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Come una rosa, forte e tenace

Cosa c’è di meglio di un esempio reale e  vicino alla gente comune, anziché  di aforismi e paroloni di maestri, per farti riflettere e ricordarti la forza insita nella vita:che vuole vivere e essere.

Volere é potere!

Domenica é arrivata dalla Svizzera mia zia di 86 anni. Ha affrontato un viaggio infinito a causa di un guasto che l'ha costretta a cambiare quattro treni, percorrendo un tratto di strada anche in pullman senza aria condizionata! Quando l'ho vista mi ha detto "Ho pregato il Signore ogni giorno affinché mi desse salute e forza per venire in Italia anche quest'anno, e sono qui!Non avrei sopportato l'idea di non farcela!" Vederla seduta sulla sedia, finalmente arrivata, stanca, sfinita, ma felice mi ha fatto commuovere e ho realizzato che la forza di volontà ti fa arrivare molto lontano. Spero di arrivare alla sua età con almeno la metà del suo coraggio e della sua tenacia!

Ti voglio bene cara zia dal cuore grande!

di Lacrime di cioccolato

Note: Questa anziana signora mi ricorda tanto la rosa, un fiore solo in apparenza delicato, in realtà è tenace e resistente alle intemperie.

0.99 per tre, tre piccoli buoni libri

Sto leggendo un libro che se non fosse stato per i suoi 0.99 centesimi non avrei mai comprato,credo che probabilmente nemmeno ne sarai stata attratta, ma mi son detta: -mah sì, cambiare genere fa bene,mal che vada visto il prezzo anche se finisce fra la carta straccia che male fa-.
Dunque, mi sono sbagliata.
"Candido di Voltaire",divertente, paradossale, catastrofico.Candido  è  giovane assai sfigato,ma come sempre  io dico: nulla avviene per caso. Idem dice il buon Pangloss nel libro"ogni cosa ha un effetto-causa, anche nella massima delle tragedie tutto va per il meglio perché così deve andare per una qualche ragione e per un buon fine".Solo leggendo il libro potrete capire cosa intendeva dire il Dr Pangloss.
In alcuni punti un po' noiosino e con scene degne di un horror,ma la  finezza  di Voltaire è grandiosa  sia nello stile come nel tessere la trama di Candido. Attraverso questa  opera  quasi allegorica Voltaire cerca di rispondere,in modo quando  tragico e quando  ironico sfruttando la legge dell' effetto-causa  una possibile  giustificazione al perché esista il male in questo mondo.

In tanto che c'ero mi son detta - Va' che mi prendo anche l'Anticristo di Nietzsche, tanto sono  sempre 0.99 centesimi-.Ebbene non sapevo che aveva un po’ di simpatia per il buddhismo,lo considerava come la religione più "positiva" dei suoi tempi, ovviamente in questo caso  concordo con il signor Nietzsche, come concordo le sue critiche verso la  chiesa Cristiana.Sorvolo sul fatto che considerasse Kant un idiota, ma qui non posso esprimermi , può anche darsi  che abbia avuto ragione, non saprei…se qualcuno può darmi delucidazioni in merito,grazie.

Visto che c'ero… il giorno dopo mi son detta -mah sì, visto che ero indecisa ieri, me lo compro oggi, tanto son sempre altri 0.99 centesimi ( un prezzo che sa un po' di presa per il culo)-,mi sono acquistata "Buddha.I quattro pilastri della saggezza" di K:E Neumann e G.De Lorenzo.Fino a ieri non sapevo chi era Neumann, ebbene se oggi  possiamo leggere la maggior parte dei testi scritti dai discepoli di Buddha in lingua Pāli,lo dobbiamo grazie alla sua, oserei dire sovrumana, opera di traduzione, meticolosa per sino nei dettagli.Ovviamente si ringrazia  anche De Lorenzo per avere portato avanti la traduzione in italiano.

Questi tre libri a prezzo così irrisorio,assai criticati per svariate ragioni sono della collana Live  della Newton Compton Editori. Non voglio mettere in dubbio le buoni ragioni di tante critiche, ma esiste un lato positivo in tutto, credo che chi legge poco,chi desidera avvicinarsi a generi per lui inusuali, o acquistare un testo un po’ impegnativo solo per curiosità(la collana è ben assortita di generi vari) questi libri a tal prezzo credo che siano l’ideale.Ovviamente per quel prezzo sappiamo bene, che non può esserci cura nella rilegatura,nella carta, nella correzione di stampa o nella traduzione.Ma…almeno per quanto mi riguarda  leggendo l’ introduzione a Candido di Voltaire, ho scovato un accenno ad un altro suo libro che mi ha incuriosito e ho messo nella lista dei prossimi acquisti, insomma al prezzo di 0.99 centesimi ho assaggiato il suo stile e mi piace, quindi direi che come strategia di marketing è buona, e forse potrebbe anche essere  per molti un buon incentivo ad avvicinarsi alla lettura e a generi nuovi, senza il rischio di spendere molti soldi,perché i libri hanno qui da noi costi esosi,per qualcosa che potrebbe deludere.Se pensate che nella mia lista dei  libri da acquistare ve ne sono due  al modico prezzo di 35.00 euro l’uno in offerta su un noto sito, insomma uno ci pensa un po’ , tant’è vero che ogni volta che passo in libreria ne leggo in un po’ di entrambe.Ma in questo caso credo che siano due libri che valgono davvero.E poi quando di uno scrittore o una scrittrice ci s’innamora o di un tale argomento ci si appassiona si osa spendere anche di più di 0.99 centesimi, in seguito.

Sigaretta esoterica

 

Può darsi che mi sia solamente sfuggito o che l' abbia presa con non curanza come se fosse la normalità, la routine, insomma   qualcosa che al mondo  sia  normale che una persona faccia.Fumare.
Una,due, tanto per scazzare,tanto per fare, tanto quanto basta per nascondermi.
Mi vien quasi da sorridere "fumo per tirare il fiato" fra una battaglia e l'altra,ogni sigaretta è come una pagina di un libro che volti in attesa del finale pieno di aspettative, o dell'epico vissero  felici per sempre, ad ogni sigaretta l'unica cosa che  davvero si volta e rivolta è il mio portafoglio, ed  il mio  io che si gongola.

Tutto, sebbene con leciti dubbi e di quando in quando con un po' d'incertezza, procedeva nella normalità assoluta,fino a quando Francesco mi fece notare che fumare è abusare di se stessi. Sistematicamente come avviene per le tessere del domino mi crollò tutto addosso, alla fine così tanto potente,risoluta e determinata non mi vedevo più.

Avete presente quelle belle frasi che si leggono qua e là? Tipo quelle di Gandhi che si trasformano in illuminazioni, vuoi perché le ha dette  uno come lui e quindi pensi che se l'ha detto lui potrebbe essere vero, vuoi perché suonano così bene: così forti e veritiere,e non puoi fare a meno di farle tue, di scriverle ovunque e di condividerle, ecco in quelle parole quando ci entri davvero dentro ti rendi conto di qual è la differenza fra fare  demagogia in questo caso spirituale e l'applicazione di tale massima, dopo due secondi comprendi che son tanto belle fintantoché rimangono parole,quando tenti di metterle in atto ti spacchi dentro, ti nascondi dagli specchi per non  vedere come sei davvero.
Gandhi disse: <La forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà indomabile>,davanti a questa sigaretta, la mia volontà non solo si dimostra  domabile, ma anche fragile e pure dormiente.A questo punto non è più  la sigaretta il problema, non lo è mai stata.Sono io il problema.

La sigaretta è una delle tante catene dell'anima, tu pensi che sia solo un gesto invece è un mosaico di azioni occulte.
Tu credi che sia un abitudine e come tale innocua al tuo spirito, invece è un serpente,e pure  di quelli tanto astuti.

Se fra me e il mio Dio interiore,se fra il mio io e il mio sé non vi fosse tutta questa distanza saprei perché fumo,saprei il "codice occulto" che ogni sigaretta ha dentro di sé,a quel punto saprei tutto di me.Ben inteso le sigarette non sono tutte le catene del mondo e nemmeno tutti gli abusi possibili che una persona può fare a se stessa, ma nel mio caso cominciano ad essere un problema.
Così scherzando ho battezzato il mio vizio di fumare la "Foresta Nera", ogni sigaretta è un albero animato, una zona della foresta, uno spiritello.Il risultato è che l'ho visto bene il perché fumo  e in quali situazioni, ho visto bene cosa si nasconde dietro.Ora di fatto è un problema.

Se cerco un fuoco sacro non sarà di certo nella fiamma dell'accendino che lo troverò,se cerco una passione che mi arde dentro non è certo sotto la cenere della sigaretta che la troverò.

Senza le mie sigarette mi sento senza armatura e indifesa...senza le mie sigarette dovrei rinascere di nuovo.

A volte ho la sensazione che mi tolgono fiato,non mi nutrono e usurpano la naturale bellezza dentro di me e fuori di me.

Non poteva mancare il paradosso, ma quando riesco a starne senza per qualche ora accade il miracolo.
Non sono più fragile di quanto credevo, non sono poi così smarrita,tutt’altro le idee son ben chiare e miei  atti consapevoli, mi sento immersa nella forte potere della libertà dalle catene.
Peccato  che il miracolo e  suoi effetti svaniscano dopo un po’ come un miraggio nel deserto.
Resto sola e consapevole…tremendamente consapevole.

L’insostenibile leggerezza dell’essere

 

Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all’amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati.
                                                                           Milan Kundera

La nostra storia

 

 

Se non sappiamo  rinunciare alla nostra sofferenza è perché questa fa parte di noi ci creiamo un’identità.Ma a volte la storia e la relativa sofferenza a cui siamo attaccati non sono più fidate.Se glielo consentiamo,possono anche intrappolarci. Possono diventare un’abitudine,un meccanismo senza uscita.Invece di plasmarla ed espanderla,possono smembrare e rimpicciolire la nostra vita.Si può essere altrettanto zelanti nel crearsi una storia falsa quanto nello scoprire quella autentica.
Per paura di dovere affrontare l’ignoto,per autocompassione,per perbenismo ,per disperazione,di fronte alle opportunità di conoscere la storia più profonda ,ci ostiniamo a ripetere la stessa identica storia di facciata.
Attaccarsi ad una storia fasulla equivale scegliere una vita che non ha niente a che fare con quella che realmente ci appartiene

Scrivere per crescere di Deena Matziger

L’amore maturo

Ormai  non mi sorprende più di tanto quando avvengono cose che apparentemente sembrano casuali, che il caso non esiste lo so.

Oggi nella mia mente vagava una scena...la scena di un abbraccio.Un abbraccio donato in segno di affetto e protezione ad una donna sulla quarantina da parte di un uomo che assiste al nascere sul viso di questa un grande sorriso, caldo, rassicurante e amorevole nei confronti di  una giovane donna coraggiosa, in procinto di determinare il suo destino e difendere le sue idee.L'uomo dell'abbraccio s'avvicina alla donna del "sorriso" e gli sussurra:
So a cosa stai pensando, è una sensazione che conosco bene, stai pensando -sto invecchiando, o per meglio dire sto crescendo-.È accaduto anche a me, ho compreso di non essere più tanto giovane il giorno che mi sono accorto che anziché avere bisogno di proteggere me stesso sentivo di volere proteggere gli altri".

Ed oggi spulciando fra i miei blog preferiti ho trovato questo scritto di Osho che riesce dare un senso ancora più ampio e un significato ancora più profondo a ciò che si nasconde dietro al sorriso di quella donna.Sebbene il discorso di Osho si centra sulla coppia, io credo che quanto dice sia valido non solo fra coppie  ma sempre, con chiunque e di qualunque  genere d’amore si tratti.

Ci sono due tipi di amore.

L’amore-bisogno” e l’amore-dono”.
La distinzione è significativa e deve essere compresa.
L’ ”amore-bisogno” o l’ ”amore-carenza” dipende dall’altro, è amore immaturo.
Tu usi l’altro, lo usi come un mezzo: sfrutti, manipoli, domini.
In questo modo l’altro è reso succube, viene praticamente distrutto; ma anche l’altro fa esattamente la stessa cosa: tenta di manipolarti, di dominarti, di possederti, di usarti.
Usare un altro essere umano non ha niente a che fare con l’amore: sembra amore ma è una moneta falsa. Eppure questo è ciò che accade al novantanove per cento della gente perché la prima lezione d’amore la impari nella tua infanzia…milioni di persone rimangono infantili per tutta la vita, non crescono mai.
Invecchiano, ma nella loro mente non crescono mai; la loro psicologia rimane infantile, immatura. Hanno sempre bisogno di amore. Sono sempre affamate di amore, lo bramano come il cibo.
L’uomo matura nel momento in cui comincia ad amare piuttosto che ad avere bisogno. Comincia a traboccare a condividere, comincia a donare.  La differenza è fondamentale.
Nel primo caso ciò che importa è avere di più; nel secondo, l’importante è come donare sempre di più e incondizionatamente. Questo significa crescita, è l’inizio della maturità.
Una persona matura dà. Solo una persona matura può dare, perché solo una persona matura può avere. In questo caso l’amore non è dipendente, e tu puoi amare che l’altro ci sia o no.
In questo caso l’amore non è una relazione, è uno stato dell’essere.
Ebbene questo è il paradosso: coloro che si innamorano non hanno amore, ecco perché si innamorano.
E poiché non hanno amore, non possono darne.
E ancora una cosa: una persona immatura si innamora sempre di un’altra persona immatura, perché parlano la stessa lingua.
Una persona matura ama una persona matura. Una persona immatura ama una persona immatura. Puoi continuare a cambiare marito o moglie mille volte, troverai di nuovo lo stesso tipo di persona e la stessa miseria ripetuta in forme diverse; ma la stessa miseria ripetuta è praticamente la stessa cosa. Il problema di base nell’amore è che prima devi diventare maturo, allora troverai un partner maturo: le persone immature non ti attireranno affatto.
Le persone immature che cadono in amore distruggono a vicenda la propria libertà, creano un legame, una prigione.
Le persone mature in amore si aiutano a essere libere, si aiutano l’un l’altra a distruggere ogni tipo di legame.
E quando l’amore fluisce nella libertà c’è bellezza.
Quando l’amore fluisce nella dipendenza c’è bruttezza.
Ricorda, la libertà è un valore più alto dell’amore. Quindi se l’amore distrugge la libertà, non ha alcun valore.
L’amore può essere lasciato cadere, la libertà deve essere salvata: è un valore più elevato.
E senza libertà non potrai mai essere felice, non è possibile.
Libertà è il desiderio intrinseco di ogni uomo, di ogni donna: libertà totale, assoluta.
Ecco perché si inizia ad odiare tutto ciò che è distruttivo nei confronti della libertà.
Non odi forse l’uomo che ami? Non odi la donna che ami? Tu odi fatalmente. E’ un male necessario, devi tollerarlo. Poiché non sei in grado di stare da solo devi riuscire a stare con qualcuno e devi adeguarti alle richieste dell’altro. Devi tollerare, devi sopportare….

Tratto dal libro: “Con te e senza di te” di Osho

Se lo dice il Tao…

“C’è un detto taoista a proposito del controllo della rabbia che dice: “Se hai fatto 30 volte il suono del fegato e sei ancora arrabbiato con qualcuno, dagli pur uno schiaffo, non hai tutti i torti.”

LA PRATICA DEI SUONI VIBRANTI

Rosa Luxemburg :La compassione

                             Premessa:
Va bene mi ha commosso, mi ha commosso tutto il male che non si riesce a comprendere verso ogni creatura,mi ha commosso il dolore estremo che l’umanità ha inflitto nel corso della storia a se stessa e alla natura, mi ha commosso a tal punto da non provare rabbia, disgusto, ribellione, rivendicazione, ma solo  di invocare perdono, per tutto quello che non sappiamo comprendere,per tutto quello che maldestramente e con crudeltà riusciamo fare,per la prima volta davanti all’orrore la cosa più spontanea che mi riuscito di fare è chiedere perdono.

Non sono politicamente schierata come poteva esserlo la  Luxemburg per necessità o per virtù  ma di fatto non posso negare la stima che provo questa donna.Non mi sfugge come in un momento della propria esistenza in cui  la tendenza  spontanea sarebbe quella di guardare e vedere unicamente il proprio dolore il suo sguardo invece si sofferma sul dolore di un bufalo  e quel cuore che tanto provato dovrebbe essere indurito e fiero riesce ancora a provare compassione…compassione per un fratello animale.
                                                         Il bufalo di Rosa Luxemburg
“Di struttura più robusta e più grandi rispetto ai nostri buoi, hanno teste piatte e corna ricurve verso il basso, il cranio è più simile a quello delle nostre pecore… Vengono dalla Romania, sono trofei di guerra… I soldati che conducono il carro raccontano quanto sia stato difficile catturare questi animali bradi, e ancor più difficile farne bestie da soma, abituati com’erano alla libertà. Furono presi a bastonate in modo spaventoso, finché non valse anche per loro il detto vae victis... Qualche giorno fa arrivò dunque un carro pieno di sacchi accatastati a una tale altezza che i bufali non riuscivano a varcare la soglia della porta carraia. Il soldato che li accompagnava, un tipo brutale, prese così a batterli con il grosso manico della frusta in modo così violento che la guardiana, indignata, lo investì, chiedendogli se non avesse un po’ di compassione  per gli animali. Neanche per noi uomini c’è compassione, rispose quello con un sorriso maligno e batté ancora più forte… Gli animali infine si mossero e superarono l’ostacolo, ma uno di loro sanguinava… Sonicka, la pelle del bufalo è famosa per esser dura e resistente, ma quella era lacerata. Durante le operazioni di scarico gli animali se ne stavano esausti, completamente in silenzio, e uno, quello che sanguinava, guardava davanti a sé e aveva nel viso nero, negli occhi scuri e mansueti, un’espressione simile a quella di un bambino che abbia pianto a lungo. Era davvero l’espressione di un bambino che è stato punito duramente e non sa per cosa e perché… gli stavo davanti e l’animale mi guardava, mi scesero le lacrime – ma erano le sue lacrime; per il fratello più amato non si potrebbe fremere più dolorosamente di quanto non fremessi io, inerme davanti a quella dolorosa sofferenza. Quanto erano lontani, quanto erano irraggiungibili e perduti i verdi pascoli, liberi e rigogliosi, della Romania!… E qui, in questa città, ignota e abominevole, la stalla cupa, il fieno nauseante e muffito, frammisto di paglia putrida, gli uomini estranei  e terribili… le percosse, il sangue che scorre giù dalla ferita aperta. Oh, mio povero bufalo, mio povero e amato fratello, ce ne stiamo qui entrambi impotenti e torbidi, e siamo tutt’uno nel dolore, nella debolezza, nella nostalgia. Intanto, i carcerati correvano operosi qui e là intorno al carro… ; il soldato invece ficcò le mani nelle tasche dei pantaloni, se ne andò in giro per il cortile ad ampie falcate, sorrise e fischiettò, fra sé una canzonaccia.
E tutta questa grandiosa guerra mi passò davanti agli occhi.
Scrivetemi presto. Vi abbraccio Sonicka. La vostra Rosa.
Rosa Luxemburg (1871 -1919) fu tra i fondatori del Partito comunista di Germania – Lega di Spartaco. La lettera di «Un po’ di compassione» fu scritta nel carcere di Breslavia poco prima che venisse trucidata nel 1919.

Estratto dall’articolo di Gabriella Giudici
Note: per l’articolo integrale linkare sul titolo sopra in blu.

La parte peggiore e la la migliore ,dove coincidono?

 


                                                          Massimo Cavezzali, vignetta
Dove coincidono la parte migliore e quella peggiore di te?
Bellissima questa domanda di Rob, mi sono fatta due risate, anche tre.
Forse al mondo vi sarebbero persone pronte a scrivere un temino stile elementari ed elencare pregi e difetti di sé con molta sicurezza,stilare  la propria  collezione di figuracce e dei giorni degni di una standing ovation, qualcun altro invece lo saprebbe descrivere in modo impeccabile degno di un' analisi da analista.
Io resto in bilico fra le due zone,come sempre esiliata nella mia terra di mezzo, perché quel che non ho ancora ben compreso è se esiste una parte migliore ed una peggiore di me, non ho capito bene ancora quale sia la "parte migliore" e quella "peggiore" così come può essere intesa nello standard mondiale dei "buoni e dei cattivi" e nei manuali di psicanalisi" degli svegli e degli imbranati" gli aventi diritto al successo e quelli aventi al diritto di rimanere ai margini, o come sia inteso nella mischia popolare o fra i fricchettoni... ma sì usiamolo questo vocabolo in disuso, della neo borghesia.

La mia parte migliore,la mia parte peggiore, solo Dio sa dove iniziano e finiscono,dove coincidono e quale sia  quella degna del paradiso o dell'inferno sempre in termini karmaci parlando.Soprattutto quali siano le azioni,i valori, le idee che raggruppati danno  forma ad una zona migliore e ad una peggiore,escludendo per ovvio tutte quelle azioni o ideologie che causano danni e sofferenza al prossimo,non ci vuol molto per intendere che esse non siano l’insieme della parte migliore per tutti .Eppure anche in questo è più facile che se ne accorgano da fuori che una persona rivolgendo una sguardo dentro se stessa.
Ovviamente il mio pensiero è scivolato  verso un analisi più  profonda, non su quelle che possono essere qualità o lacune di superficie che nell’insieme creano la zona migliore o peggiore di ognuno per lo svolgimento della mansioni quotidiane o per rientrare nella tabella standard delle doti prescelte da  una società.Parlo di qualcosa che invece si nasconde nel profondo della psiche, di zone che allievano il lavoro psichico interiore e permetto di vivere bene nel profondo di se stessi.

Rob scrive,sfrutto qui la sua metafora in questo caso  per diversa similitudine dal suo reale intento:"In un campo di grano, anche la rosa più bella e voluttuosa è un’erbaccia" così io non posso sapere quale sia la mia parte peggiore o migliore, potrei anche essere una rosa in un campo di grano o una rosa in roseto,chissà...

In conclusione nel profondo, io credo che ambedue le zone si inter scambiano,lavorano insieme,sono così omogenee fra la loro da non esserci un punto in cui coincidono, ma semmai sono un tutt’uno.

Intraprendere un viaggio dentro di sé

                                                     Immagine di http://risula.blogspot.it/

Intraprendere il lavoro della scrittura equivale a intraprendere un viaggio all’interno di sé.E significa essere circondati da tutte le resistenza e i terrori che accompagnano ogni seria ricerca.Nel momento in cui si superano le resistenza della propria ignoranza,la paura delle conseguenze di quanto la nuova conoscenza può portare,si entra in un processo in cui il sé autentico progressivamente si distingue  e si libera dal falso sé.
…A volte basta il semplice desiderio di esplorare la propria vita ad affermare la realtà dell’individuo tanto spesso insidiata.Il processo della scrittura così intimamente legato allo sviluppo interiore,può essere in sé l’inizio della guarigione
Deena Metziger  “Scrivere per crescere”

Fase di cazzeggio: una vignetta e un grande concetto

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In nessuno luogo,in tutti i luoghi

                                                                     Foto di lazymood

Nessun luogo è tanto lontano e nessun luogo è tanto vicino...non esiste un posto al mondo in cui avrei paura di vivere ma esistono tanti luoghi al mondo che ringrazio Dio,per questa vita, di non esservi nata.
Paura non credo che  potrei averne, semmai fame di ribellione, alcuni luoghi sono immense prigioni senza porte e senza finestre.
Alcuni luoghi sono dolore e amore, gioia e tristezza, alcuni luoghi richiedono una grande capacità d'equilibrio o nel peggiore dell'ipotesi un grande  istinto di sopravvivenza.
Non esiste un luogo dove sarei più felice di ora e nemmeno uno dove sarei più triste,ne esistono in realtà molteplici, tanti luoghi dove sarei più felice ed altri dove conoscerei patimenti, dolore,lacrime che qui non ho conosciuto mai.

Se al mondo vi fosse un solo Paese dovrei saprei di essere felice, non sarebbe la paura a fermarmi ma ben altro...e pensando a quel "ben altro" mi rendo conto che allora quel posto è qui.

Ma se devo essere sincera fin in fondo da alcuni giorni penso che vorrei andarmene in qualche paesino di montagna, lontano dal mondo e da ogni rumore, vorrei tanto pace e semplicità, vorrei tanto risentire profumi e suoni della natura che è da tempo immemorabile che qui non sento, sto soffrendo un po' di quella cosa  che si chiama nostalgia.

Oibò, triste vita quella del menager

 

rinunce-del-manager

                                                                  I top manager

                                                                    i Lavoratori

Oibò quanta apparenza,tronfi di tutto
Oibò quanta boria !
Quanti discorsi da manuale di pnl (psiconeurolinguistica)
Quanto di tutto e poca sostanza
Se avessi un nonno direbbe –ehi ti parla me te manget,tucc i can menan la cua, tucc i cujun vor di la sua,parla pocch  e fà  andà i man .
Traduzione dal milanese:  parla come mangi, tutti i cani muovono la coda,tutti gli sciocchi (coglioni) vogliono dire la sua, parla poco e muovi le mani.

In parole povere, di Carola : scassa poco le palle,poca apparenza e più sostanza e se lavori è anche meglio!

                                                    Saluti dalla vostra  top manger  factory worker  senior Carola

Fase cazzeggio: scrivere un racconto a metà


<È lapalissiano> per la quarta volta Morena mi guardò con espressione interrogativa,come a dire"prego?Cosa hai detto?",sorrisi facendo finta di nulla.
Il tintinnio del mio bracciale non è per nulla casuale, qualcuno n'è infastidito, a me piace pensare che sia un richiamo alla realtà,un notes per appuntamenti, incontri, palestra,cena, per Morena è semplicemente snervante soprattutto quando agito il braccio perché gesticolo abbondantemente.
<Oibò> la tabaccaia ha già chiuso, è oltre modo stressante quando chiude cinque minuti prima,snervante questo stramaledetto vizio, questo essere immondo capace di piegarti là dove altri non ci riuscirebbero,capace di farti uscire anche in piena notte quando invece Morena è quasi costretta a chiedermelo in ginocchio di tirare l'alba il sabato sera.
< Va bene> pensai accasciandomi sulla poltrona < va tutto  maledettamente bene>.

Lapalissiano è una parola che lessi non ricordo dove, ma la trovai carina, un po' disorientante per alcuni,insomma è una parola che non ti aspetti, sta tra quelle archiviate dallo slang popolare.
Il bracciale  invece in realtà è un ricordo, io  non ne ho mai  portati, non almeno per un periodo così lungo ma dovevo attribuirgli una funzione per nasconderne la vera ragione al fatto che sono molto reticente a staccarmene e sinceramente  una giustificazione più idiota di renderlo una specie di notes virtuale non la potevo trovare.
Morena è la mia amica,la mia collega, la mia un po' tutto è molto ecclettica entra bene in ogni ruolo possibile che nella vita mi manchi,a volte sembra quasi anche un padre, un rapporto forse troppo morboso...forse, ma quel che non sostituisce è un uomo a letto, più precisamente  nel mio letto.
La tabaccaia Rosa è buffa,simpatica, più che  una tabaccaia è:una confidente,diciamo un orecchio buono.Un giorno mi fece provare la pipa, un altro ancora un sigaro, ci provò anche con una canna,fu un fallimento totale non era giornata,più che ridere piansi,piansi cosi tanto facendo tanto rumore da sembrare lo scroscio del water.

<Mi ci vuole un momento o forse due per rigovernare il timone della baracca>,la baracca per inciso è la mia vita e non è qualcuno a cui posso dire o con me o senza di me, quindi ogni questione si fa complessa e delicata, richiede molta abilità e scaltrezza per uscirne indenne.
Rosa dice che i giorni della vita sono come una sigaretta, due tiri e il meglio finisce poi ti resta la bocca impastata,a me questa storia mi ricorda di più Paolo, due "tiri" e il meglio doveva ancora arrivare,almeno per me.Pazienza.
Il quadro: generalmente è un rettangolo formato da quattro liste di legno, nel mezzo c'è una tela, quella tela è di solito dipinta, il dipinto rappresenta paesaggi, natura morta o viva,autoritratti, altre volte segni incomprensibili.
Il mio unico e solo quadro: è un rettangolo di cartone giallo.Quando Morena mi chiese che cosa dovesse  rappresentare, gli risposi "un girasole". Morena si rotolava sul pavimento, tenendosi la pancia dalle risate, io in piedi la guardavo senza dire nulla, non c'era poi molto da ridere del mio girasole, l'avesse fatto Dalì si sarebbero inginocchiati tutti in preghiera per tale espressionismo surrealista.Solo dopo Morena mi confessò " non ridevo per il girasole, ma per la tua follia".
Ma di fatto tutti ci cascano e mi chiedono ma cos'è? Ma cazzo,che non lo vedete che è un cartone giallo.Oibò.
A proposito: io sono Pamela,poco Pam molto Mela, sono così rotonda al punto giusto che il ruolo di Jane in Drop dead Diva poteva essere mio.Sia ben inteso, ho un bel faccino, rotondo ma bello, un tempo mi facevo un sacco di problemi così Morena mi regalò il libro della Palacio:Wonder.
Da allora smisi di sentirmi un elefante.Quando si dice libro-terapia.
Precetto di August Pullman -Ognuno dovrebbe ricevere una standig ovation almeno una volta nella vita, perché tutti "vinciamo il mondo"(Auggi)-la trascrissi e l'appesi ad ogni specchio di casa mia, compresa la porta d'ingresso all'interno per ricordarmene prima di uscire,all'esterno per dimenticare le cose negative prima di entrare,insomma quel libro fu l'illuminazione.
Basta diete, basta con tutto.

Può capitare a tutte, anche a Morena, di rannicchiarsi sulla soglia della porta di casa mia, dopo avere suonato il mio campanello senza staccare il dito per ben un minuto.Eccola lì stesa sul zerbino ubriaca.Per farla breve Carlo l'ha mollata, per me fu l'apoteosi dell'illuminazione,l'orgasmo sacro: anche le magre vengono mollate.
Paolo, sempre quello dei "due tiri" è anche il mio capo;ma al tempo della nostra notte d'amore  era solo un impiegato.Paolo non perde tempo per contestarmi  qualunque cosa o importunarmi con battutine del tipo" quando si è sbronzi non si distinguono le sirene dalle balene.A volte mi chiedo perchè non esiste un telecomando per fare zapping anche con le persone.Clik,Paolo non c'è più.E così fu anche senza telecomando, ci pensò la  moglie a liquidarlo, tradita,umiliata, incazzata, e  sopra ogni cosa proprietaria dell'azienda.Così salutai mezza cartuccia.
Due ore di macchina  da sola, in due ore ho avuto il tempo di pensare a un sacco di cose,e mi dicevo che poi non è così male farsi una breve vacanza da sola.
Deposito la valigia, mi cambio e veloce in spiaggia,nuotare sarà il mio passatempo di questo giorni, sperando che nessuno urli una balena in mare, lo so dirmelo da sola sembra quasi masochistico, ma non lo è se si conoscono bene le balene.
Ho solo bisogno di sdrammatizzare su me stessa, ma non per la taglia per tutto il resto,e...
Dovrei scrivere questo cazzo di racconto, lo so,non dovrei scrivere parolacce ma se messe al posto giusto dicono per inciso come stanno le cose,mi verrebbe voglia di dire < Pam gettati in mare> ma in verità la cara Pam non mi ha fatto nulla, in fin dei conti  io  rispetto a Pam  godo di alcuni chili in meno ma  di fatto siamo simili, e poi sarà anche vero che se lei è una balena, io sono un'acciuga e per giunta sotto sale,possiamo tranquillamente farci compagnia, se è vero che uno stronzo  come Paolo a Pam ha detto che è una balena,a me uno stronzo  disse che tutt'ossa così vado bene per fare il brodo,gli avessi chiesto qualcosa...
Tornando a Pamela che non posso lasciarla lì sulla spiaggia a disquisire sulle balene con un tipo di religione valdese  che vorrebbe trapiantare negli occhi di Pam la sua pia visione della vita,dovrei intervenire e affogare il valdese, ma forse non è il caso...chissà cosa altro Pam nel suo diario avrebbe scritto di sé  se la sua autrice(io) esausta non avesse deciso di mollarla là sulla spiaggia, con un futuro tutto da scrivere...sono certa che Pam se la caverà bene da sola,come sempre.Anzi meglio di quanto la sua pessima autrice potrebbe fare e per giunta con il mal di testa.

I rimanenti.A.J.Nock

“Non ricordo bene quando,neppure come avvenne,ma un giorno mi svegliai e iniziai a pensarla come Albert  J. Nock”.Più o meno.Carola
Albert Jay NockI Rimanenti Sanno Cosa Significa Essere Liberi (A. J. Nock) di W. McElroy

I Rimanenti sono una minoranza di persone che hanno compreso mediante il nucleo del loro essere cosa significhi essere liberi.
'anarchico individualista Albert Jay Nock (1870-1945) riteneva che l'obiettivo primario dei propugnatori di libertà dovesse essere quello di rintracciare e tutelare altri Rimanenti, piuttosto che darsi da fare per aprire gli occhi alla popolazione comune mediante un lento e faticoso processo di informazione.
Solo una cosa sarebbe stata in grado di convertire la popolazione comune: un collasso sociale così doloroso da non lasciare più ambito di manovra a quelli che ignorano o negano la realtà sotto i loro occhi.
Nock non pensava che l'attitudine al pensiero critico fosse prerogativa di specifiche classi, razze, religioni. Non era qualcosa di sviluppabile mediante la scolarizzazione formale, ma era sviluppata (o sviluppabile) da chiunque fosse dotato di una innata capacità in tal senso. Un'attitudine intangibile contenuta nell'alveo delle possibilità della natura umana, simile a nascere con orecchio per la musica o attitudine allo sport.
"Una sera dell'autunno scorso, sono rimasto ad ascoltare per lunghe ore un conoscente europeo mentre mi esponeva una dottrina politico-economica che sembrava molto esaustiva ed in cui non riscontrai alcun difetto. Infine concluse con gran serietà: 'Ho una missione. Sento che la gente mi presterà ascolto. Dedicherò il resto della mia vita a diffondere la mia dottrina tra i popoli, girando in lungo e in largo. Cosa ne pensi?"
Accollarsi una qualche missione nei confronti del popolo è una follia, gli risponde Nock. Dal momento che è risaputo che i favori del popolo finiranno per confluire verso il Barabba di turno, che sarà eletto a campione popolare sulla pelle di qualche uomo innocente. Sarà crocifissa sempre la persona sbagliata.
E, così, nello spirito di Albert Jay Nock,scrive Wendy McElroy, mi rivolgo a tutti i Rimanenti in ascolto:
Non sai chi o che cosa sei, ma sai due cose. Che esisti. E che io ti troverò. Ti troverò per porti la mia mano, in amicizia e fraternità. E' un gesto egoistico, perché ho ​​bisogno della tua compagnia. Ho bisogno di sapere che esistono persone di buona volontà e devote alla verità che riconoscano che ciò che produco appartiene a me. Voglio poter parlare con altre persone senza dovermi preoccupare di come le mie parole potrebbero essere usate per farmi del male. Voglio vivere in una società in cui le persone provino gioia e si arricchiscano a vicenda, senza paure o pericoli. Ho voglia di vivere in un mondo libero. Un mondo diverso da quello attuale. E così, il mondo più vicino a questi miei ideali è quello dei Rimanenti.
Senza pretendere di essere una portavoce, levo il bicchiere e ti invito ad unirti a noi. Ma se tu oggi non accogliessi tale invito, il prossimo bicchiere sarà levato, un giorno, alla tua richiesta: "Posso unirmi a voi?" E alla fine il risultato sarà uguale. Viva i Rimanenti, ai quali è oggi affidato il compito di tramandare la libertà.

”Tu non sai, e non saprai mai, chi siano i Rimanenti, né che cosa facciano o faranno. Solo due cose ti è concesso di sapere su di essi: che esistono e che ti troveranno."
Albert Jay Nock - Isaiah's Job


Articolo integrale su Anticorpi.Info

Note sull'autrice.
Wendy McElroy scrive per Dollar Vigilante ed è una rinomata anarchica individualista e femminista. Nel 1982 fu cofondatrice insieme a Carl Watner e George H. Smith di The Volontaristica, ed è autrice / editrice di dodici libri, l'ultimo dei quali è L'Arte di Essere Liberi.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Dollar Vigilante
Traduzione di Anticorpi.info
Link diretto al sito:
http://dollarvigilante.com/

Certe cose non cambiano mai, correva 1914

Premessa: non sono socialdemocratica.
Detto questo al di là del mio pensiero, leggendo l’autodifesa di Rosa Luxemburg, davanti al Tribunale di Francoforte contro l’accusa di incitamento alla diserzione – 1914, alcuni punti ribadiscono come nemmeno dopo secoli e secoli alcuni concetti non siano mai entrati nella testa della maggioranza delle persone a tutt’oggi. Al di là del reale contesto  e delle  ragioni  in cui e per cui vengono pronunciate  tali affermazioni   qui si tratta   unicamente di una mia   riflessione di  come alcune cose non cambiano  mai   e quando cambiano è solo tutta apparenza.
I punti in particolare sono quelli evidenziati in rosso.Tradotti in parole povere il “popolo” ha sempre pensato che per sopravvivere ha bisogno dei suoi governati, in realtà è l’esatto contrario.

“Egregi ascoltatori! Io dico: nell’attuale lotta per il diritto di voto, come in tutte le questioni politiche importanti del progresso in Germania, siamo tutti soli, abbandonati a noi stessi. Ma chi siamo “noi”? “Noi” siamo i milioni di proletari e proletarie di Prussia e Germania. Sì, noi siamo più di un numero. Noi siamo i milioni di coloro del cui lavoro manuale vive la società. E basta che questo semplice fatto metta radici nella coscienza delle più larghe masse del proletariato tedesco, perché venga infine il momento che in Prussia sia dimostrato a reazione imperante che il mondo può ben fare a meno degli junker dell’Elba orientale, e anche dei conti del Centro, e dei consiglieri segreti e occorrendo anche dei procuratori di stato (agitazione), ma che non può esistere ventiquattro ore, se gli operai incrociano le braccia”.

Interessante anche punto

Il congresso di Londra del 1896 dichiara:
“Soltanto la classe operaia può avere la seria volontà e conseguire il potere di stabilire la pace nel mondo.    A tale scopo chiede:
1-Contemporanea abolizione degli eserciti permanenti in tutti gli Stati e istituzione dell’armamento popolare.
2 -Istituzione di un tribunale arbitrale internazionale, le cui decisioni abbiano forza di legge.
3- Decisione definitiva su guerra o pace direttamente da parte del popolo, nel caso che i governi non intendessero accettare la decisione del tribunale arbitrale

Sorvolando sui primi due punti ,si può dire che il terzo punto sia stato in seguito astutamente sorvolato aizzando il popolo alla guerra.
Se è vero che la Luxemburg sosteneva che doveva essere il popolo, la classe operaia( ma io amo di più parlare semplicemente di persone,non di classe) a decidere liberamente come,quando e perché fare la guerra,è vero anche che i governati in genere  hanno saputo in seguito come far credere ad un popolo di essere l’unico  soggetto arbitrario di tale scelta.Vedi le rivoluzioni, attuali e passate.

Se comunque vi può interessare l’articolo per intero e il suo contenuto :

Rosa  Luxemburg difesa davanti al Tribunale di Francoforte contro l’accusa di incitamento alla diserzione – 1914 sul sito di Gabriella Giudici