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Fase cazzeggio la poesia di Eghetta va a pezzi




Avevo scritto una bella poesia,a leggerla mi sentivo vibrare tutta l'anima.
Mi sentivo orgogliosa del mio capolavoro.
Una poesia di quelle in cui si sviscera tutta la malinconia nella sua forma più dolce,in cui il dolore è forza  che si trasforma in energia.
L'ho appesa sulla porta del frigorifero in bella mostra,non merita certa di passare inosservata.

Quando  ad un tratto ho sentito ridere di piacere mia sorella.
-È bella ma datti una mossa-,-pensi troppo ma vivi poco-
Ad un tratto ritta in piedi e con aria solenne ha cominciato a recitare
...E sia allontanato il fuoco ardente delle passioni umane che consumano
E sia bandita la piega della tristezza dalle tue labbra
Non è attraverso il cuore spezzato e l'ali legate che si dimenano per librarsi in volo che si sprigiona il  vero ardore per la vita e l'immenso amore per libertà; poiché avverrà   solo attraverso il sorriso,il calore della gioia e la mitezza dell'anima.E solo così tutto potrà realmente perdurare.

Attenzione per mia sorella il "realmente" è sempre relativo.

Poi s'è fatta seria: -la tua poesia è bella ma la gioia chiede gioia.
La forza chiede costanza,giusto peso e giusta misura nel tendere la fune come insegnò il Buddha.
L'ardore è un fuoco che ti porta in alto per poi rifarti precipitare duramente ad ogni suo affievolirsi.Ad ogni volo vivi un illusione.Riscrivine una piena di gioia-concluse secca.

Staccai la poesia dal frigorifero per farla a pezzettini,con l'orgoglio ferito.
Rileggendola alla fine mi resi conto che certi sentimenti umani gloriano l'ego riempiendolo di quel eroismo che si raggiunge solo pagandolo a caro prezzo,a volte anche inutilmente.Certe esperienze di vita  innalzano di statura gli uni sugli altri  spesso  non senza sprezzo e superbia.
Sarà stata anche una poesia che ti rivoltava le viscere...sostanzialmente commovente,fa piangere però  che gretto modo per far sentire qualcuno vivo  quando non c'è più gioia che lo renda tale.
Amorfo e vuoto a causa del disincanto,delle disillusioni e degli inganni del suo stesso cuore,trova consolazione e sente di essere vivo grazie ad un dolore che come un ago lo punge.

L'ho fatta in tanti pezzettini,..serve gioia gioia gioia non tristi lamenti,cupe riflessioni,e quei tristi stati d'animo che abilitano l'essere umano al nobile titolo di poeta, guerriero o di alti valori  al prezzo della sua stessa esistenza.Esistenza intensa,dannata,sregolata.permeata di sofferenze che quasi certamente lo condurranno sulla strada della virtù ma il dolore non sempre è oggetto di buona lezione e un saggio maestro se l'alunno o è duro d'orecchi o è un furbo millantatore del dolore per usarlo a piacimento proprio.
Non vi è eroismo in tutto questo.Me ne rendo conto.Questa roba va bene per chi ha bisogno del dolore altrui per rendere ancora viva la propria i vita.La spasmodica ricerca di qualcosa che esalti il cuore,lo faccia sussultare per sincerarsi di non averlo perso da qualche parte;fra le botte della vita,le ferite,la decadenza dei propri sogni.Fra l'arresa e la lotta.

Ci vuole gioia come in una goccia di rugiada,l'arancio-rosso e giallo del sole,l'intenso blu del cielo,il giallo vivo dei girasoli.L'amorevole amore che accarezza ogni cosa e la trasforma in vita vera...non in brevi voli acrobatici destinati a portarti sempre più giù.Ci vuole qualcosa che elevi davvero e davvero nobiliti la propria vita,ad esempio  un sorriso, invece del ormai logorato e abusato pianto.
Siamo stanchi ammettiamolo di tutto questo pattume,grigio,sofferenza.Abbiamo dato troppa nobiltà al dolore e ben poca alla gioia.Ritendo da sempre  stupido chi ha il sorriso sulla bocca anche nelle avversità e un eroe chi  solo ha navigato il mare del dolore e ci siamo sentiti così un po’ tutti eroi almeno una volta nella vita ,guerrieri  senza luce.

6 commenti:

No no, la poesia a pezzetti mai!
C'è posto e tempo per tutte le emozioni nel cuore di chi scrive e di chi legge.
Non ne hai tenuta una copia, a traccia dei tuoi sentimenti:)
Fata C

 

Nessuna copia Fata,non serve.:-))

 

Veroooo, mai cancellare nulla.
Anche se capisco il gesto che potrebbe essere 'simbolico': la tristezza a pezzetti. Ma magari rileggendola riesci a sdrammatizzarla..Peccato non averne una copia. Spero sia comunque sempre impressa nella tua mente.

 

Ottimo post! Importante il contenuto, scorrevole da leggere nonostante il tema non fosse facile da esporre ;-)
Ottime motivazioni quelle espresse da tua sorella, come non essere d'accordo? Però... c'è un tempo per ogni cosa. Per chi è in un tunnel c'è un percorso da fare prima di arrivare alla luce, altrimenti è tutto forzato e il cambiamento non è vero ed è destinato ad accartocciarsi su sé stesso. Solo in caso di immobilismo, per chi da troppo tempo si rigira sempre nello stesso fango, ci vuole la "scossa".
Anche la strada dipinta dalla tua poesia può essere il primo passo. Intanto guarda: ti è servita per riflettere. Io non la sottovaluterei ;-)

www.wolfghost.com

 

La gioia è il tesoro più grande che ci sia... almeno secondo me, però mi rendo conto di come il dolore e il grigio possano essere un trampolino di lancio per la vera gioia, che spero possa dominare nei cuori, nonostante il "pattume" e i disastri nel mondo...
Un abbraccio!

 

CCiao Vivy concordo con il tuo pensiero,solo che con il dolore e il grigio stiamo esagerando un po'.Un bacione

 

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