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Fase cazzeggio Le elezioni Europee

Dai dati emersi di queste elezioni europee traggo  la  seguente conclusione
                                                    questa:
                        
                                                              per il resto:no comment!
Non voglio essere un idiota americano
Non voglio una nazione così succube dei nuovi media
E lo senti il rumore dell’isteria?
E’ il suono subliminale che fotte i cervelli dell’America
Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro
Beh forse io faccio parte dell’America gay
Non sono nella lista dei bigotti conservatori
Ora tutti fanno propaganda
E si uniscono al coro dei paranoici
Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro
Non voglio essere un idiota americano
Una nazione controllata dai media
La nazione dell’informazione e dell’isteria
Che dilaga nell’America idiota
Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro.

Non ci credo (non mi quadra qualcosa) questo articolo mi conforta,c'è qualcuno con cui condividere la mia paranoia dei conti che non tornano…perché se quei conti tornassero  la situazione è davvero ancora peggiore: ci troveremmo davanti al fenomeno degli Italian Idiot in espansione.
                Come sempre meglio anarchici,sempre, che messi così male!

Mantra Ek Ong Kar Sat Gur Prasad

Mantra: Ek Ong Kar Sat Gur Prasad
Mantra completo:
Ek Ong Kar Sat Gur Prasad, Sat Gur Prasad Ek Ong Kar

Lingua:  Gurmukhi  
Autore: Guru Nanak Dev Ji

Traduzione:
Il Creatore è uno. Tutto è una benedizione del Creatore. Questa presa di coscienza avviene attraverso la Grazia del Guru.


    Ek ong kar sat gur prasad
    Sat gur prasad Ek ong kar

    Dio e Noi siamo Uno
    Lo so per la Grazia del Vero Guru
    Lo so per la Grazia del Vero Guru
    Dio e Noi siamo Uno

  • Ulteriori informazioni:
    Guru Nanak insegnò questo mantra a suo figlio, Baba Siri Chand. Il mantra si dice che contenga l'essenza di tutto il Siri Guru Granth Sahib e porta la sua energia a risiedere nel cuore. Si pensa che sia il mantra più potente. Yogi Bhajan fa riferimento a questo mantra come "Occhi di Indra", dicendo che il corpo è un tempio attraverso il quale si sperimenta l'infinito.Tutta la conoscenza e il flusso di felicità passa attraverso di voi.
    A causa del grande potere del mantra Yogi Bhajan consiglia prima cantarlo  il Mul Mantra o Ad Guray Namay, Jugad Guray Namay, Sat Guray Namay, Siri Guru Devay Namay, per entrare in uno spazio sacro. Deve essere cantato in modo sacro.

    Questo è un gutka shabad, ovvero un mantra che inverte la mente. Se cantato anche solo 5 volte, potrà fermare la mente e invertirne il senso di marcia. Può fermare qualunque cosa negativa; è così forte da elevare il Sé oltre la dualità e determinare il fluire dello spirito. Rende la mente così potente da rimuovere ogni ostacolo e i suoi effetti positivi si manifestano rapidamente e in forma durevole.Dopo avere cantato il mantra, tutto quello che dirai sarà amplificato e acquisirà una grande forza; per questo mantieni una proiezione positiva e non dire nulla di negativo per qualche tempo.(Compagnia dello Yoga)

Note: La vera difficoltà sta nel non dire o pensare cose negative per qualche tempo Occhiolino
Buon mantra

Fonte www.spiritvoyage.com
          www.compagnia-dello-yoga.it

Vassilissa,il valore della bambola

“L'intuito è il tesoro della psiche femminile.È come uno strumento divinatorio,come un cristallo attraverso il quale si vede con misteriosa visione interiore.È come una vecchia saggia sempre presente e pronta a dirvi esattamente di che si tratta,esattamente se andare a destra o a sinistra.È una forma di Colei che Sa.La Donna Selvaggia.”
  


                                                                                         Vassilissa
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«Ecco,questa bambola è per te,tesoro mio»,sussurrò la mamma ,e da sotto le coperte tirò fuori una bambolina che come Vassilissa indossava stivali rossi,grembiulino bianco,gonna nera e corsetto ricamato di tanti colori.
«Sono le mie ultime parole,bambina mia.Se ti perderai o avrai bisogno di aiuto,domanda alla bambola che fare,e sarai assistita.Tieni la bambola sempre con te.Non parlarne con nessuno,e nutrila quando ha fame.Questa è la promessa di mia madre,e la mia benedizione».Dopo la morte della mamma,il padre di Vassilissa si risposò.La matrigna e le due sorellastre non vedevano l'ora di sbarazzarsi di lei.Permisero al fuoco del camino di esaurirsi,obbligando Vassilissa ad andare nel bosco,al buio e sola,alla ricerca della casa della Baba Jaga per farsi donare il fuoco.Nella speranza che la strega l'avrebbe uccisa.


Nel bosco.

A ogni biforcazione,Vassilissa infilava la mano nella tasca e consultava la bambola.«Devo andare a sinistra o a destra?».La bambola rispondeva con un sì o un no.E diede alla bambola un po'del suo pane mentre camminava e seguì quanto sentiva provenire dalla bambola.
Giunta davanti ad una strana casa Vassilissa consultò la bambola «È questa la casa che cerchiamo?» e la bambola rispose «Sì, è questa la casa che cerchi».
La Baba jaga si mostrò a Vassilissa urlandogli: «Che cosa vuoi? »
La fanciulla tremava.«Nonna,sono venuta per il fuoco,la mia casa è fredda,i miei moriranno,ho bisogno del fuoco».
La Baba jaga di rimando disse: «Oh,sììì,ti conosco e conosco i tuoi.Dunque essere inutile,hai lasciato spegnere il fuoco,non è bella cosa da farsi.E per giunta cosa ti fa pensare che ti darò la fiamma?».
Vassilissa consultò la bambola e si affrettò a rispondere: «perchè chiedo».

La strega gradì la risposta ed accettò di darle il fuoco ma non prima che Vassilissa si fosse occupate di certe incombenze,difficili,quasi impossibili,e un suo errore gli sarebbe costata la vita.
Vassilissa dopo aver ricevuto la lista delle cose da fare entro la mattina seguente si sentì quasi svenire.«Oh,come potrò fare?»Infilò la mano in tasca e la bambola sussurrò «Non preoccuparti ci penserò io»Quella notte la Baba Jaga dormì come un ghiro.Vassilissa cerco di separare i semi di papavero dalla sporcizia.Dopo un po' la bambola disse:«Ora dormi,andrà tutto bene».
Una sera la Baba Jaga s'accorse che Vassilissa la osservava «Cosa hai da guardare?»le disse.«Posso farti qualche domanda Nonna?».Vassilisa chiese dei Cavalieri del bosco,ma quando stava per chiedere del paio di mani che comparivano e scomparivano,la bambola cominciò a saltare nella tasca allora disse:«No,nonna.Come tu stessa hai detto,troppo saprai presto invecchierai».
La Baba Jaga si sorprese di tanta saggezza e chiese:«Come hai fatto a diventare così saggia alla tua età?»Vassilissa rispose:«Grazie alla benedizione della mamma».
Sentito ciò la strega si agitò :«Non voglio benedizioni qui»prese il bastone con il teschio ed il  fuoco e lo diede a Vassilissa cacciandola via in fretta.

Vassilissa fece ritorno a casa trionfante  perché era sopravvissuta al viaggio e aver portato a casa il fuoco.Ma il teschio sul bastone osservava ogni mossa delle sorellastre e della matrigna,e la mattina seguente il teschio aveva bruciato e ridotto in cenere il malvagio terzetto.
Vasilissa è la storia del passaggio di madre e figlia,del potere femminile dell'intuito.
Questo grande potere,l'intuito si compone di capacità di vedere dentro,di ascoltare,di sentire e sapere veloci come il fulmine.


                                                                                         L'iniziazione

L'iniziazione di Vassilissa comincia con l'imparare a lasciare morire quel che deve morire.Ciò significa lasciar morire i  valori e gli atteggiamenti della psiche che non la sostengono più.
La Bambola di Vassilissa viene dalle provviste dell'Antica Madre Selvaggia.Le bambole sono uno dei tesori simbolici della natura istintuale.Nel caso di Vassilissa,la bambola rappresenta la piccola forza istintuale vitale che è fiera e insieme tollerante.Qualunque sia la confusione in cui ci troviamo,vive una vita nascosta dentro di noi.

Da secoli l'umanità ha sentito che le bambole emanano santità e manà -una presenza terrificante e irresistibile che agisce sulle persone cambiandole spiritualmente-.La bambola è il simbolico homunculus.È simbolo di quanto sta sepolto di numinoso negli esseri umani.È un piccolo risplendente facsimile dell'io originale.Superficialmente è soltanto una bambola,ma inversamente è un pezzettino dell'anima che porta tutta la conoscenza del più grande anima-io.Nella bambola c'è la voce,,in piccolo,della vecchia La Que Sabè.Colei che sa.

La bambola è legata ai simboli del folletto,dell'elfo,dello gnomo,della fata,del nano.Nelle favole rappresenta una profonda pulsione di saggezza nella cultura della psiche.È la creatura che continua nel lavoro interiore,instancabile,lavora anche quando dormiamo,quando non siamo del tutto consapevole di quanto mettiamo in atto.

La madre ha offerto un grande dono legando l'una all’altra,Vassilissa e la bambola.Essere legati al proprio intuito significa promuovere una grande fiducia in esse.cambia l'atteggiamento che guida la donna da«che sarà,sarà»a«fammi un po' vedere tutto  quel che c'è da vedere».

Cosa fa per le donne questo intuito selvaggio?Come il lupo,l'intuito ha artigli che squartano e inchiodano,ha occhi capaci di vedere oltre le corazze dei personaggi e orecchie per udire oltre le chiacchiere.Con questi formidabili strumenti psichici la donna assume consapevolezza animale acuto e persino cognitiva..
Vassilissa per strada alla ricerca del fuoco non può far altro che ascoltare la voce interiore che viene dalla bambola.Vassilissa sta imparando a fidarsi di questo rapporto ma cosa ben più importante sta imparando a:nutrire la bambola.

Come si nutre l'intuito?
Lo si nutre di vita,ascoltandolo.
quante volte ho sentito donne dire «dovevo ascoltare il mio intuito.Sentivo di dover o di non dover fare una certa cosa ,ma non l'ho ascoltato».L'intuito è un personaggio a tutto tondo,magico essere della grandezza di una bambola che il territorio psichico della donna interiore ospita.È come i muscoli del corpo va allenato.
La relazione tra la bambola e Vassilissa simboleggia una forma magica empatica fra la donna e il suo intuito.Questa è la cosa da passare di donna in donna,questo felice legame e nutrimento dell'intuito.Come Vassilissa impariamo ad ascoltarci ad ogni svolta: destra o sinistra,vado avanti o mi fermo.

Le bambole servono come talismani.I talismani rammentano quel che si sente ma non si vede,quel che è così ma non immediatamente evidente.Il numen talismanico della bambola è lì che ci rammenta,ci dice,guarda davanti per noi.Questa funzione intuitiva è una ricettività massiccia e fondamentale.Non la ricettività della psicologia classica,che è un contenitore passivo.Ma la ricettività nel possedere accesso immediato a una saggezza profonda che arriva fin nelle ossa delle donne. 

Estratto dal libro "Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés
Capitolo: Alla scoperta dei fatti:il recupero dell'intuito.
Favola: Vassilissa 


Video
Immagini http://www.shawnaerback.com
Musica Snatam Kaur People of Love

Immagine post :Emma
è una creazione di Gabry "Le Stanze del cuore" ,nel suo blog  troverete altre bambole create da lei.

Una casa per amica L’ email

Da:L.L <lore@mail.com>  21:23
A: me          
Ciao.Perché?.
L.L.

Da che esistono le email ne ho ricevute tante ma nessuna per quanto sintetica potesse essere lo è mai stata più di questa.Eppure questa dice tutto,veramente tutto.
Bertilla cara è arrivato il momento aspettato,che qualcuno che si facesse avanti e mi chiedesse: perché?. Lui in particolare.
 
Da:C.C <me@mail.com>  04.00
A:L.L

Perché arriva un giorno nella vita in cui sognare non basta più,arriva il giorno che desideri che le emozioni le sensazioni che hai dentro di te abbiano una corrispondenza con l'esterno.
Perché per esserci davvero,devo essere davvero me stessa.
Perché per  dare il meglio di me mi serve equilibrio,quello che mi manca.
Perché per costruire qualcosa non basta il progetto ma ci vuole l'intenzione.
Perché prima di essere quello che gli altri,tu;vorrebbero,devo prima essere quel che sono
davvero.
Perché le cose cambiano e non sempre corrispondono con quelle degli altri.Le tue.
Ho bisogno di vivere ed esistere nel mio tempo,sottolineo egoisticamente nel mio tempo e non in quello di altri.
Non ti invito a non esserci nel mio tempo,nemmeno a non condividerlo...ma ad accettarlo.Se puoi se vuoi.In ogni modo nessun rancore se non lo farai.Non mi sento di giustificare a nessuno;sebbene una giustificazione sia dovuta,di questo mio anno sabatico,lo scrivo con molta umiltà,quell'umiltà di chi di cuore una giustificazione la darebbe se avesse le parole giuste.Se un modo al mondo esistesse per mettere nero su bianco quel che si sente nel profondo di se stessi e di poterlo fare in modo così chiaro senza lasciare dubbi certa di essere compresa lo avrei detto molto prima.Ma già è difficile comprendere un gesto come il mio apparentemente egoistico figuriamoci di comprenderne le più sincere intenzioni di vivere la mia vita senza voler ferire nessuno.
Non sono andata via per non tornare più.Nemmeno ho reciso i legami con le persone che fino a ieri sono state importati e ancora lo sono nella mia vita.Ho solo chiesto e continuo a chiedere di rispettare la mia scelta.Non ho neppure la pretesa al mio ritorno di trovare tutti all'appello,nemmeno te.
Se fossi rimasta sarebbe stato uguale,non sarei stata comunque totalmente presente.
Accettare la mia scelta mi rende presente totalmente,in ogni istante.
Come scrisse Bach " nessun luogo è troppo lontano" quando un legame è forte davvero, cresce e muta di pari passo da entrambi le parti.Restare sarebbe stato avere compassione dei tuoi sentimenti e poca pietà per i miei.Non ti sarei stata accanto comunque;non completamente.Sarei stata con un piede nel mondo e con l'altro nei miei sogni,non si può vivere a metà.
C.C.

Da:F.F <lore@mail.com>   06:00
A: me
...Hai ragione tu,arriva un tempo che prima di pensare di costruire qualcosa a due si deve iniziare a costruire se stessi,per non lasciare vuoti,cose incomplete,tutti i "se" che fra un po' di tempo potrebbero trasformarsi in rimpianti.E forse è tempo che lo faccia anch'io avevo lasciato in sospeso cose che mi avrebbero allontanato da te,e non mi rendevo conto che alla fine già da un po' soffrivo di qualche rimpianto e incertezza.Pensavo che lontani nulla sarebbe stato possibile.Lo scopriremo ora.
Il fatto che tu stai là ed io qui non significa che il nostro legame debba necessariamente rompersi totalmente.Ci rincontreremo a mezza strada.
TI VOGLIO SEMPRE BENE.
L.L 

Da:C.C <me@mail.com>  10.00
A:L.L
Grazie.Idem.
C.C

Una casa per amica

Jung,Freud e me

Voglio essere diretta Freud –mi è sempre stato sulle palle-.
Non ho mai saputo accettare il suo metodo come le sue teorie:le ho sempre trovate povere di quel tanto di spiritualità che occorre per rendere una materia come la psicologia un tantino più umana e meno scientifica.La via umana che conduce alla possibile cura dei tanti acciacchi accidentali della psiche a cui tutti siamo soggetti nel corso della nostra esistenza..
Ho sempre supposto che il suo legare la sessualità a tutti i dolori della psiche,come causa,fosse quasi più una sua mania che un dato di fatto;su ciò la lettura del libro di Jung  è stata per me illuminante.Ho sempre percepito,intravisto di sbieco in quell’uomo,Freud,la stessa “tragedia” delle patologie di cui andava parlando.Questo accadeva qualche anno fa,oggi devo;grazie ad Jung recitare un mea culpa.

Leggendo Jung trovo sì conferma alle mie ormai vecchie intuizioni spingendo però a venire a galla anche quanto io sia stata ingiustamente lapidaria,impulsiva e a tratti sprezzante nei riguardi di Freud.Senza lasciare a me stessa oltre che a Freud possibilità di ricorrere  in appello.Chiusi con Freud definitivamente e basta . 
Quel che oggi comprendo,e Jung mi ha fatto comprendere,e che non sono andata come è mio solito fare alla ricerca di Freud come uomo.Ho commesso questo errore ben due volte prima con Freud poi con Julius Evola.Sprezzante contro un Evola giovane,e con principi umanamente lontani dai miei,poi ho scoperto un Evola ormai adulto,pentito di certe sue congetture,perdendomi per qualche anno la sua parte migliore,quella di uomo esoterico.Mentre con Freud mi sono arenata sulle sue teorie e applicazioni pur intuendo che nel profondo qualcosa stonava senza andare alla ricerca del perché di tale atteggiamento.
Amo Jung ,le sue idee e il suo approccio per istinto,lo amavo ancor prima di approfondire i suoi libri,il saperlo dall’altra parte della barricata di Freud   mi era sufficiente,per non dare altra possibilità a Freud.

Jung invece mi dona di Freud quell’interiorità che io invece ho liquidato molto in fretta,per incapacità di reggere e tenere testa a teorie che mi creavano malessere interiore.
Facendo riemergere un senso di umiltà che hai tempi non ho avuto e che oggi felicemente ritrovo.
Scrive Jung:”Sebbene per Freud la sessualità fosse senza dubbio un « numinosum»,la sua teoria e la sua terminologia sembravano definirla esclusivamente come una funzione biologica.Solo l’eccitazione con cui ne parlava faceva arguire in lui una risonanza più profonda.In ultima analisi voleva insegnare –o almeno così mi pareva-che la sessualità considerata,includesse la spiritualità,e avesse un significato intrinseco:ma la sua terminologia,fatta di termini concreti,era troppo angusta per riuscire a esprimere questa idea:mi dava per tanto la sensazione che in fondo lavorasse contro il suo vero scopo e contro se stesso ;e non v’è maggiore amarezza di quella che prova chi sa di essere il peggior nemico di se stesso.” Ecco quanto io non ho perdonato a Freud,la mancanza di spiritualità,il tocco umano.O forse dire umano è errato sarebbe meglio dire quella parte di noi che è ben  nascosta nelle nostre profondità che appartiene ad altro mondo e ad altra realtà.

Mentre ad esempio se  ad altri ho perdonato la negazione dell’esistenza di un possibile   dio,di un mondo metafisico e dell’importanza del mistico nell’esistenza dell’uomo a Freud non lo perdonai per un mio limite di allora.Non volendo ricercare le motivazioni della sua negazione di un lato spirituale a favore della pura scienza.
Ho sempre sorvolato su questa negazione e/o il bisogno di razionalizzare scientificamente qualcosa che in realtà è in noi da quando veniamo al mondo e non vi è possibilità di dimostrarlo e riconoscerlo se non attraverso un’esperienza interiore diretta.Quella verità o conoscenza a priori che attraverso l’intuizione si svela in modo chiaro e consapevole.Ho sorvolato in nome di altre virtù e concetti che ritenevo ragionevoli e condivisibili,comprendendo le ragioni di tali negazioni per ragioni quando religiose,quando troppo imponenti da accettare,o soggette alla struttura della società del momento .Ma con Freud non l’ho fatto.
Cadendo un po’ nel tranello di cui Jung scrive:”ogni volta che la psiche è scossa violentemente da un esperienza numinosa,v’è il pericolo che il filo,al quale si è sospesi,possa spezzarsi.Se questo accade c’è chi cade  in  un’affermazione  assoluta,chi in una negazione assoluta parimenti  assoluta.Nirdvandva (libertà dagli opposti) dice l’oriente.L’ho ben impresso nella memoria.Il pendolo spirituale oscilla tra ciò che ha senso e ciò che non ne ha,non tra giusto o errato.Il numinosum è pericoloso perché attira gli uomini agli estremi.così che una modesta verità è considerata la verità,e un errore 
secondario è eguagliato ad un errore fatale.Tout passe:la verità di ieri è l’inganno di oggi,e quella che ieri era una deduzione errata ,può essere la rivelazione di domani.”

Jung riscatta Freud e mi porta al mea culpa con queste parole :”Non c’era nulla da fare contro questa unilateralità di Freud.Forse una sua personale esperienza interiore avrebbe potuto aprigli gli occhi :ma probabilmente il suo intelletto avrebbe ridotto anche questa a «pura sessualità»o a
«psicosessualità».Rimaneva votato a quell’unico aspetto ,e proprio per questo motivo vedo in lui una figura tragica;perché era un grand’ uomo e,ciò che è anche di più ,un ispirato.”
Non lo riscatta ai miei occhi dal suo modus operandi ma come uomo con tutti i suoi vizi e virtù  dando senso più profondo alle sue idee e convinzioni anche se non le approvo,almeno non tutte.

Per quanto mi riguarda la negazione del divino in genere(non necessariamente un dio in particolare),delle leggi che regolano l’universo, la natura e la vita stessa;come la negazione di una presenza spirituale in noi, è sempre stata per me l’unica vera tragedia dell’umanità.E lo vedo sul viso delle persone,le persone che si impegnano nella ricerca spirituale,o hanno fede in qualunque cosa, lo vedo sui visi di chi non crede in nulla ed usa puro intelletto; i primi sono sorridenti sempre e comunque ,e trovano forza davanti ai loro malanni e guai,per  secondi la vita è invece sempre e comunque una tragedia,anche davanti alle piccole conquiste,e nei  momenti belli trovano sempre un’ombra che li trasforma in qualcosa di triste e miseramente appaganti.

"E' importante avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute. Riempie la vita di qualcosa d'impersonale, di un numinosum. Chi non ha mai fatto questa esperienza ha perduto qualcosa d'importante. L'uomo deve sentire che vive in un mondo che, per certi aspetti, è misterioso; che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili, e non solo quelle che accadono nell'ambito di ciò che ci si attende. L'inatteso e l'inaudito appartengono a questo mondo. Solo allora la vita è completa. Per me, fin dal principio, la vita è stata infinita e inafferrabile..."

(Carl Gustav Jung - Ricordi, Sogni, Riflessioni)

 

La legge dello zaino :il nostro presente

Chiunque noi siamo,una cosa è certa:il nostro presente è l’artefice del nostro futuro ,che merita di essere costruito con cura.A parte le banali leggi fisiche (un eccesso di cibo ci farà venire mal di stomaco),noi diamo forma al nostro futuro soprattutto per mezzo della sottile legge del magnetismo.Immaginiamo che Mario si trovi al super mercato e che trovi il cammino sbarrato da un carrello abbandonato in mezzo alla corsia.Si infastidisce e pronuncia o pensa un insulto contro il cliente responsabile dell’intralcio.Poi arriva Dario, anche lui si trova la strada sbarrata,ma formula un frase amichevole o un pensiero amichevole verso il proprietario del carrello.Mario e Dario hanno entrambi creato del magnetismo.È matematico.Il loro zaino si riempie di magnetismo e toh!,è uno zaino magico: si presenteranno loro “coincidenze” molto diverse .Il mondo li tratterà in modo diverso.Si troveranno ad affrontare situazione diverse.
La gentilezza attira la gentilezza,la rabbia attira la violenza,la generosità attira l’abbondanza,l’amore dato si trasformerà in amore ricevuto.
Il pensiero  «Posso farcela» genera successo,il pensiero «Non ce la farò»bloccherà il nostro futuro.Niente viene perduto ogni cosa va ha finire nel nostro zaino di magnetismo.
Il risultato non è sempre immediatamente  evidente,perché là dentro c’è un po’ di tutto.Ma se capiamo questa “legge dello zaino”,otterremmo  un diploma molto speciale : Scalatore del futuro.
Avremo imparato come fare a raggiungere le vette della nostra vita usando il magico zaino del presente.

Da L’eterno presente di Jayadev Jaerschky

Sindaco Tosi di Verona

Non sto qui ad aggiungere molto,non è nella mia indole pubblicare le mie iniziative o buone azioni,credo nel riserbo delle scelte umane che non devono essere un mezzo per farsi pubblicità e ben volere.In questo caso dopo la lettura di questo post Quando infrangere una legge diventa un dovere civico non mi sono sentita di lasciare  cadere  con rassegnazione l’ennesimo  abuso del potere  politico sui cittadini,soprattutto quando è fatto  indiscriminatamente,così è nata in me l’ispirazione di scrivere al Sindaco Tosi di Verona. 
Riporto, per esperienza,so come vanno le cose se non le metti nel pubblico le cestinano,la mia email.Un email non cambia nulla,tuttavia è sempre meglio che brontolare e non fare nulla.Se non altro per buona pace del mio sentire.


A: sindaco@comune.verona.it
Prego di leggere e non cestinare.Legge anti-solidarietà.Grazie.La sua risposta è attesa.


Buongiorno signor Tosi,leggo solo oggi la notizia del divieto di portare assistenza ai senzatetto.Trovo la cosa disumana.La trovo incomprensibile se a questa legge non corrisponde  una soluzione migliore.Credo che nessuno abbia il diritto di giudicare nessuno,ognuno ha la sua storia le sue buone o cattive ragioni per finire sulla strada.
Trovo incivile e anti "libertario" impedire alle persone di portare soccorso qual ora lo desiderano.Un'altra limitazione alla libertà di scelta  del cittadino sempre più schiavizzato dalle leggi.
La scusa dell'igiene e dell'ordine è banale e non trova consistenza, il problema di ordine ed igiene nel nostro paese ha cause ben peggiori dei senzatetto.Non nascondiamoci dietro queste scuse elementari per nascondere ben altre  motivazioni.
Questa legge non va bene:uccide il senso della solidarietà e della comunità,questa legge crea uno stato di Divede et impera fra classi sociali.Questa legge sottrare la libertà del cittadino di  usare il suo santo e sacro libero arbitrio che la vita e Dio ci hanno dato.
Voglio credere in una sua ingenuità,che pensando  in qualche modo di portare beneficio alla sua città abbia creduto che questa scelta fosse la migliore possibile,voglio credere che con una ulteriore riflessione arrivi ad un’altra migliore soluzione.
Esistono i City Angels in alcune città di Italia che si fanno carico di questi problemi,potrebbero essere una soluzione e una risposta anche per Verona.Potrebbero diventare  un punto di riferimento per  cittadini che desiderano portare aiuto ai senza tetto ed esprimere la loro libera volontà di aiutare il prossimo.Volontà che nessuno ha il diritto di togliere.
Una soluzione organizzata e pulita.
Mi auguro che l'intento non sia di fare come per i piccioni di non dargli cibo per allontanarli.Così non si risolvono i problemi del paese,non si educa i bambini a più alti valori come il rispetto, si distrugge il principio di eguaglianza.Questa non è politica.Non almeno quella sana.
Anziché  preoccuparci di non portare solidarietà(fin dei conti di questo si tratta) sarebbe più responsabile preoccuparci di come togliere queste persone dalla strada e cercare di comprendere quali vie portano a questa scelta o non scelta estrema.Ammetto che ci sono barboni che non faranno mai altra scelta che questa.Ma non tutti sono uguali.
Mi rendo conto che essere sindaco significa farsi carico di responsabilità, e farsi carico della situazione dei senza tetto fa parte delle responsabilità.Farsi carico significa trovare eque soluzioni nel rispetto dei diritti di tutti non eliminare con un colpo di spugna,significa lavorare alla radice del problema non eludere  il problema.Ognuno ha sulle spalle il ruolo che si è scelto,un medico non sceglie chi curare né quali malattie gli fa più comodo curare,quando mi capita di conoscere persone di questo tipo gli esorto a trovare per loro una professione più congeniale.
Sono certa che troverà una giusta responsabile e umana soluzione.
Non vivo nella vana speranza che questa email possa portarla ad una più ampia riflessione e a fare un passo indietro,fin dei conti per questo paese che valore ha il pensiero di una libera cittadina?.Ma di certo dalla sua risposta trarrò le conclusioni di chi e non chi è degno di portare avanti una politica corretta e umana in questo paese.Sebbene sono libertaria.Ma essere libertari non significa non avere scambio di opinioni e mancare di partecipazione all'interno del paese e della comunità in cui si vive;ci tengo a conoscere e sapere  su chi  si  può contare davvero per una vera giustizia sociale.
Grazie.
Carolina Verzeletti.


P.s so come funzionano certe cose, mi trovo in qualche modo "costretta" a pubblicare nel mio blog e far girare questa mia email,non trovo altro modo per accertarmi una sua sicura risposta,risposta che ovviamente girerò.
Fin dei conti non è una questione personale ma pubblica,che interessa tutti anche chi come me non è di Verona.


Giunge velocemente la risposta del Sindaco Tosi

A me: A Verona per chi ha bisogno d’aiuto, le fasce più deboli, i poveri e anche la povertà estrema, sia attraverso il Comune sia attraverso la Caritas, le associazioni caritatevoli, i privati cittadini, Fondazione Cariverona, la risposta c’è e l’ordinanza cui Lei si riferisce senza probabilmente averla letta, distorta ampiamente nel suo significato dal sistema mediatico e politico, vieta di portare cibo ai senza fissa dimora, solo per motivi di convivenza civile e decoro, in alcune limitate aree del centro storico. Non credo che l'essere caritatevoli significhi violare le regole del viver civile e della convivenza civile e trovo quindi del tutto fuori luogo le polemiche pretestuose contro un provvedimento che non vieta in assoluto di rifocillare persone senza fissa dimora, ma vuole solo evitare che tale attività benefica e meritevole venga svolta in luoghi e con modalità che offendano il decoro dei residenti e dei turisti e limitino la loro fruibilità del cuore storico e artistico della nostra città. D'altra parte nulla vieta alle persone più caritatevoli di offrire ai senza fissa dimora la possibilità di consumare un pasto nella propria dimora oppure di dormire e espletare le funzioni fisiologiche nel proprio giardino anziché sotto case e occhi altrui. Ricordo comunque che Verona, in fatto di accoglienza, non è seconda a nessuno: il Comune spende poco meno di un milione di euro l'anno per soccorrere le persone senza fissa dimora e i casi di povertà estreme e che nel 2013 ha aumentato di circa il 25 per cento i posti letto a loro disposizione.
Vi sono però persone sulle quali è difficile intervenire perché per scelta spesso vivono in strada, non vogliono andare al dormitorio, fanno una scelta di vita diversa per tanti motivi. Il problema è diventato il loro numero eccessivo, insostenibile (oltre una ventina di presenze, quotidiane e costanti, che vivevano nei giardini creando un problema di convivenza) nella zona intorno a piazza Indipendenza, piazza Viviani, Cortile mercato Vecchio, vale a dire nel cuore della città. L’ordinanza del Sindaco è stata fatta perché i residenti, i turisti hanno inviato mail, telefonate e segnalazioni fotografiche di situazioni di degrado. Abbiamo deciso di non dare assistenza in quei luoghi perché in quei luoghi è incompatibile con le caratteristiche di città d’arte, da una parte, ma soprattutto con la convivenza civile di un giardino pubblico dove vanno i bambini dove ci sono aree pic-nic e quindi dove non è possibile quel tipo di presenza.
Il provvedimento varrà fino alla fine di ottobre perché è stato studiato pensando che quando ci sarà l’emergenza freddo, come è sempre stato, a Verona si accolgono nelle strutture idonee anche i clandestini perché quando c’è freddo una persona non deve essere messa nelle condizioni di rischiare la salute o la vita. In un momento come questo in cui non c’è l’emergenza freddo, solo in quella zona, c’è il divieto di dare il pasto per strada, che significherebbe far permanere la persona lì tutto il giorno con tutta una serie di conseguenze intollerabili dal punto di vista igienico sanitario. L’assistenza di ogni altro genere altrove è comunque garantita, il problema è in quei luoghi.
Flavio Tosi
Sindaco di Verona


Ovviamente rispondo

Grazie,e mi sorprende la rapidità,chiedere è lecito rispondere è cortesia e lei è stato cortese.A questo servono lo scambio di opinioni a chiarire punti,a non lasciare svolazzare parole vuote e prive di obiettività.Non posso fare altro non essendo di Verona,accogliere le sue parole e la sua buona fede,se quanto lei dice è vero e equo lo possono dire e testimoniare solo i suoi concittadini.
L'importante è fare sapere come stanno le cose,chiarire malintesi e dubbi.E sentire anche l'altra campana,ovviamente la sua.
Grazie
Carolina Verzeletti.

Ogni valutazione  ora è nelle vostre mani,ora ci sono due campane,due ragioni.Che solo chi è di Verona può testimoniare.

Non entrare in quella biblioteca mi disse il mio sé

 

 

                        Nicolás Gómez Dávila nella sua modesta  biblioteca privata
                         con più di 25.000 libri.

Lo sapevo che non lo dovevo fare,lo sapevo!Ho avuto la bella idea di entrare in biblioteca,ho fatto la mia bella tesserina gratis.Certo non è la biblioteca di Gómez Dávila,si scarseggia di generi,però è abbastanza assortita da trovare due libri interessanti.Sì,perché con molta  impudicizia  non mi sono accontenta di un solo libro;era giusto portarne a casa almeno due.Dove sarà mai tanta impudicizia?Nel sottovalutare la causa effetto,pur conoscendomi.
Nonostante la mia mentalità semi-taoista ho grande difficoltà a lasciare andare le cose che Amo,i libri poi bisogna strapparmeli dalle mani.Eh,questi due libri in meno di due ore già li amo.Ahimè ho già intuito come andrà a finire,non c’è soluzione più onesta, anziché rubarli alla biblioteca, se non quella di metterli nella mia lista dei desideri di Amazon(pubblicità occulta)lista verso cui sono molto irrispettosa.C’è sempre una libreria in ogni dove e naturalmente così per caso e non so come mi ci ritrovo dentro,a volte mi va bene ne esco senza un libro ma con strazio sento di avere lasciato là qualcosa di prezioso; altre volte,invece, mi  sento tirare,chiamare,ammaliare, ed esco con un libro,addio lista dei desideri che giace in pace e sempre di più cresce.Manco del tutto di determinazione.
In conclusione,questi due libri mi piacciono molto,non mi piace leggere libri tutto d’un sorso(si diceva d’un fiato?) a meno che non siano romanzi,devo ritornare più volte sulla stessa pagina,sospendere,riflettere,testare se ci sono esercizi di un qualcosa per un qualcosa.La biblioteca me li affida per un mese, l’affidamento è sempre straziante in ogni caso quando arriva il momento del distacco,succede così anche con i libri.

Finiranno nella lista dei desideri…che dio solo sa quando si esaurirà.Mai!

Gli oroscopi mia latente passione

                                                 Immagine da Pourfemme.it

Diamo un tono serio a questo blog: parliamo di oroscopo.La mia passione nascosta.
Non sono un’astrologa,non capisco una cippa di fasi lunari e incrocio di pianeti mi piace solo leggerli.
Perché leggo gli oroscopi?Perché mi divertono e a volte alcuni oroscopi li trovo motivanti.
Cosa non cerco in un oroscopo:la previsione del domani.Ho già il peso sulle spalle di un passato,è già una fatica boia per me stare nel presente, evito volentieri di conoscere cosa sarà domani.
Gli oroscopi  nel tempo hanno subito un evoluzione,o meglio l’hanno subita gli astrologi stessi.
Ci sono oroscopi per tutti gusti anche di intellettuali,fra una frase di previsione e l’altra sfornano consigli da veri life coach con tanto di  frasi live motive,sbizzarrendosi ad elargire consigli che portano un po’ a rompere gli schemi,uscire dall’abitudine.In barba alla previsione si trasformano in consulenti più del presente che del domani.

Orbene!Cominciamo.

Vi presto il mio astrologo e oroscopo preferito “L’oroscopo di Rob Brezsny” ,credo il più conosciuto.Il suo oroscopo viene pubblicato sulla rivista L’internazionale;si può leggere anche nel rispettivo sito della rivista.

Rob tipo intellettuale ma un po’ bizzarro ci mette un po’ di cultura nei suoi oroscopi,se le sue previsioni si riveleranno errate vi potrà  consolare il fatto che di certo avrete imparato qualcosa di nuovo.

Tipo:
Se siete della Bilancia che :più di un secolo fa, l’industria della carne fece pressione sul governo degli Stati Uniti perché fossero uccisi i lupi del parco nazionale di Yellowstone.
Se siete del Capricorno che William Blake sosteneva che
“Quelli che controllano le loro passioni lo fanno perché le loro passioni sono abbastanza deboli da poter essere controllate.Oppure se siete del Sagittario che:I ratti canguro vivono nel deserto. Si trovano a loro agio lì perché nell’arco di millenni l’evoluzione li ha portati ad adeguarsi a contesti aridi.

Cosa centrano queste cose con le previsioni?Sono similitudini e metafore che Rob usa per fare passare meglio il concetto;è diventato famoso per questo.

Insomma a niente niente non serve.

L’oroscopo che più mi è piaciuto questa settimana è quello dell’Acquario,consigli validi per chiunque.

Acquario
Posso convincerti a viaggiare con la fantasia e a svuotare la tua bella testa dal bisogno compulsivo di dimostrarti sempre all’altezza delle situazioni e di soddisfare le aspettative degli altri? Mi darai ascolto se ti consiglio di toglierti quella maschera che hai sul viso e provare a farti le boccacce allo specchio? Hai bisogno di una lunga dormita. Mettiti a impastare biscotti anche se non l’hai mai fatto. Infila i piedi in una bacinella di acqua e sale e guarda un programma televisivo che ti emoziona. Stenditi sull’erba e fissa il cielo per tutto il tempo necessario a ricaricare le tue batterie spirituali.

Sono del Capricorno ma mi garba questo,seguirò i consigli.


n cosnsig

Fase cazzeggio Un regalo per Gabry


                                                        Un regalo per Gabry
                                      ma che fa bene a tutte


 Dal nostro mondo interiore nascono pensieri che ci accomunano agli altri.Non sono le solite parole,quelle che usiamo nella conversazione quotidiana.Hanno più peso,sono più vere,sono quelle parole che di solito si scrivono ma è difficile dirle oralmente.
Parole che di solito all'ascolto immediato sfuggono perse fra i propri pensieri, ma nella lettura con buone probabilità s'imprimono nel cuore.









                                                     Il mondo delle fate   




                                                          Testo di Gabry
                                               Musica dei Novi Split    Hold Tight





























Fase cazzeggio Il mio zoccolo duro

 

 

C’è qualcosa di cui sono stanca, non voglio entrare nei dettagli qui,finirei per mettere in subbuglio un equilibrio che ho impiegato un po’ di tempo a trovare,almeno su un certo fronte.Vorrei dare un colpo di spugna a cose e persone appena trovate e scoperte e di vecchia data,ultimamente vado molto di “spugna”,lavo via spesso,peccato che il più delle cose sono lavate via solo dalla mia testa.E forse è un bene.L’irrequietezza porta a non stare mai fermi,a stancarsi presto delle cose o delle persone,porta a cercare girando in tondo quello che hai in realtà sotto il naso.Ormai lo so ed è per questo che i miei tempi di elaborazione fra il desiderio di dare un colpo di spugna e il farlo, sono  molto, dilatati.
Un analisi durata un oretta questa notte.La nobiltà  è in tutti, tutti siamo uno.Sono arrivata alla conclusione che non sono pronta a trovare questa nobiltà in tutti  né a sentirmi tutt’uno con certe persone.
Desidero solo che loro restino nel loro mondo io nel mio in pacifico e reciproco rispetto.Di più per ora non so fare.

Mi resta assai più facile vedere tanta nobiltà in uno sconosciuto o sconosciuta, in barbone ai bordi di un marciapiede,nella signora che mi sorride alla cassa, nel tabacchino.Mi sento comodamente tutt’uno con un albero,un cane,una foglia…ma nelle persone,alcune, che ho attorno al solo pensarci sento uno struggimento nello stomaco,ci provo, però in ultima analisi, come scritto sopra mi rendo conto che non è che non ci trovo nulla di buono,nemmeno che non potrei essere un tutt’uno con loro l’unica sola verità è che non voglio.E quel che non ho capito: è perché non voglio.Dietro a questo zoccolo duro ci cova qualcosa,qualcosa di me che traballa e non trova appoggio.

Da non pensare che tutto ciò mi crei un equilibrio precario o malessere,tutt’al più sgomento,perplessità verso me stessa e il modo del tutto pacifico con cui sto facendo fronte alle sensazioni che provo.
Credo che vi sia un tempo per ogni cosa…probabilmente ancora non è tempo per passare a piani superiori,per liberarmi da certe cose…allora attendo.O forse semplicemente prima di trovare un angelo in noi bisogna prima far fronte al diavolo che è noi e accettare che c’è.Una dualità sempre mal accettata e poco tollerata.Ma c’è.

Mi occorre comunque un urgente terapia di psicologia buddhista Sorriso