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I due volti della solitudine


I due volti della solitudine

Solitudine che crea,che appaga,
solitudine che nel buio affoga,soffoca,rantola
solitudine che rimescola l’anima,
solitudine che piange senza lacrime.
Solitudine che ride
solitudine  in ogni luogo,solitudine all’angolo,nella stanza,nella metrò,in bar ,in un cinema.
Solitudine abbandonata a se stessa,solitudine cercata, sognata,sospirata.
Solitudine che respira,gioisce, spera
solitudine che muore
solitudine che ama le piccole cose o
solitudine indifferente ormai alle piccole cose  perché vuole solo le grandi.
Solitudine che si riempie nel silenzio o
solitudine che si assorda e stordisce di rumore e chiacchiere.
Solitudine che tinge le pareti con emozioni, straordinarie fotografie delle periferiche della mente e dell'anima, luoghi mai visti, mai visitati prima della mia solitudine.
Solo una cosa ho compreso: solo noi possiamo scegliere  a quale  richiamo dei  suoi due  volti cedere.
Carolina Verzeletti
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La poesia
Emily Dickinson
Solitudine
Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.
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La citazione
Giacomo Leopardi
La solitudine è come una lente d'ingrandimento se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.
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Le immagini
La solitudine che ama,respira, la solitudine calma,serena,la pace…
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La solitudine  che teme, disorientata,piange,si dispera…
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ma in fondo alla solitudine quando hai il coraggio di guardare avanti e dentro di te, troverai sempre un immenso mondo di sorpresa, incanto,bellezza, pace e amore…

La bambina e la pioggia

 

 

pioggia_4


Come un pulcino bagnato
ti lasci coccolare dalla pioggia
dall'alto della tua infanzia.
Alzando gli occhi al cielo
con le tue piccole manine pronte ad afferrare
l'impalpabilità delle gocce d'acqua
ti abbandoni e ti lasci cullare dalla pioggia
nutrendo il forte legame fra terra e cielo che vive in te, ancestrale e selvaggio nella tua grandiosità di essere bambina
Nutri con genuinità la gioia dell'apprezzare le piccole cose
Forse ti costerà un raffreddore ma dall'alto della tua infanzia
questo è solo un piccolo e trascurabile dettaglio
rispetto a tanta gioia e meraviglia.
Ed io non mi sento di interrompere questo sodalizio fra te e il cielo amorevolmente baciato e consacrato dalla pioggia.

Carolina Verzeletti

 


Per Israele Gaza è un “test” del confronto con l’Iran

                  “Per Israele il conflitto di Gaza è un “test” del confronto con l’Iran”

Cosi s' intitola l’inchiesta pubblicata dal New York Times sulle vere motivazioni che hanno indotto Benjamin Netanyahu a scatenare una pioggia di morte e di distruzione .

 “Il conflitto che si è concluso, per ora, con la cessazione del fuoco tra Hamas e Israele ha avuto l’apparenza dell’ultimo episodio di una periodica prova di forza – scrivono David E. Sanger e Thom Shanker, autori dell’inchiesta – ma secondo funzionari americani e israeliani è stata evidenziata una seconda pianificazione strategica. Lo scontro è stato qualcosa di simile ad un preambolo pratico di ogni futuro confronto con l’Iran in cui hanno avuto un evidente ruolo dei razzi potenziati capaci di raggiungere Gerusalemme e nuovi sistemi antimissilistici per neutralizzarli.”

“Nella crisi missilistica cubana – ha dichiarato ieri l’altro il diplomatico a Washington – gli Stati Uniti non affrontarono Cuba, ma l’Unione Sovietica. Nell’operazione Pilastro Difensivo Israele non ha affrontato Gaza, ma l’Iran”.

Il tutto naturalmente nel diritto dello stato ebraico a difendere i suoi cittadini dall’aggressione dei terroristi della striscia di Gaza, un diritto esaltato dalla stampa e dalla televisione occidentali. Deliranti a questo proposito i titoli e gli articoli del Corriere della Sera del 22 novembre u.s.: “Gaza, stop alle incursioni e apertura dei valichi”, “La firma dell’Egitto sulla pace di Obama”, “Essere padre in un paese (n.d.r.: Israele) eternamente vulnerabile”, “…sangue e terrorismo”, “Israele è più sicuro. Hamas è a un bivio” e poi a pagina 40 più di ogni altro dissennato anche se prevedibile l’intervento di Bernard-Henry Levy che se la prende con quei pochi che criticano Israele. Il titolo: “Hamas, un drappello di eroi per i soliti indignati d’Europa”.

Articolo di Lucio Mancuso 
 LA SANGUINOSA OPERAZIONE DI OTTO GIORNI COORDINATA DA MESI CON GLI STATI UNITI

 Il Lupo e l'Agnello racconto di Fedro suggerito da Joker, direi che calza benissimo proprio come la scarpetta di Cenerentola

 Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.
 Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

Una poesia di J.Mirò

Lo so dal titolo  dedurrete che ho preso  lucciole  per lanterne, Mirò non era un poeta ma un pittore, eppure io vi  leggo poesia…cosa importa se priva di parole, è piena del “tutto” non servono parole.
Ammettiamo che ti siedi  sul pavimento davanti a  questo quadro di  J. Mirò : a cosa penseresti?

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e se poi di trovi d'innanzi a questo altro?…
La prima cosa che mi viene da pensare è - l'infanzia dentro di noi non muore mai,grazie a Dio-
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la pagina si volta e appare
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sorrido, mi ricorda tanto i miei disegni da bambina…

ed ecco qua …
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mi volto verso la parete nuda, lo ammetto ci starebbe bene Mirò, rinfrescherebbe di ilarità e leggerezza l’animo, vuoi mettere tornare a casa con il broccio e voilà magia  un Mirò ti sorride e tutto torna in equilibrio nel perfetto blu, fra sole e luna, nella semplicità delle cose, nulla di eclatante ,nulla di ingegnoso, uno sfondo due semplici tratti ed ecco la magia ritrovata di quella freschezza e semplicità dell’ infanzia che credevi ormai perduta.
E pensare che non ho mai sopportato i quadri…
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Lo spettacolo del cielo mi sconvolge. Mi sconvolge vedere, in un cielo immenso, la falce della luna o il sole. Nei miei quadri, del resto, vi sono minuscole forme in grandi spazi vuoti. Gli spazi vuoti, gli orizzonti vuoti, le pianure vuote, tutto quello che è spoglio mi ha sempre profondamente impressionato. (...)
L'immobilità per me evoca grandi spazi in cui si producono movimenti che non si arrestano, movimenti che non hanno fine. È, come diceva Kant, l'irruzione immediata dell'infinito nel finito. Un ciottolo, che è un oggetto finito e immobile, mi suggerisce non solo dei movimenti, ma movimenti infiniti che, nei miei quadri, si traducono in forme simili a scintille che erompono dalla cornice come da un vulcano.
Lavoro come un giardiniere o come un vignaiolo. Le cose maturano lentamente. Il mio vocabolario di forme, ad esempio, non l'ho scoperto in un sol colpo. Si è formato quasi mio malgrado.
Le cose seguono il loro corso naturale. Crescono, maturano. Bisogna fare innesti. Bisogna irrigare, come si fa con l'insalata. Maturano nel mio spirito".   J. Mirò
Tratto da Pensare in altra luce
Dove ammettere però che oggi scopro Mirò prima nella forza della sue parole ,poi nelle sue opere…che mi sono apparse come tante silenziose poesie.

Chi  è : Joan Miró

Carolina Verzeletti

Non c'è posto


Non c’è posto
per voi negli ospedali
migliori non c’è posto
nelle scuole private per
i giovani che non c’è
posto nei cimiteri
superaccessoriati
non c’è nelle villette
coi viali, per i senza
soldi alle università
dei premi nobel, nei locali
di grido delle capitali, con le liste
bloccate, le preferenze
cancellate, non ci son posti
da aggiungere ai brunch
le domeniche mattina,
nelle strade di campagna i frutti
artigianali non sono in vendita,
la neve costa troppo, e gli skipass
li regaliamo al cliente
non occasionale, e le mansarde
quelle buie e basse e scoperte
son per gli schiavi, nell’entroterra
della Puglia, tra i caseggiati
di questa Terra di lavoro, gli accumuli
di materiali illeciti, le coltri
sui paesini dell’Umbria, famosa
per intricati casi giudiziari, le strade
a scorrimento veloce che aprono
le colline, i tagli tra ramo e ramo
e gli oleodotti, i rigassificatori,
gli impianti a gas
per risparmiare i golfi
infangati da attività portuali
sospette, i pozzi lucani ma non c’è
occupazione e neanche benefit
per gli associati e i laureati
a compilare nuovi cv,
ma serve un master
da 10 mila euro per lo stage
la collaborazione
sottopagata. E si farà a lotta
per sfruttarsi di più. Quale filtro
quale mondo migliore nelle stanzette
da seicento euro nel centro di Roma
o di Bologna con i poster
stropicciati i poveri sballati. Possiamo
ancora comprendere
tutta sta gente che ha dato
in un weekend di medio-autunno 2 milioni
e mezzo al film di Boldi?
Essere generosi
e tolleranti e considerarci
fratelli? Tradizione e dialetti questo
naziocalismo e ci comandano
e decidono. E non è
la democrazia bloccata il sistema
perfetto non è la democrazia
autoritaria e che fine han fatto
i cento milioni del superenalotto
a Catania? E le carte sociali
il bonus bebè per questi padri
sterili, non coniugati, per chi si accolla
la fatica di mandarsi avanti
tra i grumi di stelle esplose. E
non è più tempo per comprare
sport utility vagon, non
è tempo per centrali
nucleari, non c’è più
tempo per rimandare una
redistribuzione, il Ponte sullo
stretto di Messina non c’è
per voi che non c’è posto
nei treni ad alta velocità
e dove sono gli operai
che leggevano libri si riunivano
nei circoli dell’Ilva e Milano
coi suoi volumi e i suoi buchi,
e Napoli con le stalattiti
sotterranee, i detriti
tralasciati senza sforzo
alle pareti, i concorsoni dove candidati
magistrati s’esercitano a bluffare, i musei
della Toscana senza custodi, le opere d’arte
consegnate alla mercé di mani strane
di addetti a compilare
moduli di richiesta aiuti, ma hanno
sperperato i fondi europei e c’è bisogno
di vigilare. Invece, su questi
umani troppo umani, che ci dirigono
fingendosi estranei, ai fatti,
e non potete più lavarvene le mani
e dov’è il giovane che conta
in quest’Italia satura non brilla
se non di cime bianche di chiome
cineree in questo Stato sempre buono,
a salvare le apparenze, a distogliere
l’attenzione, ad archiviare inchieste
dove i nomi, a distribuire contentini
per piccole vite da svaligiare
e non è che “non c’è niente
che sia per sempre”, perché
la bomba nucleare è rilasciare
un po’ di pulizia ai depuratori
delle fogne di chi verrà.
E t’invito a leggerli i poeti,
quelli “giovani”, un po’ dilettanti
forse, ma concreti perché la poesia
quella onesta, va letta prima che scritta
ultimo baluardo di pratica
culturale gratuita, commercio esente, libera
perché inutile ai fini del mercato, avulsa
dalle mode e dai banchetti
irriducibile alla capitalizzazione e alla
banalità. Però gettate i libri spazzatura,
praticate questa rivolta
molle a un sistema
che si nutre d’ignoranza, consumatori, condividete
le scoperte, conquistate luoghi nuovi, diffondetevi
come virusepidemia di chi non ha
fedi irreversibili, di chi sa che c’è una
soluzione ed è quella di governare
il remo a goccia a goccia di mutare
senza accettare il vada come vada
e non camminare
soli, tra sei miliardi la possibilità
e riconoscersi, almeno tra vicini,
spingersi con forza, sopra le mura.
Carmine De Falco

Cosi nacque la Banca d' Inghilterra

C'era una volta
Nel 787 Offa introdusse una legge che proibiva l’usura, cioè caricare di interesse il prestito della moneta. Le leggi contro l’usura furono ulteriormente rafforzate dal Re Alfredo (r. 865- 99) che ordinò la confisca delle proprietà degli usurai, mentre nel 1050 Edoardo il Confessore (1042-66) decretò non solo la confisca, ma anche che l’usuraio fosse dichiarato fuorilegge e condannato al bando perpetuo.

In seguito...
Gli ebrei giunsero per la prima volta in Inghilterra nel 1066 in seguito alla sconfitta di Harold II ad Hastings provocata da Guglielmo I il 14 ottobre. Questi ebrei arrivarono da Rouen, 75 miglia da Falaise, dove Guglielmo venne al mondo illegittimamente come Guglielmo il Bastardo. Nonostante le registrazioni storiche non dicano se essi appoggiarono l’idea di una invasione militare dell’Inghilterra, questi ebrei per lo meno la finanziarono. Per questo sostegno essi furono riccamente remunerati permettendo loro di praticare l’usura sotto la protezione reale (2).

...e ciò causò
Le conseguenze per il popolo inglese furono disastrose. Facendo pagare ratei di interesse del 33% l’anno sui terreni ipotecati dai nobili ed il 300% l’anno sugli strumenti di mestiere e su tutti i beni impegnati dai lavoratori, entro due generazioni un quarto di tutte le terre inglesi cadde nelle mani degli usurai ebrei.

ma nonostante tutto...
 Il Governo fece tutto ciò che era in suo potere per indurre gli ebrei a commerci decenti e lavoro onesto e quindi amalgamarsi con il resto della popolazione, ma senza successo. (3). Nel 1233 e nel 1275 furono approvati gli statuti sulla Giudea che abolivano qualsiasi forma di usura. Siccome gran parte di questi ebrei non potevano “guadagnarsi da vivere”, fu approvata una legge del Re Edward I (1272-1307) il 18 luglio1290 che obbligava tutta la popolazione ebraica di 16.000 persone a lasciare l’Inghilterra per sempre (4). A differenza della pratica moderna di pulizia etnica, agli ebrei, dopo il pagamento di 1/15° del valore dei loro beni e 1/10° delle loro monete, fu permesso di uscire con tutti i loro beni ed attrezzi. Qualsiasi ebreo che restasse in Inghilterra dopo il 1° novembre 1290 (Tutti i Santi) era passibile di esecuzione.

a volte ritornano,purtroppo...
Durante il 17° secolo questa età dell’oro si concluse tragicamente. Un gran numero di ebrei che erano stati espulsi dalla Spagna nel 1492 da Isabella I di Castiglia e da Ferdinando II di Aragona (8) si stabilirono in Olanda. Benchè gli olandesi all’epoca fossero una potenza marittima, gli usurai ebrei che si erano stabiliti ad Amsterdam desideravano ritornare in Inghilterra, dove le prospettive per espandere le operazioni di prestiti di denaro erano più promettenti.

... in seguito ad alti e bassi. andate e ritorni nacque la Banca d'Inghilterra che per oltre 300 anni ha trascinato l’Inghilterra nella schiavitù.



Fonte e articolo integrale
http://www.vocidallastrada.com/2012/11/le-origini-segrete-della-banca.html

Per chi scrivere : un grazie indiretto a Filosofo Controcorrente


Sempre più spesso mi ritrovo qui seduta davanti al pc con l’intento di scrivere ma  poi scivola via ogni intenzione.Stanchezza? Può essere ne accuso tutti i sintomi , lo sconforto, il vuoto, la ribellione, le parole che scivolano la cui forza sento vacillare difronte ai “discorsi della massa” massa a cui mio malgrado anch’io appartengo e con mio dispiacere a volte mi ritrovo d’innanzi ai miei limiti e credenze consapevole del blocco che creano in me.

Da qualche tempo ho ritrovato il piacere di leggere gli altrui scritti pieni di significato, d’insegnamenti e di riflessioni, a volte inciampo nelle “parole che vorrei sentirmi dire” mi fanno sentire meno strana, meno fuori dalle righe,  come quelle di David Di Bella  che le definisce “le convinzioni dei pochi” altre volte cado nelle parole che vanno contro il mio sentire e allora provo un senso di soffocamento e l’arresa mi sembra l’arma migliore, o forse è il solo modo per rimanere immobile nella mia bolla privata lontana dalle battaglie discorsive, dallo sforzo che occorre per mantenere ferma la determinazione nel mio sostenere “che la terra in realtà è sferica e non piana come per la maggior parte delle persone per convenienze  vuole continuare a far credere”.





 Maggio 2012

Sempre più spesso provo piacere a commentare gli scritti di altri che io li condivida o meno, mi sento ascoltata e partecipativa  mentre questo mio blog mi appare come un deserto  di anime  dove i soli due commenti esistenti sono come oasi…eppure spesso sento il bisogno di scrivere e buttare fuori tutto il “compostaggio di pensieri e sentimenti” ormai fermentato e maturo per essere libero di scorrere e allora mi siedo qui e mi dico –Per chi scrivere? Per me! Come rispose un  Re di cui non ricordo il nome alla domanda del suo servitore d’innanzi alle rovine e alla sconfitta
-Re che ne resta ora?” -
-Come cosa che ne resta?Resto io-
Ma questo passo può essere inteso in  due modi
Uno :la vittoria dell’io, l’importanza di uscire inermi da una catastrofe e mettere
l’io quindi se stessi al centro di tutto, conservare l’idea che “avere” se stessi è già una grande fortuna e un gran dono.
Oppure : questo io salvifico che si mette al centro di tutto appare desolante  e solo davanti alle rovine, al vuoto, alla miseria umana e dalla forma di un io che tiene alta l’autostima si trasforma in una giungla di egoismi.

–Per chi scrivere? Per me!- Se da un lato è un abbraccio verso ciò di cui più caro ho: la mia essenza, dall’altro lato ha un gusto amaro manca la condivisione, la partecipazione, il confronto…e se al mio io può bastare soddisfare il bisogno di sfogarsi, la mia anima si ritrova in una landa desolata, o forse è il contrario? L’anima basta a se stessa mostrandosi nuda e cruda attraverso lo scritto mentre è l’io infante che cerca attenzione attraverso l’ascolto?

Credo che forse la domanda esatta sia la seconda…ma non ha importanza ora.
A volte scrivo di come il mondo o meglio il mondo oscuro ai più gira,scrivo delle mie convinzioni,idee, della spiritualità dimenticata dai più, ma sempre mi ritorna la stessa domanda “ a cosa serve,a chi serve?”, ho trovato piacevole leggere  l’articolo ( a me non piace chiamarli post) Vivere, o lasciarsi vivere? di  Di Bella, ho ricevuto dal  suo commento al mio quello che io definirei “Un saggio abbraccio” e nelle sue parole
“Il mondo cambia, non per l'inerzia dei molti, ma per la convinzione incrollabile dei "pochi"  ho ritrovato la ragione per cui scrivere…che s’era smarrita fra i dubbi, il mio l’equilibrio precario e la polvere dello sconforto, frantumata dalla rabbia quella rabbia che non vince ma alimenta la controparte  di chi ti vuole arrabbiato,debole, impaurito… e soprattutto ignorante.
Carolina Verzeletti

Il commento:
Ci confrontiamo spesso con la frangia sbagliata dell'umanità: la massa incolore. Lì dentro, tutti sono nessuno, e nessuno è se stesso. Heidegger chiamava questa sfera dell'inautenticità, la dimensione del "si" dice; del "si" fa. Sono tanti, è vero; ma eccezionalmente immaturi e stupidi, lì dentro. La ragione? Sono in fuga dalla "responsabilità"personale; una responsabilità inscindibile dal senso di individualità. Chi pensa, e agisce, per "sentito dire", non è individuo in senso proprio. Avere un corpo, che si muove per le strade, non significa avere un'anima.
Una seria scienza dell'io, è a mio avviso il nuovo traguardo spirituale dell'umanità. Ne sappiamo ancora poco o nulla, della nostra fortezza invisibile. Eppure i santoni la demonizzano, le religioni e le varie forme di collettivismo ideologico la attaccano.
Sta a noi, quindi, difenderla. E per difenderla, dobbiamo imparare a conoscerla.
E' sulle spalle di ricercatori solitari, ma coraggiosi, il compito di cominciare a scrivere un nuovo capitolo dell'evoluzione spirituale umana. Un capitolo che tratti, finalmente, di un'"anatomia" della coscienza. Sta a noi farlo; e i modi sono: conoscere noi stessi; e comunicare...
Il re ha proprio ragione: "Come, cosa ne resta? Resto io!" Un'affermazione degna, di un guerriero spirituale.
Ma questo non significa che la terra dell'io debba restare desolata. Che il suo, sia un viaggio solitario. E' che è difficile, in un clima di prevalente mediocrità, condividere i sintomi di un'eccellenza morale, e di una trasparenza d'animo. Si fa fatica, in primis, a riconoscerle per tali.
Ma è' più per eccellenza e purezza, che per vera depressione, che le persone capaci di interrogarsi incontrano momenti di sconforto. Carenza di specchi della propria moralità, della propria genuinità....Questo, mi ha insegnato la mia strada ad oggi.
Essere individualisti, perseguire il sentiero dell'auto-determinazione, non significa certo non avere bisogno di incontrare specchi della propria anima, nel mondo là fuori. O non avere bisogno di amare. Credo al contrario, che solo gli individui degni di questo nome, gli "individui" in senso proprio, siano pienamente capaci di dare, e ricevere, vero amore, in ogni sua forma. Di instaurare, cioè forme di comunicazione finalmente autentiche.

Gran bel post. Complimenti!
Un filosofo controcorrente

Inno alla bugia

Grazie Mamma per le tue bugie che trasformano i fantasmi in simpatici pupazzi di marzapane,
Grazie a te Papà per le tue bugie che hanno reso più facile ciò che altrimenti sarebbe stato difficile da realizzare.
Grazie a te che un giorno sei andato via  nascosto dietro ad una bugia  per rendermi il dolore meno pesante.
Grazie cara amica per la tua bugia  che ha reso la torta mal riuscita meno salata e più dolce.
Grazie caro amico di aver trasformato in grazia i miei goffi gesti cammuffandoli con la tua bugia.

Un ringraziamento particolare alle bugie.

Almeno due al giorno tutti le diciamo, altretanto le riceviamo...e vanno a farsi benedire tutti i sani principi della sacrosanta verità  sempre e comunque a tutti i costi.
Vi sono al mondo persone baldanzose e orgogliose :
-dico tutto quello penso,sempre!-
-sono una persona sincera - ;
c'è persino chi crede di non "mentirsi" mai.
Ogni tanto mi verrebbe voglia di dire: -cretino taci ! -
la tua verità è già bugia dall' istante che i tuoi gesti e i fatti divergono dalla tue parole,altre volte mi verrebbe da dire: - sai dire meglio le bugie che la verità-.

La verità inalza ad essere i possessori delle chiavi di ciò che per altri è mistero, meglio guardare al cielo e vedere gli Dei che solo nude e crude stelle, ammassi di gas che bruciano(C.G JUNG) come la verità della scienza vuole.

Ognitanto qualcuno mi dice la vuoi sapere la Verità? No grazie!
Quando da piccola mi confessavo; ebbene si  ho fatto anch'io questo atto di umiltà schifida,  ho scoperto che  vi sono più bugie in un confessionale che fuori, certe cose non si raccontano mai, nemmeno ai preti, forte quando ti senti chiedere -dimmi bambina hai detto bugie questa settimana? Nella logica delle cose rispondevo sinceramente si,ci mancherebbe mi stavo confessando ma ommettevo tutte le bugie fresche di " confessionale" dette al prete , non sempre dicevo bugie però gli dicevo di si per farlo contento mi sembrava giusto cosi i preti devono sempre trovare il peccato e siccome da bambina oltre a scarammucce e capricci non ne commettevo molti di peccati mi dispiaceva deluderlo e poi in fin dei conti ritenevo che non fosse un peccato ma un gesto d'amore verso gli altri e verso me stessa, il prete cosi soddisfatto mi dava l'assoluzione due Ava Maria e la mia coscienza sarebbe tornata tersa e profumata come i panni stesi al sole.
Non capiva che la bugia era neccessaria, perchè è neccessaria quanto la verità  con se stessi e con gli altri...e allora vai di bugie per il ritardo, per nascondere segreti, per fare sembrare bello quello che bello non lo è, la verità la si affronta in altri luoghi e per altre ragioni più serie, le verità che cambiano il corso delle cose e ti cambiano dentro...uno schiaffo sul viso, pensavi che fosse rosso e invece è blu, fa male ma è neccessario prenderne coscienza  ma mi ribello non si può sciupare un sorririso in nome della verità...mentre in nome della bugia da sempre non si è rende giustizia e dunque verità sia quando serve per essere migliori, per rendere giustizia, per ridare libertà allo spirito, ma bugia sia se serve a fare vedere un arcobaleno ad un cieco.

La verità penetra il profondo, la bugia sfiora la superficie..

Una verità detta con cattiva intenzione, batte tutte le bugie che si possono inventare (William Blake)

Raramente si dicono verità che meritino di essere dette. Bisognerebbe scegliere le verità con la stessa cura con cui si scelgono le menzogne, e scegliere le nostre virtù con quella stessa cura che dedichiamo alla scelta dei nostri nemici.( anonimo)

Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, I'imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un'insopportaibile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno (Mohandas Karamchand Gandhi)

Bugie bianche, bugie avvocati in difesa di se stessi, bugie che risparmiano conflitti... ben altro la menzogna, la millanteria, sebbene siano sinonimi della stessa parola la bugia la sentiamo più leggera e innocente, la menzogna si impregna di cattiveria...

"Una bugia detta una volta è una bugia; detta cento volte diventa una verità" (Bertrand Russell)

Via libera alle bugie e pochi sensi di colpa, ma la verità cosa ben più preziosa va curata, cercata, detta o secondo i casi omessa, altrimenti diventerà automaticamente bugia, poiche le convizioni non vanno confuse con la verità e allo stesso modo della bugia o la menzogna può trasformarsi in maldicenza,, mancanza di rispetto, mancanza di tolleranza, conflitto....trasformando la verità in automenzogna al solo scopo di preservare il nostro personale ideale..

Amore e Psiche, dentro il mito

                                                                           Tre passi fra i Miti
                    
                                                                            Amore e Psiche  

Ogni  racconto mitologico porta con sè molteplici simboli e diverse interpretazioni, basta una ricerca attraverso internet per entrare nel profondo di questo racconto, ma prima di questa ricerca sarebbe più interessante  il tentativo   di    prestarci ad una nostra personale interpretazione a seguito di una nostra riflessione e solo dopo confrontare la nostra con quella di studiosi di ogni genere.
Scavare nel mito è come scavare in noi portiamo alla luce questo tesoro,prima partendo da noi stessi.

 
Un re ed una regina avevano tre figlie. Le maggiori erano andate in spose a pretendenti di sangue reale, ma la più piccola, di nome Psiche, era talmente bella che nessun uomo osava corteggiarla, tutti l’adoravano come fosse una dea. Alcuni credevano che si trattasse dell’incarnazione di Venere sulla terra. Tutti adoravano e rendevano omaggio a Psiche trascurando però gli altari della vera dea, perfino i templi di Cnido, Pafo e Citera erano disertati per una mortale. Afrodite sentendosi trascurata ed offesa, a causa di una mortale, pensò di vendicarsi con l’aiuto di suo figlio Amore e delle frecce amorose. La vendetta d’Afrodite consisteva di far innamorare Psiche dell’uomo più sfortunato della terra, con il quale doveva condurre una vita di povertà e di dolore. Amore accettò subito la proposta della madre ma, appena vide Psiche rimase incantato della sua bellezza. Confuso dalla splendida visione, fece cadere sul suo stesso piede la freccia preparata per Psiche cadendo cosi, vittima del suo stesso inganno. Egli iniziò cosi ad amare la ragazza e non pensò neanche per un attimo di farle del male. Nel frattempo i genitori di Psiche si preoccupavano perché un gran numero di pretendenti veniva ad ammirare la figlia, ma nessuno aveva il coraggio di sposarla. Il padre, preoccupato decise di consultare un oracolo d’Apollo per sapere se la figlia avesse trovato un marito, l’oracolo però gli comunicò una brutta notizia. Egli avrebbe dovuto lasciare la figlia sulla sommità di una montagna, vestita con abito nuziale. Qui essa sarebbe stata corteggiata da un personaggio temuto dagli stessi dei. Malgrado questo, i genitori non volendo disubbidire alle predizioni dell’oracolo, portarono, al calar del sole, Psiche sulla montagna prescelta vestita di nozze, e la lasciarono lì sola al buio. Solo quando lei restò da sola venne uno Zefiro che la sollevò e la trasportò in volo su un letto di fiori profumati. Psiche si svegliò quando sorse il sole e guardandosi attorno vide un torrente che scorreva all’interno di un boschetto. Sulle rive di questo torrente s’innalzava un palazzo d’aspetto cosi nobile da sembrare quello di un dio. Psiche, quando trovò il coraggio di entrare, scoprì che le sale interne erano più splendide, tutte ricolme di tesori provenienti da ogni parte del mondo, ma la cosa più strana era che tutte quelle ricchezze sembravano abbandonate. Lei di tanto in tanto si domandava di chi fossero tutti quei beni preziosi, e delle voci gli rispondevano che era tutto suo e che loro erano dei servitori al suo servizio. Giunta la sera lei si coricò su un giaciglio e sentì un’ombra che riposava al suo fianco, si spaventò, ma subito dopo, un caldo abbraccio la avvolse e sentì una voce mormorarle che lui era il suo sposo, e che non doveva chiedere chi fosse ma soprattutto non cercare di guardarlo, ma di accontentarsi del suo amore. La soffice voce e le morbide carezze vinsero il cuore di Psiche e lei non fece più domande. Per tutta la notte si scambiarono parole d’amore, ma prima che l’alba arrivasse, il misterioso marito sparì, promettendole che sarebbe tornato appena la notte fosse nuovamente calata. Psiche attendeva con ansia la notte, e con questo l’arrivo del suo invisibile marito, ma i giorni erano lunghi e solitari, quindi decise, con l’assenso del marito, di fare venire le sue sorelle, anche se Amore l’avvertì che sarebbero state causa di dolore e d’infelicità. Il giorno seguente, un Zefiro portò le due sorelle da Psiche, lei fu felice di rivederle, e le due non furono di meno vedendo le ricchezze che possedeva. Ogni volta che le due facevano domande sul marito, Psiche sviava sempre la risposta o rispondeva che era un ricco re che per tutto il giorno andava a caccia. Le sorelle s’insospettirono delle strane risposte che dava Psiche, loro credevano che stesse nascondendo il marito perché era un mostro. Queste allusioni Psiche li smentì tutte, fino a quando non cedette e raccontò che lei non aveva mai visto il marito e che non conosceva nemmeno il suo nome. Allora le due maligne, accecate dalla gelosia, insinuarono nella mente della povera ragazza che suo marito doveva essere un mostro il quale nonostante le sue belle parole non avrebbe tardato a divorarla nel sonno. Quella notte come sempre Amore raggiunse Psiche e dopo averla abbracciata si addormentò. Quando fu sicura che egli dormisse, si alzò e prese una lampada per vederlo e un coltello nel caso in cui le avrebbe fatto del male. Avvicinandosi al marito la luce della lampada...il seguito del racconto

Per saperne di più

AMORE E PSICHE Di Elena Ferrandi e Valerie Aliberti
  
Amore e Psiche.Il Significato del Mito





                                                                                                                                                                                                                               

Vi è un momento in cui...


 

Vi è un momento in cui il lamentarsi altrui  è una sciarpa intorno al collo troppo stretta.
Vi è un momento in cui il catastrofismo di alcuni "reggenti e veggenti" riesce ad affossare la speranza
Vi è un momento in cui devi voltarti di spalle e uscire fuori dalla massa, se vuoi non morire dentro.

Esco a fare due passi ho bisogno di "non-riflettere" ma di sentire