Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Mantra Sat Kartar

Il mantra Sat Kartar, è la chiave aprirci e vivere in uno stato di fede. Chiediamo attraverso il mantra alla nostra  anima di camminare, sperimentare e fare. Aprirci al flusso dell’universo è aprire con esso un canale di comunicazione,creando un flusso di scambio fra  noi e il divino.

"Sat Kartar" è  un mantra del  Guru Nanak, fondatore della Strada Sikh. Il termine "Sat" è la vera anima del suono di  questo mantra (significa essenza della verità, o  l'Essere). 
Si dice che è dietro al  cuore che  presumibilmente risiede l’anima. "Kartar" invece significa Colui che fa, e quando le due parole vengono usate insieme si potrebbero tradurre come:  "Il cammino della Verità." Quando questi suoni primari si ripetono  nella  pratica nel corso del tempo stiamo  in effetti dirigendo il flusso energetico verso l’aspetto secondario del nostro cuore,il luogo dove l’anima si nasconde.
Questo mantra è la chiave per vivere in uno stato di Fede; chiediamo che le nostre anime a camminare, di sperimentare, di fare, nella nostra vita con la convinzione e la comprensione che il Divino sta lavorando in tutte le situazioni. Per sperimentare la fiducia, elemento fedele dell'amore nella nostra vita, abbiamo a volte bisogno di fare prima il lavoro per aprirci  e di avere fiducia del flusso  Divino che aiuta a trovare soluzione a ogni cosa

La pratica da eseguire insieme a questo mantra è semplicissima
Sedersi in posizione comoda, chiudere gli occhi  concentrandosi sul punto del terzo punto occhio( situato in mezzo alla fronte, nello spazio tra le sopracciglia). Il mantra è Sat Kartar. Quando cantate "Sat", tenete le mani in posa di preghiera davanti al corpo  mentre cantate "Kar", estendere le braccia ai lati del corpo a metà strada per la loro posizione finale (punta delle dita verso l'alto). Quando cantate "Tar", le mani sono completamente distese ai lati, parallele al pavimento e le dita verso l'alto. Il passaggio da ogni posizione deve essere scorrevole.

Traduzione da SpiritVoyage.com

Eghetta la mia sorella gemella e il TTIP

Voi non lo sapete ma io ho una sorella gemella si chiama Eghetta.
Ultimamente è faticoso tenerla a bada se fosse per lei -mamma mia!- non terrebbe mai a freno la lingua.
Ultimamente quanto parla e quante parolacce usa, solo ieri è stata diplomaticamente ripresa per avere scritto ‘sti cazzi. Per alcune persone "'sti cazzi!" è solo un intercalare folkloristico  così mi hanno detto Eghetta invece non lo dice mai fuori posto e senza ragione e quando lo dice non lo dice per essere folkloristica è proprio incazzata. Eghetta insegna che anche per essere scurrili ci vuole classe.Lei ne ha da vendere.
Chiede sempre venia, sotto questa sua apparente docilità in realtà sta  solo preparando il terreno per colpire.
Eghetta non sopporta più le parole "quelle dette alla cazzo",quelle dette senza pensare,quelle che sono davvero grosse e mancano di rispetto al dolore vero in nome del proprio vittimismo. 
Eghetta a volte ride con una superiorità delle persone che nemmeno io sopporto.

Ieri rideva del TTIP,rideva delle illusioni utopiche delle persone.
Nel mentre puntava il ditino su tizio e caio  mi diceva: -vedi quello là ha paura del TTIP-,-quello s'illude,quello pensa di andare contro il sistema,spera con la sua battaglia di fermare una catastrofe-,-ma non s'è accorto che è già tutto una catastrofe-. Punta il suo dito verso un'altra persona e continua: -vedi quella lì, vuole fermare l'arrivo di qualcosa che è già arrivato, gli hanno ciucciato tutti i diritti e tutta la libertà adesso ha paura di perdere qualcosa che in realtà non ha mai avuto-.

Continua Eghetta: -il sistema prima mette in atto i suoi progetti diabolici,lo fa piano piano,quatto quatto,quando poi tutti hanno inconsciamente accettato il suo progetto a quel punto lo rende ufficiale e solo allora la gente  comprende e quando comprende fanno le rivoluzioni ma ormai è tardi.
Il sistema dal canto suo li lascia alle pie illusioni di essere liberi di opporsi a qualcosa che è già in atto ed è stato già deciso-.
Hanno già mangiato chili di Omg,ingoiato farmaci di ogni genere,accettato leggi assurde,sono schiavi degli Usa e le sue multinazionali dal dopo guerra,credono di vivere in un paese con sovranità nazionale,una sovranità svenduta ormai da decenni.
Si fanno bollare ogni anno e fanno bollare i loro figli,cani e gatti con vaccini di ogni sorta.
Si mette le mani nei capelli Eghetta: -veleno veleno,quanto veleno ingurgitano e scorre nelle loro vene-.

-Vedi- mi indica Eghetta un McDonald pieno di gente,quel tizio là si preoccupa col TTIP non poter far più causa al Mc e alle sue carni chimiche ma a quelli là seduti dentro non gli e ne fotte nulla e mangiano,giù zuccheri,giù proteine malsane, giù morte.
-Senti senti che dice quella-, -parla male degli Usa e delle loro guerre,guarda guarda cosa sta bevendo la Coca Cola-.

Eghetta si cheta,ne vorrebbe dire altre di cose,si fa seria e umile come chi è ferito nei suoi sentimenti più sinceri e ingenui.E racconta:
Chiediti mia cara sorellina a quanto serva tentare di fermare qualcosa che comunque avverrà che ti piaccia o no.Chiediti come in questo sistema hai  fatto a tirare a campare fino ad ora. Chiediti pure per quali ragioni hai messo in atto da tempo delle scelte contro il sistema,e ti esorto a continuare a farlo.
Chiediti pure un mucchio di cose ma sappi che nessuna catastrofe sta arrivando che già non sia arrivata da tempo.Il disfacimento progressivo delle nazioni,gli abusi e le prepotenze contro le persone da parte del sistema sono  in atto ormai da decenni e decenni,se non secoli.”Lui”è qui  presente fra noi,sempre.
La maggioranza delle persone,in passato quando ancora non sapevi anche tu, ha accetto   in  silenzio nell'ignoranza ed ancora accetta l'egemonia degli Usa,la comunità europea,l'ESM,la dittatura delle banche, il ricatto della banca centrale  europea e tante altre cose.Ora tremare davanti al TTIP e come avere paura di morire dopo essersi suicidati.Mia cara il mondo è sopravvissuto   fin' ora   nonostante tutto lo farà   anche dopo il TTIP. Il come è relativo e soggettivo.

Questa sarà un'altra ennesima battaglia di un qualche tipo di ideologia  che cerca una battaglia nuova per giustificare la sua esistenza e il suo diritto di esistere;  vedi partiti e persone desiderose  di andare sotto i riflettori, tutto questo sarà materiale nuovo per nuovi scrittori. Le battaglie andavano fatte prima... prima che tutto questo iniziasse quando quei pochi denunciavano (fra cui vedi la  sottoscritta) e venivano presi per il culo,utopisti,complottisti, anarchici invasati senza regole e patria,figli del sogno utopico della  disobbedienza civile.
Ecco quei cretini mi cara stavano dicendo no ad un sistema già in essere e che stava diventando grande a dismisura non ad una ipotetica catastrofe in arrivo ma a qualcosa già di tangibile e presente.Dal canto tuo vai avanti e cambia quel che puoi cambiare e lascia che sia.Cambia nei tuoi gesti,nelle tue parole,nelle tue iniziative,ormai non c'è nessun sistema da combattere se non il volere del nostro ego.


Eghetta si beve il suo caffè  pensando a storie antiche degli schiavi delle piantagioni di caffè non diverse da quelle di oggi e prega per loro quelli di ieri e quelli di oggi: -"sti cazzi!-.

Ho capito ma quando cazzo finirà?



Dice  Osho: ci  saranno momenti difficili, ma un giorno vedrai  che quei momenti difficili ti hanno dato forza, proprio perché li hai affrontati. Erano necessari. Mentre li stai attraversando sono difficili, ma dopo vedrai che ti hanno reso più integrato.
Senza quei momenti non avresti mai trovato il tuo centro, le tue basi.
Fa’ che esprimere sia una delle azioni fondamentali della tua vita.
Se devi soffrire per questo, soffri pure,
ma non sarai mai un perdente.!!
Quella sofferenza ti renderà sempre più capace di goderti la vita, di celebrare la tua vita.
Continua


Ok,ho capito! A volte tuttavia è come leggere un oroscopo in negativo per un mese e ti dici –ma quando cazzo finirà?-.Tiremm   Innanz ! Che è meglio,chi si ferma è perduto.
Ovviamente non è che la mia parte spirituale sta perdendo colpi via via ogni tanto però  di dire ‘sti cazzi viene spontaneo,dalla sofferenza s’impara non ci piove ma prima o poi ‘sta promozione dovrà  pur arrivare.
Di tanto in tanto scendo dal mondo del sovrasensibile, lascio la nuvoletta del Samadhi per tornare umanamente nel circolo del saṃsāra.



Rivoluzione discorso ai giovani

Può aspirare a un evento rinnovatore dell’umano, chi sappia riconoscere l’assunto cosmico della sua aspirazione. Essa comporta una responsabilità individuale capace di fare appello al principio superindividuale, che solo può liberarla dai vincoli fittizi del mondo e darle modo di operare incondizionatamente per la fraternità umana. Può aspirare alla Rivoluzione, chi muova dall’idea che essa è nel suo primo sorgere nella coscienza, sì da ravvisarla come essenza della fraternità. Chi cerchi la fraternità, infatti, la vede scaturire come idea, che congiunge individuo a individuo, vita a vita, opera a opera, dall’interna identità di ciascuno, o dallo spirito, che sa sempre ritrovare nell’ altro se stesso. Si può aspirare alla Rivoluzione, se si scorge l’idea che muove l’umano, la natura, la storia: non l’idea della dialettica hegeliana o marxiana, ma quella che si accende nell’intimo dell’anima come luce di conoscenza, principio di azione, virtù risolutrice dell’intelletto astratto.


Si può credere nella Rivoluzione come nella forza del meditare profondo che rinnova l’individuale, e, rinnovando l’individuale, ha il potere di rinnovare la relazione umana: ma è in realtà sperimentare la forza sovrarazionale del pensiero, che opera come obiettiva forza d’amore, in quanto ricongiunge nella coscienza l’umano con il superumano. Mostreremo come l’autentica azione rivoluzionaria scaturisca dalla possibilità che il moderno uomo razionale ritrovi in sé, oltre il limite mentale, il mondo delle idee viventi a cui un tempo attinse Platone. Quel livello fu raggiunto da un antico filosofo, appartenente alla nobile razza dei portatori dello spirito: a quel sublime livello dunque si elevò un tempo l’umano, nella forma mistica o estatica, lucida. Oggi quel livello può essere raggiunto nella forma cosciente, lucida. Dai pochi capaci di una simile esperienza, comincia la reale Rivoluzione. L’umanità non necessita di dialettiche rivoluzionarie, che non hanno in sé potere di mutare qualcosa, bensì di uomini capaci di un mutamento di coscienza, di una misura nuova dell’umano, quale è richiesta dall’attuale condizione di inavvertita caduta nel subumano. 

Quando Hegel parla dell’estasi alla quale Platone deve l’esperienza sovrasensibile, sembra stupire che i moderni non comprendano come Platone conseguisse tale estasi nell’esperienza del concetto puro. È evidente che Hegel parla di qualcosa che gli è familiare: il trascendimento del mentale mediante il pensiero puro. Il compito a cui viene meno Hegel, nello svolgere la dialettica dell’idea, è il riconoscimento della realtà trasmutatrice della coscienza insita in tale esperienza metafisica: la possibilità di percepire direttamente il moto dell’idea come ente meta dialettico: possibilità che svanì nel nulla delle dialettiche successive, materialiste o idealiste. Tale possibilità è il germe di quel mutamento di coscienza che la situazione attuale dell’uomo chiede disperatamente, senza che i filosofi, o gli psicologhi, o gli "spiritualisti", mostrino minimamente averne consapevolezza. 

Riteniamo che abbia diritto di chiamarsi Rivoluzione soltanto l’azione rinnovatrice che scaturisca da un tale mutamento di coscienza, ossia dal coraggio interiore di uomini capaci di comprendere che cosa deve veramente essere superato nell’individuale natura, perché il rinnovamento abbia inizio.

Massimo Scaligero

M. Scaligero, RIVOLUZIONE discorso ai giovani, Roma, Perseo, 1969, pagg.7-9

Le parole

  del 26/09/2012

Ci sono istanti in cui vorrei parlare  mi chiudo però in un ostinato silenzio  silenzio.

Spesso avviene che qualcosa di cui parli non rimane vivo nella memoria di qualcuno.
Allo stesso modo  può accadere che  le tue parole provocano solo una flebile emozione nell’anima di chi ascolta.
Eppure a volte le parole hanno il potere di distruggere o ridare splendore alla vita di chi ascolta o legge.

Ho sempre creduto, sebbene nello sconforto ancora credo, nella forza della comunicazione
sia  scritta o orale, sono convinta che a livello dell'inconscio qualcosa dentro muta e ti faccia agire
qualcosa  dal profondo spinge alla  ricerca di suggerimenti per una vita migliore tra quelle parole non tue.

Nonostante ciò a volte mi accorgo di come le esistenze altrui  dure e provate nei sentimenti,calpestate nei diritti o semplicemente messe alla prova dalla vita stessa finiscano con una notte di sonno nel dimenticatoio.Non se ne tiene memoria ci si dimentica la lezione, a nulla serve il loro esempio.

C’è pensando alla sua vita chi adotta la tecnica dello struzzo e chi si auto-convince di non poterci fare nulla mentre nello loro esistenza nulla cambia, non si acquisiscono valori e consapevolezze nuove,  semmai avviene un attaccamento ancora più egoistico alla propria esistenza dimenticando le “sfighe altrui " per fare posto solo alle proprie perchè di sfighe si tratta  in termini terra terra, perchè questo è ciò a cui si  vuole credere.per il nostro Io  non vi è mai un "effetto causa" per il nostro mal di vivere, di questo passo avviene che invece di imparare "disimpariamo"  i valori che contano   finendo per zittire  il proprio sé,alla fine la via che imbocchiamo non ci appare mai  quella  giusta chiusi nella nostra sfiga e nel nostro “personale “ malessere .


Tra i commenti più belli Maurizio C e MrLoto: Il passato

Certi commenti sono molto più dei semplici commenti,diventano un post nel post.

Commento di  Maurizio C al mio post  Fase cazzeggio il mio errare,la guerra,ecc

Conoscere la storia, così si dice, serve all' uomo per non ripetere gli errori del passato, o almeno dovrebbe, visto che ci sono diversi esempi di ripetizione di errori già commessi in precedenza. Anche se ovviamente poi uno dovrebbe contestualizzare il periodo storico, la società del tempo che si prende in esame e tutta una serie di fattori che possono cambiare un pochino le carte in tavola.
In ogni caso, sul piano personale, credo che ciò che è stato ieri sia sempre utile, oggi, tenerlo a mente, parlo quindi di situazioni anche semplicemente nostre, della nostra vita: aver commesso, ieri, un errore può servirci, oggi, a non ripeterlo, ma anche al di là degli errori, capire che ciò che abbiamo vissuto nel passato ci ha resi così nel presente è importante e significativo per prendere la maggior consapevolezza possibile di noi stessi. Che è, poi, credo il miglior modo di stare al mondo, essere cioè pienamente consapevoli di chi si è, del da dove si viene e di dove si intende andare.

Commento di MrLoto al medesimo mio post citato sopra

Nella vita capita spesso di dover "ripercorrere" le stesse strade e riaprire le stesse porte perché siamo in continuo mutamento, e non sempre quel che abbiamo percepito la prima volta è uguale alla seconda ed alla terza; personalmente credo che tutto ci si riproponga fino a che non impariamo quello che è necessario per noi capire.
Per quanto riguarda le citazioni che hai proposto, Marco Aurelio è sempre quello che mi colpisce maggiormente, trovo i suoi scritti molto consapevoli e saggi. Quindi ti saluto con un suo scritto che ho riportato anche nel mio blog e che mi piace molto:
"…. ormai è necessario che tu comprenda di quale mondo sei parte, Chi sia Colui che governa il mondo e che di Lui tu sei l'emanazione; che un limite di tempo è stato a te prescritto. E se non saprai approfittarne per fare in te serenità e luce, quel limite passerà e non ti sarà concesso ripetere."

Fase cazzeggio il mio errare,la guerra,ecc

A volte per una mia strana perversione d'animo mi ritrovo a percorrere all'indietro passi già percorsi.Varco nuovamente porte che avevo chiuso; in realtà chiudo sempre temporaneamente, so bene che la mia fame o sete ogni tanto non più per conoscenza ma per  pura osservazione, piacere di scoprire e curiosità mi faranno ogni tanto varcare quelle soglie.
Non entro nel dettaglio, non ne ho voglia, e il dettaglio andrebbe poi approfondito e di questo ne ho ancora meno voglia.
Ci sono; chiamiamoli luoghi; così mi piace definire alcuni rami delle scienze umanistiche, della spiritualità e dell'esoterismo, luoghi non libri o siti, o associazioni, semplicemente luoghi in cui tutto è ribaltato, lontano e arcano.Luoghi dove l'anima arriva prima della mente questo prodotto stupefacente nelle sue funzionalità ma a volte altrettanto stupido nella sua logica e capace di vivere un illusione come se fosse realtà e la realtà come se fosse un illusione.

Con sommo piacere scopro nel mio ripercorrere che quel vuoto di conoscenza o meglio di cultura; la conoscenza è ben altra cosa,non è più la forza trainate del mio errare in certi luoghi.La gioia dell'osservazione e la silenziosa assimilazione dei fatti,delle parole e teorie sono le mie nuove guide del mio viaggio virtuale.

Nel mio errare ho trovato questo:

"Quando le nazioni non riescono a risolvere con saggezza le loro controversie, ricorrono
alla guerra. Allora, delle quattro operazioni di cui si compone l’aritmetica, l’uomo ne svolge
solo due: la sottrazione e la divisione. Con la prima sottrae al suo simile gli averi, gli affetti,la vita, e con la seconda dissesta le unità sociali e territoriali, separando un popolo da un altro,parcellizzando etnie e gruppi. Aiuta, nella seconda opzione, il muro, strumento di divisione per eccellenza"

I latini dicevano divide et impera,senza molti altri discorsi.
Io suggerisco di mutare il termine nazioni in uomini: “quando gli uomini non riescono a risolvere con saggezza...” in sostanza nazioni,Stato,governo sempre di uomini si parla.

Lo scritto sopra è un estratto da un articolo a mio modesto parere molto bello eppure intelligente,consiglio la lettura a chi possa interessare di perder tempo per una qualsiasi riflessione,se non altro per ammazzare la noia di una giornata di pioggia.

Un altro paragrafo che mi è piaciuto:

Marco Aurelio era solo nella sua tenda,la lampada a olio pendente da un palo di sostegno, due
sagome rigide le sentinelle all’esterno, le loro ombre allungate dai fuochi di bivacco, la mano con la punta di sanguigna correva sulla pergamena vergando i pensieri dell’uomo piú potente e più solo di Roma e del mondo da essa governato. Un uomo che aveva in mano i destini di milioni di altri, eppure le parole che egli ha consegnato alle sue Meditazioni rivelano la consapevolezza della pochezza animica e ideale umana, per via che la guerra ridimensiona i contendenti a creature che nulla più hanno della supremazia riconosciuta all’uomo dall’ordine naturale e dal disegno imperscrutabile degli Dèi: «Un ragno,quando ha catturato una mosca, crede di aver fatto chissà che. E così crede chi ha catturato un Sarmato. Né l’uno né l’altro si rendono conto di essere soltanto due piccoli ladri»...

Questa parte dell’articolo invece ha fatto nascere in me un sorriso spontaneo, non saprei se di commiserazione o tenerezza per la nostra debolezza umana pensando a Renzi e company.
"Marco Aurelio.Proclamato imperatore, al Senato che gli consigliava di rinnovare le leggi dello Stato ritenute obsolete, rispose che non i codici fanno il bene di un popolo, ma l’esempio di chi lo governa. E alle parole fece seguire i fatti." Lui,Marco Aurelio certamente lo fece le persone sopracitate di nuove leggi e regole ne hanno fatte molte:ridicole e per i perbenisti, di fatti pochi e quei pochi sono volti a dare il cattivo esempio. Sebbene è da anni che mi chiedo se non sia il popolo ad aver dato cattivi esempi al governo.

Tornando alla guerra,un giorno per caso lessi una di frase Osho che spazzò via il mio  più grande conflitto
-Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio.
Non è contro la guerra, perché essere contro, qualsiasi cosa, è essere in guerra.
Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste-.

E compresi alcune cose di me.

L’articolo sopra lo potete trovare su larchetipo.com, numero di settembre: in Socialità,Virus di O.Tufelli

L’ottimismo: Vajrapradama Mudra

L’ottimismo come forza interiore è prezioso e fragile.Per questa ragione va alimentato.
L’ottimismo è il padre di tutte le forze interiori e l’arma più adatta contro ansie e timori.                                                 

                                         Le quattro candele

Quattro candele accese conferiscono a una stanza altrimenti scura un alito di calore e un senso di protezione.Se si rimane in assoluto silenzio si possono percepire i loro sussurri.

La prima dice: io sono la Pace,ma che prospettive ho in un mondo in cui regna tanta ostilità?
Non voglio più ardere.La sua fiamma si fa sempre più esile e si spegne.

La seconda dice: io sono la Fiducia, a cui più nessuno crede.Appena pronunciate queste parole la sua luce si spegne.

La terza dice: io sono l’Amore e sono avvilita difronte alla totale indifferenza degli uomini. Un debole soffio di vento  spira nella sua direzione,e anche la sua luce si spegne.

Un bambino varca silenzioso la soglia della stanza e si accorge che non ardono più. Si intristisce.
Allora parla la quarta candela: non preoccuparti, io sono l’Ottimismo, finché ardo anche le altre candele potranno essere riaccese. Con gli occhi che brillano il bambino prende la candela dell’ottimismo e riaccende le altre.

                                              Vajrapradama Mudra

Vajrapradama Mudra (Thunderbolt Seal)


Appoggiate le mani in alto, sullo sterno. Qui, secondo gli antichi saggi, si trova la camera segreta del cuore, e secondo gli yogin è proprio qui che gli dei hanno nascosto il potere supremo e la forza dell’uomo, in modo che non faccia sciocchezze.
In questo mudra le dita vanno a formare una sorta di trama, la quale rappresenta l’intreccio che esiste fra l’uomo e la divinità. L’ottimismo più totale e profondo culmina sempre in una relazione, in un legame che l’uomo intesse con Dio.

Questo mudra non dovrebbe essere praticato solo in caso di sfide consistenti, perché è in grado di portare sempre ,nel nostro quotidiano, un po’ di levità e gioia in più.

Estratto da  Il potere dei Mudra di Gertrud Hirschi

 Qui trovi altre Mudra

Una casa per amica:Cosa mi aspettavo venendo qua

                                                               Gennaio

Cosa mi aspettavo venendo qua?Nulla,Bertilla cara.
Sapevo dove volevo andare ma non quello che potevo trovare, alla fine per dirla tutta probabilmente non avevo nemmeno idea di dove volevo approdare.
Ho solo letto un annuncio d'affitto per caso in rete.Ho risposto con l'idea di fare una cosa diversa,la scusa per un fine settimana via da tutti.Un posto nuovo,aria nuova.
Avevo completamente trascurato che la casa in questione era duecentocinquanta chilometri di distanza.
Mi sono presentata:normale,come chi cerca una casa per le vacanze.Ho passeggiato su e giù per il corso.girato in tondo per la piazza una decina di volte.Mi sono seduta al "Bar Marina" per un caffè.Ho pensato.Molto.
Bertilla cara,come mi sei piaciuta tanto...come mi è piaciuto tutto subito.
Sono tornata a casa quasi certa,che non ce l'avrei  fatta mai.
-Starò via per un anno-sono cascati tutti dalla sedia.Hanno commentato.Ho lasciato dire ed ed eccomi qua.
Non faccio più cose aspettandomi qualcosa.Sensazione a me estranea,ho solo voglia di lasciare che tutto sia come dev'essere.
Le miglior cose che mi sono capitate in questi ultimi mesi sono proprio quelle che non mi aspettavo.
Ho camminato sulla spiaggia,solo per passeggiare ed ho incontrato una bambina,con lei ho trascorso due ore meravigliose inaspettate.

Mi sono seduta alcuni mesi fa al tavolino del bar di Marina solo per bermi un caffè e lì ho maturato la mia scelta di venire a vivere qui per un po' di tempo,e sempre in quel bar oggi  ho trovato una "seconda famiglia" .
Non mi aspetto più nulla,ho smesso di farlo del tutto il giorno che sono arrivata qua.Passeggiando per il paese giorno dopo giorno ho compreso che l'importante è muovere un passo  poi il resto si vedrà strada facendo.
Esco per andare in edicola,Marta mi dirotta per un caffè che si trasforma in una piacevole chiacchierata,dal fruttivendolo Paolo  mi invita per una pizza e mi ritrovo in mezzo ad una piacevole compagnia.L'importante è muovere un passo e dire "sì".Un solo passo ogni giorno è vedo la mia vita  trasformarsi, mi vedo cambiare.Come sarà il giorno che tornerò a "casa" quella di sempre ,al lavoro di sempre?Nulla potrà essere uguale,non c'è più la me che è partita.

Ammetto prima di partire avevo una vaga idea di quel che volevo provare:la solitudine.Volevo comprendere cosa si può imparare dalla solitudine.Ho realizzato che in realtà soli non lo si è mai davvero,se non si vuole.
Della solitudine non ho capito poi molto,tuttavia ho imparato cosa si ottiene quando si dice sì alla vita e al cambiamento.