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Alla ricerca del sacro












Chan K'in, anziano della tribù dei Lacedonia dice: le radici di tutte le cose viventi sono congiunte fra loro. Quando si abbattere un albero secolare, una stella cade dal dal cielo; prima di abbattere un albero si dovrebbe chiedere il permesso al custode della foresta, e si dovrebbe chiedere il permesso alla stella.

L'albero e la stella sono entità  viventi, sono legati a vicenda e dietro ciascuno c'è un essere invisibile, una presenza che non appartiene al regno umano nè a quello al regno fisico. Il regno del custode della foresta del custode della stella é  il sacro.


Non potremo mai identificare e neppure definire con esattezza il regno del sacro, in quanto viviamo al suo esterno,anche se paradossalmente esso  è al tempo stesso eternamente qui. Per  questo motivo spesso descriviamo  il sacro come inafferrabile. Lo descriviamo anche come emanate luce, trasparente,luminoso. Lo chiamiamo santo e benedetto.

Diciamo che è  il regno dei semi,degli inizi, e allo stesso modo diciamo che è la fine è l'aldilà. Lo descriviamo come eterno e infinito. Diciamo che è la dimora degli immortali é degli dei. E pur non riuscendo  mai ad afferrarlo completamente, sembra che compito della nostra vita sia avvicinarcisi sempre più, capirlo, addirittura vivere in armonia con esso. 
È difficile pendolare il sacro. Tante storie tradizionali culturali diverse ci dicono  che ciò può  accadere soltanto quando i fiumi che circondano il Paradiso o l'Ade sono acquistati.  Ma anche in questo caso noi vi penetriamo da stranieri -non da abitanti-senza la capacità di comprendere appieno ciò che vediamo;  e sfortunatamente ricordiamo pochissimo quando torniamo.

La fisica postula che ci sono elementi essenziali che sono anche energie essenziali e che il mondo è  costituito dal loro rapporto. Dietro l'albero e dentro l'albero ci sono le molecole. E dietro e dentro l'atomo ci sono particelle. Dietro le storie ci sono i racconti archetipici. Dietro i racconti archetipici ci sono strane forze che si combinano e ricombinano a rivelare e a creare il mondo.  


Da Scrivere per crescere di Deena Metzger


Immagine di Shaun Tan











Parlando ancora di crescita interiore...






Riflettevo sul mio post precedente,sui  vostri commenti uno in particolare quello di MrLoto.

"Non so, la lista che hai proposto mi sembra molto complicata da leggere, figuriamoci da mettere in pratica.
Io credo che ognuno di noi è ad un livello diverso di crescita e che non è facile fare un elenco di pratiche che vada bene per tutti. Non sarebbe più semplice guardarsi dentro con sincerità, cercando di individuare i propri difetti, e sforzarsi quotidianamente di correggerli? E per difetti non intendo solo quelli caratteriali, ma anche le cattive abitudini, i pensieri negativi, l'incapacità di gestire correttamente quello che proviamo e l'ignoranza del perché lo proviamo..."

Generalmente con MrLoto concordo sempre,salvo lievi sfumature date più  che altro dalla soggettiva esperienza di entrambi.
Ancora una volta potrei condividere questo suo commento, io stessa nel mio post precedente ho scritto che alla fine ognuno è libero e ha pieno diritto di percorrere il suo viaggio  come meglio gli pare. Concordo che tutti si parte da diversi livelli e che per ognuno di noi  sono già  predisposte quali vie seguire, quali saranno  i nostri maestri, tutti gli errori che faremo e l' ostacoli che incontreremo per raggiungere la meta, ossia la nostra crescita interiore o spirituale, le quali possono suonare come sinonimi ma non lo sono affatto.
MrLoto scrive: "Non sarebbe più semplice guardarsi dentro con sincerità, cercando di individuare i propri difetti, e sforzarsi quotidianamente di correggerli?... e l'ignoranza del perché lo proviamo   " Sembra tanto un azione
semplice da compiere,scritta ed espressa così; potrebbe essere un ottima soluzione per il nostro intento, ma in realtà  non è  meno semplice dell'elenco di Achilli; serve consapevolezza, ascolto di sé, e molto altro per aprirsi con sincerità verso noi stessi, "assaggiare" la nostra ignoranza e soprattutto accettarla. Fare questo processo o percorso che si voglia  senza una linea guida si può finire per perdersi o mollare la presa alla prima sofferenza,al primo ammutinamento da parte  dell'ego contro nostro intento di crescere sul serio.

Un tempo anch'io la pensavo come MrLoto, credevo che ciò potesse bastare, più avanti ho compreso che non basta se si  vuole andare a fondo se si fa sul serio, se veramente siamo spinti e pronti a scoprire quel che c'è  oltre il mondo fenomenico e scavare nel fondo non lasciando che la nostra crescita sia semplicemente un fattore connaturato all'uomo;la questione si complica un po',e non basta solo guardarsi dentro ma agire.
 

Tutti cresciamo volenti o nolenti, tutti mutiamo nel corso della nostra vita,non tutti,però,ne sono consapevoli. Spesso accade che si percepisce l'esterno come diverso ed estraneo senza minimamente rendersi conto che non è l'esterno ad essere mutato ma noi.
E questa è solo una delle sfumature del crescere alla mo'di barche in mezzo al mare senza né timone né mappa,la crescita non la si vive la si subisce.
Come ho già scritto la volta precedente vi sono diversi stadi di crescita. Crescita psicologica e crescita spirituale non sono la medesima cosa, le due cose possono intrecciarsi e l'una essere il viatico per l'altra ma si giocano su livelli differenti e differentemente richiedono la nostra totale presenza, tutte le nostre energie e anche qualche musata dolorante  contro i muri. E quasi in modo masochistico è qui che ho sempre trovato il fascino del crescere, in quella  sofferenza che fa rinascere, che una volta superata fa sentire liberi e potenti come non mai. Al mondo tutti soffriamo, la rinascita sarebbe scontata per tutti ma non lo è, non tutti rinascono e non è per tutti  "poesia" come ironicamente la definisco  io,ma piuttosto un fardello che annienta e intossica le loro esistenze, solo una guida può aiutarli a vederci fin dei conti anche poesia e le immense possibilità che porta con sé.
Chi è sulla strada buona, quella guida è già in parte presente dentro di sé, come un vecchio detto recita "quando l'allievo è pronto il maestro arriverà",il resto si compirà da sé.


Giulio Achilli forse ha un po' complicato la comprensione dei punti basilari,  di cosa sarebbe meglio fare per rendere il nostro cammino veramente efficace; forse con troppe parole e con una sintassi un po' difficile più che da comprendere a motivare la volontà di volerla comprendere e di voler  mettere in atto la sua chiamiamola strategia. È anche vero che l'elenco di Achilli per chi è lontano da tutti questi discorsi scoraggia, appunto come fa notare MrLoto perché complicato da leggere, ammetto che esiste anche un modo di rendere il tutto più comprensibile a chiunque. Dal canto mio ora come ora posso dire per mia personale esperienza che Achilli non si sbaglia.
Attenzione! Con questo non sto affermando che io percorra un saggio cammino. Fra salite e discese, strade smarrite e ritrovate non sono che a un decimo dell' elenco di Achilli, però ho compreso che il cammino verso una crescita interiore o spirituale  la si deve portare avanti a 360 gradi, invece scegliendo quando questo o quello a nostro comodo si finisce per essere come un tudro, si crede di avere raggiunto chissà  quale vetta ma se si alzano gli occhi al cielo  si scoprirà amaramente che la vetta è  ancora lontana.

Per non essere come un tudro bisogna rompere gli schemi i nostri comportamenti automatici,proprio come scrive MrLoto, ma per farlo adeguatamente vi sono mappe da seguire e insegnamenti di cui tener conto, farlo comunque sia è difficile ma già tentarci li per sé è  una grande conquista, il famoso primo passo che porta lontano,ma per rimanere in pista diventa necessario avere disciplina e seguire una mappa, attenzione tutto ciò  a sua volta non deve come ho già scritto diventare uno schema ed una prigione a sua volta.Ogni cosa a suo tempo e a suo modo.

In Shambhala Trungpa scrive: potreste essere stati istruiti su come sperimentare qualcosa di più  alto,come sollevarsi per vedere il grande sole d'oriente. Se però non superate i modelli abituali,rimarrete come un tudro ,che cammina curvo,su quattro piedi.Quando seguite i modelli abituali, non guardate mai a destra e a sinistra non vedete la lucentezza dei colori,non apprezzate mai la brezza che Arriva dalla finestra.Volete anzi chiudere subito la finestra,perché  l'aria fresca da fastidio.
 

A questo punto i consigli di Achilli diventano dei  punti ostici ma fondamentali,per non rimanere dei tudri per tutta la vita.

La mia riflessione è  solo un'altra espressione ed esteriorizzazione dei me, del mio percorso e di quel che cerco, resta fermo il fatto che non esiste una regola univoca, ognuno parte da un punto e arriverà ad un punto perché  qui tutti abbiamo uno scopo, una missione. A ognuno quel che gli tocca e quel che la sua anima ha ad debitamente scelto, ma se ciò che  desiderate è  più  o meno simile a quello che cerco anch'io  sappiate che non esistono scorciatoie né punti dell'elenco che si possono saltare, l'ho imparato a mie spese e può darsi che anche a qualcun altro gli toccherà  di comprenderlo a suo tempo come altri prima di me.


Cos'è un tudro? In tibetano animale si dice tudro. Tu significa "curvo" e dro "camminare"
I tudro sono animali che camminano a quattro zampe che camminano curvi in avanti.Gli organi sensori più attivi sono le narici,che essi usano per annusare le strade che percorrono.Con il tudro si descrive precisamente quale sia un comportamento abituale che è una manifestazione dell'istinto animale.
 

"I modelli abituali non vi permettono di guardare che tre soli passi avanti a voi.Guardate sempre il terreno e non sollevate mai lo sguardo verso il cielo blu luminoso verso le cime delle montagne.Non vi accade di sorridere o di gioire per la bruma che si leva dai ghiacciai. in effetti qualsiasi cosa ci sia sopra le vostre spalle è problematico. È un regno che si realizza tutto al di sotto della desta e delle spalle."
da Shambhala  di  Chögyam Trungpa



Per  chi lo desidera, perché lo sente fermentare dentro di sé il bisogno di una profonda ricerca di sé e scoperta del mondo visibile e invisibile che lo circonda si potrebbe dire che l'intero elenco di Achilli  e e lo sforzo che richiede di comprensione e di metterlo in atto è un qualcosa  di "problematico" che sta sopra le vostre spalle mentre la via facile e sicura è ciò che ne sta al di sotto.
Ovviamente ciò vale anche per me che sono un tudro a metà che a volte cammina piegata in avanti ed altre eretta. 



Una breve postilla
Quando parlo dell'elenco di Achilli non intendo seguire necessariamente Achilli che ha i suoi insegnamenti,una sua formazione,ecc ma intendo di tenere in considerazione puramente i vari punti da seguire dove,come e con chi meglio vi aggrada...sono i punti nel loro essere che sono insindacabili a seconda del grado e della volontà di crescita che desideriamo, e crediamo essere meglio per noi stessi.
In quanto contengono tutto quello che ci può servire strada facendo,e che comunque sia chi inizierà con uno qualsiasi dei punti dell'elenco presto si renderà conto che in modo naturale  uno porterà all'adempimento e all'integrazione di quelli successivi.