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Sfogo del Mercoledì sera

E va bene  scrivo,resto al pc ancora un poco, per un mio bisogno di disintossicazione da troppi input e dati che sollecitano a volte in modo ansiogeno i miei neuroni e non solo, ho deciso che una sera si e una no mollo il pc,telefilm in streaming,documentari vari, letture in rete varie, per ficcarmi nel letto immersa nel beato silenzio a leggermi i miei libri, le riviste, o mi cerco altre attività da tempo “dismesse” e dismesse è il termine esatto anche se potrebbe non sembrare così, ma allora che ci faccio ancora qui a scrivere?
Ho bisogno di scaricare giorni di ostacoli,liti, problemi economici e non, e la mia testa in questo momento è  come l’hard disk del pc mentre compie la  deframmentazione,  tutti i file dati  si muovono qua e là per  ricomporre un quadro generale che non solo sia comprensibile alla mia razionalità ma anche alla parte metafisica di me.

Sto sostituendo la mia responsabile al lavoro, sempre al lavoro è scoppiata la guerra fra poveri ed io non riesco tenerle tutte a bada,oggi riunione sindacale che alla fine lascia ancora tanti punti interrogativi.
Lettera dell’amministratore di cui non ho capito una mazza,domani lo chiamo.
La mia mamma che si fa prendere  da un emotività accentuata più del solito, lui che ormai è da tempo che vive nell’ansia.
Il mio gatto che dopo   tre scatolette di pappa ne ha mangiata mezza, nessuna è di suo gusto.
Va beneeee, non posso pretendere che gli “altri” non si sfoghino,abbiano i loro momenti no, solo perché questo nuoce al mio di equilibrio, è che in questo momento sono un pelino fragilina sull’orlo di una crisi d’ira verso la parola “problema”,tant’è vero che oggi ho letto  un oroscopo che non era nemmeno del mio segno una cosa del tipo “per questo mese circondati di persone positive”arrivata a casa avvilita, ho digitato con il mio ditino( si uno solo,le altre nove erano stanche) nella barra del mio googolino termini tipo: felicità,ottimismo e ho scoperto che c’è più ottimismo nel web che fuori, oh beate parole quando son solo parole,godono di tutta la loro definizione al 100%, l’altra faccia della medaglia è che l’ottimismo e la felicità te la vedono tutta in un bel Ebook  per soli 20 euro, ormai vanno via come il pane;come un comico diceva.
Ottimismo e felicità  sono i nuovi vermi per fare abboccare i pesci di cui si ciba il marketing, se poi è del tipo viral marketing  il virus si diffonde  tu sei fottuto  ma felice e ottimista.

Va bene è solo oggi e domani ci sarà un bel sole a dispetto delle previsioni meteo.
Ma cazzoooooooo !

Bene, mi sono sfogata,mi sono calmata, pian piano la deframmentazione ha i suoi effetti, ora posso andarmi a leggere i miei libri, godermi il temporale, siii un bel temporale di quelli pieni di energia, di quelli che scaricano.
Copiando Lilly come ha scritto in un suo post “domani è un altro giorno.

p.s L’immagine non so di chi è,sia mai che violo il “ti copio,ti rubo” ogni diritto è attribuito all’autore

Caro amico interiore

Parli in continuazione,hai sempre pronta una lezione da impartirmi.
Prudenza o cautela, buonsenso o lungimiranza,comunque sia o che usi questi termini o che ne usi  i sinonimi il risultato non cambia, sempre di “buoni consigli” si tratta e spesso non richiesti.
I  buoni consigli  che da te s’ottengono sono il frutto di una critica dettagliata,oserei dire quasi perfetta, minuziosa,un opera  certosina, il lavoro di un correttore di bozze che non lascia refusi e parole in esubero, peccato che io non sia uno scritto scientifico ma semplicemente un essere,semmai scientificamente un po’ complessa.

                                                 Critichi,scomponi e ricomponi.

Il punto è che non ti curi di quel che vorrei,può anche darsi che le mie siano talvolta idee malsane,forse un tantino avventate, ci può stare anche il fatto che sia un po’ maldestra, soprattutto nelle cose che non conosco, ma non puoi sempre impedirmi di vivere come voglio e metterti sempre a gridare: <<sei incauta, non sai ponderare il terreno su cui metti i piedi, non guardi a domani, sei impulsiva,dovresti morderti la lingua...>>, quando fai così mi fai sentire incapace  o priva della facoltà di scegliere buona parte di quel che mi riguarda.

Va bene sarai anche il grillo parlante della situazione, avrai anche si, più esperienza, in fin dei conti se tutti siamo stati dotati fin dalla nascita d’un critico interiore,di ‘sto simbionte innestato nella mente;o forse nella coscienza? A qualcosa dovrai pur servire.
Sono  comunque certa che tu debba essere un po’ addomestico,hai a disposizione le tue stanze, trovo quindi da parte tua che sia invasivo e poco discreto entrare nel mio giardino o nella mia stanza senza che t’abbia invitato, o chiesto espressamente consiglio.
Io credo, non volermene che il tuo ruolo sia quello del revisore e solo ad opera conclusa, è certo utile il tuo intervento in certi casi,ma credo che da parte tua usarmi amorevole  compassione  sia più indicato anziché rigidi giudizi e una continua pretesa  di perfezione, mentre la tua quasi maniacale richiesta ad un’eccessiva prudenza  nasconde in realtà il solo scopo di non farmi infrangere quelle regole o precetti inventati da chissà chi e chissà perché.

Se c’è qualcuno a cui devi lealtà semmai sono io, e la tua critica deve essere atta a farmi crescere non a tarparmi le ali, o farmi sentire fuori posto e quasi inetta, tanto meno per omologarmi a quella che chiamano “massa ubbidiente e addomesticata”, capisci che non può esserci alcun paragone fra me e le pretese delle società prodotte da “altri”  equipaggiati da critici interiori  forse  ben peggiori di te,o con simbionti  interiori maligni andati ormai in acido, la tua critica dovrebbe essere votata all’espressione e al miglioramento del mio talento, posso ammettere che a volte sono punta nell’orgoglio e ti mando a quel paese all’istante, ma ammetterai che so tornare sui miei passi, aperta ad una possibile concertazione con te, ma alla pari e con reciproca amorevole stima, come sono certa che comprendi che senza esperienza diretta non si muove passo, ti ringrazio di volermi evitare figuracce e stupidi errori, ma ammetterai  che il tuo ruolo e assai ben più importante per la comprensione di tali esperienze non per evitarle, o  per scansare ogni situazione precaria che mi si presenti, detto ciò mi auguro che la nostra collaborazione e questa convivenza che  si potrebbe definire  “forzata”; ma son certa che una ragione esiste per giustificare la tua presenza, trovi  al più presto un equilibrio per la gioia e la quiete di entrambi.

Tua Carola

Bessi Anderson:Il successo

Cercavo testi di  R.W Emerson e invece ho trovato questo testo dell’ autrice Bessi Anderson Stanley,che per qualche ragione ragione a me sconosciuta venne attribuito a Emerson.

“Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto di persone intelligenti e l'affetto dei bambini;
prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici;
apprezzare la bellezza;scorgere negli altri gli aspetti positivi;lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un'aiuola o del riscatto da una condizione sociale;sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. 
Ecco, questo è avere successo.”

Il testo originale che Bessi Anderson scrisse per un concorso il cui  tema era il significato del successo      descritto con  meno di 100

He has achieved success who has lived well, laughed often, and loved much;
Who has enjoyed the trust of pure women, the respect of intelligent men and the love of little children;
Who has filled his niche and accomplished his task;
Who has never lacked appreciation of Earth's beauty or failed to express it;
Who has left the world better than he found it,
Whether an improved poppy, a perfect poem, or a rescued soul;
Who has always looked for the best in others and given them the best he had;
Whose life was an inspiration;
Whose memory a benediction.

Momenti per scrivere

 

scrivere

 

“…momenti in cui trovi la chiave giusta per il tuo testo, la metafora indovinata, un’immagine calzante, oppure la sequenza con la quale costruirai un testo complicato.
Io li chiamo “momenti magici” o “epifanie”, perché ti appare improvvisamente qualcosa che cercavi e che decide di venire verso di te o di salire da qualche profondità del tuo essere. Non sai da dove, come i sogni che ti ricordi la mattina: basta una piccola cosa e da lì – se ti fermi e ti concentri – risali a un’intera catena di immagini, pensieri, associazioni.
Come per i sogni, devi avere carta e penna a portata di mano, perché hai paura che tutto svanisca. Basta appuntarsi un concetto, delle parole chiave per essere sicuri che resteranno con te. In mancanza d’altro io lo faccio sui bordi dei giornali. Se non puoi scrivere, devi ripetere, parlare tra te e te, per fare tuo quello che ti è apparso.
Sono momenti belli, e liberatori. Perché sai che il grosso ormai è fatto: scrivere sarà solo la parte conclusiva di qualcosa che è già avvenuto e ormai ti appartiene.
Quasi mai questo succede davanti al foglio o al computer.”
Il Mestiere di scrivere

Camminando non t’accorgi

                                                                Camminando

                                                                   Spesso

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                                                               Non t’accorgi

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                                                       che stai attraversando

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                                                         le lande del tuo cuore

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Fare la composta

Se c'è un libro in cui ho trovato la giusta definizione per descrivere l'insieme di pensieri,emozioni e stati d'animo che rimangono in attesa prima di essere pronti per trovare sfogo attraverso la scrittura,quel libro è Scrivere Zen la Goldberg definisce  tutto questo insieme "fare la composta" esattamente come il compostaggio  per nutrire il terreno e farlo diventare fertile.


“I nostri sensi di per sé sono muti.Essi assorbono l' esperienza,ma questa,per mostrarsi in tutta la sua ricchezza ,deve prima passare il vaglio della coscienza e del corpo.Questo processo io lo chiamo "fare la composta".
Il nostro corpo  è come un cumolo di spazzatura;noi accumuliamo esperienze,e dalla decomposizione dei gusci d'uovo,delle foglie di spinaci,dei fondi di caffè e degli ossi di bistecca mentali nascono azoto,calore e terriccio fertilissimo.Da questo fertile terriccio fioriscono allora poesie e racconti.Ma questo non accade tutto insieme.Ci vuole tempo.
Bisogna continuare a voltare e rivoltare i dettagli organici della vita finché alcuni di essi non superano lo strato della spazzatura del pensiero discorsivo per cadere sul solido substrato della terra nera.”

Il prezzo della vita.

 

Sarò il più breve possibile, non c’è molto da capire.
Il tuo amico animale deve essere essere operato d’urgenza, lo porti nella prima clinica veterinaria d’urgenza aperta di domenica.
Visitano Randy la cagnolona, contorsione dello stomaco, lastre,sonda e poi alla fine la decisione “si opera”.
Grazie per la prontezza,grazie per la competenza,grazie di tutto…ma ancor più grazie per  1.200 euro.
Milleduecento Euro il prezzo della vita di un cane.
Grazie a Dio e non solo il mio compagno aveva quei soldi da parte

Il punto
Ma chi non ha quei soldi cosa fa?
Opzioni
A) LASCIA MORIRE IL CANE ( e vivrà male chissà per quanto tempo)
B) SPERA DI AVERE TEMPO PER ANDARE IL GIORNO DOPO IN BANCA E CHIEDERE UN PRESTITO E AUGURARSI CHE SI IMPIETOSISCONO
C)PREGA DIO

Punto secondo
Il canili sono pieni di cani e di gatti, si fanno campagne per non abbandonare gli animali, sono cambiate numerose leggi nel rispetto di queste creature.
Ma se qualcuno in condizione economiche modeste  volesse avere un amico animale per compagnia  deve prima fare i conti col suo CUD, niente soldi niente animali, se non puoi far fronte alle spese d’emergenza.

Terzo punto

È vero Dio o che altro è nei dettagli ( i soldi per fortuna c’erano, messi da parte con sacrificio e destinati ad altre spese)
Se hai un animale puoi sempre mettere da parte soldi per emergenze
Se diventi disoccupato lo porti al canile

Ma mentre una persona trova soluzioni ponderate e di buon senso
La “speculazione” sulla vita degli animali e delle persone diventa un gigantesco  orco  che dispone della vita di tutti, ma giusto il buon senso,l’etica e la coscienza aspettano di dovere  soltanto a te.

L’Eu,la Monsanto…e le “leggi” che ti vogliono bene

 

Mike AdamsChiunque voglia prodursi il suo proprio cibo sta per essere considerato un criminale. Questo,  è il dominio totale sulla catena alimentare. Tutti i governi cercano un controllo totale sulla vita dei cittadini». Per questo, oggi «cospirano con le multinazionali come la Monsanto», ben decisi a confiscare la libertà più elementare, cioè il diritto all’alimentazione.Non vogliono che nessun individuo sia più in grado di coltivare il proprio cibo».

Ho riportato qui solo un  conciso ma esauriente  riassunto dell’articolo pubblicato sul sito Libre,L’Ue piccoli ortaggi fuorilegge. 
L’Ue avrebbe intenzione di rendere illegale riprodurre e commerciare sementi che non siano stati analizzati dall’“Agenzia delle Varietà Vegetali europee”,se non siete degli sciocchi avrete già compreso cosa significa e quale sarà il fine di questa altra stupida ma scaltra,idiota ma avida legge di Mamma Europa.

Per chi ancora crede che controlli e leggi siano a nostro fin di bene e di svegliarsi non ne vuol sapere,l’articolo continua:“…Questa legge, protesta Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala. «Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams su “Natural News” – questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta»”

Credo che non vi sia altro da aggiungere…il resto ricercatevelo da voi, se lo ritenete opportuno

Mi soffermo solo un momento sulla Monsanto,se ancora non la conoscete,non dovete far altro che digitarne il nome in Google e la fabbrica degli “orrori” si presenterà in tutta la sua meravigliosa  Maestosità

“La Monsanto è un’impresa agricola. Applichiamo innovazione e tecnologia per aiutare i coltivatori di tutto il mondo a produrre di più conservando di più.Produrre di più – Conservare di più – Migliorare la vita dei coltivatori.”
Così la Monsanto si presenta al mondo ma di fatto con i suoi semi spesso geneticamente modificati e *irriproducibili,ossia non è possibile ricavarne altri dalla pianta o ortaggio che sia, come facevano i nostri nonni
e questo rende i contadini e agricoltori di mezzo mondo schiavi della Monsanto, semi pagati fior di soldi,semi che portano e disseminano “fame” e “morte”.

Mediante i brevetti sui semi la Monsanto è diventata il “Signore della Vita” del nostro pianeta, incassando rendite dagli agricoltori, i selezionatori originali, sul rinnovo della vita.”
I  brevetti dei loro  semi “sono illegittimi perché inserire un gene tossico nella cellula di una pianta non è “creare” o “inventare” una pianta”
La situazione in India fra suicidi di contadini e molto altro ancora ha raggiunto livelli ormai inaccettabili
Per maggior  dettagli :
Per concessione di Z-Net Italy
Fonte: http://www.asianage.com/columnists/seeds-suicide-650
Data dell'articolo originale: 03/04/2013
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9690

 

*I semi ultimi del suicidio sono costituiti dalla tecnologia brevettata dalla Monsanto per creare semi sterili. (Chiamata “tecnologia Terminator” dai media, la tecnologia dei semi sterili è un tipo di Tecnologia di Restrizione dell’Utilizzo dei Geni, GRUT, in cui i semi prodotti da un raccolto non crescono; i raccolti non producono semi per pianticelle vitali o producono semi vitali con specifici geni disattivati). La Convenzione sulla Diversità Biologica ne ha bandito l’uso, altrimenti la Monsanto incasserebbe profitti anche maggiori dalle sementi.

 

Note:
Per quanto mi riguarda questa mattina mi sono alzata con ben altre intenzioni, l’intenzione di mettere a riposo per oggi  ogni possibile problema e godermi un po’ di vita come se fossi nelle Filippine in vacanza,ma la mia curiosità finisce sempre per farmi sbattere contro qualcosa di duro, qualcosa che già non sapessi e che per l’ennesima  volta si ripropone ancor peggio di prima, ma quando l’individualismo  mal sano porta sempre a pensare che tutto ciò che avviene al di fuori dei confini del proprio mondo privato e a cascare nell’illusione che tutto ciò è troppo lontano per toccarci,allor bene ci  si è sbagliati per centesima volta,quando si usa dire “tutto è uno e tutti siamo legati” a chi si sentiva salvo ora dovrà ricredersi la Monsanto e Company sbarca in Europa  con la complicità dell’Ue, fino a ieri mangiavamo solo prodotti coltivati dai loro semi di merda, oggi controlleranno le nostre coltivazioni,come se non bastasse, in Italia la mafia a farlo, lo faranno dicendoti “ è solo per il tuo bene”

È giorni  che ho bisogno di dirlo
Quando vedo le pattuglie di “chiunque sia” che portano una divisa.
Quando sento cose del tipo “oggi i professori(scuola) si riuniscono per decidere del comportamento Marco” che menti illuminate!
Quando sento le aziende parlare di tagli,risparmi e tu (io) non sei così cretina da vedere che questa crisi è l’ennesima burla e presa di culo
Quando mi sento dire la legge dice, la leggi devi e non devi
Quando mi sento dire “qualcuno che ci guidi ci vuole”
Quando odo parole come ordine,pulizia,educazione

                                                              Ho troppa voglia di dirlo

                         “Mi avete rotto i coglioni, buona domenica,pregherò per voi”

                        p.s : Si,Franco hai ragione  sono una zingara,irrimediabilmente non correggibile.

Amicizia

“Amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace… Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l’uomo.”
Antoine de Saint-Exupery

                                                      Ma cos’è in realtà “l’amicizia”?

L'amicizia sta per :
rapporto paritario fra due persone o più persone
stima
solidarietà
disponibilità
accettazione dei difetti

L'amicizia non prevede un rapporto esclusivo

È dato per scontato che l'amore spesso passa ma l'amicizia non ha fine

L'amico o l'amica è ovviamente qualcuno che  ti sa capire,che se hai un problema ti aiuta, che crede in ciò che fai...bla bla

Qualcuno ha detto : Ho molte amiche e amici perché penso che l’amicizia sia il valore più importante, persino dell’amore, in quanto l’amore non vede i difetti mentre l’amicizia li ama.

Eppure quando un'amicizia finisce si tende a dire  che non era amicizia,ma è davvero amicizia

Io avrei la mia risposta su cos'è l'amicizia, preferisco però astenermi dallo scriverne e dal dirlo, così come spesso non rispondo alla domanda "cos'è l'amore?",sono due sentimenti  pieni di sfumature e a volte irti d'inganni del nostro io.

Eppure la risposta sarebbe tanto semplice...semplice forse come nel finale nella poesia  Amicizia  di J.Luis Borges“…Non sei né sopra, né sotto, né in mezzo né in testa e né alla fine della lista. Non sei né il numero 1 né il numero finale e né tanto meno ho la pretesa di essere il numero 1 la 2 o la 3 della tua lista…”

In fine, Amicizia e Amore sono davvero due cose diverse?...E perché quando si parla di amicizia spesso sottintende un rapporto a due?

La solitudine per Jung

scatto di i Raffaele Boni, juzaphoto

La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno
ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti
o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili.
Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario.
Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia,
perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario
e l’amicizia fiorisce soltanto quando un individuo è memore della propria individualità
e non si identifica più negli altri.

C.G.Jung

*Immagine di Raffaele Boni, juzaphoto

La gratitudine e la legge dell’attrazione



Ti sarà già capitato di sentir dire frasi come “Tutto torna“, “Si raccoglie ciò che si semina“, “Quel che dai, ricevi“.
Ebbene, questi detti descrivono tutti la stessa legge e al tempo stesso un principio universale scoperto dal grande scienziato Isaac Newton.
Tra le scoperte scientifiche di Newton vi sono le leggi fondamentali del moto, una delle quali afferma: “a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria“.
Applicando il concetto di gratitudine alla legge di Newton, questa diventa: a ogni azione del dare corrisponde una reazione del ricevere.
E la quantità che ricevi è pari alla quantità di gratitudine che hai dato.
Ciò significa che basta manifestare gratitudine per innescare la reazione del ricevere!
E quanto più sincera e profonda è questa gratitudine (cioè, quanta più gratitudine tu provi), tanto più riceverai.
Da The Magic di Rhonda Byrne.
da www.lamentemente.com

Note: mi vien da pensare che sotto l’aspetto economico sono stata poco grata o poco sincera…forse non ho ben imparato la formula,ma dai e dai la imparerò,ammetto anche che ci ho messo un po’ del mio…:-)

Lavoro,lavoro,lavoro…

Oggi ho preferito tornare a casa, aprire un foglio di block notes e mettermi a scrivere un racconto,uno di quei racconti che parti a razzo e poi non sai più che direzione dargli affinché abbia un senso, ho preferito perdermi in una storia di fantasia  che stare a rompermi le palle a pensare a come sta andando la situazione.

È tutto il giorno che mi ascolto dentro, dovrei trovarci più ansia,preoccupazione,invece nulla:tranquilla.
Ne abbiamo parlato io e Teresa,ne abbiamo anche scherzato, anche le altre hanno sdrammatizzato con battute,anche se avrei voluto dire: qui se c’è qualcuno che casca e si fa un male boia fra tutte,sono io.
Tutto sommato mi sono detta vuoi vedere che è proprio dalla fine che si ricomincia, e vuoi vedere che forse la sfiga si trasforma in occasione,e vuoi vedere che…poi mi sono rotta di pensare,alla fine io faccio sempre così, riesco a mantenere la concentrazione su un problema solo per qualche ora e nemmeno di seguito.

Alla fine tutti i ma e se restano solo ipotesi e nulla di più…quando sarà il momento si vedrà.Intanto sentiamo  domani che dice il sindacato.

Senza titolo

 

 

Non è poi così difficile scriverlo
Non ho nulla da dire...

Cercavo delle immagini del “vuoto” cazzo che immagini tristi, ma il vuoto è così triste?
Eppure spesso mi dà tanto un senso di pace ed  equilibrio.

  

No pensieri
No giudizi
No riflessioni, ipotesi e teorie
tutto è quello che  è  senza tante seghe mentali.

La pratica della scrittura

 

La pratica della scrittura abbraccia tutta la nostra esistenza,e non richiede alcuna struttura logica:non c’è un capitolo 19 in cui si debba riprendere l’azione interrotta nel capitolo18 .È un luogo in cui ci si può abbandonare alle evoluzioni più sfrenate,mescolando la minestra della nonna con lo spettacolo sbalorditivo delle nubi fuori dalla finestra.
Non ha nessuna direzione,e riguarda tutto il nostro essere nel momento che stiamo vivendo.Pensate alla pratica della scrittura come un abbraccio affettuoso a cui ci si può abbandonare nel più illogico e incoerente.
È il nostro bosco selvaggio dove andiamo a raccogliere le energie prima di potare il giardino,prima di scrivere i nostri libri e i nostri grandi romanzi.È un addestramento continuo.

Tratto da Scrivere Zen di Natalie Golberg

Adele, stupenda voce

                                             La sua voce “magnifica”, la musica stupenda!

                 Se una mattina ti svegli e vedi tutto nero, se una mattina ti sveglie e ti senti scarica
                 chiudi gli occhi, non pensare e muoviti al suo ritmo,tutto può cambiare
                 

Quando non si ha nulla da perdere

Questa è una chicca che non potevo non postare.

La rivincita

Anche questa mattina, come tutte le altre, sono andato dal tabacchino sotto casa per alimentare quel brutto vizio che non riesco a perdere e mi porterà più prima che poi alla tomba.

Seduto sul muretto, trovo come al solito, il barbone che ormai da un po’ di tempo fa recapito qui.

Un pover’uomo che per vari motivi e ragioni sue, vive alla giornata e mi piace aiutare ogni tanto con qualche spicciolo.

Di norma, la sua attività giornaliera prevalente è quella di raccogliere grattini gettati, con la speranza di trovarne qualcuno buono che distratti o inesperti, hanno buttato.

E ogni tanto ci azzecca e incassa qualche euro.

Mi avvicino per dargli qualcosa ma vedo che contrariamente al solito, sta attaccando sopra un album scalcinato delle vecchie fotografie in bianco e nero, con lo scotch ai quattro angoli.

Incuriosito, gli domando se sono foto sue e lui sorridendo mi risponde che le ha trovate, che le avevano buttate.

Ed ecco che un vigile, che aveva assistito alla conversazione, si avvicina, tutto impettito.

Si capiva subito, dal modo di porsi,dall'arroganza, che si trattava di quegli elementi ( per fortuna rari ) che vogliono far carriera a tutti i costi e devono mettersi sempre in mostra.

Dopo essersi guardato attorno, accertandosi di avere un pubblico, (c’erano altre persone oltre a me) si rivolge al barbone in modo sprezzante e a voce sostenuta.

“Senta, lei, lo sa che non può fare quello che sta facendo? La legge sulla privacy, lo proibisce”. Guarda se la platea lo sta seguendo e prosegue a voce ancora più alta”C’è addirittura il penale, lo sa che potrei farla arrestare anche subito?”

Il barbone, che fino a quel momento non aveva interrotto la propria attività, alza lentamente la testa, dà un’occhiata di sbieco al suo interlocutore, poi lo squadra da capo a piedi e dice “Senti, razza di “PIRLA”, contrariamente a te, io non ho niente da perdere con la galera, due pasti sicuri più la colazione, caldo d’inverno e fresco d’estate, quindi o arrestami o levati dai coglioni”.

Sorpresa, stupore, prima rosso in faccia poi blu, balbetta qualcosa, guarda i presenti che lo osservavano ironici, ed infine, stizzito, decide di andarsene, seguito da un grosso applauso generale e dal sorriso sornione del barbone.

RIFLESSIONE:

La vita, anche se spesso ti piglia a calci nei denti, qualche volta ti dà la possibilità di prenderti qualche bella rivincita.

da Selve

La Loba

                                                                  La Loba 

                                      Donne che corrono coi lupi
                                                           di
                                          Clarissa Pinkola Estès


C’è una vecchia che vive in un luogo nascosto che tutti  conoscono ma pochi hanno visto.
È circospetta,spesso pelosa,sempre grassa,e desidera evitare la compagnia.
L’unica occupazione della Lupa è la raccolta delle ossa.Notoriamente raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di andare perdute per il mondo.
La sua caverna è piena di ossa delle più varie creature del deserto.Ma si dice che la sua specialità siano i lupi.

Striscia e setaccia le montagne e i letti prosciugati dei fiumi,alla ricerca delle ossa di lupo,e quando ha riunito un intero scheletro,quando l’ultimo osso è al suo posto e la bella scultura bianca della creatura sta davanti a lei, allora siede accanto al fuoco e pensa quale canzone cantare.
E quando è sicura ,si leva sulla creatura,solleva su di lei le braccia, e prende a cantare.Allora le costole e le ossa delle gambe cominciano a ricoprirsi di carne e le creature si ricoprono di pelo.
la Lupa canta ancora, e quasi tutte le creature tornano in vita, con la coda ispida e forte che si rizza.
E ancora La Loba canta e il lupo comincia a respirare.
E ancora La Loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, mentre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre lontano giù per i canyon.
In momento della corsa,per la velocità,o perché finisce in un fiume, o perché un raggio di sole o di luna colpisce la schiena, il lupo è d’un tratto trasformato in una donna….
Così si dice che se vagate nel deserto,ed è quasi l’ora del tramonto, e vi siete un po’ perduti,e siete stanchi,allora siete fortunati,perché forse La Lupa può prendervi in simpatia e mostravi qualcosa…qualcosa dell’anima.

Continua…

Note:
Ovviamente questa antica favola,come tutte le favole chiude in sé una metafora della vita, che  non credo riguardare solo la donna ma tutte le creature che prima o poi si ritrovino tanto vicino   ai confini dell’immaginabile;se non  addirittura a superarne il confine lungo il loro percorso di crescita e trasformazione,come la stessa Estès dice:” …incontrai una donna delle ossa,e non fui mai più la stessa”,perché quando si varcano  alcune soglie   della conoscenza o del risveglio  l’unica certezza è che non  si potrà mai più
essere come prima,per quanto faccia paura  o si tema di non avere sufficiente coraggio per affrontare il cammino.

 

Donne corrono coi lupi-introduzione

Ma come ridi?


“Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! – Guardate piuttosto come ride.
Fëdor Dostoevskij, Memorie dalla casa dei morti, 1861”

Risata ha ha ha Risata grassa a bocca spalancata, sorge naturale dalla pancia espandendosi crea energia nell’ambiente.
Il suo impatto dipende dalle circostanze in cui si manifesta, in alcuni casi può essere fastidiosa se chi ride cerca di attirare l’attenzione su di sé, ma generalmente è la risata dell’armonia condivisa e della spontaneità amicale.

Risata he he he
Per deformazione è considerata la risata maligna,appare povera di spontaneità, a volte può essere usata per scherno.
È una risata che non attrae in linea di massima,è una risata a bassa voce,a volte usata per mascherare il non avere capito  o compreso qualche cosa detta.

Risata hi hi hi
Appare un po’ striminzita e anche schizzinosa, è indicata come la risata dello stitico mentale (n.d.r.questa espressione mi piace!)  e si esprime a bocca chiusa.
La risata sotto i baffi, quella delle persone che nelle relazioni usano astuzia e a volte un tantino di cattiveria maliziosa.

Risata ho ho ho
Risata della sorpresa si manifesta nonostante il tentativo di controllare l’emozione che nasce  nel trovarsi in una situazione imprevista, che scompiglia un po’ la routine.
Intesa anche come la risata delle pruderie, ambivalente quando si parla di trasgressioni, il tipico caso del “vorrei ma non posso”.

Risata hu hu hu
Non molto comune, sembra un po’ l’espressione grafica  usata nei fumetti  la comparsa di un fantasma, una un risata che tende a negare o compensare una risposta timorosa nei confronti di un evento sorprendente e non gradito.

Ecco,ora  è tutto più chiaro.

Estratto dall' articolo di Piero Parietti “Dimmi come ridi e …ti dirò perché”
pubblicato  su Riza Psicosomatica