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Una casa per amica:Cosa mi aspettavo venendo qua

                                                               Gennaio

Cosa mi aspettavo venendo qua?Nulla,Bertilla cara.
Sapevo dove volevo andare ma non quello che potevo trovare, alla fine per dirla tutta probabilmente non avevo nemmeno idea di dove volevo approdare.
Ho solo letto un annuncio d'affitto per caso in rete.Ho risposto con l'idea di fare una cosa diversa,la scusa per un fine settimana via da tutti.Un posto nuovo,aria nuova.
Avevo completamente trascurato che la casa in questione era duecentocinquanta chilometri di distanza.
Mi sono presentata:normale,come chi cerca una casa per le vacanze.Ho passeggiato su e giù per il corso.girato in tondo per la piazza una decina di volte.Mi sono seduta al "Bar Marina" per un caffè.Ho pensato.Molto.
Bertilla cara,come mi sei piaciuta tanto...come mi è piaciuto tutto subito.
Sono tornata a casa quasi certa,che non ce l'avrei  fatta mai.
-Starò via per un anno-sono cascati tutti dalla sedia.Hanno commentato.Ho lasciato dire ed ed eccomi qua.
Non faccio più cose aspettandomi qualcosa.Sensazione a me estranea,ho solo voglia di lasciare che tutto sia come dev'essere.
Le miglior cose che mi sono capitate in questi ultimi mesi sono proprio quelle che non mi aspettavo.
Ho camminato sulla spiaggia,solo per passeggiare ed ho incontrato una bambina,con lei ho trascorso due ore meravigliose inaspettate.

Mi sono seduta alcuni mesi fa al tavolino del bar di Marina solo per bermi un caffè e lì ho maturato la mia scelta di venire a vivere qui per un po' di tempo,e sempre in quel bar oggi  ho trovato una "seconda famiglia" .
Non mi aspetto più nulla,ho smesso di farlo del tutto il giorno che sono arrivata qua.Passeggiando per il paese giorno dopo giorno ho compreso che l'importante è muovere un passo  poi il resto si vedrà strada facendo.
Esco per andare in edicola,Marta mi dirotta per un caffè che si trasforma in una piacevole chiacchierata,dal fruttivendolo Paolo  mi invita per una pizza e mi ritrovo in mezzo ad una piacevole compagnia.L'importante è muovere un passo e dire "sì".Un solo passo ogni giorno è vedo la mia vita  trasformarsi, mi vedo cambiare.Come sarà il giorno che tornerò a "casa" quella di sempre ,al lavoro di sempre?Nulla potrà essere uguale,non c'è più la me che è partita.

Ammetto prima di partire avevo una vaga idea di quel che volevo provare:la solitudine.Volevo comprendere cosa si può imparare dalla solitudine.Ho realizzato che in realtà soli non lo si è mai davvero,se non si vuole.
Della solitudine non ho capito poi molto,tuttavia ho imparato cosa si ottiene quando si dice sì alla vita e al cambiamento.

5 commenti:

Che bel pezzo, Carolina :)
Molto giusto e vero il finale, soli non lo si è mai davvero, se non quando siamo noi a volerlo essere, perchè basta un nulla per rompere la solitudine, è però ovvio che se chi la vive non fa niente per interromperla... ;) Ed allora ecco che è importante dire sempre "si" alla vita, alle opportunità, alle novità... inventarsi e ri-inventarsi, perchè i protagonisti della nostra esistenza siamo noi, non qualcun'altro.
Quanto poi alla parte sull' inaspettato, concordo: solitamente le cose più pure, belle, intense, accadono quando non le stavi cercando, forse perchè, semplicemente, quando non cerchi e ti accorgi del bello che è attorno a te... ti stupisce, ti sorprende, come invece un obiettivo dichiarato e "noto" difficilmente fa. Chissà... :)

Un buon pomeriggio a te ;)

 

Wow... ma che bel pezzo cara mia!!
Avrei voluto scrivere altro, ma sarebbe stata la ripetizione di quanto detto da Maurizio... per non essere una "copiona" mi astengo! ;-)
Comunque sia hai espresso alla grande il concesso... siamo soli solo quando vogliamo esserlo... se non lo vogliamo nessuno ci farà sentire tali!
Un bacio!!
:-)

 

La mia fata narchica....:))...ma quindi il bracciale dove te lo mando?...un abbraccio forte
Gabriella

PS.Non credere che non abbia nulla da dire su quello che hai scritto, ma è talmente bello che non voglio rovinarlo con le mie riflessioni...sei unica

 

Quando penso alla solitudine, mi viene automaticamente un pezzo di una canzone stupenda di Tiziano.
'Nessuno è solo finché di notte, anche lontano, ha chi non dorme per pensare a lui'.
Eh si, nessuno è davvero mai solo, anche quando fisicamente ci si sente di esserlo. Anche grazie alle persone che mai avresti potuto immaginare al tuo fianco.
Un viaggio ti lascia sempre qualcosa di bello dentro. Ti fa crescere, soprattutto accresce la tua anima, perché lontana dai tuoi punti fissi ti appoggi solo su te stessa e capisci che ce la fai. Che puoi essere ed ottenere quello che ti fa stare meglio.
Hai scritto proprio un bel post

 



Ciao Mauri rispondo con ritardo ma grazie per il tuo commento.
Grazie Sara.
Fata Gabry all'indirizzo che ti ho inviato per email.:-))Grazie Grazie.
Ciao Stella Paola,per questo racconto sto facendo un finale diverso e mi è piaciuto tanto quello che hai scritto in chisura del tuo commento che penso di inserilo :-)).

 

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