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Giusto per ricordare:andiamo verso la deriva ma…

 

                                                                Foto di Sandro Vinci ‘10

                                                             Premessa all’articolo di Tirelli

Non mi piace martellare,ribadire, ripetere fino  allo sfinimento psichico di quanta bruttura sta avvolgendo e trasformando il mondo.Non è nella mia natura guardare in una sola direzione o usare il pensiero in modo unilaterale. Se esiste un brutto esiste anche un bello.Se da un lato siamo alla deriva e in mano a sciagurati sciacalli dall'altro abbiamo la facoltà di non fare parte totalmente del sistema e di elevarci a scelte migliori.
Se da un lato tutto sta morendo dall’ altro vi è vita; come l'amico Joker  fece notare in un suo post, che nasce e cresce anche fra le fessure della pietra e come io stessa ho visto  anche nascere nel cemento.Dimostrando tutta la sua tenacia e il suo sacro santo diritto di divenire incessante.

Ma ogni tanto è bene risvegliare più che le menti, fin troppo sveglie di scienziati,finanzieri,medici e altri, ma le coscienze di tutti,ricordando quanto  intorno a noi si sta compiendo e chiedere d’ investire due minuti del vostro  tempo per una riflessione,chiederci se è ciò che vogliamo e in quale direzione desideriamo davvero andare.
Non cadere nell'errore di pensare che per mettere in atto un cambiamento la tua sola coscienza non sia sufficiente,una coscienza più un’altra coscienza diventano due coscienze e così di seguito fino a formare una grande egregora che possa generare il cambiamento.
Ti hanno fatto credere che l'individuo è fine a se stesso, ti hanno fatto credere di essere separato dal Tutto e dai tuoi simili, ti hanno fatto credere che vi sono menti superiori e  inferiori.Ti hanno solo raccontato enormi bugie con cui hanno dato vita ad una egregora distruttiva e a un'isteria di massa.Nello stesso identico modo con cui il male ha attecchito e ammantato di brutture il mondo, anche il bene può attecchire e creare vita.
Devi solo trovare il coraggio ,perché di coraggio ne serve molto, di scegliere fra inferno o paradiso

       "Chi perde il potere di ridere, perde anche il potere di pensare."Clarence Darrow

                                Anatomia della Distruttività Umana di G. Tirelli

“…La sola Energia di cui abbiamo bisogno va ricercata nella nostra volontà, nella forza delle nostre braccia, nello spirito di solidarietà e nel comune buon senso. Siamo privi di quella passione che, da sempre, ha motivato e caratterizzato ogni azione umana, liberandoci dalla paura e riconciliandoci con il mistero della vita.Il futuro dei nostri figli non risiede negli inferi del sotto suolo terrestre, ma è li, sopra le nostre teste: nel vento che accarezza le foglie degli alberi e nella sorprendente luce del sole che riscalda i nostri cuori.”

Articolo completo di Tirelli lo trovate qui  Anatomia della Distruttività Umana di G. Tirelli

Francesco

 

                           La vita è il danzatore e voi siete la danza. (Eckhart Tolle – Un nuovo mondo)

 

-Stavo meglio,quando soffrivo per lei-
Claudia a sentirmi dire queste parole scoppiò in una allegra risata
Avrei voluto dirgli, che non era da amica, che era troppo, la lasciai lì sola, me ne andai rimuginando sulle mie stesse mie parole.
-Già, perché un pensiero così assurdo?-

Caro Francesco,ma ti pare possibile?Ripetiti ad alta voce e più volte quanto mi hai detto.
Non ti è bastato soffrire per lei?Devi andarti a procurare un altro assurdo delirio?.
Soffrire per lei ti teneva impegnato, senza di lei nei tuoi pensieri hai il vuoto nella mente e vivi l'incertezza dell'ignoto.
A volte la sofferenza  è  paradossalmente  una  certezza  rispetto alla gioia stessa,quando gioisci passi il tempo a chiederti quando finirà, quando soffri pensi invece che durerà per sempre.
Che oblio non sentire più la sofferenza,che enorme spazio vuoto da colmare.Uno spazio vuoto che tu non lasci che si riempia, eppure quello spazio vuoto è un dono.

Oddio che mostruosità sorprenderti felice senza di lei,com'è possibile dopo tanto amore,dopo tanti pianti e notti insonni, ora il nulla,come se tu non l'avessi amata mai .È questo che ti tormenta, il timore dell'inganno?Credevi di amarla,credevi che lei fosse tutto per te, ma ora il dubbio di esserti dibattuto, ferito, per qualcosa che aveva solo l'apparenza dell'amore si fa avanti in te.Ora t'appare  solo oblio della tua mente.
Che tragedia!Hai tanto spazio vuoto nella mente e dentro il cuore adesso che anche la sofferenza ti ha abbandonato.Nessun palpito, nessuna lacrima.
Guardati intorno e troverai molto altro con cui riempire il tuo vuoto: gioia,entusiasmo,un progetto, un gesto,un sorriso...non ti perdere, resta nel centro della tua vita.

Se l'amore fosse solo un sentimento da riversare su unica persona,saremmo tutti morti di solitudine, saremmo degli sempiterni alla ricerca dell'amore, quand'esso in realtà vive e si realizza dentro di noi.Ma quando scegliamo di amare a senso unico noi moriamo insieme a quel unico amore.
Guarda quanto è grande il mondo,quanto è immenso l'universo, l'uno non smette di girare senza l'amore di un unica creatura e l'altro non smette di creare  quando una  sola stella esplode e smette d'esistere.Vivono ed esistono a dispetto di quanto accade intorno a loro.TU sei l'universo, hai tanto amore da creare, verso tutti ed ogni cosa che ti circonda.
Quel legame profondo che tutti chiamano amore altro non è che una sola variante e sfumatura di qualcosa di più grande che crea vita  in ogni condizione e in ogni tempo,quel legame amoroso che tutti vorrebbero avere è in realtà un legame profondo e intenso con un'anima affine al proprio spirito.
Apriti all'amore,permettiti d'essere felice,con lei o senza di lei,tu apriti e quel dovrà essere sarà.

Vivi ogni incontro come un'irripetibile meraviglia,senza aspettative,senza dargli un tempo e senza attribuirgli una sua funzione che sia atta a  soddisfare unicamente i tuoi bisogni,viviti il tempo senza di lei come una meravigliosa seconda occasione per darti tempo,tempo per crescere,per comprendere i tuoi bisogni,per imparare a vivere anche senza quello che ti manca, lascia perdere la sofferenza, lascia perdere l'attaccamento a qualcuno o qualcosa,non ti attaccare alla prima persona che ti risponde con un sorriso,un abbraccio,una carezza finirai per rimanerne deluso, finirai per accontentarti.Quel legame che vai cercando non può nascere con chiunque,riservati il meglio per quando arriverà,ma  quell'amore che vai cercando e di cui hai bisogno  è invece ovunque e in ogni creatura.
Magari questa sera, potresti sostituire quella sofferenza svanita con un bacio,una carezza, una parola gentile donandole alle persone che hai intorno...in attesa che arrivi quello spirito affine a te.Forse potresti scoprire e comprendere qualcosa di nuovo…chissà.La vita è il danzatore e tu sei la danza,ebbene allora danza.

 

E arriverà pure una bella notizia

L’Italia.Il paese  che tutti i nostri politici vorrebbero governare è una fabbrica in fallimento.

Di norma dovrebbe esserci da parte mia una serie imprecazioni e una disumana voglia di rivolta,ma resto sgomenta e impassibile.
L’Italia è morta, probabilmente tutto il globo è agonizzante.Ma nulla,resto pressoché così: in stand by.
Tornata a casa ho cercato per il web la notizia, via la quattordicesima,ritocchi per la malattia, via chissà che altro ancora.Le industrie,le imprese fanno comunella, s’associano mentre i sindacati soliti noti non sanno più riconoscersi per colore fra di loro.
Cerco la notizia e ne trovo solo due o tre, fin dei conti noi della ristorazione non siamo mica la Fiat, del nostro contratto da sempre se ne sono fottuti tutti, ora arrivati al capolinea con richieste assurde e tagli vari di agevolazioni da parte della Fipe ovviamente dalla parte dei sciuri coi danè, a Milano gente con i soldi(tecnicamente i capitalisti), i sindacati indicono lo sciopero con; udite udite, tanto di manifestazione per noi  della ristorazione.

Da parte mia vorrei dire: togliete tutto,disfate tutto, precipitate con la vostre aziende e imprese in un gran mare di merda,giocate pure  a   fare i  capitalisti poveri,affogatevi nei vostri soldi, voi tutti:sindacati, Stato, tanto ormai dicono di noi che siamo il terzo mondo( con tutto rispetto a chi vive situazioni estreme) l’Australia dal canto suo ha bloccato i visti per lavoratori italiani, siamo troppo arretrati,inutili, questo è quanto con poche parole ci hanno fatto intendere.Italia sei fottuta.
Ma lascio   andare rabbia e tutte le perplessità con il magone in gola, perché non ci vedo dentro, lascio andare sapendo che solo io posso rimboccarmi le maniche, alzare la testa e andare avanti con la  quattordicesima o meno.
Lascio andare ma non posso negarlo,in fondo a me stessa brilla una luce, quella di vedere il capitalismo arrivare al botto, di   vederli all’opera con le loro strategie di ristrutturazione e modernizzazione  quando avranno raschiato il fondo del  barile.Oddio che stupida scrivo usando il verbo al futuro, al fondo già ci sono!.

Eppure, oggi dopo avere ascoltato questi discorsi mi sono detta …e arriverà pure una bella notizia,un giorno o l’altro.

La svolta


Me ne sono accorta solo ieri sera che sto già scrivendo un nuovo capitolo della mia vita.
E sarà un capitolo meraviglioso.
Ci vuole coraggio ad essere se stessi fino in fondo.
Aslam

Tanti appunti, tanti quanti gli stuzzicadenti nella loro scatola.Chiara rise per questa sua similitudine, appunti appuntiti quanto la sua ironia, facili a cedere sotto un'attenta revisione e a spezzarsi come uno stuzzicadenti sotto una forte pressione.Del legno hanno preso solo l'anima,la parte più morbida e sensibile.
Appunti che aspettano di essere promossi o bocciati, alcuni avranno vita lunga sulle pagine di un blog altri verranno irrimediabilmente distrutti,altri sono destinati alle pagine di una rivista, altre sono pagine di un libro immaginario.
Come in preda ad un delirio Chiara,li raggruppò tutti,li portò in giardino e ne fece un falò.
Un solo foglio si librò nell'aria per sfuggire al suo destino, un solo foglio intemerato e degno di non diventare cenere.
*“L’autorità mi è intollerabile, la dipendenza insostenibile, la sottomissione impossibile".

Vi è sempre qualcosa per cui la vita è degna del suo nome.Vi è sempre qualcosa di cui liberarsi.

Chiara rimase con il solo foglio superstite fra le mani, in attesa di vedere il resto trasformarsi in cenere.Vi è sempre qualcosa, anche sotto quel mucchio di cenere,anni spesi per essere la migliore, corse stremanti per non arrivare ultima,continue revisioni su tutto e verso tutti, ora è tutto cenere.
Il suo malessere stava invece tutto lì , in quel unico foglio che il cielo ha voluto salvare, per ricordargli che c'è sempre qualcosa, prima di ogni cosa il suo essere,il suo essere che non sopporta autorità,dipendenza,sottomissione,eppure lei aveva viaggiato in direzione contraria.Ora la svolta.

By Carola

*“L’autorità mi è intollerabile, la dipendenza insostenibile, la sottomissione impossibile.”Michel Onfray

Così va il mondo,ma almeno si ride

E fatevi ‘ste due risate, e non perdetevi il gusto stando a chiedervi se è vero,se esistono persone che le sparano senza né uno né due, ebbene sì è vero!.Al lavoro certe cose succedono anche a me,mi dicono cose del tipo –nooo,il maiale non mi va,dammi il prosciutto cotto-, –ma sì dammi la polenta-io rispondo –mi scusi ma è purè-lui risponde  - ma sì tanto è uguale- oppure ancora una tizia arriva tutta agitata – scusa, ma la crescenza scade fra due giorni,me la potresti cambiare?-. E non scherzo,le cose vanno così.

Leggetevi queste dal blog di Laura

” Senta signorina, vorrei, vedere quei cellulari che ha messo in promozione la Vodafone, quelli della SIMPSON “

(Certo, aspetti che chiamo un attimo Bart, viene lui a servirla! Era la SAMSUNG.)

” Signorina avrei bisogno di uno di questi cosi che danno le scosse elettriche, si ecco, un elettrostritolatore”

(E chi non lo vorrebbe al giorno d’oggi un bell’elettrostitolatore?  Era un elettrostimolatore.)

” Vorrei quel ferro da stiro che stira da solo!”

(E io vorrei mangiare il cioccolato e dimagrire, ma non vado a chiederlo al negozio di generi alimentari!)

” Senta signorina, vorrei sapere se avete una di quelle lavatrici a immersione con gli ultrasuoni”

(Cioè praticamente la signora voleva un sottomarino!)

” Il phon che ti fa la permanente per i capelli lisci lo tenete? “

(Quella si chiama parrucchiera!)

” Avete quel phon con quella spazzola magica che ti fa diventare i capelli lisci? “

( Lissima di Rowenta )

” Scusi signorina avete uno di quei televisori liquidi e piatti da appendere ? “

(A cristalli liquidi, ovviamente!)

” Mi scusi signorina, non è che avete di quegli elfi per pulire? “

(Io no, forse Tolkien si, chi può saperlo? )

” Mi scusi signorina avete un phon con la mitraglietta in fondo? “

(La signora era una fan di Rambo! In realtà voleva il diffusore.)

” Scusi signorina avete un tv color di quelli non schiacciati con il tubo fotonico?”

(Nella lingua corrente si dice: non a schermo piatto con il tubo catodico)

” Scusi signorina, avete uno di quei frighi che fanno freddo? “

(Abbiamo solo quelli visto che ancora i frigoriferi  che fanno caldo non li hanno inventati!)

” Mi scusi signorina avete mica un fornetto crematorio? “

(Non stava scherzando, la signora voleva cremarsi il cane in casa.)

” Mi scusi signorina avete mica delle lampade abbronzanti da giardino? “

(Andare in un solarium no vero?)

” Senta, mi tolga una curiosità, se io compro una bistecchiera ci posso cucinare il mangime per il gatto?”

(Per me ci puoi cucinare quello che vuoi, però mi dispiace per il gatto, ho sempre paura per gli animali di gente che fa domande così)

“Ho un problema di calore, ho bisogno di un ventilatore che mi gira tutto intorno, lo avete?”

(Quella era la Vodafone nello spot “tutto intorno a te”, la signora evidentemente si è confusa o credeva di essere Megan Gale. )

” Scusi avete delle lampadine effervescenti? “

(Si basta che le butti in una vasca piena d’acqua, vedrai che effervescenza!)

” Scusi signorina, avete del tonno per fax? “

(Certo anche dello sgombro per stampanti, il Toner ormai è passato di moda)

“Scusi avete dei forni volanti? “

(Se provi a togliere la gravità lo diventano tutti, in realtà voleva un forno ventilato)

” Vorrei avere uno di quelli delle grate con l’acqua antipuzza”

(Ci sto ancora pensando, cos’avrà mai voluto?)

” Avete il navigatore astrale? “

(Si e anche il satellite interstellare, reparto NASA o astrologia a scelta. Voleva il navigatore satellitare.)

” Scusi Signorina avete mica degli agitatori da soffitto?”

(Come no, tutti vogliono il soffitto in movimento al giorno d’oggi, è il nuovo trend! In realtà voleva un ventilatore da soffitto)

” Scusi signorina avete mica dei lampadari volanti? “

(Idem come sopra, un ventilatore da soffitto)

Trovato su Exsalesgirl

Fase cazzeggio: mi spengo per un attimo

 

Vasco cantava “oggi voglio stare spento”, oggi non voglio stare spenta ma voglio stare fuori dalla vostro mondo pieno di cazzate"!

Madonna come sono presuntuosa e altezzosa, ma quanto godo a starne fuori !

Dettagli

scrittura creativa

La nostra vita  è ordinaria e al tempo stesso mitica.Si vive e si muore,si invecchia meravigliosamente o ci si riempie di rughe.Ci si sveglia la mattina,si compra del formaggio e si spera di avere nel borsellino abbastanza per pagarlo.E nello stesso momento il cuore,macchina perfetta,continua a battere attraverso tutti i dolori e tutti gli inverni che viviamo su questa terra.Noi siamo importanti,le nostre vite sono importanti,anzi magnifiche,e vale la pena di registrarne i dettagli.Ecco come deve pensare chi scrive,ecco come bisogna mettersi a sedere a sedere con la penna fra le dita.Siamo qui;siamo esseri umani;ecco come abbiamo vissuto.Che tutti lo sappiano;il mondo è passato davanti a noi.I nostri dettagli sono importanti.Altrimenti,se non lo fossero,potremmo lasciar cadere una bomba,e non cambierebbe assolutamente nulla.
Scrivere Zen di  Natalie Goldberg

p.s quando scrivo “certe” cose…mi rendo conto che la prima che dovrebbe rileggerle di tanto in tanto,per non scordarmene mai, dovrei essere proprio io,soprattutto in certi momenti,

Robe di giornata

 

Da un mese a questa parte Roger,il mio gatto, ha la fissa di entrare nell'armadio,gratta gratta,fino a quando non cedo.
A volte la convivenza con un gatto ti mette a dura prova, ma forse tutto sommato anche la sua vita è messa a dura prova.
Un gatto salta,corre,caccia, tutto questo normalmente avviene fuori dalla mura di casa, lui non ha nemmeno un balcone su cui sdraiarsi a prendere il sole.
Entrato nell'armadio si cheta,I miei pensieri fanno qualche passo indietro,a qualche ora fa.Insostenibile,così è l'aria che si respira al lavoro, ormai è da mesi che è calato questo silenzio, dove sono finite tutte le ragazze scherzose?Inghiottite da questo nuovo sistema dispotico e un po' fascista, ma forse dispotico era già sufficiente per dare un'idea della situazione.

Mia mamma.Non è da lei fare un uscita del genere, dire una cosa così cattiva,gelosia?Forse.
Non ritornerò più sul discorso con lei, inutile girare il coltello nella piaga.
Roger esce dall'armadio, si raggomitola sul letto,a volte lo osservo e dico-beato!- Non pensa,almeno credo, trova la pappa nella ciottola e soprattutto non dovrà uscire di mattina sotto zero,quando l'inverno arriverà.
Certo però che è diventata una palla incredibile andare a lavorare, ogni giorno una nuova,ogni giorno si aprono guerre che tanto sono già perse in partenza.Non riesco a dirglielo alle mie colleghe che a me non me ne interessa più nulla.Si sentiranno un po' tradite.La mia  non è coalizione con l'azienda è solo che di fatto non ne voglio sapere più niente, sto nel mio brodino, ci sguazzo,sto serena,e sto cercando di meglio, questa è la soluzione più giusta,almeno per me.

Caspita però,a mia mamma gli devono proprio stare sulle palle lui e l'altra se si è spinta a tanta cattiveria,certo è solo una frase, ma intanto l'ha detta.Lei che è sempre di buon cuore, tollerante, -minchia- mi viene da dire, che sia in vena di cambiamenti anche lei alla veneranda età di ottantatré anni? E s'è rotta di tanta tolleranza.
Fan culo che chiamo il sindacalista, mi ero offerta di farlo giusto per solidarietà, ma per quanto mi riguarda non ho nulla da dire, tanto non capisce un cazzo, quando capisce fa finta di non avere capito,le palle le ha perse per strada.
Roger guarda di traverso la ciottola, al signorino la pappa di mia scelta non gli garba,gira intorno alle gambe -grrrrr-, mi salta in braccio.Va bene mi hai convinto, si cambia menù.Deposito da un lato,mamma e lavoro, mi infilo sotto la doccia.
-si,respiro-
Quando lasci andare la mente e osservi il suo compulsivo alternarsi di pensieri,ti rendi conto di quanta roba ci sta lì dentro.Troppa!.

La favola di Gaspare

 

Non c'è male,svegliarsi una mattina e trovare la lampada di Aladino sul comodino lasciata lì da chissà chi e chissà quando.
Fra me,il risveglio e la lampada nessun baluardo a causare incertezza,la lampada era reale quanto il mio dito, un po' di incertezza però l'ebbi quando guardando fuori dalla finestra vidi un elefante nel mio giardino.
Con un balzo afferrai i pantaloni e di rincorsa me li infilai, sbattendo prima un piede contro il comodino e poi la spalla contro lo stipite della porta,usci in giardino "monde Dieu!" anche l'elefante era vero.
Rientrai stordito, sgomento, quasi certo d'essere impazzito, presi con "forza" il controllo di tutta la situazione e indifferentemente feci colazione, e sempre indifferentemente attraversai il giardino sfiorando l'elefante, più attratto dai miei Tamarindi che dalla mia presenza, aprii il cancello e stupidamente lo salutai pure,come si fa  di solito con il proprio cane e li dissi anche <torno subito>.

Raggiunto il bar,presi il mio solito caffè, il quotidiano e mi sedetti <non era successo nulla,c'era solo un elefante nel mio giardino e una lampada di Aladino sul mio comodino,nulla di poi così stravolgente>.

Mi chiamo Gaspare, ho un età che preferisco non dire, non che sia vecchio,ma nemmeno ho più vent’anni,ho un lavoro di quelli noiosi, vivo solo da un po' di tempo, ho la mia bella casa con giardino e fino a ieri non avevo mai visto così tanto da vicino un elefante.Dipingo quadri,per sentirmi un po' artista.

Sono qua immobile davanti al cancello e osservo l'elefante, quando vedo Cesare il contadino passare <ehi Cesare,tu come lo chiameresti quell'animale che c'è nel mio giardino?>
Cesare s'avvicina, mi guarda titubante  <istrice,per me è un istrice> detto ciò se ne va.
Per la miseria, è un elefante, e nemmeno tanto piccolo, come fa ad essere un istrice?.

Entro in casa, ma piombo sul pavimento disteso, resto così a guardare il soffitto per qualche istante < un istrice,non c'è nessun istrice,ipotizziamo che io sia impazzito e Cesare si stava prendendo burla di me, ipotizziamo che invece Cesare abbia visto davvero un istrice,cosa diavolo sta accadendo?>

Faccio qualcosa che non ho mai fatto in vita mia;ho bisogno di sgombrare la mente, predo vanga e rastrello, mi metto a lavorare a un piccolo quadrato del mio giardino per farne un  orto.
Avevo deciso di buttarle le piantine di rosmarino che Rosa mi ha regalato ieri al mercato, ma ora so cosa farne, le prime piante del mio orto.Estirpo erba, vango,pianto il rosmarino, rastrello per pulire bene bene, mi volto e lui è lì che mi guarda, sembra pure un tantino beffardo, alza la proboscide e barrisce, il tutto quasi in segno di amicizia.
Mi lasciai andare sfinito sul terreno, quando l'amico elefante s'avvicinò.
<Oh Gaspare, certo che è un po' trullo il tuo amico, oh ti pare che assomiglio ad un istrice?>
Questo è troppo,svengo.
Mi riprendo tutto fradicio, il mio amico a bene pensato di buttarmi addosso un po' d'acqua, tutta quella nella botte, per essere certo che rinvenissi.

<Parli?>
<si>
> che fai nel mio giardino?>
< questo dovresti saperlo te, che vuoi davvero Gaspare?Chiedilo un po' alla lampada.>
Mi precipito in casa,predo la lampada e le chiedo <cosa voglio?>,ma non dovrebbe essere il contrario?Non dovrei essere io a sapere quello che voglio e esprimer e il desiderio?
La lampada s'illumina ed ne esce un omone che l'elefante è si un istrice a confronto.
< Gaspare ti piacciono gli elefanti?>
<Si>
<perché?>
< da quando andavo allo zoo con mia mamma da piccino, ho desiderato cavalcarne uno,ho sempre desiderato vedere l'Africa e l'India, e poi mi piacciono, cosi grandi mi danno senso di protezione, maestosi e fieri, quasi saggi>
<Gaspare e se tu ora fossi in un sogno, sapresti perché vedi un elefante?>
< no>
< l'elefante è espressione delle forze dell'istinto.Un'energia interiore molto  potente e talmente ingombrante che non può essere ignorata, non capisci Gaspare hai voglia di farti spazio  e di esprimerti, i tuoi quadri non ti bastano più da tempo, la tua forza intuitiva sta nascendo >
Bum!Cado a terra, ora tutto è chiaro, ora sapevo perché Cesare aveva visto un istrice.

Al primo momento presi la vaglia,mi sembrava troppo grossa, troppo ingombrante, allora presi lo zaino e vi infilai lo stretto necessario e due libri,giusto per avere compagnia.
Chiusi casa  e misi sulla porta un cartello con  scritto "prima o poi tornerò, lasciate la posta sotto lo zerbino", chiusi il cancello alle spalle, mi voltai in cerca dell'elefante, non c'era più, mi rivoltai e c'era lei,una donna.

<Che altra diavoleria  è questa, questo sogno non vuol finire mai>,
<mi scusi, per la piazza?>disse con accento straniero e un viso da meraviglia,
<per la piazza?> balbettai come un cretino,la guardai bene, feci finta di nulla e gli posai una mano sul braccio, giusto per capire se era vera,caspita lo era,si ma anche la lampada mi sembrava vera come il mio dito questa mattina.

<L'accompagno,sono di strada,non ho fretta>; ringraziò e mi seguì.
Le offrii un caffè, parlammo per un po' e poi si decise di partire insieme,almeno per un pezzo di strada, lei in casa sua aveva trovato un gabbiano.
Abby mi disse < oggi è il solstizio d'estate >,<bene> aggiunsi io <quale giorno migliore per partire,quale giorno migliore per ricominciare se non questo>.
Abby sorrise

<Abby, sto ancora sognando?È una favola?>
Abby si strinse fra le spalle < non so Gaspare, ma se è una favola è bella,perché porsi il problema?>

Lo penso anch'io Abby,decisamente lo penso anch'io.E non mi voltai più.

Scusa, non ho ben capito!

 

 

                                                                 Scusa non ho ben capito!
                                                 "Ti ho dato tutto,hai ricevuto qualcosa?" by Francesco

 

Ti ho dato tutto, lo scandisco bene nel cervello, ti ho dato tutto,tutto cosa?
Corpo? Anima? Cosa?

Alice,cancellò l'sms, ne varrebbe forse la pena di rispondere?

Cos'è dare tutto?

Mi hai dato tutto quello che ti era possibile dare, ho preso quanto di possibile potevo prendere.
Io ho dato,tu hai dato, ma il dare si è spento nel tempo, esaurito durante il viaggio.
O forse in realtà eravamo solo come due mendicanti l'uno difronte all'altra con la mano tesa, in attesa che uno  dei due avesse qualcosa da dare all'altro,nelle nostre aspettative abbiamo sacrificato l'amore.Affranti,delusi, vuoti, in due non facevamo un'anima.

Avevamo fame,golosi,bulimici d'amore, tanto così ingordi d'amore, ch'era più importante ricevere che dare.

Fino al giorno che la tua fame ha trovato sazietà lontano da me, il lavoro,amici, interessi, Lei,e la prova della nostra fragilità è uscita allo scoperto, saziato da loro  a tal punto da fare apparire in confronto il mio amore  come briciole di pane raffermo.

Certo che mi hai dato, tutto quello che la tua fame d'amore ti permetteva di dare.
Certo che porto di te con me anche frammenti speciali,piccole perle di vita.
Certo che non è stato sempre tutto così uggioso, appiccicoso, vuoto.

Tranquillizzati Leo, non c'è errore né colpa,né da parte tua né da parte mia, il nostro ego ci ha solo tirato un brutto scherzo, abbiamo scambiato per amore la follia di due mendicanti inebriati dal profumo del cibo mentre il loro stomaco si contorceva dalla fame.

Lo capisco ora,mentre mi allontano, e la mia più grande colpa è stata quella di restare,restare per non morire,ma morivo, restare per sfamarmi,ma la fame cresceva,restare per non essere preda della solitudine e dell'incerto, meglio un dolore certo che affrontare l'incertezza di un distacco,una vita nuova.
Lo comprendo,non ho più rabbia,nulla da recriminare, sono stata avida quanto te, lo comprendo ora mentre sono qui sola.
Ho sognato un uomo che nella notte suonava alla mia porta per dirmi "ti amo".L'ho sognato tante volte che nemmeno immagini, ma qui sola ho provato una sensazione strana.Seduta in questo treno, mi sono immaginata di raggiungere qualcuno per dirgli "ti amo" e ho compreso di cosa ho davvero bisogno.D'amare.Di dare.Di smagare.È questo che alla fine hai rifiutato il mio amore,ormai ti saziavi d'altro mentre io pativo per quello che non ricevevo.E se il mio stare in piedi dipende dalla misura d'amore che ricevo,temo che cadrò molto spesso.

Quando quella fame si spegnerà per sempre, solo quando quell'amore crescerà in me, quando ne avrò tanto da donare,sarò abbastanza forte per amare, e non per elemosinare amore.

Perdonami.

-Ho ricevuto qualcosa,grazie.-Alice spense il telefonino.
by Carola

Un albero per amico

 

hugchildtree

Avvicinati a un albero, parla a quest’albero, toccalo, abbraccialo, sentilo, siedi accanto a lui, fagli sentire che tu sei buono e non hai intenzione di fargli del male. Pian piano nascerà una amicizia e comincerai a sentire che non appena ti avvicini, la vibrazione dell’albero cambia.
Lo sentirai… non appena arrivi, sentirai una energia straordinaria correre lungo la corteccia. Quando lo tocchi, l’albero è felice come un bambino, come un amante. Quando siedi vicino all’albero avrai mille sensazioni diverse. In breve ti accorgerai che anche se sei triste quando ti avvicini all’albero, stando semplicemente alla sua presenza la tua tristezza scompare. E solo così riuscirai a comprendere che siete interdipendenti.
Tu puoi fare felice l’albero e l’albero può fare felice te.
L’intera esistenza è interdipendente.

Osho

P.s Mi sollevo da ogni responsabilità se arriva un’ambulanza e ti portano via.

Fa male,ma devo

È un periodo che non mi gira molto di parlare di me nel blog,sarebbe una litania di eventi forse superflui o anche no,è un periodo che vorrei trattenere quello che ho dentro e condividerlo solo con me,ammetto che di tanto in tanto basta un gesto ed ecco che in realtà tutto strabocca.Per l’appunto come ora, è bastato iniziare e finirò per scrivere dieci righe anziché due…e poi in questa serie di racconti alla fin fine c’è sempre qualcosa di me.

Meglio un racconto breve…

                                                                                  “Fa male! Sempre. Ma non riesco ad allontanarmi."
                                                                                                         by Francesco


Fa male!Sempre.Un addio è sempre intollerabile e misteriosamente allo stesso tempo liberatorio.
Fa male!Sempre.Pure rimanere anche se vuoi andare.
In ogni caso che io resti o che io vada, c'è sempre un dolore da superare.
Fa male! Ma non mi allontano.Invece devo.

L'alba rischiara il cielo,come tutte le mattine Alice alza la serranda del suo negozio di fiori.
Tutte le mattine apre gli occhi e pensa: Fa male sempre!

Alice pensa a Paolo,chissà a chi doveva portare quel mazzo di fiori.
Alice non può sapere,nessuno lo sa, che ieri  ad un isolato più in là si è svolto il più memorabile dei funerali.Mentre lei resta attaccata a Leo come se fosse attaccata ad un respiratore.

Resta nonostante tutto il male, nonostante che ogni suo gesto,parola o intenzione non rischiari mai un suo sorriso.Sempre grigio,sempre uguale,sempre spento.Fa male sempre, ed i fiori volano da tutte le parti,i vasi si frantumano sul pavimento.

Non andrà avanti così,non può essere questo il mio destino per sempre.
Allontanarmi,partire,scappare,il tonfo al cuore che sento è acuto e soffocante,come se una mano oscura cercasse di staccarmi dal respiratore.
Senza di Lui è come vivere senza nessuno,ma con Lui o con nessuno è la medesima cosa.
Allora che fare?

La serranda del negozio di Alice lesta si richiude.Oggi Alice non apre.Niente fiori per i compleanni, per i funerali,per perdonare tradimenti.Niente fiori per Alice,solo petali sparsi sul pavimento.Petali della delicata fragilità del suo essere,sparsi ovunque.

Allontanarsi,qualcuno disse che è un po' morire, o forse era partire,ma cosa importa è uguale.

Alice riprende la via verso casa,di corsa,non ha tempo.Non ha più tempo.
Di corsa le scale,la valigia e tutto quel che di lei non serve più resterà lì.
Il treno,la partenza, allontanarsi è una priorità.
Restare è ingrigire, andare fa male,ma alla fine il risultato è uguale.Ma io devo.
L'amore che sentimento meraviglioso, si espande crea ,cura,è follia come gli essere umani lo abbiano saputo trasformare in dolore,ossessione, possesso e bisogno, tutto fuorché amore.
Non scappo dall'amore,no.Gli vado incontro ma il più lontano possibile da Lui.

Ecco l'ambivalenza degli addii, da un lato uccidono qualcosa di se stessi dall'atro lato ti liberano.

C'era solo questo da capire, che quando qualcosa finisce finisce, il buon cielo sa che non ti serviva più, che non era per te,altrimenti sarebbe andata in modo diverso,sarei stata felice,solare,piena.
Dal male ci si deve solo allontanare.
È stato facile, ho tirato il fiato per tre volte,mi son detta -non pensare,non pensare,corri-.Ho corso, non ho pensato,sto male ma ho vinto.Libera.

La sua lama

                         “Lei è ancora una lama, esce ed entra dalla mia vita,dalla mia ferita” by Francesco

Lei è una lama, esce ed entra dalla mia vita,dalla mia ferita,la mia deformità interiore è
iniziata il giorno che Lei ha affondato la sua lama nel mio io, nel mio cuore, nel mio tutto.
Con la sua lama ha tagliato a pezzetti ogni mia normalità interiore, mi ha reso un un'anima deforme.Gobbo dentro.
La sua lama in certi giorni è ancora viva, la sento penetrare ovunque...ovunque vi sia uno spazio in me libero da lei.
Gira e rigira la lama nello squarcio che mi ha lasciato nel cuore, entra ed esce nella mia mente affettando un qualsiasi pensiero che mi faccia rendere conto "che senza di lei,io posso stare".
Eccome se posso, e forse non sono mai stato meglio.Era a questo che pensavo l'altra notte a letto con Bea, era questo che almeno credevo mentre i nostri corpi si strofinavano,ansimavano, entravo e uscivo da lei, e supponevo di stare bene.
Quando all'alba mi sono svegliato, mi sono sentito traditore, si traditore come solo un vedovo può sentirsi,in colpa per avere tradito la sua memoria. La lama è penetrata ancora più in fondo,fa male da morire.
Davanti allo specchio, nudo con la mia deformità e lo squarcio al torace della sua lama, sono crollato come un bambino,sul pavimento,rannicchiato,in lacrime.
Dopo qualche ora, mi sono ripreso.
Bea era seduta accanto a me.Dio è  tanto bella da non sfigurare alla memoria di Lei.
Sorride.È dolce tanto da non bruciare sulle ferite.Fresca come acqua, tanto da risanare ogni male.
Chiudo la porta di casa sua,piano.Lascio Bea sotto la doccia. La lascio  lì sola per un' incombenza che non posso più rimandare.Un solo biglietto sotto il piattino del suo caffè "tornerò presto,aspettami".
Ad ogni passo Lei torna, e colpisce con la sua lama,accelero il passo, il cuore lo posso sentire ovunque,nelle orecchie,nello stomaco,fa male.
Mi fermo al negozio di Alice:-un mazzo di fiori dei più belli,il più grande-.
Mi incammino verso la casa di Lei, m’inginocchio davanti al portone.
Con la mano destra dalla mia tasca sfilo la sua foto "cara come sei bella",la poso a terra,lì davanti al suo portone insieme ad un biglietto "ti ringrazio per avermi liberato da te".La intravedo attraverso la sua finestra, sembra infastidita, forse s’aspetta che gli  porti i fiori. 
Depongo a terra i fiori con la cura e lo struggimento con cui si depongono su una tomba.
Prego.Mi alzo e vado via.Resterai nella mia memoria,appunto solo nella mia memoria,già destinata a sbiadire.
Bea  sulla porta  mi chiede sorridendo- dove sei stato?-È felice di rivedermi.
- Ad un funerale,nessuno d'importante,non più-.

By Carola

Se solo fossi nato da…

                                                         Watercolors by Terri Myer   

                                                                     “ Se fossi nato da una penna, sarebbe quella di Pirandello"
                                                                                         Francesco

Ci sono giorni che mi sento deforme,ammesso che la personalità abbia una qualche forma simile alla corporeità.Ci sono giorni che la mia vita è un come quella di un personaggio senza autore, mi è richiesto l'impegno di scrivermi da me il mio personaggio.
Mi sento deforme dentro, sono alla ricerca di una personalità,sono il peggior scrittore sulla faccia della terra, non ho dato a me stesso una definizione precisa.
Se solo fossi nato da una penna d'autore!Certo,potrebbe anche darsi che non mi piacerebbe il ruolo che mi affibbierebbe, potrei essere vile come don Abbondio o folle come Otello,o stare appeso come Tarzan alle liane tutto il giorno insieme alle scimmie,se non peggio di essere la scimmia stessa.
Potrei essere donna, magari anche un po' bhoémien,per non dire un po'zoccola d'altri tempi.
Certo che mi sarebbe garbato essere IAVANHOE o SHERLOCK HOLMES, di fatto non sono né l'uno né l'altro, sono un corpo con  "un dentro" deforme.
Né carne né pesce,né triste né gioioso.
Eppure questo mio essere deforme dovrà pure servire a qualcosa,a qualcuno,non so!.
Ho provato a interpretarne tanti,anche a fare un po’  Siddharta, l'interpretazione fu pessima, credo che pure Hesse si sarebbe vergognato di me,mi costò qualche calcio e pugni,mentre cercavo di mettere pace fra due che di pace non ne volevano sapere.
Non posso continuare oltre, così deforme,senza grazia,senza senso,sarei più adatto ad essere il soggetto di un quadro di Picasso, sarebbe grandioso, sarei deforme ma un opera d'arte inestimabile,sarei il parto di una mente folle, di una personalità ancor più deforme della mia.
Non che pensare d'essere un personaggio dei tanti di Orwell, magari solo una comparsa, mi faccia stare meglio, tutt'altro credo che vorrei indietro la mia silente deformità interiore.
Oggi fra me  e il gobbo di Notre Dame l'unica differenza visibile sta nella gobba,la mia è tutta dentro
« Trovarono tra tutte quelle orribili carcasse due scheletri, uno dei quali abbracciava singolarmente l'altro. Uno di quegli scheletri, che era quello di una donna, era ancora coperto di qualche lembo di una veste di una stoffa che era stata bianca, ed era visibile attorno al suo collo una collana di adrézarach con un sacchettino di seta, ornato da perline verdi, che era aperto e vuoto. Quegli oggetti erano di così poco valore che di certo il boia non li aveva voluti. L'altro, abbracciava stretto questo, era lo scheletro di un uomo. Notarono che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole e una gamba più corta dell'altra. D'altronde non aveva alcuna vertebra cervicale rotta ed era evidente che non fosse stato impiccato. L'uomo al quale era appartenuto era quindi giunto lì, e lì era morto. Quando fecero per staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere. ».
Eppure per un attimo o forse più avrei voluto esser io il Gobbo di Hugo,se non altro per tanto coraggio e per tanto puro amore.Più “ normale e vero” lui dentro,che non tutti  i “non-deformi”fuori.
by Carola

*Brano tratto da 
Notre-Dame de Paris di Victor Hugo