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Mantra Ajai Alai

 


                                                        MEDITAZIONE: Ajai Alai
Meditazione per la prosperità


Postura: Siedi dritto in posizione comoda . Tieni le mani in Sarab Gyan Mudra  di fronte al centro del cuore le dita sono intrecciate mentre i due indici sono rivolti verso l’alto e i due pollici sono incrociati  incrociati.COme nell'immagine.Tenere i gomiti  rilassati.
Primo: Gli occhi semi aperti  e si concentrano sulla punta del naso .

Mantra & Significato:
Ajai Alai ~ Invincible. Indistruttibile
Abhai Abai ~ Fearless. Immutabile
Abhoo Ajoo ~ Unformed. Nascituro
Anaas Akaas ~ Imperishable. Eterico
Aganj Abhanj ~ Unbreakable. Impenetrabile
Alakkh Abhakkh ~ Unseen. Non influenzato
Akaal Dayaal ~ Undying. Misericordioso
Alaykh Abhaykh ~ Indescrivibile. Uncostumed
Anaam Akaam ~ Nameless. Desireless
Agaah Adhaah ~ insondabile. Incorruttibile
Anaathay Pramaathay ~ Unmastered. Cacciatorpediniere
Ajonee Amonee ~ Beyond nascita. Oltre il silenzio
Na Na Raagay Rangay ~ Beyond amore. Al di là del colore
Na Na Roopay Raykhay ~ Beyond forma. Al di là di forma
Akarmang Abharmang ~ Beyond karma. Senza ombra di dubbio
Aganjay Alaykhay ~ Unconquerable. Indescrivibile

Durata: 31 minuti.

Fine: Inspira profondamente, trattieni  il respiro mentre estendi le braccia mantenendo la Mudra .

Continua ad allungare, espira. Ripetere 2 volte e relax.

Più facile dirlo che farlo ma non perdetevi d’animo,sicuramente le prime volte è impossibile farlo mantenendo gli occhi semi aperti  dovendo leggere il mantra e concentravi sulla pronuncia,lasciatevi andare e tutto il resto verrà da sè.
Qui il video del mantra, comunque sia che vi riesca o meno godetevi l’ascolto è davvero molto bello.
Già ascoltarlo può cambiare l’umore del momento.

                                             Namaste

 Articolo tradotto da  Beautiful Prosperity Meditation: Ajai Alai

Lo stereotipo nella scrittura

Era un da un po’ che non postavo più nulla sulla scrittura,non trovavo parole che mi colpissero abbastanza da volerlo fare,oggi le ho trovate.

“Che cos’è uno stereotipo, se non un’espressione linguistica [...] che tante persone hanno maneggiato e sporcato prima di noi, una miscela linguistica assolutamente inadatta a quella parte intima di quella vostra visione che volevate esprimere?

Usare uno stereotipo significa assecondare un’interpretazione scontata, prendere una scorciatoia, riproporre qualcosa di comodo e di familiare invece di osare qualcosa di vero e insolito. È un fallimento estetico ed etico: in parole semplici, significa non dire la verità.

Quando gli scrittori riconoscono un fallimento, preferiscono ammettere quelli più piccoli: per esempio, in tutti i miei romanzi c’è qualcuno che ‘fruga nella borsa’ in cerca di qualcosa, perché sono stata troppo pigra, sbadata e addormentata per separare la ‘borsa’ dal suo vecchio, ostinato amico ‘ frugare’. Frugare in una borsa è pronunciare una frase come un sonnambulo: un tradimento in sé abbastanza piccolo, ma pur sempre un tradimento. E per quanto mi riguarda, io scrivo proprio per non vivere tutta la mia vita come una sonnambula.

Ma ammettere di aver scritto una frase che fa accapponare la pelle è facile; meno facile è riconoscere che a molti scrittori capita di scrivere paragrafi, o interi personaggi, o addirittura interi libri che il lettore attraversa come un sonnambulo e per i quali l’unica definizione davvero calzante è ‘privi di autenticità’” (Zadie Smith, “Il fallimento riuscito”, Internazionale 725, 28 dicembre 2007, pp. 10-11).

Vero, mi sono detta. Però una certa tassa di stereotipia, quando si raccontano storie, mi sa che bisogna pagarla. Altrimenti i personaggi e i loro intrecci risultano non credibili, finiscono per non essere capiti. Insomma, in letteratura il troppo vero stroppia.

Si potrebbe metterla in termini di dosaggio: troppi stereotipi portano al sonnambulismo di cui parla Zadie, troppo pochi portano all’incomprensione. La giusta dose? Come il sale in cucina: quanto basta.Giovanna Cosenza

Dal blog di Giovanna Cosenza D I S . A M B . I G U A N D O

Fase cazzeggio Un video per te


Un video per dire qualcosa per cui servirebbero ore e tante parole;e non sarebbe mai abbastanza né il tempo  né tutte le parole da  me conosciute, e comunque non sarei ugualmente convita che tu possa avere compreso. Compreso qualcosa che va al di là del dire ma richiede molto fare.Qualcosa che puoi solo vivere e nessuno potrà mai farlo al posto tuo.
 
Questo video è per Franco ma non esclude amici e amiche…è un augurio uscito un po’ per caso,un po’ perché ne abbiamo bisogno tutti, un po’ perchè quando da donare non ti restano altro che parole che almeno quelle parole siano buone e sincere…e se non ti cambiano la vita almeno ti portino un sorriso.E riuscire a sorridere in un momento no è già un cambiamento epocale verso se stessi.Come il famoso battito d'ali di una farfalla un gesto tanto piccolo e breve ma capace causare un grande mutamento.
By Carola





Canzone di Albert Hammond - It never rains in Southern California 1973
Le immagini sono raccolte dal web, ogni diritto e riservato ai legittimi proprietari
Montaggio video,ovviamente"io"





Pino Daeni,l’arte è sempre meraviglia per me

Oggi esco fuori traccia dai miei soliti post, voglio parlarvi di una mia  graziosa scoperta…

Ieri vagando in google+ ho trovato Francesca Vitali, oltre alla assomiglianza;forse nel sorriso e negli occhi vispi ad una certa persona di mia conoscenza,incuriosita dalla splendide immagini sono andata alla ricerca e ho trovato l’autore di tali capolavori Pino Daeni pittore.I suoi quadri una meraviglia.
Ho trovato anche questo sito Tutt’Art@, bellissimo anche il sito.
Se vi piace la pittura o l’arte in genere il sito merita di essere visitato


Pino Daeni 1939-2010 | Italian Impressionist painter
                                                                Pino Daeni(1939-2010)

E dai leggi…e dai su leggi

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                                                      ihihihihihih!

                                        adesso sorridi però

Una casa per amica: due

Foto

Ci credo bene che Bertilla sia stata in ansia in queste poche ore,il suo ultimo proprietario è corso via senza dire molto;doveva andare in città a" fare grandi cose", dopo di lui un vai e vieni di persone per brevi periodi.Ora qui ci sono io.

Mi butto sul letto, è una cosa che ho incominciato a fare qualche mese fa:mi butto sul letto, sul
divano,a volte sul tappeto e resto distesa immobile per una decina di minuti,mi aiuta.
Mi aiuta a staccare a frammentare i momenti della giornata, lascio scivolare via il peso dello spirito e del corpo,vago con la mente guardando il soffitto,quando sono pronta riparto carica d'energia.
A volte le cose ti sembrano incredibilmente difficili,non so se mi puoi capire cara Bertilla,quando queste cose difficili arrivano ti mettono paura,nella paura corri a vuoto con il risultato che metti i piedi dove non avresti voluto o ti attacchi a liane che cederanno presto combinando guai su guai;quando finalmente te ne rendi conto hai già accumulato un una montagna di grattacapi.
Ad esempio: t'indebiti,dici sì a qualcuno a cui avresti dovuto dire no, ti accontenti nel timore che
se perdi quello poco che hai sei a terra.Insomma entri in un tunnel da cui non sai più come uscirne.
Sono iniziate così le mie giornate positive grazie alla ribellione al:"cazzo così non può
andare,cambiare,cambiare".

Ti vorrei presentare un'amica Bertilla,però non posso ma ti leggerò quello scrive nel suo blog,si
chiama Mary,da quando l'ho incontrata è diventata un esempio e un piccola lezione di vita quotidiana,giorno dopo giorno.
Sai perché sono qui Bertilla?Un giorno ero sconfortata;in quale assurdo casino ero finita.Quel giorno
ho provato tanta nostalgia per il bel tempo passato e mi chiedevo quando tutto si sarebbe equilibrato e quando avrei risolto tutti i problemi, arrivata a casa ho accesso il pc e sono andata a leggere Mary.Oddio, sono scoppiata a ridere,non di certo per Mary ma di me stessa, dell'assurdità dei miei problemi della mia stupida ansia di come risolvere tutto subito.Risultato:eccomi qua.

Non ti ho scelta a caso,ti volevo così con il tuo stile un molto country,molto... come usa dire "natural style".Semplice.
Una casa che quando entri ti abbraccia,che quando ti svegli ti sorride, quando dormi ti
rassicura,insomma una casa che parla,certo a modo suo ma parla.
Credo che venendo qui ho  dovuto fare un esercizio spirituale incredibile.Ho portato con me: tre dei
miei libri preferiti, il pigiama preferito anche i calzini che mi piacciono di più.Due paia di scarpe,una borsa,pochissimi vestiti;solo quei pochi che amo di più,e l'orsetto panda che mi ha regalò anni fa la mia mamma,tutto il resto è rimasto là.

Ho deciso che sarei partita da capo, cose nuove in una vita nuova.
E credimi per me Bertilla che nonostante sia sufficientemente frugale mi affeziono molto alle cose,
non è stato un distacco facile ma non si può portare il passato nel futuro,o almeno non ciò che non t'assomiglia più.

Questo per quanto riguarda le cose,mentre per le persone ho chiesto la cortesia di scrivermi solo per
email, niente telefono,l'eccezione è solo per mamma.Non è mia questa trovata l'ho letta in un libro,però mi sono resa conto che così era cosa buona e giusta.Mantenere i contatti solo via email rende tutto  più intimo,più vero,puoi dire tutto...non ci sono orecchie che giudicano,pause di silenzio che mettono ansia,distrazioni,toni della voce che smorzano il contatto iniziale;per esempio:se tu sei triste e chi è sta dall'altra parte è felice appena lo percepisce dal tuo tono gli smorzi l'entusiasmo,così non c'è pericolo che possa succedere .E poi in questo modo sia  io che gli altri abbiamo tutto il tempo di scegliere le parole giuste, scrivere,aggiungere o cancellare, tutto il tempo di soppesare i pensieri e  sentimenti,inoltre il non sentire la voce ti fa sentire nel tempo la mancanza delle persone,la voce avvicina anche a trecento chilometri di distanza e questo senso di mancanza mi da la sensazione che sia cosa positiva; solo così si possono da entrambi le parti ricostruire  rapporti in modo più sincero e nuovo,ti permette di  trovargli una giusta collocazione nella tua vita.Ne sono convinta questa soluzione è cosa buona e giusta.

Bene, apriamo un po' quest'armadio e vediamo cosa hai tu da raccontarmi.

Una casa per amica parte 1

Sono più brava come giardiniera che come romanziera

 

A lui tutto questo piacerà ? Sospira. Ritorna sulla stessa domanda,sugli stessi stupori: alla sua età,chi l’avrebbe mai detto?Chi avrebbe potuto prevederlo? È davvero innamorata?No,impossibile,a quarant’anni queste cose non possono accadere.
Sposata.Che cosa significa matrimonio? Nulla, almeno per lei.

Un accordo tra famiglie,un porto.E poi un marito goffo, una prima notte in cui non sapeva nemmeno quello che sarebbe accaduto.Niente amore Niente piacere,Solo dolore.E dopo,anni e anni di indifferenza.
Sognare un po’.Verrà si dice ancora quasi ad alta voce,come una bambina.
Si erano conosciuti a Parigi.Non pensava di poter suscitare l’interesse di qualcuno.Di un uomo addirittura.Mai stata bella,lei.Mr.Fullerton l’aveva fatta sentire bella per la prima volta in vita sua.



Nelle iridi turchine di Morton Fullerton,lei si era vista per la prima volta come una donna affascinante,sensuale.È così che era accaduto,solo per questo,si dice ora.No,forse non solo per un sussulto di vanità.Dell’amore non sapeva nulla.A quarant’anni ignorava cosa fosse.Rabbrividisce.

No,nessun pentimento.Con l’uomo dagli occhi azzurri ,eccola in una stanza in una stanza azzurra.Si sente avvampare sotto il suo sguardo.Il suo corpo è nudo ,fragile,pieno di timore.Eppure potrebbe restare lì per sempre.Attraversata dal tempo,dai millenni senza esserne scalfita.E poi i baci,Le carezze,Il suo profumo di lavanda.La sua vita era incominciata lì.

Come donna era nata lì,tra quelle pareti azzurre e la finestra aperta su un albero fiorito.Uno scandalo,certo se qualcuno lo sapesse.NO,si dice Edith,incamminandosi verso il lago.
Scandalo è ben altro.È vivere senza amore.Scandalo sono i matrimoni come il suo,scandalo è rinunciare a quello che ti può regalare la vita.Per paura,per pudore,regole,convenzioni.
Sa bene che lui probabilmente non la ama.Forse è stata solo un gioco nelle sue mani.Ma non importa.Niente può rubarle,quello che ha provato,Neppure lui.Tutto rimane.

Estratto dall’articolo  “Sono più brava come giardiniera che come romanziera”di Valeria Chierichetti.
Pubblicato su Natural Style di Marzo 2014
* articolo dedicato a Edith Wharton

 

Fase cazzeggio Il luogo del nì



Il mondo del nì è quel luogo dove non vi è nè un sì nè un no.Oggi sono nel mondo del nì.
 
Mi verrebbe da sorridere  ma sento un' acuta resistenza che lascia il sorriso un monco.
Avrei voglia di farmi una corrsetta o una passeggiata però le gambe sono due tocchi di legno.
Ho fame mangeriei con gusto,però se fossi a casa mia farei fatica anche a fare un uvo al tegamino,grazie a Dio ci pensa "Vilmetta " a farmi qualcosa di buono da mangiare.
Vorrei tanto abbandonarmi ad una fiducia sconfinata però sempre un "qualcosa" pone resistenza,tipo uno un sassolino nella scarpa chiamato semi-sconforto;credere richiede un enorme energia quando non si è allenati,adesso sono scarica.
Mi ripasso mentalmente il mio mandra ma la mia mente scimmia passa da un giogo mentale all'altro.
Ci riprovo con una bella mundra scoperta giusto ieri pomeriggio però qualcos' altro attira la mia attenzione.
Siedo al  pc, ho voglia di leggere ma qualcosa di simile all'impazienza nell'attesa mi fa aprire e chiudere pagine alla velocità supersonica,allora passo ad una rivista quando inizio a passeggiare in su e giù.
Va bene calma, respiro;nel luogo del nì tutto s'iniza ma nulla si conclude, tutto è e non è, tanto vale non farre progetti, buoi propositi, organizzare la giornata ma lasciare tutto all'improvvisazione e seguire l'andamento del nì.

E fare come questi cigni girare in tondo  senza l'idea di arrire in alcun posto;tanto tutta l'esistenza è così: un girare in tondo continuo;come gli indiani dicono l'avvanzare è solo un'illusione

Una casa per amica

Se esiste un emozione che ti riporta all'infanzia è la curiosità del nuovo.Se c'è un momento che ti guardi intorno un po' smarrita ma eccitata è quando cambi casa.Come questa;già arredata, con  piatti e tazzine al suo posto.La curiosità di perlustrare ovunque è tantissima: dietro ogni porta,nei cassetti,nella cassapanca;il tutto senza fretta, aprirò quel cassetto quando mi servirà, così l'armadio e tutto il resto.Voglio conoscerla piano piano.
Se c'è una cosa in cui ho sempre creduto è che le case hanno una loro anima, per questo è importante di tanto in tanto discorrerci e curarle con amorevoli attenzioni.Mi piace molto dare anche un nome alle case.Lei è Bertilla.
In questo momento il sole l'illumina di luce fioca e calda  del tramonto, Bertilla appare sospettosa e contenta al contempo;come dargli torto non mi conosce come io non conosco lei.
Sarò ospite di Bertilla per un po' di tempo,avremo tempo per raccontarci un sacco di cose.

Bertilla risiede in una piccola cittadina di mare, di quelle che le persone sembrano sbucare come funghi da primavera  inoltrata in poi per poi scomparire a fine estate.
L'agente dell'agenzia era perplesso:
-prendere una casa in affitto in autunno per un anno in una località come questa?-
-perché no?-rispondo io.
Dopo la mia risposta decise di non indagare oltre.

Fin dei conti un po' è vero nell'aria aleggia un pizzico di malinconia, restano solo pochi turisti ritardatari e di quelli che non amano la folla e il chiasso, amano godersi il mare ad ogni ora del giorno in santa pace.
I soli due alberghi presenti  si preparano per la chiusura, così anche qualche negozio stagionale,però il fruttivendolo è di qua,lui non chiude;riesce anche a dirmi il numero preciso delle persone che qua ci  vivono da sempre.
-Non si preoccupi, qui "ci abbiamo tutto";non resterà senza mangiare,abbiamo anche la farmacia,il veterinario, la sarta e la caffetteria è aperta dalla sette; la Chiesa è aperta tutte le domeniche-
-Caspita, non cercavo di meglio-.

Il meglio che cercavo però erano persone come Piero "il fruttivendolo" alla mano, sempre disponibili per due parole e una caffetteria dove puoi fare colazione come a casa e ti danno del tu, nei tempi morti si siedono con te e ti  raccontano:della figlia, della nonna, della zia e del cane del vicino;come se ti conoscessero da sempre.Ed io qui voglio essere conosciuta “da sempre” ma con un marcia  in più: di non sapere nulla di nulla di nessuno, e ogni aneddoto, ogni racconto è nuovo per me,meravigliosamente nuovo col vantaggio di essere tratta come una vecchia buona amica di famiglia.
Non chiedevo di più, volevo un posto così,dove tutti hanno qualcosa da dire,mentre io non nulla da raccontare di me.
Sono qui, non ho passato ignoro il futuro,sono semplicemente presente.

Il mare, meravigliosamente mare: calmo,irrequieto,luminoso,indefinito,mutevole;lo guardi ora e fra un'ora non sarà più lo stesso mare che hai conosciuto poco fa.Amo le cose che mutano ho vissuto troppo tempo fra cose sempre uguali.Per questa ragione sono qui.

Lascio la spiaggia, mi gusto il piacere di salutare tutti sulla strada del ritorno verso casa compresi  Piero il fruttivendolo, Claudia la sarta, in fine Marina la proprietaria della caffetteria.Così come si salutano gli amici di sempre prima di rientrare a casa.
Si è fatta ora di ritornare da Bertilla.
Bertilla m'accoglie,sembra che sorrida risollevata:-pensavo che non saresti tornata più-.

                                                     Da Una casa per amica

continua…forse

Animaevento di Francesco Salistrati

L'ho rispolverata dal cassetto,come si usa dire.
Avevo tremendamente voglia di rilegerla.
Chi non vorrebbe in quanto donna, e credo non solo donna ricevere una lettera così, da tenere nel cassetto,in borsa,fra i maglioni, sotto il cuscino...sempre pronta da tirare fuori al momento giusto,da leggere e rileggere quando certe "cause" della vita" rischiano di farti perdere di vista le cose, quando rischi di sbattere contro muri che ti sei creata da sola, quando vuoi ricordare un momento nella tua vita che ti ha aperto gli occhi;e fa niente se è finito,ma in quell'attimo c'era tutta la forza della vita,quella forza che ha in seguito continuato a sospingerti nella tua esistenza,coi suoi profuni, con la sua lezione, con il suo fuoco,con il suo tutto,quel raro "tutto" che in pochi vedono nell'amore di coppia,quel tutto che poco importa quanto durerà...quel che importa è che almeno una volta nella vita sia arrivato e abbia fatto la differenza.Ti accompagnerà sempre.




Giocoforza il mio destino... ma in fondo cos'è il destino, se non una lunga sequenza di fatti che ti portano dove sei ora? Adesso. Non domani. Non ieri. Ora.
E alle 14.18... io so di amarti.
Non c'è destino che possa spiegare l'attimo attuale. Non c'è storia che possa giustificare il senso di smarrimento di fronte a due occhi che ti guardano penetrandoti la carne, arrivando a sondarti dentro, in profondità, nei recessi di te stesso, laddove non entravi nemmeno tu, per paura di sporcare, di mettere disordine, per paura di macchiare di realtà il tuo mondo nascosto.
Non c'è parola che possa descrivere il senso di abbandono totale, di resa, che si prova nel trovarsi, ora, davanti ad un angelo che ti guarda, ti tocca, vive con te. Puoi far finta di niente e cominciare a ridere sguaiatamente, chi se ne frega? Tanto quegli occhi sapranno sempre quando mentirai, ti vedranno piangere mentre stai ridendo, ti vedranno cadere mentre vuoi convincerti di volare.
Il mondo è un cesto di contraddizioni. La più grande delle quali siamo noi stessi che tentiamo di giustificarle, senza renderci conto, attraverso altre contraddizioni.
Allora cos'è questo senso di smarrimento? Cos'è questa felicità delirante che mi sento addosso? Cos'è questa polvere?
Alle 14.24... io ti amo.
E non mi interessa il perchè. Che senso ha chiedersi un perchè? Non c'è un perchè. La legge causa-effetto è  sopravvalutata. Noi, dentro, non funzioniamo così. Una causa, dentro noi stessi, può essere effetto e causa di sè stessa, può essere ragione e scopo, può essere fine e mezzo, chiaro e scuro, giorno e notte.
L'amore non è una causa. Non è un effetto.
E' ciò che è.
E non ha spiegazione.
Per quale motivo dovremmo darci una spiegazione dell'infinito se non siamo nemmeno in grado di pensarlo?
Che senso ha, cercare il senso di quello che non possiamo pensare?
Il destino. La vita. Il mondo.
Il vento. Le maree. Il desiderio.
Siamo punti interrogativi vaganti.
Ma sappiamo abbandonarci, senza un perchè, all'amore, con semplicità assoluta. Con naturalezza.
E amiamo, come lo stesso respirare... senza chiederci un perchè.
Perchè, dovrei chiedermi cosa è successo stanotte? Che senso avrebbe capire lo svanire del mondo, il fermarsi del tempo, il cristallizzarsi di un attimo? Che motivo avrei per voler sapere cosa mi succede quando cammino e ti trovo accanto a me, guardarmi?
Siamo anima e vento.
L'abbiamo detto mille volte.
In mille anni.
Da quando ci conosciamo.
Da sempre.
Da un giorno così lontano addietro nel tempo, da non ricordarlo.
Mi guardi.
E mi vedi.
Completamente nudo. Senza infingimenti. Senza veli.
Come nessuno mi ha mai visto.
Come non credevo potessero degli occhi guardarmi.
“Perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh!”
Jack Kerouac – On the road
E allora è follia.
Tu mi prendi l'anima, lo sai, e me la sconvolgi. E mentre sto facendo “ohhhhh!”, il fuoco che ho dentro riscalda anche te.
Non ho legna da ardere. Pezzi vecchi da consumare. Paglia. Matite. Sedie. Scrivanie. Vestiti. Da bruciare.
Questo fuoco arde da sé. Scoppiettante. Venando di strani colori i miei occhi.
Cammino, vago, penso, sento, senza capire. Ma non mi importa.
Le tue labbra.
Dio, le tue labbra.
Abbiamo fatto l'amore, quante volte?
L'oblio dei ricordi e del male, avviene così. Ogni volta che baciandoci, facciamo l'amore. Ogni volta che, guardandoci, ci diamo del tu.
Crederai, che stia scrivendo, un altro “Le cose non dette”. Ma non è così.
Queste sono le cose che ho detto. Quelle che vorrei non smettessero di aleggiare come polvere intorno a me. Quelle a cui non smetterei di pensare con tenerezza neanche tra mille anni.
Ed è un muto dialogare con te che mi trascina in questi attimi. Secondo per secondo. E' un reciproco baciarsi, sentirsi, che mi accompagna. E' la tua mano quella che sento. E' il tuo respiro, ciò che mi culla, in questo vagare errante.
Quante, quante cose, dovrei fare. Adesso! Quanti, quanti, quanti, dannati pensieri dovrebbero attraversarmi la mente adesso! Quanti!
E invece, non esiste altro.
Il mondo non esiste.
Il mondo ci invidia.
Dovrei staccarmi da qui. Prendere una strada. Andare da qualche parte. Ma sto andando ovunque, in un tutto che sgocciola, che cola, lento, come il respiro calmo di un dormiente. Dovrei andare. Ma come fare a partire quando si è già in viaggio? Come fare a fermarsi e ritornare?
La partenza è un atto di inizio...e forse d'iniziazione. La sensazione di venir battezzato, il senso dell'ignoto, la stretta allo stomaco, il pulsare delle tempie. La partenza è un principio. E' l'avvio del succedersi di una serie di eventi.
Ed io, io, dovrei partire. Ma sono già in viaggio. Niente battesimo per me, niente rito d'iniziazione. Sono già in viaggio.
Con te.
Ore 14.48.... io ti amo.
Quel viso... è un ritratto. Quelle mani, una scultura. Quegli occhi... un'emozione.
Perchè dove, come, quando, non hanno più senso?
Eccomi ancora qua, a pormi perchè.... brutto vizio... causa-effetto, non esistono dentro me... non esistono dentro te...
Può anche esserci una ragione del vento... non certo delle sue parole.
Cosa, cosa, cosa faccio?
Perchè scrivo?
Mi hai detto: “scrivi, scrivi, scrivi, scrivi...”
Amore, è una vita che scrivo.
Non avevo mai trovato un senso nel farlo. Lo facevo e basta. Come scaricarsi la coscienza con un amico fidato, come liberarsi da un dolore, da un fastidio, per non stare male.
Ora so che non scrivo per questo.
Scrivo per il semplice fatto di esistere.
E sei stata tu, con una carezza, a farmelo scoprire.
Potrei sembrare presuntuoso, borioso, tronfio di me stesso. Ma non è così. Sento che è giusto scrivere, per imboccare parole a chi mi legge e riceverne in cambio amore, scrivo per dire le cose non dette di chi resta muto, scrivo per guardarmi e lasciarmi guardare, insegnando agli altri a fare altrettanto. Scrivo perchè esisto e voglio far esistere anche tutti gli altri... dentro di me. Fino a scoppiarne. Fino a morirne.
Non importa se le mie siano angosce. Paure. Vigliaccherie. Turpitudini. Pensieri molesti. Malsani.
Non importa questo.
Non vivo per scrivere, né scrivo per vivere.
Scrivo per poterti guardare senza vergogna.
Dall'altra parte dello specchio.
La mia immagine vacillava... infranta, nelle crepe di uno specchio sporco, che non pulivo per viltà da molto tempo... avevo smesso di guardami, per il semplice fatto che non volevo vedere le mie rughe, il mio morire, la mia paura, i miei occhi grigi. Grigi come il vetro dello specchio.
La mia immagine svaniva. Negli anfratti di un passato mediocre. Nelle pieghe dell'onda di un suono che si andava affievolendo. Effetto doppler, alla sua fase finale.
Non sentivo più la mia voce. Come spersa in corridoi capaci solo di rincorrersi, di porte chiuse, di luoghi spogli, freddi, sporchi, micragnosi, voraci.
Non sentivo parlarmi, ma solo giudicarmi in silenzio.
“Non misurarti mai. Quando lo fai, ti offendi. Quando ti giustifichi, ti violenti”.  Come sei pazza quando mi dici così. Come sei folle nel vedermi così.
Eppur adesso, guardando quello specchio, dall'altra parte, vedo te.
Ed è dolce scoprirmi così. Fuso in due dimensioni, in una delle quali siamo un essere unico.
Il tempo è ora.
Adesso.
E adesso, ti amo.
Il piacere di camminare con il viso rivolto al sole, senza paura di bruciarsi, me l'hai insegnato tu. Guardandomi dall'altra parte di quello specchio, ora lucente, cristallino, chiaro, trasparente, come acqua.
E tu sei l'acqua.
L'acqua che mi disseta, che mi lava, che mi carezza la pelle.
Non so, non so, non posso sapere, non cerco di capire. Non so, non credo, non voglio pensare.
Non muoio più un giorno alla volta. Non mi rimpicciolisco più,  un centimetro alla volta. Non mi rannicchio più, dove nessuno può vedermi.
Voglio farmi vedere. Splendente, della luce dei tuoi occhi.
Il pianto a volte lava il dolore. Sa farlo. E' un ottimo straccio per macchie ostinate.
Ma esiste qualcosa di più forte. Immensamente più potente.
Il riso.
Ed ora rido.
Rido con te. Di te, buffa, birichina e folle. Di me, pazzo, insensato, sciagurato e luminoso. Rido del mondo... che svanisce nel riso. Rido del male, inutile e inoffensivo, nel nostro riso bambino.
Quando si è bambini, si ride non per scacciare via qualcosa, ma perchè si ha voglia di farlo. Tutto il resto viene allontanato, come impaurito, da tanta impertinenza, anche la morte, ha paura dei bambini, a volte, che con il loro riso sincero, la fanno sentire una vecchia decrepita indaffarata in un piccolo, misero, buio, angolino dell'universo, la fanno sentire solo un passaggio, non una fine, la fanno sentire una partenza, non un arrivo.
E siamo tornati bambini. E tu, tu mi hai promesso di restarlo per sempre.
La mia bellissima bambina.
Quella che ride, con me, di me, di sé... e con questo fa invidia al mondo intero.
Ore 15,29. E' passata esattamente un'ora da quando ho cominciato a scrivere. E ti amo.
Guardo i tuoi occhi da gatto... e mi perdo nella loro espressione. Non è uno sguardo vacuo, vuoto, senza destinazione. Attraversa l'aria, la materia, le cose, ma non per perdersi, ma solo per posarsi laddove nessun'altro sguardo può farlo. Hai la capacità di guardare l'infinito, nutrirti di esso e non esser mai sazia. I tuoi occhi, non sono lo specchio dell'anima, sono lo specchio dell'universo. Sono le dita di un artista su una tela intonsa. Sono le mani di un pianista su tasti d'avorio. Sono lo scrigno palese di un segreto iscritto nella notte dei tempi.
Nessuna causa. Nessun effetto.
Nessun capogiro.
Solo naturalezza.
Quella di una gatta che allatta i suoi cuccioli.
Lisciami, lisciami questo viso stanco. Lisciami l'anima. Non smettere.
La comprensione non è una parola. E' un dono. E' l'elargizione preziosa di una voce senza suono.
Comprendersi, vuol dire amare, vivere, eliminare distanze inutili, annichilire i ricatti di un mondo che chiede solo sangue e vittime all'altare della sua alterigia.
Il denaro non è mai stato un elemento di felicità. Quale effimera felicità, il denaro! Quale tristezza! Quale abiura di sé stessi! Quale putridume! Quale pochezza! Quale mediocrità!
Quanto è mediocre il mondo che corre dietro al denaro! Che crede di sentirsi realizzato in un successo effimero fatto di vestiti eleganti e morti bianche. Che crede di trovare il senso di sé, nel dividere gli uomini in celle distinte.
Sesso, religione, razza, colore degli occhi, forma del naso, mansioni, lavori, attitudini, passioni, paure, debolezze, nazioni, confini, barriere, fucili, anatemi, teorie, minacce............................................................................................
Quanta mediocrità nel pensarlo!
Questa è follia.
L'amore è follia?
Non credo. L'amore è solo la forma più alta, sublime, incolore e inodore, imprevista, inspiegabile, miracolosa, di comprensione.
L'amore è LA forma. Quella che tutte contiene. Quella che tutte spiega. Quella che a tutte dà un senso.
Stanotte sei entrata in me ed io in te.
E ci siamo amati, ci siamo compresi, siamo diventati l'uno la forma dell'altra. In un abbraccio miracoloso e sincero, come il pianto di una mamma che vede il suo bambino andare a scuola.
Animaevento.
Ore 15,48.
Potrei trascinare queste parole per sempre.
Perchè, ti amo.
E non mi interessa domani.
In realtà il domani, per me non è mai stato un problema. Ho vissuto sempre un attimo alla volta. Affrontandolo quando mi si presentava dinnanzi. Non ho mai fatto, né mai farò progetti a lunga scadenza. Già la parola: lunga scadenza. Sembra un prodotto alimentare destinato a marcire.
Sono sempre stato orripilato da quelle persone che progettano la propria vita fin nei minimi dettagli, o almeno ci provano. Perchè sono quelle che resteranno più deluse di tutte, se il loro progetto, simile ad una nave carica di buone intenzioni, naufragherà o affonderà, nelle acque di questo porco mondo in cui i progetti degli altri, sono quasi sempre per natura, rivali dei tuoi.
La concorrenza.
Per cosa si concorre in realtà?
Il problema è che si concorre NON per, ma CONTRO. A detrimento. A danno. A svantaggio. A discapito. Degli altri.
E conta qualcosa se per nutrire i tuoi figli, uccidi quelli di un altro? E conta qualcosa se per amare le persone a te  care, devi odiare quelle che non conosci? E conta qualcosa se per poter vivere i tuoi sogni, sei costretto a svegliare qualcuno dai suoi? E conta qualcosa pensare di essere giusto, quando la giustizia, così, non è che una vana parola orlata di buone intenzioni?
La strada dell'inferno è lastricata sempre da buone intenzioni!” (K.Marx)
Potea, non volle, or che vorrìa, non puote. (Luigi Fiacchi).
Capisci amore mio?
E lo scrivo per comprenderlo, con te. Perchè è qui, dentro me. Che parlo con la tua voce, che mi risuona nei pensieri, come un'arpa, melodia di un tempo sereno, balletto di un mondo ancestrale, didascalia del silenzio.
Ancora una volta comprensione.
Che non è un atto individuale. Non lo è mai! Quanto piccoli siamo da individui. Quanto miseri!
Cumprehendere.
Cum, insieme.
Prehendere, prendere, afferrare, capire, respirare, accettare, amare.
Cumprehendere.
Individui. Puntini. Atomi in movimento. Nulla.
Da soli, siamo un nulla che blatera.
Da soli, siamo una cicala straziante.
Da soli, siamo il significato di nessuna spiegazione.
Comprendere te. Dentro di me. Ed io in te.
Amore mio.
Porta fuori ciò che sei, non aver mai paura ad essere ciò che sei. Prendi a pugni il mondo se necessario, le tue nocche sono forti. Abbandona l'insicurezza. Metti parte ogni cosa e sii te stessa.
Stanotte, toccarti, sentirti, amarti, desiderarti, berti, mangiarti, gustarti, prenderti, comprenderti, è stata l'esperienza più sconvolgente della mia vita.
Perchè finalmente ho compreso.
Sono un insieme.
Non più un luogo senza ampiezza.
(Francesco Salistrari)

Fase cazzeggio buona domenica

Sta arrivando la primavera, generalmente dove lavoro io questi primi caldi diventano piena estate:
Questi giorni sono uscita dal lavoro  più storta che dritta dalla stanchezza.Sono riuscita solo a fare un minimo delle cose che avrei voluto, compreso scrivere alcune cose che mi frullavano per la testa nel mio blog.NOn sono a leggere cose a cui tenevo e a iniziarne di nuove.
Rimando un vero post a un momento migliore per ora vi auguro buona domenica.
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                                                   Buona domenica

Prendere la distanza verbalmente

 
 “...Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.”
   Ghandi

Se c’è un atteggiamento davanti a cui resto quasi estasiata è la calma,la calma nelle discussioni.
Ci sono persone che non si animano e non si dimenano come se stessero lottando nelle discussioni.
Ci sono persone che il tono della loro  voce mentre discutono punti di vista differenti o cercano di far comprendere le loro ragioni,resta calmo come se recitassero una poesia.
Ecco,di queste persone, un po’ invidio, o semplicemente vorrei avere anch’io questa dote.

Ci sono casi in cui invece, io mi animo e alzo la voce…dopo mi sento un po’ imbecille.Mi si para davanti tutti il mio limite, ho perso la calma, ho lasciato che rabbia e altro dominassero la scena, ho lasciato che qualche capriccio del mio benedetto io avesse la meglio.
Credo fermamente;ho provato, che quando sei sicura di te stessa, sai quel che dici e ci credi fin in fondo il tono della voce non lo alzi…nemmeno davanti ad un imbecille.
Quando mi chiedono: perché alzi la voce? La mia risposta spontanea è : perché  voglio che mi ascolti.
Ma oggi ho scoperto che in fondo è vero quando gridiamo prendiamo una forma virtuale di distanza dagli altri, ci ho riflettuto un po'...si alza la voce per farsi sentire perché “con il cuore ci siamo allontanati”.E a volte succede che in realtà a quella persona non abbiamo più niente da dire per quanto ormai siamo lontani da lei,gridiamo solo parole che potrebbero essere risparmiate.
Sebbene credo che sia davvero riduttivo dire che si tratti solo distanza ciò che ci fa alzare la voce a volte è anche difesa, ribellione,frustrazione, ma poi tutto sommato forse è vero tutto questo nasce fondamentalmente da una "distanza interiore" voluta o subita.

Camminare sola










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Ogni tanto mi piace ritirira fuori qual post dal cassetto...soprattutto quando in periodi come questo mancano un po' le parole o forse un tema che mi faccia aver voglia di scambiare due parole.

                                                  Camminare sola


A chi mai nella vita presto o tardi non è capitato... in un semplice giorno qualunque, uno dei tanti "tuoi" giorni apparentemente normali di sentirti smarrita e perdere l’equilibrio.
Credevi di essere salda sul filo, un piede davanti all'altro,credevi di stare in equilibrio da sola pena poi accorgersi che fino a pochi secondi prima in realtà “venivi condotta per mano” ed ora invece “tu devi camminare da sola”.

Eppure in tutto questo oltre alla paura ,lo smarrimento, l’incertezza, ho riscoperto una grande forza interiore e la magia dell’osservarmi mentre cambio, mentre cresco.
Carolina Verzeletti

“D’un colpo, ogni cosa è cambiata, il tono, l’aria, non si sa che pensare, chi ascoltare. Quasi che per tutta la vita ti avessero condotto per mano come una bambina e, a un tratto, ti avessero lasciato: impara a camminare da sola. E non c’è nessuno intorno. Allora ci si vorrebbe poter affidare all’essenziale, alla forza della vita o alla bellezza o alla verità, perché esse ti dirigano in modo sicuro e senza riserve più di quanto non avvenisse nella solita vita di sempre, ora tramontata e lontana.
Boris Pasternak, da “Dottor Zivago”

 

Se la melodia stona allora bisogna trovare la nota migliore,con calma,molta calma

         

“Quando finalmente riesci a comporre la melodia giusta accade che senti una nota stonata”

Ti accorgi che se il mondo fuori non è poi così meraviglioso quello dentro di te invece lo è,  a quel punto un pensiero viene a disturbarti, la paura che tutte le cose che hai compreso e la gioia che le accompagna come per un sortilegio possano  svanire.

Io e l’euforia abbiamo smesso di essere amiche da qualche tempo.L’euforia è quella cosa che ti gonfia ma poi esplode ed è un po’ come un orgasmo  venuto male quando il piacere è puramente fisico ma  manca il contorno, resti lì come una scema.Puff! Svanito.
Dove cazzo sono finite tutte quelle cose che potevi fare,volevi fare?
Allora negli anni ho imparato a ripetermi -procedi con calma, gusta,assapora lentamente, non t’accontentare di un momento ma rendi quel momento un lungo tempo e soprattutto prega (un mantra al giorno leva le paranoie di torno).
Ora succede che ho un piccolo timore di non avere imparato tutta la lezione,sto sorridendo, perché qualcosa di tenace  mi ripete- questa volta non sarà così,non mollare e nulla svanirà-

Ditemi che non è un sogno…no non lo è.Tutto vero, tutto meravigliosamente vero.

Fase cazzeggio Tutta me,io,io e solo io

Mi sa  che sarete costretti a subirvi i miei video finché non mi sarà passata la mania,ne sento il bisogno e per di più mi piace, sto raccogliendo pezzi e ne sto facendo un collage, insomma la mia vita merita un film.

Questa volta  in questo rettangolo c’è dentro in sintesi il mio tempo quello che da qualche periodo  sta avvenendo dentro di me…pensavo ma alla fine perché mai dovrebbe interessarvi? Non so, ma se vi va di vederlo: thank.
Ormai comincio a pensare che ne farò una professione…mah!

E questa volta voglio fare le cose a modo aggiungo i ringraziamenti…una in particolare a Marcello e Adhara che con i loro “bello bello” mi hanno fatto pensare che tutto sommato me la cavo a rendere l’idea  con un video.

                                            Dunque …

Musica di  Chantal Kreviazuk  "Time"

Immagini raccolte nel web  prevalentemente  da

Gabriella Battini il sentiero delle Camelie  
Felicità    
Le fatine dispettose 
Nel video scorre una frase che io ho modificato l'autrice è
Gabry; la frase originale è  " È sentirsi libere di sognare anche se la zucca non diventa una carrozza"

Infine voglio ringraziare tutte le persone che mettono a disposizione le loro immagini e i loro scatti bellissimi; senza i quali,non sarebbe possibile creare cose belle, e se tali sono  è anche grazie a loro che in questo modo  lo rendono possibile  permettendo agli altri di potersi esprimere anche attraverso i loro piccoli grandi capolavori.

Un saluto ovunque sia anche a Tiziano Terzani; il suo libro fa la vera differenza fra il vivere davvero e il lasciarsi vivere.Grazie.

 

 

Mi piace l’odore che hanno le persone felici,
sa di speranza..
(Annalisa Povia)

Una poesia di Neruda

Oggi affido il mio blog a Neruda,io riposo.

Non lamentarti

Non incolpare nessuno,

non lamentarti mai di nessuno,

di niente,

perché in fondo Tu

hai fatto quello che volevi nella vita.

Accetta la difficoltà di costruire te stesso

ed il valore di cominciare a correggerti.

Il trionfo del vero uomo

proviene delle ceneri del suo errore.

Non lamentarti mai della tua solitudine

o della tua sorte, affrontala

con valore e accettala.

In un modo o in un altro è il risultato

delle tue azioni e la prova

che Tu sempre devi vincere.

Non amareggiarti del tuo fallimento

né attribuirlo agli altri.

Accettati adesso o

continuerai a giustificarti come un bimbo.

Ricordati che qualsiasi momento

è buono per cominciare e che nessuno é

così terribile per cedere.

Non dimenticare che la causa del tuo presente

é il tuo passato,

come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.

Impara a nascere dal dolore e ad essere piú grande,

che è il più grande degli ostacoli.

Guarda te stesso allo specchio

e sarai libero e forte e finirai di essere

una marionetta delle circostanze,

perché tu stesso sei il tuo destino.

Alzati e guarda il sole nelle mattine

e respira la luce dell’alba.

Tu sei la parte della forza della tua vita.

Adesso svegliati,

combatti, cammina, deciditi e

trionferai nella vita;

Non pensare mai al destino,

perché il destino è il pretesto dei falliti.

(Pablo Neruda)