidero davvero finché non lo scrivo, solo ora lo comprendo con consapevolezza.
Quel che penso e sento esce a nudo solo quando scrivo per questa ragione questo periodo di silenzio monastico nei riguardi della scrittura é stato  una prigione interiore, stavo scoppiando, mi stavo riempiendo a dismisura di sentimenti, sensazioni che non riuscivo a  liberare. Razionalizzavo, catalogavo, etichettavo senza arrivare mai a nulla, anzi l’ansia incalzava ancora di più, bastardamente girava il coltello nella piaga, alzava la voce per farsi sentire: -alla fine mia cara dovrai pure guardarmi in faccia se scappi ti bracco, non ti mollo, scendiamo a patti e guardami. Buh ! Visto non sono così spaventosa, bruttina ma non spaventosa. Magari severa, assegno compiti onerosi e antipatici certo ma tu devi essere “educata alla vita” .
Addestrata a stare nel mondo con tutto il tuo essere, combatti i tuoi demoni. Sei figlia della creatività, sei donna e da tale devi vivere. Sii degna di esserlo-.

La Gilbert con questo suo ultimo libro ha colpito ancora...ancora mi porto appresso la nostalgia di Mangia Prega Ama e tutto quel che ho lasciato da allora incompiuto che oggi ritorna con questo altro libro per ricordarmi appunto quel che ho lasciato incompiuto.
Ed eccomi qui in questa domenica al parco che stava scazzando, grigia e incerta come me d'altronde quando ad un certo punto qualcosa dal mio profondo esplode, smania, sgomita. Non ho più tempo di aspettare che ci sia il sole per riconquistare il sacro e santo diritto d’essere, lo voglio adesso.

Se non scrivo divento matta proprio come la Gilbert stessa scrive, non importa cosa ne per chi purché scriva e la mia anima riacquisti la parola. Solo così mi conosco davvero, mi vedo per quel che sono e vedo le discrepanze fra chi sono in quel che racconto è quel che sono nel mondo.
Solo così Eghetta amata sorella ed io ci confrontiamo, scazziamo, litighiamo, facciamo pace.
Solo così la mia anima vive davvero, presente e infinita.
immagine di  Jung Eun Park, Shiori Matsumtotto




Fase cazzeggio; l'utilità della tempesta




° “Certe volte,sembra che vada tutto a fondo .In quel momento, vengo a galla io.”
Esattamente questo è quanto mi sta accadendo, ancora imperfetta, un po’ ammaccata ma tutto sommato sono venuta a galla. Sfacciatamente "IO". A tratti un po' pesante da sopportarmi, a volte urto il mio orgoglio, altre mi coccolo e mi amo. altre vorrei potermi disegnare diversamente...ma sfacciatamente  con  superbia e irriverenza  questa sono io...lascio fare.
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Va bene prudono le mani, le dita sono irrequiete. Se non scrivo scoppio.
A dire il vero non ho ben chiaro cosa scrivere, nemmeno so bene se tenerlo per me o condividerlo.
Fin dei conti il tuo vissuto potrebbe mai interessare a qualcuno ? Se è sì fino a che punto? Ma di tutto questo chi se ne frega...scrivi: "per amare te stessa, e voler bene agli altri, domani chissà potresti avere delle sorprese". L'ho letto su un libro e suona tanto come una “verità” una sacra verità.
Chi scrive lo sa bene che è così. Chi scrive sa anche che alla fine poco importa se qualcuno leggerà mai quello che ha scritto o se il foglio o il file finiranno cestinati. Quando si scrive per curare l'anima, per riequilibrare il moto delle emozioni, cullare i pensieri ha poca importanza pure quello che scrivi e come lo scrivi purché te ne liberi, lo accogli e lo lasci andare.
Va bene...non è così che avrei voluto ricominciare a scrivere...avrei voluto farlo piena di solarità, viva o quanto meno serena, temo invece che tutto il mio malessere, questo malessere provvisorio  fra le righe non si neghi e né si nasconda.
Fin dei conti  ma chi lo vuole nascondere? Sono ormai logora di nasconderlo pure anche a me stessa.
Oddio che non mi si fraintenda, in tutto questo caos vi è più pace di quanto non ne abbia avuto realmente in tempo di pace.  A tratti è pure eccitante e stimolante. Tutto è paradossale, luci e ombre che ben si amalgamano e pacificamente convivono.
Fin dei conti quando realmente le cose vengono a galla? Quando il mare è in tempesta e l'acqua con le sue onde scuote il fondale, lo rivolta e lo rivolta fino a far emergere tutti i rifiuti, gli scheletri,
tutto quello che deve essere spazzato via mentre quel che è vivo e funzionale tenacemente e senza alcun sforzo rimane radicato, anzi prolifica,crea, nutre. vive! Questo è ciò che ho sul mio fondale il resto è solo in più, tossico e inquinante.
Per tornare a galla sono inevitabili questi momenti di tempeste...
Ecco,ora va meglio...è un inizio, è un ritorno, è un certosino lavoro di riordino.


Certe volte,sembra che vada tutto a fondo .In quel momento, vengo a galla io.” questa frase l'ho trovata sulla rivista Donna Moderna, ho staccato la pagina e l'ho appesa ben in vista, rispecchia bene il sentire e quel che sta accadendo dentro di me in questo periodo.