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Quando crescere è qualcosa di più che un fattore naturale




 educare mente 2


 Ci sono diversi modi di crescere.Si cresce in modo del tutto naturale,è parte dell'esistenza non rimanere fermi ad un livello,inevitabilmente in qualche modo si cresce.
Si cresce perché non ci si accontenta di chi siamo,né di quel che abbiamo.
Si cresce o meglio si cerca di farlo perché sentiamo che quel che il mondo e le sue regole ci propone non sono tutto c'è di più.
Si cresce quando  fra dogmi religiosi e il scientificamente provato della scienza sentiamo che qualcosa non va,il conto non torna.
Si cresce consapevolmente quando consapevolmente trasformiamo  il "crescere" nel nostro fine ultimo.


 Quando crescere è un lungo viaggio che desideriamo intraprendere con consapevolezza,direi quasi una missione ma senza esserne ossessionati,con i giusti tempi e i giusti modi,alla fine non si vince nessun premio,almeno non qui in terra e chissà quando, e dopo quante altre vite,quindi possiamo prendercela con calma; servono delle Linee fondamentali da seguire. Giulio Achilli ha ben  riassunto queste linee nel suo libro Crescita personale.

Mi rendo conto che solo a leggere l'elenco viene da sbuffare o di rinunciare a partire.Ma,crescere resta pur sempre inevitabile se abbiamo strumenti efficaci, mappe e buone guide che possono aiutarci a farlo è ancora meglio,non facile solo meglio,e se proprio non si vuol tenere conto dei suggerimenti dell'elenco,si può partire anche senza ma con consapevolezza,alla fine ognuno il suo viaggio se lo sceglie da sé.

Da Crescita personale
Sviluppo della Coscienza di Sé, attraverso le Discipline del Silenzio Interiore, del Ricordo di Sé, della Meditazione e dell’Azione in Attenzione Totale.

•Sviluppo e raffinazione dell’Energia dell’Intento, ovvero della capacità di decidere una direzione in maniera deliberata, capacità di mantenere la rotta verso quella direzione, capacità di ricordare a sé stessi di aver deciso di procedere verso quella direzione.


•Riemersione, comprensione e trasmutazione della Personalità Automatica, attraverso le Discipline del Silenzio Interiore, della non-identificazione e del riassorbimento dell’Importanza Personale.


•Costruzione di una Personalità Deliberata, attraverso il radicamento delle Virtù Superiori e lo studio e la pratica di tecniche e strategie di leadership ed eccellenza personale.


•Riemersione dell’Essenza, e sua separazione dalla Personalità Automatica attraverso le Discipline del Diario, della non-identificazione e del Silenzio Interiore.


•Ascolto, Ricordo e Azione Conforme al nostro Grande Sogno Personale, ovvero arrivare a scoprire e poi esprimere in pienezza ed integrità ciò che realmente siamo, ciò che davvero desideriamo, ed il reale e profondo scopo per il quale noi siamo qui su questa Terra meravigliosa.


•Lavoro sul Corpo Fisico, con Discipline di coltivazione, sviluppo e raffinamento della propria Energia Interiore

 quali possono essere, a titolo di esempio, C’hi Kung, Yoga, alimentazione, (auto-)massaggio. Naturalmente, occorre isolare tra esse ciò che ci occorre personalmente in relazione alla nostra peculiare struttura e al nostro peculiare cammino; non inserire tutto ed ogni cosa.

•Lavoro di sviluppo e purificazione del Corpo Emozionale, con le Discipline della non-espressione delle emozioni reattive e la creazione deliberata di stati emozionali di carattere superiore.


•Lavoro di sviluppo del Corpo Mentale, con le Discipline del Silenzio Interiore, della Concentrazione e del Pensiero Deliberato e Focalizzato.


•Identificazione e trasmutazione dei Corpi Emozionali di Sofferenza, attraverso lo studio, la comprensione e l’interruzione delle proprie meccaniche di Spirale di Depotenziamento; con il supporto della Disciplina della Presenza sulle tensioni emozionali. Questo porterà con sé una naturale ridistribuzione più armoniosa dell’Energia Interiore, come conseguenza del progressivo isolamento e chiusura di tutte le falle energetiche dei nostri veicoli.


•Identificazione e trasmutazione del Nucleo Oscuro.


•Riemersione e sviluppo della Mente Profonda: l’insieme delle nostre personali facoltà di Sentire e Vedere le Emanazioni di Energia, di ascoltare la Voce del nostro Cuore e dunque allinearci alla Volontà del Sé.


•Ridistribuzione corretta ed armoniosa dell’Energia Interiore tra i veicoli fisico, mentale ed emozionale ed il centro sessuale. Ovvero, studio e verifica esperienziale dello sbilanciamento automatico con cui i veicoli si sottraggono Energia vicendevolmente. A titolo di esempio, studiare e verificare come ci accada di pensare emozioni, o di provare emozioni a seguire pensieri meccanici incoscienti.


•Studio e verifica esperienziale personale del Sapere Esoterico, che comprende la funzione e lo scopo dei Corpi di cui siamo fatti, dal più grezzo al più sottile, e le Leggi fondamentali su cui questo Universo vive, si fonda e si evolve.


Il Tempio deve salire in modo simultaneo e parallelo. Con eleganza, assai lentamente, senza fretta, senza stress, ma in modo forte, resistente, simultaneo e parallelo. Questa è la sola via armoniosa che ci conduca a non essere sballottati in balia della Legge dell’Equilibrio. Ecco il perché della nostra dedizione incessante. Ecco perché non trascuriamo nulla, e non abbandoniamo nulla. Ecco perché sappiamo che nessuna litania tre secondi, nessun mantra dei cinque minuti, può produrre risultati permanenti. Se l’intera struttura non cresce in Vibrazione di Risonanza, l’intera struttura, nessun flare momentaneo in una qualsiasi direzione potrà mai rendere permanente ciò che ci è ancora inaccessibile.
Se studiamo con onestà



"Se studiamo con onestà e attenzione la Vita degli esseri umani che sono giunti a risultati di valore nel Cammino di Crescita Personale, scopriremo che non ce ne è uno tra essi, uomo o donna che sia, che non lavori incessantemente in dedizione da anni su tutte queste Linee fondamentali di Lavoro Interiore in simultanea. Perché? Non certo per gli applausi, visto che tira un vento freddo, qui fuori nel Deserto di Moab. Non certo per la comodità, vista la dedizione e la Disciplina che questo Cammino richiede. Questi esseri sono in viaggio perché hanno compreso che nella loro Vita questo è l'unico Cammino che abbia un senso e un valore; sono in Viaggio perché una volta abbandonate le mille luci della città, poi non si può più tornare indietro; e sono in viaggio perché solo la Via della Crescita Personale risponde a quell'anelito di Infinito che nelle profondità del loro Cuore chiama il loro nome, li incita a proseguire, e non li abbandona mai.
Dai frutti riconoscerete l'albero. Questa è la vastità della Crescita Personale."


Giulio Achilli

Ecco questo è tutto quel che a mio avviso c'è da sapere e da mettere nello zaino...il resto è un lungo personale viaggio da fare da soli,e se si vuole qualche volta in buona compagnia.

Per approfondire 

http://www.marenectaris.net

L'immagine meravigliosa è di Claudia Tremblay





Giudicare

Ultimamente più che a scrivere passo il tempo a leggere. Mi sembra di avere molto di più  da leggere che da raccontare. Capita che quel che leggo mi colpisce profondamente,parole che innescano riflessioni che mi spingono a fare un passo oltre o se è il caso a farne due indietro.
Da qualche tempo leggo il blog Forme Vitali di Mauro Pellegrini; ve lo consiglio, Pellegrini ha scritto un articolo molto bello sul "giudicare", desidero  però, riportarne qui solo un breve ma credo essenziale paragrafo, senza entrare in merito all'intero articolo.Trovo sufficienti le domande che Pellegrini si pone e pone senza tanti altri discorsi  sul giudicare, sul il nostro modo di farlo e le ragioni che ci spingono a farlo rendendo difficile il mettere in pratica invece quella sana, e per me liberatoria,buona  abitudine del “non giudicare”. Chi ha provato a non farlo anche solo per brevi periodi o per una manciata di minuti sa cosa intendo quando scrivo“ liberatoria”.
Sono sufficienti le sue domande, in quanto io credo che la risoluzione sia soggettiva. La presa di coscienza di tale comportamento  e le sue motivazioni  possano essere trovate solo tramite un attenta osservazione di se stessi, sempre a patto che non si tema di farlo, e che  non esista al mondo vademecum,né dogma o valore inculcato a forza  che possa impartirci l’insegnamento del non giudicare e della bene che se ne riceve se non esplorando in noi stessi.


Sul buon uso dell’ignoranza di Mauro Pellegrini

Come ci orientiamo quando esprimiamo un giudizio? A partire da quale convinzione intraprendiamo certe azioni, compiamo certi gesti? Cosa ci spinge a condannare certi comportamenti e ad assolverne altri? E, per usare la metafora dell’incipit, dalle spalle di quale gigante il nano ha guardato il mondo? 


“Siamo come nani sulle spalle
di giganti, così che possiamo
vedere più cose di loro
e più lontane, non certo
per l’altezza del nostro corpo
ma perché siamo sollevati
e portati in alto dalla
statura dei giganti”
Bernardo di Chartres


Comunque per meglio comprendere vi consiglio di leggere l’intero articolo di Pellegrini.

La nascita delle margherite


Semplicemente trovo questa storia sia bella…





Risultati immagini per margherite
 
Fu in una notte come tutte le altre, ma antica di molti milioni di anni, che le stelle sparirono dalla terra, per raggiungere il cielo. Perché, come narrano storie così vecchie che si è perso il ricordo di chi le narrava, c’è stato un tempo in cui le stelle vivevano sulla terra.
Erano creature timide ed aggraziate, che vivevano a gruppi, sparse un po’ dovunque, tenendosi ben nascoste agli occhi degli esseri umani. In quei tempi lontani, gli uomini avevano appena cominciato a popolare il pianeta, ed erano in pochi, e tuttavia a volte sufficienti per rompere i delicati equilibri che univano gli esseri viventi di tutto il creato. Si racconta che un gruppo di stelle avesse trovato rifugio proprio qui, nella valle del Sesia, perché qui c’era tutto quello che esse amavano: grandi montagne ricoperte di foreste e rapidi torrenti ed un fiume generoso a raccoglierli, dalle fresche veloci acque azzurre. Acque glaciali in primavera, allo sciogliersi dei vicini ghiacciai, rombanti acque scure di minacce antiche quanto il tempo, nei periodi delle lunghe piogge, luccicanti d’oro al sole d’estate, sempre comunque in corsa più in basso, verso un altro placido fiume che scorre tra rive ridenti, pronto a ricevere il fratello più inquieto. Nelle foreste più profonde, lontane dalle abitazioni degli uomini, le stelle spingevano nei torrenti rumorosi e limpidissimi gli alberi abbattuti nelle notti di tempesta dai fulmini loro amici, e poi liberati dai rami più ingombranti dai volenterosi castori, gli animaletti dei boschi coi quali le stelle amavano giocare. Alle stelle piaceva montare a cavalcioni di quelle imbarcazioni improvvisate, e poi lasciarsi trascinare dai tronchi che veloci le trasportavano a valle, mentre esse ridevano divertite per i grandi balzi lungo i rapidi torrenti bianchi di spuma. Cantavano poi dolcemente quando arrivavano al placido fiume che correva fuori dai monti, ed esse correvano con lui, sui comodi tronchi che ancora odoravano delle foreste lontane, accompagnate dal volo solenne degli aironi e dal chiacchierio delle famiglie dei dignitosi cormorani, incontrati lungo il cammino, e poi ancora più lontano, fino ad un altro fiume ancora più grande, dove l’impatto coi gabbiani bianchi, ubriachi di onde e di vento, annunciava la vicinanza del mare. Le stelle indossavano abiti di nuvole, e decorazioni scintillanti fatte dei denti affilati dei cinghiali che popolavano numerosi le foreste che coprivano le cime delle montagne, e di altrettanto scintillanti conchiglie, che il mare, ritraendosi dopo le tempeste, lasciava loro in dono lungo le rive. Avevano lunghi capelli leggeri di un bianco dorato, che rifulgevano al sole quando il vento si divertiva a giocare con quei fili sottili, e ridenti, luminosi occhi pronti al sorriso. Tutto quel fulgore di ornamenti e di bellissime chiome pulsava ritmico all’unisono, quando le stelle cantavano le loro canzoni, scivolando lungo il fiume. Era un’incredibile spettacolo di luce, di bellezza e di gioia, carico di musica struggente. Fu proprio dalla valle del Sesia che esse sparirono. Accadde così, in una notte che sapeva di magia.
IL cielo tutto blu era fermo e compatto, come in attesa. Sarebbe stata buia la notte, perché in quei tempi prima del tempo, nemmeno la luna illuminava il cielo, ma la luce era data da tutto quello splendore di stelle, che scendevano placide cantando lungo il grande fiume. Un viandante che si era perso nella foresta vide quella luce scintillante, e sentì la dolce musica misteriosa. Divorato dalla curiosità, si avvicinò alla fonte della sua meraviglia e spiò, nascosto tra i rami degli alberi che crescevano lungo la riva. Lo spettacolo era di tale bellezza che l’uomo rimase quasi accecato dalla magnificenza di quanto scorreva sul fiume. Con l’avidità che è propria della sua razza, o forse soltanto per la gioia di tenerlo tra le mani, l’uomo d’impulso uscì dal suo nascondiglio e si precipitò verso tutto quello splendore, arrivando a sfiorare una delle imbarcazioni improvvisate, che però gli scivolò tra le dita. Terrorizzate, le fragili stelle fuggirono, chiamarono a raccolta le loro sorelle sparse per tutta la terra e si rifugiarono nel cielo, per non tornare mai più. IL loro scintillio glorioso è tuttora visibile dal nostro pianeta, ma gli uomini hanno perso per sempre il fascino struggente della loro musica. Lasciarono però, gentili com’erano, qualcosa al loro posto : le innumerevoli, graziose piccole margherite che a primavera ricoprono i prati a migliaia, rimaste a ricordare le stelle con il loro cuore colore di sole.
 

   da La soffitta delle streghe