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In ogni uomo o donna vincente e di potere vive il mito di Stigeo

In ogni uomo o donna  vincente e di potere vive il mito di Stigeo nel bene e nel male.Più che altro nell’odio.

Questa mattina un membro delle mie cerchie in Google+,mi scuso non ricordo il nome, ha pubblicato l’ennesima foto e citazione su Berlusconi.
L’ennesima verità su quest’uomo che tutti più o meno sappiamo bene non essere un uomo all’acqua di rose.
Nel post vengono elencate tutte le sue malefatte o quasi,temo sia impossibile elencarle tutte, non mi interessa molto questa parte del post,nulla di nuovo,quel che mi colpisce è quel “in nessun paese civile esiste un personaggio del genere” e mi chiedo dove sono  i paesi civili? Io non ne conosco.
In quella frase è sottointeso,lo sappiamo tutti  che quell’uomo si trova in Italia,e l’Italia permette che costui continui indomito nel suo progetto, quindi si sottolinea che l’Italia non è poi così un paese civile,sinceramente guardandomi attorno di paesi civili non ne vedo,come non vedo politici e alcuna persona fra i poteri forti che possa dirsi degna di un paese civile.
Non sono una patriota,lungi da me, ho la tendenza di non identificarmi in nulla  e  non sento alcun  bisogno di
appartenenza,mi fa invece specie il fatto che gli italiani spesso riversano l’amaro sul loro stesso paese, che criticano i peggiori di casa come se al mondo tutti gli altri fossero santi,perfetti,ligi al dovere e votati al popolo.
Berlusconi resta fra i politici a livello internazionale ancora il più stupido, il minore dei mali,qualcuno ancora di tollerabile.Certo scaltro e buon oratore,ammaliatore di masse,un massone riuscito male,uno che ha provato ad imporsi ma il potere che lo comanda lo ha ben presto messo a tacere.Oddio non è che ci siamo persi qualcosa,peccato che è stato ben presto sostituito da altre tre figure che si sono susseguite in breve tempo ad uso e consumo dei poteri forti, esaurendo presto il loro ruolo di “marionette” (vedi Monti e Letta) rimane la terza marionetta,e la faccia da burattino non gli manca.
Trovo inutile piangere e esecrare sui nostri tarli di casa come se oltre confine regnassero i migliori,è solo che qui siamo buon temponi,giocolieri e pagliacci e anche  vanitosi, non si tende con zelo a nascondere i “peccati” ,siamo anche un po’ infami ci sputiamo in faccia l’un l’altro al cambio di bandiera (loro si sputano in faccia) a vicenda via via diventano quando gli accusati quando gli accusatori,dipende da che parte tira il vento politico in quel momento.Per questo il mondo sa tutto di noi e noi non sappiamo nulla del mondo.

Il  brano riportato alla fine del post  l’ho trovato nel Blog di Gabriele La Porta direi che  esprime meravigliosamente il concetto di cosa sia raggiungere il potere e di come lo si raggiunga… questo dovrebbe  toglierci  almeno il cruccio di pensare che il peggio esista solo qui.C’è solo chi il peccato lo cela e chi lo sbandiera.Non ci sono paesi civili e noi non sempre abbiamo il peggio in casa.Esiste un tipo di dittatura per ogni tipo di democrazia,come si usa dire ogni paese ha i suoi usi e costumi quindi  anche  la sua “dittatura democratica”,se  si vuole evitare tutto questo è opportuno citare Bakunin “Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile? Allora, assicurati che nessuno possa possedere il potere.” e dico proprio nessuno.

“Gli antichi greci non si nascondevano che è impossibile (1)vincere senza odiare, ed è impossibile essere potenti senza odiare, ed è impossibile esercitare costantemente la propria forza senza odiare, ed è impossibile essere zelanti senza odiare – zelanti, ovviamente, fino al maniacale – tutto questo non è realizzabile senza odiare. Quindi, quando noi parliamo di vittoria, dobbiamo ricordare che dietro c’è sempre un odio potente. Quando parliamo di un potere forte dobbiamo essere consapevoli che dietro c’è un odio molto potente. E sappiamo, altresì, che senza quell’odio potente le persone non riuscirebbero ad affermarsi, non ci sarebbe potenza e voglia di vincere. E tutti finirebbero per stare in una sorta di tedio. È ambivalente, insomma: attraverso il mito di Stigeo sappiamo che è importante essere forti, zelanti, e vincenti, ma dobbiamo essere attenti, e saper “guidare” il mito in noi senza esserne travolti.” dal blog di Gabriele La Porta

*(1)Ad esempio, Cratos, che è la potenza, Bia, la forza, Nike, che è la vittoria, e Zelos rappresentano per noi elementi importantissimi, fondamentali e determinanti; potenza, forza, zelo, essere sempre vincente, sono tutti fattori esaltati della cultura degli ultimi secoli, in particolare da quando l’occidente ha cominciato ad essere predominante nel mondo. Nel mondo greco sono tutti figli di Stigeo, figli molto importanti perché poi aiutano gli dei a sconfiggere i Titani, ma Stigeo vuol dire “Odio”. Quindi erano tutti figli di Odio.

Fase cazzeggio: …cazzeggio per davvero…

 

Mi sembra di avere fatto booom!.Da venerdì scorso quando mi è stato fatto l’intervento ai denti sembra che mi sia andato in tilt tutto il sistema immunitario,il ciclo mestruale e il mio stato psichico.
L’umore tranquillo è del tipo “febbre infantile” che non sei li tranquilla tranquilla a caso,ti senti deboluccia,disinteressata, vorrei fare alcune cose e sento una spossatezza incredibile, anche a commentare qualche post qua è là che mi interessano davvero ma più di due righe non scrivo, la sola idea di argomentare mi sento stanca.
E speriamo che mi passi presto questa “cosa; la chiamo così  non so come definirla, perché se un da lato lo stato di calma apparente che mi procura mi piace, mi ci rifugio dentro come sotto il piumino quando fa freddissimo dall’altro lato mi distanzia da altre cose.
Anche se qui gatta ci cova, perché da questa mia esperienza(ancora non giunta al termine) e da questo mio stato d’animo mi giunge un’altra bella lezione.
Comunque aspettando che questo mio stato letargico passi…mi gusto quel che arriva e nasce da questo torpore.

Fase cazzeggio la poesia di Eghetta va a pezzi




Avevo scritto una bella poesia,a leggerla mi sentivo vibrare tutta l'anima.
Mi sentivo orgogliosa del mio capolavoro.
Una poesia di quelle in cui si sviscera tutta la malinconia nella sua forma più dolce,in cui il dolore è forza  che si trasforma in energia.
L'ho appesa sulla porta del frigorifero in bella mostra,non merita certa di passare inosservata.

Quando  ad un tratto ho sentito ridere di piacere mia sorella.
-È bella ma datti una mossa-,-pensi troppo ma vivi poco-
Ad un tratto ritta in piedi e con aria solenne ha cominciato a recitare
...E sia allontanato il fuoco ardente delle passioni umane che consumano
E sia bandita la piega della tristezza dalle tue labbra
Non è attraverso il cuore spezzato e l'ali legate che si dimenano per librarsi in volo che si sprigiona il  vero ardore per la vita e l'immenso amore per libertà; poiché avverrà   solo attraverso il sorriso,il calore della gioia e la mitezza dell'anima.E solo così tutto potrà realmente perdurare.

Attenzione per mia sorella il "realmente" è sempre relativo.

Poi s'è fatta seria: -la tua poesia è bella ma la gioia chiede gioia.
La forza chiede costanza,giusto peso e giusta misura nel tendere la fune come insegnò il Buddha.
L'ardore è un fuoco che ti porta in alto per poi rifarti precipitare duramente ad ogni suo affievolirsi.Ad ogni volo vivi un illusione.Riscrivine una piena di gioia-concluse secca.

Staccai la poesia dal frigorifero per farla a pezzettini,con l'orgoglio ferito.
Rileggendola alla fine mi resi conto che certi sentimenti umani gloriano l'ego riempiendolo di quel eroismo che si raggiunge solo pagandolo a caro prezzo,a volte anche inutilmente.Certe esperienze di vita  innalzano di statura gli uni sugli altri  spesso  non senza sprezzo e superbia.
Sarà stata anche una poesia che ti rivoltava le viscere...sostanzialmente commovente,fa piangere però  che gretto modo per far sentire qualcuno vivo  quando non c'è più gioia che lo renda tale.
Amorfo e vuoto a causa del disincanto,delle disillusioni e degli inganni del suo stesso cuore,trova consolazione e sente di essere vivo grazie ad un dolore che come un ago lo punge.

L'ho fatta in tanti pezzettini,..serve gioia gioia gioia non tristi lamenti,cupe riflessioni,e quei tristi stati d'animo che abilitano l'essere umano al nobile titolo di poeta, guerriero o di alti valori  al prezzo della sua stessa esistenza.Esistenza intensa,dannata,sregolata.permeata di sofferenze che quasi certamente lo condurranno sulla strada della virtù ma il dolore non sempre è oggetto di buona lezione e un saggio maestro se l'alunno o è duro d'orecchi o è un furbo millantatore del dolore per usarlo a piacimento proprio.
Non vi è eroismo in tutto questo.Me ne rendo conto.Questa roba va bene per chi ha bisogno del dolore altrui per rendere ancora viva la propria i vita.La spasmodica ricerca di qualcosa che esalti il cuore,lo faccia sussultare per sincerarsi di non averlo perso da qualche parte;fra le botte della vita,le ferite,la decadenza dei propri sogni.Fra l'arresa e la lotta.

Ci vuole gioia come in una goccia di rugiada,l'arancio-rosso e giallo del sole,l'intenso blu del cielo,il giallo vivo dei girasoli.L'amorevole amore che accarezza ogni cosa e la trasforma in vita vera...non in brevi voli acrobatici destinati a portarti sempre più giù.Ci vuole qualcosa che elevi davvero e davvero nobiliti la propria vita,ad esempio  un sorriso, invece del ormai logorato e abusato pianto.
Siamo stanchi ammettiamolo di tutto questo pattume,grigio,sofferenza.Abbiamo dato troppa nobiltà al dolore e ben poca alla gioia.Ritendo da sempre  stupido chi ha il sorriso sulla bocca anche nelle avversità e un eroe chi  solo ha navigato il mare del dolore e ci siamo sentiti così un po’ tutti eroi almeno una volta nella vita ,guerrieri  senza luce.

Desideri

Un tempo provai l'azzardo di scrivere poesie...come a mio solito nel tempo lascia cadere il tentativo non riuscendo a trovare parole e rime e penetrare attraverso la poesia il mio essere.


Questa poesia è una di quelle abbozzata,incerta per essere poeti ci vuole qualcosa di più della metrica.

Desideri

Forse il tempo un giorno avrà misericordia per questo mio desiderio
che lentamente come una tartaruga avanza e mai sembra raggiungere il punto d'arrivo
Forse il tempo soltanto saprà insegnarmi a non essere impaziente
Forse è solo nel silenzio e nella lentezza che le idee si materializzano,concrete e nitide
Cosi nascono i desideri,cosi si realizzano le idee.

07/10/2012

Liebster award per la natura,un premio per me

Dunque…Clara del blog Chaos (blog che consiglio) mi fa fatto questo regalo gradito,il Liebster award per la natura sebbene io non credo che rimbalzerò a qualcun altro non perché nessuno dei blogger che conosco non lo meriti,sono io semplicemente pigra e forse non pienamente in forma  per stilare un’intervista a mia volta.Siete tutti nominati comunque,in bene ovviamente.

Per iniziare ringrazio sinceramente Clara e rispondo al meglio alla sua breve intervista

  • Sta suonando la sveglia: qual è il tuo primo desiderio, vorresti un caffè a letto o rigirarti e continuare a dormire?

    Continuare a dormire,ma se arriva anche il caffè a letto è meglio
  • Dopo una giornata faticosa preferisci uscire per distrarti o accoccolarti nel tuo plaid preferito a guardare la tele?

    Dipende quando ho voglia di lasciare scivolare i pensieri preferisco uscire a farmi una passeggiata o darmi allo shopping compulsivo( sempre moderato eh eh eh ) se i pensieri sono incazzosi.
    Quando desidero chiudermi nel mio guscio in sacro silenzio della mente e pace del cuore vada per il letto al caldo e cioccolata.
  • Gatto o cane?

  • Tutti e due,giammai potrei  fare una scelta, il gatto a modo suo ,il cane a suo modo ma hanno tanto da dare entrambi.
  • Sei in bici di fronte ad una salita troppo ripida: porti la bici a mano o torni indietro?

    Dipende da come mi gira la giornata…
  • Nell'abbigliamento preferisci la comodità o l'eleganza?

    Comodità e a volte originalità,dipende da come mi alzo alla mattina certi giorni sono gipsy altri giorni semplicemente comoda. 
  • Ti rilassa di più ascoltare musica o leggere un libro?

    Tutte due le cose,nessuna può stare per quanto mi riguarda su un piano superiore all’altra,sono parte di me.
  • La cosa migliore che ti è capitata nella vita?
    Vivere,è già  questo un miracolo.

Fase cazzeggio:Eghetta e la provvisorietà

 

Eghetta si siede sulla panchina.Osserva il mondo fermando il tempo.È stanca delle cose pratiche del mondo,di arrabbiarsi per quelle cose che sua sorella considera " un non nulla".
Eghetta lo sa che sua sorella ha ragione.Tutto è transitorio e lei è cosciente di tutto ciò, tuttavia  non riesce a razionalizzare questo concetto.Sua sorella gli ricorda  sempre che non è qualcosa che si può razionalizzare si può solo percepire,lo sai e basta.È presente,vivo dentro di te ma non ha forma e non rientra nelle equazioni logiche.

Eghetta resta ferma sulla panchina,immobile nel mondo mentre tutto gli scorre attorno.Inizia a piovere, le gocce d’acqua sulla sua testa non la smuovono e né la toccano.Cosa potranno mai essere due gocce d'acqua? Non possono fare più male di uno schiaffo né possono essere più benevoli di una carezza.

-Forse mia sorella ha ragione, è tutto transitorio, non vale la pena di agitarsi tanto per questo non nulla che fin dei conti è un niente rispetto ai grandi miracoli che compie la vita compresa l’esperienza stessa di essere al mondo,e nascosto in questa  esperienza vi è un grande  disegno che deve compiersi-.
-Io questo disegno  non lo  vedo chiaramente ma mia sorella sì-.

Mia sorella dice sempre che non bisogna lasciarsi distrarre,importunare e bloccare lungo il sentiero che si percorre dalle pozzanghere,dai sassi,buche o  da ogni viandante che s'incontra,bisogna andare dritti sulla propria strada.Padroni delle proprie azioni dando giusto peso a gioia e dolore senza lasciarsi sopraffare-.
-E forse lei ha ragione-.

Eghetta s'incammina verso casa,lasciando dietro  sé ad ogni passo le foglie colorate dell'autunno,di tanto in tanto si ferma a giocarci con i piedi;le scansa, le alza,le calcia...pensa a cosa farà quando sarà tornata a casa,a quando chiuderà fuori dalla sua porta il mondo e tutto il suo rumore,il suo agitarsi e le sue pretese.
Per essere un nome qui in terra e non un numero,bisogna addentare,graffiare,calciare tutti i giorni mentre lassù ci vuole poco basta semplicemente"essere".Eghetta incontra un'altra panchina e vorrebbe sedersi nuovamente e lasciar fare,si sente stanca e un po' traballante nell'anima.Facendosi strada fra le foglie invece prosegue  verso casa.Un passo in più non è uno gran sforzo rispetto al farsi comprendere da questo mondo e dalle sue formiche frenetiche e ambizione.

Sua sorella le dice sempre che quando ci si sente così ci si deve fermare,chiudere gli occhi e respirare.
Dopo aver preso fiato la cosa migliore da fare è qualcosa per stesse:amarsi,coccolarsi.È giusto fare un dono alla propria anima per far sì che venga in nostro soccorso,è un po' come quando preghi una dea solo se si sente amata e considerata ti risolleva da ogni cosa.
Eghetta pensa alla cioccolata calda e alla sua tazza rossa,-la mia anima gradirà di certo-.Pensa poi alla doccia che farà scivolare via tutto.
Eghetta giunge alla conclusione che è solo questione di riposarsi e prendere fiato.È solo questione di pesi e misure. Un po' di silenzio non fa poi così un gran danno.
Eghetta si volta a guardare il viale coperto di foglie rosse e gialle,resta immobile e stupita, non è poi così inzuppata,le fronde degli alberi l'hanno riparata dalla pioggia per tutto il suo cammino verso casa.
E già… non si è  mai veramente soli.Mia sorella ha ragione.

Per questo post uno cento mille titoli,in parole povere non ne ho uno.


In questo periodo metto il mio cicalìo interiore in disparte…non che non abbia molto da dire…figuriamoci!
Sono solo presa da altre cose e sono in attesa di altre.
E poi questa bella fortuna in cui mi sono imbattuta: ho trovato in rete due siti in cui “letterarialmente” mi sono persa.
Là dentro ci sono libri nelle “salse” che piacciono a me.Per comprarli tutti dovrei accedere ad un mutuo.Sempre là dentro sono scaricabili “gratis”il che non guasta.Così ho iniziato a scaricare quando questo libro…quando quel libro con la sola intenzione di sbirciarci dentro.Così mi sono organizzata: ho scaricato sul cellulare il lettore per ebook e pdf; per leggerli a letto quando non mi addormento dopo le prime tre righe,ho scaricato lo stesso programma sul pc per leggerli e prendere appunti, sono quindi  partita all’avventura.
Volevo solo sbirciarci dentro.
Appunto, volevo solo assaggiarli ma di fatto ne sto facendo un’abbuffata rinpiangendo di non possederne la versione cartacea per ognuno.Son mai contenta!. 
Amo sottolineare,scrivere a margine,ritornare su un paragrafo più e più volte.Con lo smartphone si può anche fare ma è una boiata,non è uguale,punto.
Volevo solo sbirciarci dentro per scegliere quali comprare, ora il dilemma è grave.Tutti!.
Accidenti, il mio blog è  il mio notes ci metto tutte le cose che mi colpiscono,vorrei poterle mettere tutte quelle parole,fermarle qui ben per bene per conservarle,visto che prima o poi finiranno nel cestino dello smartphone e del pc per far spazio ad altri libri.Sapete la memoria non è infinita per un smartphone per u neppure per un pc,mica come per noi esseri umani che possediamo una memoria
a volte fin "troppo" infinita: non cancelliamo mai nulla.
Devo ricordarmi di ripassare la lezione numero otto: imparare a lasciare andare.
Per ora mi limito a riportare il paragrafo di un libro che mai e poi mai avrei sperato,che dico nemmeno sognato di trovare in rete in versione integrale e per di più gratis.Ovviamente pur  essendo grata all’universo per avermelo fatto trovare in una circostanza di pura serendipità il desiderio di tenerlo fra le mani è troppo forte.
Sono mesi che per via del costo rimando il suo acquisto,Natale però s’avvicina,giusto per chi vuol intendere, sempre che legga questo post  in questi giorni, altrimenti lo riscrivo sulla letterina per Babbo Natale. Non m’arrendo!


Dai miei appunti:
Credetemi:Quello che vi do, non è né una dottrina né un insegnamento.
E da quale pulpito potrei indottrinarvi? Vi informo della via presa da quest’uomo, della sua via, ma non della vostra.
La mia via non è la vostra via, dunque non posso insegnarvi nulla. La via è in noi, ma non in dèi, né in dottrine, né in leggi. In noi è la via, la verità e la vita.
Guai a coloro che vivono seguendo dei modelli! La vita non è con loro. Se voi vivete seguendo un modello, allora vivrete la vita del modello, ma chi dovrebbe vivere la vostra vita, se non voi stessi? Dunque vivete voi stessi.
Gli indicatori di via sono caduti, davanti a voi si aprono incerti percorsi. Non siate avidi dei frutti nati nei campi altrui. Non sapete di essere voi stessi il campo fertile che fa crescere tutto ciò che vi serve?
Ma oggi chi lo sa più? Chi conosce la strada verso i campi eternamente fertili dell’anima? Voi cercate la via attraverso le apparenze, leggete libri e ascoltate opinioni: a che può giovare tutto questo?
Esiste solo una via ed è la vostra via.
Cercate la via? Vi metto in guardia dall’imboccare la mia, di strada. Per voi può essere quella sbagliata.
Ciascuno percorra la sua via.
Non voglio essere il vostro salvatore, né darvi leggi o educarvi. Non siete più dei bambini.
Imporre leggi, migliorare o rendere facili le cose è diventato un errore e un male. Ciascuno cerchi la propria via. La via ci porta all’amore vicendevole nella comunione. Gli uomini vedranno e sentiranno la somiglianza e la comunanza delle loro vie.
Leggi e insegnamenti comuni spingono l’essere umano all’individualismo per sottrarsi alla pressione di una comunanza non voluta, la solitudine rende però l’uomo pieno di ostilità e venefico.
Date dunque all’uomo la dignità e lasciatelo essere individuo, affinché trovi la sua comunità e la ami.
La violenza si contrappone alla violenza, il disprezzo al disprezzo, l’amore genera amore. Date dignità all’umanità e abbiate fiducia che la vita troverà la via migliore.
Uno degli occhi della divinità è cieco, uno dei suoi orecchi è sordo, il suo ordine è attraversato dal caos. Siate dunque tolleranti verso le storture del mondo e non ne sopravvalutate la compiuta bellezza.

da Il Libro Rosso.Carl Gustav Jung

n.b Sento un palpito al cuore solo a rileggerlo.Esagerata?Macché! Solo chi sa può capire la bellezza di queste parole.Aspettate che vi riporti un certo paragrafo dal libro Disobbedienza civile di
Thoreau altro che palpito al cuore  lì mi s’espande anche la mia anima anarchica,ora come ora costipata in ‘sta società.Anche se a pensarci bene,rileggendo questo pezzo di Jung  la mia  anima salta allegra.Ha trovato un suo simile.

La minestra di sassi

La prima volta che lessi questo racconto lo sottovalutai molto, lo recepii per quello che  apparentemente è: un racconto.Sebbene cosciente che in ogni racconto vi è una morale e una lezione lo lasci scivolare via fino a ieri quando la sua preziosa lezione mi è venuta in soccorso.

La minestra di sassi

Un viandante bussò alla porta di un casolare. Era stanco ed affamato, e chiese alla massaia qualcosa da mangiare.
Rispose la donna:
«Mi dispiace, ma vi siete rivolto proprio alla casa più povera. Non posso offrirvi neanche una ciotola di minestra!»
«Avevo visto il camino fumare – disse l'uomo – cosa c'è sul fuoco?»
«Solo acqua – rispose la donna sconsolata – non c'è né carne né pasta, e nemmeno qualche osso. Non posso più andare alla bottega finché non avrò saldato il mio debito».
«Ma con acqua e fuoco si può fare una buona minestra – osservò il viandante sorridendo – basta solo qualche sasso, di quelli saporiti...»
«Qualche sasso? Ma che dite? Volete fare la minestra coi sassi?»
«Conosco dei sassi speciali: sono ciottoli di fiume polposi e levigati, che fanno un'eccellente minestra».
La massaia guardò con diffidenza lo strano visitatore, pensando che forse era un po' tocco. Ma quello, con un'espressione tranquilla e sicura, continuò:
«Attendete qualche minuto. Ho visto in riva al fiume quel che fa al caso nostro. Andrò a prendere qualche buona pietra da minestra».
Tornò di lí a poco con due bei ciottoli rosati. Li teneva con delicatezza e li porse alla donna dicendo:
«Lavateli accuratamente e fateli cuocere per una buona mezz'ora. Poi mi direte!»
La curiosità vinse sull'incredulità. La massaia prese i due sassi, li lavò e li pose sul fondo della pentola.
«Ora non resta che attendere. Posso sedermi? – chiese il viandante – Ho tanto camminato».
La donna gli porse una seggiola.
«Penso che non siate ancora convinta della mia minestra – continuò l'ospite – ma vedrete che sarà eccellente. Ci vorrà però un poco di sale...»
La donna gettò un pugnello di sale nell'acqua.
«Gli odori esalterebbero di certo il gusto... Se ci fossero una costa di sedano e qualche foglia di prezzemolo...»
La massaia andò nell'orto, prese sedano e prezzemolo, li risciacquò e li mise nell'acqua che bolliva.
«Ci starebbero bene anche due foglie di insalata e, tanto per il colore, uno o due pomodorini...».
Anche quelli finirono nella pentola.
«E ora, con una cipolla e una carota si potrebbe fare un soffritto...»
Un battuto di carota e cipolla fu quindi posto sul fuoco a sfrigolare e, quando fu dorato, venne aggiunto alla minestra.
Nella stanza si era diffuso un delizioso profumo.
«Se avete del pane, anche secco, ne potremo mettere qualche pezzo nella scodella – suggerì l'uomo – e ci verseremo sopra il brodo di sassi».
La donna servì la minestra fumante, l'assaggiò ed esclamò:
«È veramente squisita!»
«Ve l'avevo detto! – esclamò il visitatore compiaciuto – E, vedete, i ciottoli sul fondo della pentola sono rimasti quasi intatti. Lavateli e conservateli, li potrete usare ancora per una buona dozzina di minestre!»

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