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Fase cazzeggio il mio errare,la guerra,ecc

A volte per una mia strana perversione d'animo mi ritrovo a percorrere all'indietro passi già percorsi.Varco nuovamente porte che avevo chiuso; in realtà chiudo sempre temporaneamente, so bene che la mia fame o sete ogni tanto non più per conoscenza ma per  pura osservazione, piacere di scoprire e curiosità mi faranno ogni tanto varcare quelle soglie.
Non entro nel dettaglio, non ne ho voglia, e il dettaglio andrebbe poi approfondito e di questo ne ho ancora meno voglia.
Ci sono; chiamiamoli luoghi; così mi piace definire alcuni rami delle scienze umanistiche, della spiritualità e dell'esoterismo, luoghi non libri o siti, o associazioni, semplicemente luoghi in cui tutto è ribaltato, lontano e arcano.Luoghi dove l'anima arriva prima della mente questo prodotto stupefacente nelle sue funzionalità ma a volte altrettanto stupido nella sua logica e capace di vivere un illusione come se fosse realtà e la realtà come se fosse un illusione.

Con sommo piacere scopro nel mio ripercorrere che quel vuoto di conoscenza o meglio di cultura; la conoscenza è ben altra cosa,non è più la forza trainate del mio errare in certi luoghi.La gioia dell'osservazione e la silenziosa assimilazione dei fatti,delle parole e teorie sono le mie nuove guide del mio viaggio virtuale.

Nel mio errare ho trovato questo:

"Quando le nazioni non riescono a risolvere con saggezza le loro controversie, ricorrono
alla guerra. Allora, delle quattro operazioni di cui si compone l’aritmetica, l’uomo ne svolge
solo due: la sottrazione e la divisione. Con la prima sottrae al suo simile gli averi, gli affetti,la vita, e con la seconda dissesta le unità sociali e territoriali, separando un popolo da un altro,parcellizzando etnie e gruppi. Aiuta, nella seconda opzione, il muro, strumento di divisione per eccellenza"

I latini dicevano divide et impera,senza molti altri discorsi.
Io suggerisco di mutare il termine nazioni in uomini: “quando gli uomini non riescono a risolvere con saggezza...” in sostanza nazioni,Stato,governo sempre di uomini si parla.

Lo scritto sopra è un estratto da un articolo a mio modesto parere molto bello eppure intelligente,consiglio la lettura a chi possa interessare di perder tempo per una qualsiasi riflessione,se non altro per ammazzare la noia di una giornata di pioggia.

Un altro paragrafo che mi è piaciuto:

Marco Aurelio era solo nella sua tenda,la lampada a olio pendente da un palo di sostegno, due
sagome rigide le sentinelle all’esterno, le loro ombre allungate dai fuochi di bivacco, la mano con la punta di sanguigna correva sulla pergamena vergando i pensieri dell’uomo piú potente e più solo di Roma e del mondo da essa governato. Un uomo che aveva in mano i destini di milioni di altri, eppure le parole che egli ha consegnato alle sue Meditazioni rivelano la consapevolezza della pochezza animica e ideale umana, per via che la guerra ridimensiona i contendenti a creature che nulla più hanno della supremazia riconosciuta all’uomo dall’ordine naturale e dal disegno imperscrutabile degli Dèi: «Un ragno,quando ha catturato una mosca, crede di aver fatto chissà che. E così crede chi ha catturato un Sarmato. Né l’uno né l’altro si rendono conto di essere soltanto due piccoli ladri»...

Questa parte dell’articolo invece ha fatto nascere in me un sorriso spontaneo, non saprei se di commiserazione o tenerezza per la nostra debolezza umana pensando a Renzi e company.
"Marco Aurelio.Proclamato imperatore, al Senato che gli consigliava di rinnovare le leggi dello Stato ritenute obsolete, rispose che non i codici fanno il bene di un popolo, ma l’esempio di chi lo governa. E alle parole fece seguire i fatti." Lui,Marco Aurelio certamente lo fece le persone sopracitate di nuove leggi e regole ne hanno fatte molte:ridicole e per i perbenisti, di fatti pochi e quei pochi sono volti a dare il cattivo esempio. Sebbene è da anni che mi chiedo se non sia il popolo ad aver dato cattivi esempi al governo.

Tornando alla guerra,un giorno per caso lessi una di frase Osho che spazzò via il mio  più grande conflitto
-Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio.
Non è contro la guerra, perché essere contro, qualsiasi cosa, è essere in guerra.
Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste-.

E compresi alcune cose di me.

L’articolo sopra lo potete trovare su larchetipo.com, numero di settembre: in Socialità,Virus di O.Tufelli

6 commenti:

vi sono momenti nella vita di ognuno che le idee svaporano e per colmare quel vuoto ci si attacca al passato per ritrovare ispirazione nel presente o per "dare tempo al tempo" per cui nulla di strano in quanto tu scrivi. Marco Aurelio non aveva tutte queste ragioni; vero è che l'esempio è una formidabile arma per fare ragionare teste poco illuminate ma le leggi occorrono e devono essere adeguate ai tempi correnti. Quello che allora mancava così come oggi è la presenza di giudici con intelletto vivente. Dove la legge manca deve esserci saggezza e aih noi se ne vede molto di rado di questi tempi.

 

Ciao Brezza nessun vuoto e nessuna idea svaporata è semplicemente tornare ad assaggiare qualcosa che per alcune ragioni ho lasciato da parte,perchèè un qualcosa che si può affrontare solo quando l'equilibrio e ben saldo e se si è imparto un pochino ad abbandonare qualche credenza, a non giudicare,bisogna starci dentro senza verità assoluta in tasca da completi ignoranti,altrimenti svapori ben altro di te.:-))
Per il resto io sono anarchica, non credo in giudici con intelletto vivente e nelle leggi ma in altro,questo però è un altro lungo discorso.
Un saluto.Grazie della visita.

 

Mi piace molto quello che scrivi Carolina, i temi e il modo in cui li tratti, davvero particolare :)
Conoscere la storia, così si dice, serve all' uomo per non ripetere gli errori del passato, o almeno dovrebbe, visto che ci sono diversi esempi di ripetizione di errori già commessi in precedenza. Anche se ovviamente poi uno dovrebbe contestualizzare il periodo storico, la società del tempo che si prende in esame e tutta una serie di fattori che possono cambiare un pochino le carte in tavola.
In ogni caso, sul piano personale, credo che ciò che è stato ieri sia sempre utile, oggi, tenerlo a mente, parlo quindi di situazioni anche semplicemente nostre, della nostra vita: aver commesso, ieri, un errore può servirci, oggi, a non ripeterlo, ma anche al di là degli errori, capire che ciò che abbiamo vissuto nel passato ci ha resi così nel presente è importante e significativo per prendere la maggior consapevolezza possibile di noi stessi. Che è, poi, credo il miglior modo di stare al mondo, essere cioè pienamente consapevoli di chi si è, del da dove si viene e di dove si intende andare.
Insomma, è un bel post il tuo, che ci insegna che guardare indietro trasportando il positivo del passato nel presente è un ottimo moto per andare avanti :)

Un saluto e buona settimana :)

 

Nella vita capita spesso di dover "ripercorrere" le stesse strade e riaprire le stesse porte perchè siamo in continuo mutamento, e non sempre quel che abbiamo percepito la prima volta è uguale alla seconda ed alla terza; personalmente credo che tutto ci si riproponga fino a che non impariamo quello che è necessario per noi capire.
Per quanto riguarda le citazioni che hai proposto, Marco Aurelio è sempre quello che mi colpisce maggiormente, trovo i suoi scritti molto consapevoli e saggi. Quindi ti saluto con un suo scritto che ho riportato anche nel mio blog e che mi piace molto:
"…. ormai è necessario che tu comprenda di quale mondo sei parte, Chi sia Colui che governa il mondo e che di Lui tu sei l'emanazione; che un limite di tempo è stato a te prescritto. E se non saprai approfittarne per fare in te serenità e luce, quel limite passerà e non ti sarà concesso ripetere."


Buona settimana.

 

Ciao Mr Loto condivido tutto si ripete finché non avremo veramente imparato la lezione.
Conosco poco Marco Aurelio,ho trovato casualmente un articolo che lo citava,ne ho in compenso sentito parlare molto positivamente.Mi riprometto di leggere qualcosa di suo.
Consigliami un testo da cui partire.

Ciao Maurizio,la storia si ripete,una frase ormai scontata ma anche veritiera.Si ripete per imparare ma non impariamo mai abbastanza.

 

Il suo scritto più famoso è "Colloqui con sé stesso" nel quale parla delle cose in cui crede e dei modi in cui cerca di migliorare se stesso come persona.
Un saluto!

 

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