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Perché la felicità è accessibile?

Perché la felicità è accessibile?
Le risposte sono pressoché scontate ma in realtà io non lo so.
Non so perché la felicità potrebbe essere accessibile a tutti,so che lo è, anche se vi sono un numero indefinito di ragioni per
cui la felicità sembrerebbe essere un lusso per pochi,e solo in certi momenti della vita.
Eppure è uno stato d'animo accessibile.
Sulla felicità si è scritto molto,ci hanno filosofato sopra in molti.
La ricerca della felicità detiene più ricercatori di quanti ne abbia mai avuti l'oro.Se di trovare oro puoi averne speranza con

la felicità la faccenda si fa difficile.
Non è un luogo,non è un oggetto,non è un manoscritto,non è una persona e neppure una creatura fantastica.
Non è un animale raro e neppure una pietra preziosa.
Il suo centro è ovunque.È in ogni luogo e in nessun luogo e si trova in tutto.
Oggi va molto di moda dire la felicità è dentro di te...la felicità è possibile.È accessibile quanto è accessibile entrare in
casa tua.Eppure c'è uno stuolo di persone che sarebbero pronti a giurarti il contrario.Ma temo che ci credano in pochi.Per
trovarla ci vuole qualcosa di più che crederci ci vuole fede.Fede nella gioia.

A questo punto direi che la felicità è accessibile solo nella misura che una persona vuole essere felice.
Ovviamente contestabile anche il punto sopra,un numero enorme di persone sono pronte a dire che non dipende da loro ma
dall'esterno,cause ed effetti vari,e allora la felicità diventa assolutamente inaccessibile.
Forse la risposta è nella domanda che tutti dovrebbero farsi (almeno una volta nella vita): la felicità è accessibile anche per
me?Ci rifletto un po' su e mi rendo conto che qualcuno potrebbe fermarsi ad un semplice no o forse a un sì detto fra i denti.
E allora la domanda non è più sufficiente,o bisognerebbe cambiarla tipo: come posso accedere alla felicità?

E poi esistono le sfumature del tipo: meglio la serenità(sarebbe il massimo)oppure: la felicità svanisce (giusto meglio non farci
molto affidamento) o ancora: come si fa ad essere felice in un mondo di merda come questo?(merda:ogni altro termine non renderebbe l'idea del sentimento di frustrazione e rabbia che prova chi lo dice)...quindi esiste una risposta assoluta e universale alla domanda: perché la felicità è accessibile?.

VIVERE DAVVERO di Luigi Tamanini

 

Risultati immagini per gioia

VIVERE DAVVERO
 

Divinamente vive chi ogni giorno ricerca,
chi passo dopo passo cresce,
chi si veste coi colori dei fiori,
chi cammina con calma,
chi arrossisce,
chi si butta nelle avventure,
chi parla con il prossimo,
e con se stesso.

Serenamente vive chi medita,
chi ama con passione,
chi preferisce alle parole le immagini,
e alle immagini le emozioni positive,
chi pensa solo al bene,
chi immagina solo il bene,
chi agisce per il bene:
degli altri e suo.

Pienamente vive chi si ascolta,
chi si fa guidare dai propri sentimenti,
chi si fa indicare la via dalle sensazioni,
chi lascia che le emozioni lo trasformino in una primavera,
chi permette al proprio cuore di far splendere il sole,
fuori e dentro,
chi riesce a sentire i brividi
in testa e sulla schiena,
chi si fa scoppiare il cuore,
chi sente i propri occhi luccicare:
chi si innamora dell’universo intero.
 

Veramente vive chi cambia punto di vista:
chi osserva il volo di una farfalla,
chi si fa farfalla e vola e osserva,
chi si lascia accarezzare dal vento,
chi si fa vento e accarezza,
chi ascolta il ruscello di montagna,
chi si fa ruscello e lascia essere,
chi respira l’aria pura del bosco,
chi si fa aria pura e chi si fa bosco,
chi mangia i frutti della terra,
chi si fa frutto e si lascia mangiare,
chi beve soltanto acqua che scorre,
e chi si fa acqua che scorre.

Lungamente vive chi al lavoro sorride,
chi rischia la certezza per l’incertezza,
chi qui e ora visualizza un desiderio,
chi vive nel presente,
chi riflette su ciò che gli piace,
chi pone attenzione a ciò che è bello,
chi sa fuggire ai consigli insensati
e anche a quelli sensati.

Gioiosamente vive chi lentamente viaggia,
chi lentamente legge,
chi lentamente mangia,
chi lentamente beve la musica dell’anima:
Infinitamente vive chi sempre ringrazia di essere al mondo,
chi sa che vivere è semplicemente respirare,
chi permette a se stesso di ascoltarsi:
lentamente vive chi sa sorridere senza motivo.
 
- – -
chi colmo di gioia cerca la grazia dentro di sé.
 

Amorevolmente vive chi si ama,
chi aiuta e si lascia aiutare,
chi sa ascoltare,
chi sa cambiare opinione:
chi ama anche le buie giornate di pioggia.

Felicemente vive chi crede in un progetto,
chi fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Pierluigi Tamanini

Uccidere Eghetta? Mai.

                                               Immagine   Shawna Erback

Ho riletto più volte alcuni passaggi di questo articolo “Uccidere l'Ego” mi ricordano tanto Eghetta e il nostro rapporto. Di ucciderla per davvero non vi è mai stata ragione. Alla fine Eghetta è qui affianco a me e non senza ragione. Ogni suo gesto impulsivo, ogni suo capriccio, quella folle testardaggine davanti a talune cose sono solo il suo modo di manifestare il suo affetto e il suo attaccamento per me.
Mi protegge e riempie là dove io manco.
A lei manca la riflessione, talvolta la saggezza che occorre per superare una realtà che di reale non ha ben nulla e che per lei è difficile da digerire.
Eghetta un po' ferita e un po' persa forse ha preso troppe cose a muso duro, si è anche lasciata travolgere da un vivere che poi alla fine non li piaceva più di tanto,o forse io non ho spinto sufficientemente Eghetta a credere nella possibilità che c’erano strade percorribili per quanto sembrassero lontane. Ed è per questo che ad un certo punto ho sentito il bisogno d’intervenire,perché ritrovasse la strada. Eghetta ad un tratto ha perso il freno e la sua impulsività acerba e ribelle ha fatto tutto il resto.

A difesa di Eghetta c'è da dire che senza di lei mi sarebbe quasi impossibile vivere in questo mondo in questa realtà mi sentirei perennemente straniera in terra sconosciuta.Sentirei che nulla di quello che mi circonda è vivo e mi appartiene. Probabilmente questa è stata una delle cause, se non la principale del lasciare scorrere tempo e sogni: il sentore che la vita fin dei conti non è qui, la nostalgia di un luogo lontano, la palese sensazione che qui correre è tutto sforzo inutile.

Eghetta è il contro peso. Insieme sulla bilancia creiamo l'equilibrio.

Sono sempre stata in bilico fra quel che consapevolmente  percepisco e del mondo interiore conosco e la realtà esteriore. Non è poi difficile quando scopri che dietro un effetto strabiliante esiste un trucco da maghi illusionisti, sentirsi stranieri nel mondo in cui vivi. Una volta scoperto il trucco niente è più digeribile e nulla sembra più appartenerti o realizzarti.

Eghetta forse a volte è stata troppo severa nel giudicarmi però mi rendo conto solo ora che così facendo sperava che mi dessi una mossa, e fin dei conti cosa giudicava? Se non quel che poi fin dei conti si  è rivelato vero. Che c’è stata data questa vita e non è meno degna di una qualsiasi vita in altra forma non terrena, che nonostante tutto vi è una forma di bellezza e piacere che vanno assecondati anche oltre la spiritualità, perché la vera saggezza sta nel bilanciare le cose nel dargli un senso profondo oltre la materialità,la durata.il possesso. Il prendere e il dare,il trattenere e il lasciar andare, l’accettare e il cambiare, sono esercizi di quotidiani dell’anima che impara a trascendere una realtà apparente per renderla migliore. Rifiutarla e rinunciare alla bellezza e al piacere per quanto possa di primo acchito apparire effimero e poco essenziale non aiuta né l’anima né l’ego. Genera solo frustrazione, malumore, abbruttisce il mondo dentro e fuori di sé, come per contro il troppo storpia anche nel volere avere e non saziarsi mai, nell’attaccarsi morbosamente. Qui non si può essere tutto  ego o tutta anima,qui si può essere solo entrambe ben amalgamate e unite in mutua solidarietà.


Se un grande ego vive di quel che accumula e dei suoi piccoli e grandi successi quando il Sé  sovrasta l'ego il vuoto in cui ti trovi è così enorme da sentirsi più che in pace, persi.Così accade che accetti di prendere ciò che l'ego ti offre per restare a galla nel vuoto e riempirlo di fronzoli...ma cosa avviene se anche l'ego è saggio e ha compreso?
Avviene quel che è accaduto fra me ed Eghetta, un grande affetto e legame in cui vicendevolmente ci si cura e protegge a vicenda. Si sbaglia e si cresce. Lei conosce molto bene il mondo della realtà illusoria e sa come destreggiarsi nelle sue illusioni io conosco meglio ciò che si nasconde oltre il velo, e so quando intervenire. Intervengo quando i suoi conflitti non sanno più fare discernimento fra l'inseguire illusioni o il lasciare andare,quando non sa come e con  cosa colmare il vuoto in cui a volte si trova persa.O quando un po' malconcia ritorna a casa dal mondo delle illusioni cercando riparo nella parte smarrita di sé: la sua natura divina,affidandosi a me.

A volte mi chiedo quale creatura può nascere da un Io e un Sé, perché forse anche il Sé è ancora troppo terreno, è l'altra faccia della medesima medaglia, perché anche il sé vive in terra e si ritrova a scontrarsi con il mondo delle illusioni ha il grande vantaggio di mantenere costantemente un legame con il divino, con quel qualcosa  che c'è ma non si vede, si sente e si respira. È solo grazie a ciò che riesce  ad aiutare l'ego a non ammalarsi, a non perdersi, a non dimenticare l'anima in una qualche parte dello spazio o del mondo rimanendo in balia di un illusione che lo distruggerebbe per sempre. Così come Eghetta ha la piena certezza che nel mondo dell’illusione la vita ha una sua dignità e un suo diritto di essere vissuta come lo si desidera, non importa come se scegliendo la via della frugalità o con l’armadio pieno di borse, se in completo silenzio e con la chiacchiera veloce, l’importante è che vi sia quello che io chiamo l’allineamento della mente, del corpo e dell’anima: pensiero,azione e sentire devono corrispondere.Tutto il resto nasce da questa triade nel silenzio e nell’immobilità assoluta, il giusto e il sbagliato,il vero e il falso, se non vi è allineamento di questa triade ogni cosa è solo un guazzabuglio di parole, di gesti compulsivi, di bisogni laceranti e di finte verità atte a giustificare e appagare l’ego fine a se stesso,oserei dire un ego senz’anima.

Jung afferma "...Se lui fosse padrone del suo desiderio, e non fosse invece il suo desiderio a impadronirsi di lui, avrebbe toccato con mano la propria anima, perché il suo desiderio ne è immagine ed espressione." E credo che abbia ragione, se i nostri sogni e desideri s’impadroniscono di noi diventano crudeli e devastanti ma quando ne siamo noi coscientemente i padroni, gli artefici, quando siamo la volontà stessa non avremmo fatto altro che vestire la nostra anima  per dargli visibilità nel mondo.


Credo che dall'unione dei due nasca qualcos'altro,non so cosa ma credo che  nell'unione d'entrambe si nasconda una creatura speciale.Forse la vera essenza di tutto…non lo so.