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Sigaretta esoterica

 

Può darsi che mi sia solamente sfuggito o che l' abbia presa con non curanza come se fosse la normalità, la routine, insomma   qualcosa che al mondo  sia  normale che una persona faccia.Fumare.
Una,due, tanto per scazzare,tanto per fare, tanto quanto basta per nascondermi.
Mi vien quasi da sorridere "fumo per tirare il fiato" fra una battaglia e l'altra,ogni sigaretta è come una pagina di un libro che volti in attesa del finale pieno di aspettative, o dell'epico vissero  felici per sempre, ad ogni sigaretta l'unica cosa che  davvero si volta e rivolta è il mio portafoglio, ed  il mio  io che si gongola.

Tutto, sebbene con leciti dubbi e di quando in quando con un po' d'incertezza, procedeva nella normalità assoluta,fino a quando Francesco mi fece notare che fumare è abusare di se stessi. Sistematicamente come avviene per le tessere del domino mi crollò tutto addosso, alla fine così tanto potente,risoluta e determinata non mi vedevo più.

Avete presente quelle belle frasi che si leggono qua e là? Tipo quelle di Gandhi che si trasformano in illuminazioni, vuoi perché le ha dette  uno come lui e quindi pensi che se l'ha detto lui potrebbe essere vero, vuoi perché suonano così bene: così forti e veritiere,e non puoi fare a meno di farle tue, di scriverle ovunque e di condividerle, ecco in quelle parole quando ci entri davvero dentro ti rendi conto di qual è la differenza fra fare  demagogia in questo caso spirituale e l'applicazione di tale massima, dopo due secondi comprendi che son tanto belle fintantoché rimangono parole,quando tenti di metterle in atto ti spacchi dentro, ti nascondi dagli specchi per non  vedere come sei davvero.
Gandhi disse: <La forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà indomabile>,davanti a questa sigaretta, la mia volontà non solo si dimostra  domabile, ma anche fragile e pure dormiente.A questo punto non è più  la sigaretta il problema, non lo è mai stata.Sono io il problema.

La sigaretta è una delle tante catene dell'anima, tu pensi che sia solo un gesto invece è un mosaico di azioni occulte.
Tu credi che sia un abitudine e come tale innocua al tuo spirito, invece è un serpente,e pure  di quelli tanto astuti.

Se fra me e il mio Dio interiore,se fra il mio io e il mio sé non vi fosse tutta questa distanza saprei perché fumo,saprei il "codice occulto" che ogni sigaretta ha dentro di sé,a quel punto saprei tutto di me.Ben inteso le sigarette non sono tutte le catene del mondo e nemmeno tutti gli abusi possibili che una persona può fare a se stessa, ma nel mio caso cominciano ad essere un problema.
Così scherzando ho battezzato il mio vizio di fumare la "Foresta Nera", ogni sigaretta è un albero animato, una zona della foresta, uno spiritello.Il risultato è che l'ho visto bene il perché fumo  e in quali situazioni, ho visto bene cosa si nasconde dietro.Ora di fatto è un problema.

Se cerco un fuoco sacro non sarà di certo nella fiamma dell'accendino che lo troverò,se cerco una passione che mi arde dentro non è certo sotto la cenere della sigaretta che la troverò.

Senza le mie sigarette mi sento senza armatura e indifesa...senza le mie sigarette dovrei rinascere di nuovo.

A volte ho la sensazione che mi tolgono fiato,non mi nutrono e usurpano la naturale bellezza dentro di me e fuori di me.

Non poteva mancare il paradosso, ma quando riesco a starne senza per qualche ora accade il miracolo.
Non sono più fragile di quanto credevo, non sono poi così smarrita,tutt’altro le idee son ben chiare e miei  atti consapevoli, mi sento immersa nella forte potere della libertà dalle catene.
Peccato  che il miracolo e  suoi effetti svaniscano dopo un po’ come un miraggio nel deserto.
Resto sola e consapevole…tremendamente consapevole.

4 commenti:

Non ho consigli sui vizi, se non ricordarti che ce ne sono di migliori e più salutari del fumo ;)

Ma visto che sono tornato dalle ferie, passo a farti un saluto :)

 

Purtroppo ho un bruttissimo rapporto con le sigarette, per me sono il male più assoluto. I miei sono due fumatori accaniti e il fumo toglie loro quel poco di luce che c'è in loro. A volte mi fanno venire in mente Patty e Selma, le sorelle di Marge dei Simpson, sempre con la "cicca" in bocca a esalare fumo e annebbiarsi.

L'unica cosa che della sigaretta mi piace è il fatto che i fumatori hanno come uno strano legame, anche nell'offerta della sigaretta ad un conoscente c'è come una "magia", non ti so spiegare esattamente cos'è, magari tu lo sai!

Carola, il giorno che le butterai via sarai felicissima, ne sono sicura.

 

Ciao Sea lo credo anch'io che sarà felice :-)
Io sinceramente non offro mai sigarette, non penso mai che sia qualcosa da condividere, come offrire una birra o un caffè,cosa che invece appena posso mi piace fare.
Ho letto un po' di te nel blog di Lilly, dai forza sono gli ultimi ritocchi e poi tutto sarà nuovo.

 

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