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Chiudi gli occhi...un attimo

Ma si va iniziamo l'anno con un esercizio di quelli che io chiamo creatività alternativa

Direte: «Come? Per la strada? Meditare per la strada?» No, non dico che dobbiate meditare per la strada, ma potete benissimo fermarvi alcuni secondi davanti alla vetrina di un negozio, e là, senza essere necessariamente concentrati, tesi, fissi su qualcosa, chiudete gli occhi per qualche secondo senza pensare a niente. È a quel punto che l’anima e lo spirito regolano le correnti, e voi ritrovate così la vostra unità interiore e vi sentite tranquillizzati, rafforzati. Esercitatevi, e capirete quanto questa pratica, apparentemente insignificante, possa aiutarvi! ”
(Omraam Mikhael Aivanhov) da Meditare.net


Nota:
Personalmente mi capita di farlo spesso,quando sento la testa troppo piena di discorsi, quando tutto quello che mi circonda si trasforma in ansia viscerale, quando per un attimo voglio fermare il mondo.
Funziona.


Buon anno


 Non sono molto er gli auguri in genere ma giusto per stemperare il cinismo verso le feste in genere...

 

                         
A quegli amici su cui posso contare senza riserve;
A chi c’è sempre nel momento del bisogno;
A chi non si dimentica, nemmeno una volta, di perdonare i miei errori
a chi c’è sempre, nonostante gli sbagli,
a chi mi sorride, anche se prova dolore nel cuore,
a chi usa gentilezza senza aspettarsi nulla in cambio,
a chi osa amare, sorridere, sperare e mi insegna a farlo.
A tutti voi amici sinceri,
Auguri di Cuore! Buon Anno Nuovo!
Stephen Littleword

Personalmente semplicemente auguri di buona vita a tutti....oggi e sempre

Puoi sempre scegliere



 

Puoi sempre scegliere
se cavalcare l'onda o lasciarti travolgere;
puoi sempre scegliere
se reagire negativamente o trasmettere energia positiva;
puoi sempre scegliere
se criticare o essere d'esempio;
puoi sempre scegliere
se lamentarti o impegnarti;
puoi sempre scegliere
se ascoltare col cuore o farti condizionare dalla mente;
puoi sempre scegliere
se sorridere o giudicare,
puoi sempre scegliere,
se essere gentile o avere ragione.
Puoi sempre scegliere
che profumo lasciare dietro di te.

           (Danilo Rubello Balbinot)

Un solo istante ineffabile

Dentro di me c'è molto di più di quello che si vede,
dentro di me ci sono percorsi irti che nessuno potrebbe immaginare.

Ho danzato con la gioia e la sofferenza
Ho abbracciato  vittoria e sconfitta
Ho conosciuto una  meravigliosa creatura  " l' anima mia"
l'ho vista, vista l'ho sentita.

Dapprima mi ha sorriso, poi mi ha abbracciato
...abbiamo pianto e riso insieme per quanto sono buffa, ostile,
amara,fragile,piccola,incosciente,forte,grande...
Mi ha portato  in viaggio con sé, mi ha fatto un regalo che al mondo nessuno mai
avrebbe potuto farmi, un solo istante ineffabile,
era  sorprendentemente reale e immensamete eterna.

Mi ha insegnato a credere,volare e saltare avanti e indietro nel tempo,
Mi ha mostrato un mondo dove tutto è possibile

Mi ha portato là dove si gioca con la realtà e la sua illusione.

Sono stata sull'isola che non c'è dove vi sono le anime dei bambini dispersi
la dove noi in realtà "siamo"...ma senza esserne  davvero consapevoli .

Carolina Verzeletti

Il dono

Il dono


I regali portano dentro di sé una sorpresa , sono le parole non dette, sono il riflesso dell'immagine che qualcuno ha di te giusta o sbagliata che sia ,esprimono l'interesse o il dinteresse verso la tua persona...dai regali comprendi come ti vede chi ti circonda...

Sul tavolo una scatola, dentro c'è un dono, e lì resterà.
Non avevo nulla da festeggiare, nessun compleanno, non è Natale, è solo un  giorno comune o forse tanto comune non è dal momento che quella scatola rimmarrà li.
Gli scivolo davanti, tiro dritta, senza uno sguardo,senza un pensiero, attraverso la sala e mi nascondo sotto la doccia,tutto si mischia, pensieri,lacrime, tutto scivola insieme al sapone, la mia pelle profuma,
cancellata anche ogni traccia di te.

Scompaiono insieme al sapone, gli anni. il tempo, i silenzi forzati...
Solo un accapppatoio coccola la mia pelle, solo il mio profumo accende
la mia  voglia di fare l'amore...

Il mio sguardo segue la scatola sul tavolo,ma non vuole sapere cosa contiene,,,non  ho avuto nemmeno il tempo di scartarlo, nemmeno il tempo d'immaginare...che tutto era già finito,

Ma quando è finita? Prima o dopo l'arrivo della scatola?

Se mi mettessi a fare la vittima sarei una bugiarda, se dicessi non me l'aspettavo starei di certo dicendo una stronzata...se poi aggiungo che io non lo avrei mai voluto che accadesse doppia stronzata, doppia infedeltà,infedeltà morale quella fisica l'ho chiusa nel cassetto e ancora mi chiedo se ho fatto bene.

Apparecchio la tavola, insalata, pane,scatola del regalo, cosi l'atmosfera è intimamanete romantica, peccato che la sedia davanti a me è vuota...ma non ci vorrei te,é un occasione per andare a dormire presto, per riaprire quel libro, e non ho niente a cui pensare.

Il regalo è sul comodino

Buongiorno al regalo e alla  nuova me, mi resta una sola domanda "perchè il regalo?"

Tutto capita all'improvviso,questa è almeno l'apparenza, anche le storie d'amore
si chiudono all'impovviso?
Due giorni prima spedisci un regalo,due dopo ami un altra? O forse è  vero: attenta  a quello che desideri,si potrebbe avverare e si è avverato.

Esamino accuratamente da lontano il dono, scatolina piccola, quadrata,carta rosa antico,accuratamente confezionata.
Allegata nella scatola più  grande che la conteneva c'è una lettera.

"Ciao Tati so che quando riceverai il regalo,tra noi sarà già cambiato tutto,non è un regalo per farmi perdonare...  avevi già compreso da tempo,pazientemente aspettato e cercato di portarmi consapevolmente verso la realtà dei miei sentimenti per te e proprio oggi che ho deciso di parlarti  passando davanti alla  vetrina  di un negozio l'ho visto e non  volevo rischiare in un tuo rifiuto.
Accettalo,ti rappresenta, incarna la donna che sei, e con questo dono volevo solo dirti: non mollare mai in ciò che credi, sii forte nella tua libertà, e serena.
Ti voglio bene"

Scarto il regalo,il mio profumo preferito, penso che l'accetterò,ci vuole una doccia...
Dalla doccia esco profumata,rilassata,morbida,come  i miei pensieri e le mie emozioni.
"Pronto,come stai? Dai, raccontami di lei"
 Silenzio, poi una risata "con piacere Tati se ti va di ascoltare"
"è la tua vita,mi va di ascoltarla"...

15 giungno 2006

Attraverso la poesia l'origine

Il Sole è mio Padre, la Luna mia Madre.
Sono un piccolo raggio di luce caduto per sbaglio su questa terra,
porto con me la nostalgia per la mia famiglia perduta,
lascio dietro di me una scia di romantica bellezza,
spargo intorno a me l'amore dell'Universo!
Sono parte del tutto e il tutto è dentro di me!
Conosco la gioia e il dolore,
ho imparato l'amore e l'odio,
ho subito il disprezzo e ho goduto l'ammirazione,
ho sentito il buio parlarmi e in quel buio ho trovato il rancore e la rabbia,
so cos'è la serenità dopo averla trovata dentro di me,
ho ritrovato "Dio" dopo essermi persa nei meandri dell'insoddisfazione,
ho scoperto la scintilla di divino che mi è stata donata alla nascita.
Ho vissuto tutti i giorni alla ricerca di qualcosa che ho ritrovato solo guardando in cielo e scoprendo da dove vengo.
Sono figlia dell'Infinito e sono io stessa Infinito ... il Sole è mio padre e la Luna mia madre ... la Terra mi ha adottata.


Nota personale:
Mi ha molto colpito questa poesia di Marcella.
Scorre lenta e dolce intrinsica ad essa la danza della vita.

Il Daimon di Jung

Come una sorta di guida il daimon ci accompagna nel viaggio del 'risveglio.' Esso non può essere negato, e quando emerge ci obbliga a diventare più sicuri di noi, perché smettiamo di delegare a terzi l'approvazione delle nostre scelte, e ci diamo ad obbedire solo alla nostra coscienza.

Tra le funzioni più importanti assolte dal daimon nell'ambito dei processi di 'risveglio', vi è lo stimolo alla inversione delle proiezioni. Da addormentati tendiamo a proiettare il daimon sul nostro prossimo. La forma negativa viene proiettata su coloro i quali consideriamo nemici e sulle cose sgradite. Quella positiva su figure autoritarie come genitori, sacerdoti, insegnanti, guru, ecc. Finché demonizziamo il nostro prossimo, non riusciamo a vedere i nostri stessi demoni interiori, e viviamo come bambini inconsapevoli. Per diventare psicologicamente maturi, adulti autonomi è necessario invertire queste proiezioni, interiorizzare il daimon, e misurarsi con esso.

La parola greca 'daimon' significa letteralmente 'distribuire destini.' Di conseguenza il 'daimon' sarebbe la energia o l'essere universale che ci assegnerebbe il nostro destino umano. La cultura romana adottò il termine e in seguito lo traslitterò  nello attuale 'demone.' Tuttavia si noti che nel significato originale e nella accezione junghiana il daimon non è l'essere negativo che oggi associamo al 'demonio.'

Articolo integrale su Anticorpi.info
dal sito Jungian Center

Traduzione di Anticorpi.info

I post di creatività alternativa-introduzione

Dopo qualche riflessione del tipo,ma no , ma si ... ma dai... ho deciso di inserire i post di stampo...mmmmhh  non so come definirli,per me  sono  fra lo spirituale e il fantastico, fra il tutto è possibile e una semi burla, fra il provare per credere e il va bene provo ma se è gratis.

Conosco quasi tutti gli autori di libri del tipo "chiedi e ti sarà dato".
Ho sperimentato quella che io definisco creatività alternativa di ogni genere per fare piovere mele dal cielo.
Perchè?
Perché è sin da bambina che credo nell'impossibile.
Perché contro ogni mia volontà logica la fantasia non mi ha mai abbandonato.
Perché credo che esistono mille strade per arrivare in luogo,perché credo che esistono mille soluzioni per risolvere anche una cosa sola.
Fra i santoni e miracolosi scrittori di questo stampo, ci sono tanti furbi ma personalmente non mi sono mai curata dell'autore ma del contenuto e la possibilità di sperimentare,si sa tutti devono mangiare.
Fra questi libri che ormai son tanti quanti quelli di religione e di storia, ce ne sono alcuni validi altri simili fra loro,altri ancora che non sanno né di carne né di pesce.
Ma la ricerca vera non esprime né giudizi né pregiudizi,la ricerca s'infiltra in ogni fessura,in ogni angolo,in ogni dove...solo dopo se ne trae le dovute conclusioni.

Escludere tutto a priori è come non partire mai perché sai che tanto dopo passa un altro treno e un altro ancora però i treni ci saranno sempre mentre tu hai un solo viaggio per lo meno nel qui e ora...la prossima vita non è affar tuo per ora o quasi ( opss il debito del Karma).

p.s Ritengo giusto spiegare le motivazioni della mia scelta, lo farò attraverso un racconto, presa coscienza del fatto che nel web di questo genere di post ne circolano a centinaia e  più, per vendere libri con le affiliazioni, per vendere corsi,per rimbambirvi un po', perché è il trend del nuova era  e per guadagnarsi lettori, voglio solo raccontarvi del perché della mia buona fede e perché almeno uno   di questi articoli nella vostra vita  dovreste leggere e sopratutto sperimentare,finché è gratis concedetevi la curiosità e di sentirvi un po' bambini e buffi nel provare alcune pratiche, la cosa peggiore che può capitarvi è che i miracoli forse non  imparerete a farli ma avrete di certo scoperto qualcosa di nuovo di voi.

n.b Solo una precauzione nel vostro errare non andate a ficcare il naso in Verità che sentite di non poter comprendere, non sperimentate cose tipo meditazione o pratiche di ricerca dell' inconscio o altre se sentite di essere troppo fragili e non ben disposti ad accettarvi per come siete e  accettarvi  come il solo responsabile del peggio della vostra vita, per lo meno non fatelo da soli ma con una guida seria.



.....C'era  una volta...
La storia cominciò tanto tempo fa , molto tempo fa (a ripensarci non poi così tanto tempo fa) nella testolina di una bambina che con il nasino all'insu;non era molto convinta dei discorsi degli adulti, guardando in un punto non definito nel cielo della sera si ripeteva fra sé e sé -esiste molto di più,ma molto di più ancora del pezzo di cielo che vedo-
Così iniziò ad avere a che fare con streghe,fate,elfi e orchi,sempre più incuriosita e stimolata dall'intuito  decise di varcare le soglie antiche sino ad arrivare al cospetto della Dea Madre e della Forza che tutto crea, era troppo piccola per il luogo del "tutto e del nulla", e le dissero quando crescerai in statura quanto una quercia potrai entrare  ma era evidente che cosi tanto non sarebbe cresciuta; almeno così pensava,  ma si sa questi Maestri viandanti e saggi parlano sempre per metafore,allegoria e enigmi.
La bambina non appagata solo dalle Magie,dal Sacro e dalla religione Antica frequentò sotto il bancone del bar per non farsi vedere la Bettola dei Pensatori per molti mesi.
Alla "Bettola  dei Pensatori" ubriachi di concetti,idee e Verità con tanto di copyright era un vero caos, chi alzava la voce,chi batteva i pugni , chi pestava la sua testa contro il muro perché al beone di Sapienza di turno non entrava in testa la sua teoria e certezza( almeno per lui),  tanto che una sera esplose una  mega rissa causata da un certo Marx e un tizio  chiamato Bakunin, uno parlava di un coso che chiamava comunismo e l'altro di una cosa che chiamava anarchia, anche se ubriachi e mossi da intenzioni sincere tutti gli altri si divisero chi con uno chi con l'altro e in un attimo non si capì più nulla...la bambina divertita a vedere adulti prendersi per i capelli come i bambini capì una sola cosa che il signor Marx non aveva torto ma nemmeno il signor Bakunin, il metodo cambiava dai due punti di vista ma la Libertà è cosa preziosa, che se le comunità operassero in comune tutto sarebbe più facile,come gli raccontò un giorno il vecchio Lao "tutti siamo parte di uno".e comprese che la Verità sta sempre nel mezzo.

Di fatto mentre cresceva in statura, poche ma essenziali cose aveva compreso:
Che tutto è possibile se ci credi,ma davvero.
Inutile perdere tempo a dimostrare scientificamente ciò che è perché cosi è, punto.
Che tutto si può avverare,se sai cosa vuoi davvero e dico davvero, ci sono volte che vorremmo un qualcosa ma in fondo a noi stessi non è proprio così.
Che tutto esiste e nulla esiste al contempo.
Che la realtà è mutevole, ora c'è ora non c'è più quel che vedi.
Che la vita è solo un lungo cammino dei tanti che si fanno
Che per conoscere il valore degli "aggettivi dei provarne il contrario: buono-cattivo.leale -sleale e così via, non basta conoscerli per sentito dire o perché qualcuno lo impone a qualcun altro si possono solo provare.
Che nessuno possiede la Verità assoluta ma tutte possono essere Verità a volte anche la nostra Verità muta dentro di noi,guai se non fosse così, moriremmo di Ottusità .
Che vedere non è credere ma credere è vedere ( questa frase è su gentile concessione da Santa Claus, per una volta me la lasciata usare)
Che stupido lo è chi lo stupido lo fa ( dal mio amico Forrest)
Che la libertà è molto è più di quel che si crede
Che la Realtà è molto di più di quel che vediamo e sentiamo.
Che tutto è mistero
Che la Verità non siamo noi a trovala ma è lei che si svela a noi quando siamo in grado di comprenderla e mai lo farà totalmente.
...E molto altro ancora... ma come scriveva il buon Ende “ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta”
Il post che volevo postare...lo posterò un altra volta la mia premessa è stata più lunga di quanto immaginassi e già molto vi ho annoiato ( finta umiltà :-,ihhihi)






Elogio al Relativismo

                                                            Un passo nella Filosofia

                                                         Elogio al Relativismo da Diogene Blog

...A tal proposito l’illuminista Lessing utilizza un’immagine che trovo molto pertinente e che pone nella giusta prospettiva “dialettica” il rapporto tra verità e ricerca della verità: «Se Dio tenesse chiusa nella sua destra ogni verità – scrive Lessing – e nella sua sinistra la sola inesausta pulsione alla verità, sia pure col corollario per me di un sempiterno andare errando e mi dicesse: “Scegli!”, con umiltà mi precipiterei alla sua sinistra e direi: “Dammi, padre! La pura verità e solo ed esclusivamente per te!». Il relativista non teme, come Lessing, proprio quel sempiterno andare errando, e a prescindere dal fatto che egli creda o no che da qualche parte un fondamento, un senso assoluto, una verità eterna esistano, egli sa per certo che la mente umana, per come è fatta, non potrà mai attingerli, e se lo fa si tratta solo di un’illusione. La verità è cosa divina, mentre la sua ricerca è cosa umana.

Relativismo

p.s ho appreso d'esser  una relativista :-),ma le eticchette in genere non le sopporto,ma fanno farte di quel eterna separzione e  dualità in cui è immersa la razza umana nel suo eterno caos mentale e spirituale.

La donna e il suo potere

                                                            Due passi nel spirituale...

  
Solo la donna può redimere questa umanità, perchè le sue basi sono nella Terra; è dolce e generosa come la Natura ed è la guardiana della vita e la maestra dell’amore. Noi curandere viviamo con la Terra, ecco perchè la nostra strada è quella della Terra.
Questa è la prima via che ogni donna deve percorrere. La seconda è quella dell’acqua, con cui impara a manipolare un elemento che le permette di creare, sognare e rendere tutto possibile.
La donna sa che gli alberi parlano; il vento e le rocce parlano fra loro e parleranno anche a te, se li ascolterai. La donna parla col mondo interiore. Una donna incinta può parlare col figlio che porta in grembo, con quella vita che palpita dentro di lei.
La donna è anche capace di farsi canale dello Spirito, permettendo all’uomo di elevarsi sino all’Essere Divino. Può fare molto, al giorno d’oggi, se lo desidera. Ma alle volte la donna non vuole, oppure ha dimenticato il potere che la Pachamama le ha affidato.
Hernàn Huarache Mamani

La bella addormentata ha un nome che fa paura,libertà

Non posterò una canzone a tema, o almeno cosi per altri può sembrare,ma non per me che con questa canzone sono cresciuta...il primo giorno che la sentii,ricordo ancora... nascosta sotto la coperte, ero piccola,dieci anni,piccola e ancora aspettavo nelle sere d'estate di scoprire fra le stelle chissà quale mistero, e mi chiedevo se lassù in qualche luogo vi era un luogo chiamato "casa",un luogo differente da quello che sta qua giù, mi chiedevo da dove tutto venisse, mi chiedevo se in realtà esistesse qualcosa di più di quello che il mondo mostrava,se draghi e unicorni stavano nascosti ma se li chiamavi portavano soccorso, mi chiedevo se le dee e gli dei esistevano veramente, se il dio di cui sentivo raccontare era il Re degli dei e con lui una Regina.
Sognavo e ascoltavo questa canzone,sognavo e diventavo consapevole che crescere era anche il mio destino, mi accarezzava la voce di Augusto come un padre paziente che ti racconta una favola,la favola di crescere, piansi, con una mano stringevo la mia età e con l'altra accennavo al volo, piansi con nel cuore la nostagia di qualcosa che ancora doveva passare, ma in fondo a me stessa volevo correre,ridere,crescere...
In quel giorno capii chi volevo essere e cosa di più amavo,la libertà...da allora non smisi mai di amarla.
Ieri ho navigato fra le canzoni nel web, ho navigato fra le canzoni anarchiche e popolari, ho navigato fra De André e i Nomadi e sono tornata a sognare...

Avrei voluto postare questa o quella in questo mio blog, il blog della Cantadora il blog dell'anarchia che è in me, quell'anarchia che tutti pensano di avere capito ma in pochi ne hanno colto davvero l'accezione della sua "essenza" racchiusa nel suo termine,Anarchia :senza capi, troppo poco è molto di più.



Una Cantadora che altro racconterebbe se non favole di libertà, travestista quando da Baba Jaga e quando da Fata, libertà che si rimesta nel calderone o come canticchiava De Andrè" la bella addormentata,la la la, ha un nome che fa paura libertà,libertà,libertà..."

Avrei voluto postarle tutte, e forse una ad una lo farò...e un po' lo devo a Joker che con sul post mi ha riportato a memoria pensieri assopiti  lasciati in stand by a rimestarsi nel calderone sopra al fuoco alchemico, al ricerca del tempo giusto,delle parole giuste, della maturità di spirito giusta.



Perchè è difficile non scadere in quel anarchia che diventa populismo e luogo comune.

Perchè è difficile rimanare aderenti alla sua essenza

Perchè è difficile essere umani e scervi da padroni e ragioni

Perchè è difficile essere prima  ancora che anarchici verso altri essere liberi da sè stessi.




                                                             

Cos'è un libro?

..."Per non parlare della trovata di un bambino che dice che nel libro c’è una mezza anima – quella dell’autore – che per funzionare deve incontrarsi con l’altra mezza – quella del lettore; oppure di un altro che sostiene che il libro ha tante anime quanti sono i suoi lettori, e così via"

       Credo che sia una fra le più belle idee su cosa si nasconda in libro che abbia mai sentito.


Libri che accendono la mente (o menti che accendono i libri?)


Sto usando scientemente una classe di bambini (una quinta elementare) per i miei esperimenti filosofici con quella fascia di età. Non che quelli del passato non fossero “esperimenti”, ma questo lo è un po’ di più perché è finalizzato alla stesura di alcune parti di un libro che sto scrivendo, dedicato alla filosofia con i bambini. La strategia è però un po’ diversa dal solito, perché sto filosofando con loro in maniera laterale, per cerchi concentrici, apparentemente episodica (o, per meglio dire, rapsodica). Il filo conduttore questa volta non è il filo di filosofia, ma il libro. La cosa, cioè, più antifilosofica che ci sia – se si deve dar retta a Platone, che però tra-scriveva abbondantemente i suoi Dialoghi socratici.
E siamo partiti, tra l’altro, dal concetto di libro, dalla sua idea, da quel che esso è come essenza. Questa opera di astrazione è stata compresa così bene che adesso maneggiano perfettamente la coppia astratto/concreto, universale/particolare.
Lo scopo? a parte quello utilitaristico che ho esposto sopra, dimostrando ancora una volta la filosoficità dei bambini? Boh, non lo so ancora di preciso, mi sto facendo guidare da loro – soprattutto dalla loro creatività linguistica, dalla spontaneità e dal vulcano di metafore che ogni volta ne vien fuori. Ora siamo alle “facce” dei libri…
Ma facciamo un passo indietro. Tutto nasce dalle metafore coniate per dare una definizione di “libro”. Che cos’è un libro? Beh, non è che sia così facile rispondere o dare una definizione precisa (già anni fa in un altro gruppo avevamo raggiunto la conclusione paradossale che il libro è insieme tutto e niente). In effetti le metafore utilizzate sono state molteplici, talvolta fuorvianti, ma sempre interessanti (il libro è come… un giardino, un quadro, uno scrigno, un tornado, un tesoro, un regalo, un universo, un viaggio, addirittura una caramella!)
Finché è venuta fuori questa faccenda del corpo e della mente, e della similitudine tra libro e persona. Entrambi possiedono tanto un corpo, un supporto, una parte visibile quanto una mente, un’anima, una parte invisibile. A quel punto ci siamo concentrati su questa metafora e l’abbiamo approfondita. Senza, tra l’altro, disdegnare ragionamenti vagamente spinozisti su che cosa si debba intendere per corpo e che cosa per mente.
Ad un certo punto ecco comparire la “faccia”: un libro ha una faccia, esattamente come una persona, e da quella faccia noi possiamo capire alcune cose e farci un’idea di quel che c’è dentro – come per le persone. Interessante, ma fin troppo facile. Perché in verità la faccia – come la copertina di un libro – può ingannare. Così come è ingannevole il titolo (che è il nome del libro). La faccia-copertina, cioè, può benissimo essere una maschera. Ed ecco il brivido del confine problematico tra interno ed esterno, superficie e profondità, essere ed apparenza – appare quel che è, o può anche apparire quel che non è (o che a noi non sembra che sia)? Sfaccettature dell’essere e sguardo prospettico… ovvio che non uso questa terminologia, ma tali concetti sono piuttosto chiari nelle menti dei bambini. Sanno cioè benissimo che cosa si debba intendere per simulazione (o dissimulazione) e la maschera è un dispositivo simbolico molto interessante – anche perché indica ciò che è immutabile ed ossificato, quasi fosse lo strato di morte sulla pelle viva delle cose.
(A proposito poi di vita, di corpo e di anima, viene fuori anche una splendida discussione sul concetto di automa, su ciò che rende vivo un corpo, su anima, emozioni, meccanismo, ecc.; tra l’altro uno dei libri che mostrerò è proprio La straordinaria invenzione di Hugo Cabret. Per non parlare della trovata di un bambino che dice che nel libro c’è una mezza anima – quella dell’autore – che per funzionare deve incontrarsi con l’altra mezza – quella del lettore; oppure di un altro che sostiene che il libro ha tante anime quanti sono i suoi lettori, e così via).
Ma voglio ora riportare – a mo’ di esempio sui libri che accendono la mente (questo il titolo che abbiamo dato al nostro progetto) – la disquisizione durata una buona mezz’ora a partire dal titolo – quindi dal nome – di uno dei libri più geniali di filosofia per bambini (al di là dell’intenzione dell’autore) che mai siano stati scritti, e cioè L’anatra, la morte e il tulipano (lo avevo recensito qui, ed è ora visibile anche su youtube).
Trovatici tutti d’accordo sulla copertina praticamente spoglia e minimalista – l’anatra stilizzata in campo bianco – ci concentriamo sul titolo e sulla sua… stranezza, anzi sul suo effetto straniante. Come mai?
Ipotesi 1: i tre oggetti del titolo non stanno bene insieme
Ipotesi 2: la presenza della parola morte in un libro per bambini è strana
Ipotesi 3: l’elemento estraneo è il tulipano (variante: è l’elemento più accattivante, è colorato, mentre l’anatra è bianca e la morte nera)
Ipotesi 4: la morte è il collegamento tra gli altri due
Ipotesi 5: ci sono due cose concrete e una astratta
Ipotesi 6: c’è la vita da una parte e la morte dall’altra
- al che si aprono sia ipotesi su quale possa essere la storia narrata dall’autore, sia una breve discussione sulla necessità della morte (che, qualora non ci fosse, bloccherebbe lo scorrere della vita, la nascita di altri esseri viventi, il funzionamento delle cose – insomma, bambini piuttosto anassimandrei e dialettici!).
Tutto questo è venuto fuori solo guardando la faccia del libro ed evocandone il nome… stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.
 Da La Botte di Diogene-blog filosofico

Non sei la storia della tua vita

                                            Due passi nel spirituale...

Nessuno di noi ha una sua personale storia di vita in senso stretto, bensì tante storie di vita di cui nessun forse è stata la tua, la mia o la sua.
Se le osservi attentamente puoi vederle tutte passare sullo schermo dell'esistenza. Ridendo del mondo e di te stesso allo stesso tempo, con allegria.



Hai urlato, pianto, sofferto, goduto;
Hai magiato tortellini, patatine fritte, arrosti e bevuto vino, soda, birra;
Hai ascoltato con le orecchie, il cuore, la mente, il cervello;
Hai sentito le parole dietro la musica e la musica dietro le parole;
Hai comunicato con i tuoi gesti e con il tuo silenzio;
Hai amato, detestato, accettato, rifiutato, avvicinato o allontanato;
Hai dedicato tempo ed energie a persone, ricordi, aspettative



Hai sentito le parole dietro la musica e la musica dietro le parole;
Hai comunicato con i tuoi gesti e con il tuo silenzio;

Hai guardato il tutto nelle parti e le parti nel tutto
Continuando a cambiare il tuo punto di vista
perché il tuo punto di vista è la vista di un punto e poi la vista di un altro e di un altro punto ancora... Li puoi mettere tutti insieme in modo da poter cogliere l'insieme delle parti; Così puoi distinguere ciò che prima era confuso e congiungere ciò che prima era separato.


Hai un corpo fisico che prima o poi abbandonerai.

 Molte cose avresti potuto farle forse meglio, ma avresti anche potuto farne altre molto peggio.
Quindi sìì contento di aver fatto quel che hai fatto.

Come hai fatto diverse volte, un po' seriamente un po' per gioco, sai che come sei apparso, così poi scomparirai.

Questo tira e molla un po' ti ha annoiato, altre volte ti ha elettrizzato e divertito; ecco perché fai la tua parte senza prenderla (e prenderti) mai troppo sul serio.

Tanto alla fine non c'è molto da fare se non continuare a giocare un gioco eterno
di cui a differenza degli altri si conoscono le regole,
dove il giocatore ed il gioco alla fine si confondono perchè persino l'atto di giocare e l'ultima mossa, fanno parte e non sono nient'altro che la prima mossa di un altro gioco piu' grande.

Hai vissuto più e più vite all'interno di quelle parentesi spazio-temporale che a loro volta racchiudono un'unica sfera affettiva: la pluralità del tuo, mio, suo, loro, nostro Essere.

Il cambiamento


L’immagine :
image
Il cambiamento
Il cambiamento non indossa mai lo stesso abito
di volta in volta muta il suo volto.
Il cambiamento entra spesso nella nostra vita
senza un ufficiale Invito
il cambiamento è come la cartolina di chiamata al militare
raccogli due abiti,i migliori, qualche oggetto caro,la Bibbia
infili tutto in una valigia,saluti e poi non sai cosa accadrà.
IL cambiamento è il moto della nostra esistenza che spesso
cerchiamo di ancorare al molo,pensando che sia saggio restare
quando invece dovremmo andarcene.
Per talune persone è liberazione, istruire la mente e lo spirito
il movimento perpetuo dell'evolversi dell'anima
poco propensa a fermarsi in un luogo o nel recinto delle prescrizioni
Il cambiamento s'impone ma può rimanere inascoltato per anni
ma l'inquietudine non darà pace.
IL moto del tuo vivere anela alla ricerca del nuovo
ma il nuovo è temuto ed a volte odiato.
Come un cieco che ha predisposto gli oggetti in ordine meticoloso  che al solo tastarli
potrà riconoscerli,crei cosi la tua zona di sicurezza, tutto in ordine e
nulla potrà mai nemmeno nella sofferenza sconvolgere l'ordine solido della disposizione
dei tuoi affetti, dei punti di riferimento, ma ciò che sai  è che un cieco riconosce dall'odore
la posizione di ogni suo avere.

E sarà nella convinzione che nulla vi sottrarrà dal vostro limbo caldo e confortante come il ventre
della madre che rimarrete seduti ad aspettare ma tutto ciò che vi circonda circola,muta, vi travolgerà e solo allora scoprirete di indossare abiti vecchi e stinti mentre tutto intorno a colore ed e vivo
avete atteso la vostra buona sorte restando seduti, avete atteso nuovi sapori restando seduti, avete atteso parole restando seduti...il cambiamento è passato su di voi e la vita con lui  senza possibilità di replica, senza possibilità di ritorno o di andata.
*"Il ritorno non dovrebbe mai essere definitivo, così come la partenza." ma nel recinto delle vostre convinzioni non avete mai viaggiato ne con il corpo ne con la mente tutto ciò che avete fatto è rimanere seduto.
*"E’ proprio il senso di incompiuto che resta dentro a far nascere il desiderio di viaggiare.
L’uomo deve essere migrante, sempre. Che lo faccia con il corpo o anche solo con la mente non ha importanza, poiché, più ancora dello spostamento, ha rilevanza il desiderio di cambiamento."

La poesia:
L'essenza sta nel cambiamento
L'essenza
Sta nel cambiamento.
La crescita e il rinnovamento,
evoluzione e involuzione,
nascita
e decomposizione.
La stasi
È solo un passaggio.
Il moto perpetuo
dei nostri pensieri,
i cambiamenti
suscitati dalle emozioni.
Le stagioni del cuore
Non sono che un'alternanza
Di profondi sentimenti.
La malattia
E la guarigione del corpo.
Vecchiaia e giovinezza:
Tutto è cambiamento.
Il movimento e la crescita,
il sonno e il risveglio
la morte e la vita stessa.
L'essenza
Sta nel cambiamento.
L'amore,
l'amore che tutto domina,
è la forma suprema,
la forza prorompente,
la magia inspiegabile
che non si può contrastare.
L'amore
Cambia le persone
È un gioco costante,
un perdersi e ritrovarsi
per smarrirsi e rinnovarsi,
per cambiare
senza cambiare.
L'amore,
In tutte le sue forme,
Non è che un modo
Di provocare cambiamenti.
Leonardo Colombi

*da Filosofi per caso

Carolina Verzeletti