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La minestra di sassi

La prima volta che lessi questo racconto lo sottovalutai molto, lo recepii per quello che  apparentemente è: un racconto.Sebbene cosciente che in ogni racconto vi è una morale e una lezione lo lasci scivolare via fino a ieri quando la sua preziosa lezione mi è venuta in soccorso.

La minestra di sassi

Un viandante bussò alla porta di un casolare. Era stanco ed affamato, e chiese alla massaia qualcosa da mangiare.
Rispose la donna:
«Mi dispiace, ma vi siete rivolto proprio alla casa più povera. Non posso offrirvi neanche una ciotola di minestra!»
«Avevo visto il camino fumare – disse l'uomo – cosa c'è sul fuoco?»
«Solo acqua – rispose la donna sconsolata – non c'è né carne né pasta, e nemmeno qualche osso. Non posso più andare alla bottega finché non avrò saldato il mio debito».
«Ma con acqua e fuoco si può fare una buona minestra – osservò il viandante sorridendo – basta solo qualche sasso, di quelli saporiti...»
«Qualche sasso? Ma che dite? Volete fare la minestra coi sassi?»
«Conosco dei sassi speciali: sono ciottoli di fiume polposi e levigati, che fanno un'eccellente minestra».
La massaia guardò con diffidenza lo strano visitatore, pensando che forse era un po' tocco. Ma quello, con un'espressione tranquilla e sicura, continuò:
«Attendete qualche minuto. Ho visto in riva al fiume quel che fa al caso nostro. Andrò a prendere qualche buona pietra da minestra».
Tornò di lí a poco con due bei ciottoli rosati. Li teneva con delicatezza e li porse alla donna dicendo:
«Lavateli accuratamente e fateli cuocere per una buona mezz'ora. Poi mi direte!»
La curiosità vinse sull'incredulità. La massaia prese i due sassi, li lavò e li pose sul fondo della pentola.
«Ora non resta che attendere. Posso sedermi? – chiese il viandante – Ho tanto camminato».
La donna gli porse una seggiola.
«Penso che non siate ancora convinta della mia minestra – continuò l'ospite – ma vedrete che sarà eccellente. Ci vorrà però un poco di sale...»
La donna gettò un pugnello di sale nell'acqua.
«Gli odori esalterebbero di certo il gusto... Se ci fossero una costa di sedano e qualche foglia di prezzemolo...»
La massaia andò nell'orto, prese sedano e prezzemolo, li risciacquò e li mise nell'acqua che bolliva.
«Ci starebbero bene anche due foglie di insalata e, tanto per il colore, uno o due pomodorini...».
Anche quelli finirono nella pentola.
«E ora, con una cipolla e una carota si potrebbe fare un soffritto...»
Un battuto di carota e cipolla fu quindi posto sul fuoco a sfrigolare e, quando fu dorato, venne aggiunto alla minestra.
Nella stanza si era diffuso un delizioso profumo.
«Se avete del pane, anche secco, ne potremo mettere qualche pezzo nella scodella – suggerì l'uomo – e ci verseremo sopra il brodo di sassi».
La donna servì la minestra fumante, l'assaggiò ed esclamò:
«È veramente squisita!»
«Ve l'avevo detto! – esclamò il visitatore compiaciuto – E, vedete, i ciottoli sul fondo della pentola sono rimasti quasi intatti. Lavateli e conservateli, li potrete usare ancora per una buona dozzina di minestre!»

Racconto popolare

5 commenti:

Ciao Carolina,
le nostre donne da sempre fanno ( o meglio facevano ) il sugo e anche il brodo "sull'uscetto dell'orto". I sassi no...appesantiscono la digestione!
:-) Fata C

 

Ma è bellissimo! Mi ha ricordato il Piccolo Principe: L'essenziale è invisibile agli occhi :D Ed è vero!
un bacione

 

Beh, non so se l'ho interpretata nel modo giusto ma facciamo di si, e allora posso dire che è un racconto con una sua morale ben chiara, e soprattutto un insegnamento importante ;)

 

... basta un po' di buona volontà!
Un saluti.

 

Un saluto MrLoto

Ciao Vivy è bello ritrovarti qui

Certo Maurizio lo credo anch'io che sia una lezione importante

 

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