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Chiudi gli occhi...un attimo

Ma si va iniziamo l'anno con un esercizio di quelli che io chiamo creatività alternativa

Direte: «Come? Per la strada? Meditare per la strada?» No, non dico che dobbiate meditare per la strada, ma potete benissimo fermarvi alcuni secondi davanti alla vetrina di un negozio, e là, senza essere necessariamente concentrati, tesi, fissi su qualcosa, chiudete gli occhi per qualche secondo senza pensare a niente. È a quel punto che l’anima e lo spirito regolano le correnti, e voi ritrovate così la vostra unità interiore e vi sentite tranquillizzati, rafforzati. Esercitatevi, e capirete quanto questa pratica, apparentemente insignificante, possa aiutarvi! ”
(Omraam Mikhael Aivanhov) da Meditare.net


Nota:
Personalmente mi capita di farlo spesso,quando sento la testa troppo piena di discorsi, quando tutto quello che mi circonda si trasforma in ansia viscerale, quando per un attimo voglio fermare il mondo.
Funziona.


Buon anno


 Non sono molto er gli auguri in genere ma giusto per stemperare il cinismo verso le feste in genere...

 

                         
A quegli amici su cui posso contare senza riserve;
A chi c’è sempre nel momento del bisogno;
A chi non si dimentica, nemmeno una volta, di perdonare i miei errori
a chi c’è sempre, nonostante gli sbagli,
a chi mi sorride, anche se prova dolore nel cuore,
a chi usa gentilezza senza aspettarsi nulla in cambio,
a chi osa amare, sorridere, sperare e mi insegna a farlo.
A tutti voi amici sinceri,
Auguri di Cuore! Buon Anno Nuovo!
Stephen Littleword

Personalmente semplicemente auguri di buona vita a tutti....oggi e sempre

Puoi sempre scegliere



 

Puoi sempre scegliere
se cavalcare l'onda o lasciarti travolgere;
puoi sempre scegliere
se reagire negativamente o trasmettere energia positiva;
puoi sempre scegliere
se criticare o essere d'esempio;
puoi sempre scegliere
se lamentarti o impegnarti;
puoi sempre scegliere
se ascoltare col cuore o farti condizionare dalla mente;
puoi sempre scegliere
se sorridere o giudicare,
puoi sempre scegliere,
se essere gentile o avere ragione.
Puoi sempre scegliere
che profumo lasciare dietro di te.

           (Danilo Rubello Balbinot)

Un solo istante ineffabile

Dentro di me c'è molto di più di quello che si vede,
dentro di me ci sono percorsi irti che nessuno potrebbe immaginare.

Ho danzato con la gioia e la sofferenza
Ho abbracciato  vittoria e sconfitta
Ho conosciuto una  meravigliosa creatura  " l' anima mia"
l'ho vista, vista l'ho sentita.

Dapprima mi ha sorriso, poi mi ha abbracciato
...abbiamo pianto e riso insieme per quanto sono buffa, ostile,
amara,fragile,piccola,incosciente,forte,grande...
Mi ha portato  in viaggio con sé, mi ha fatto un regalo che al mondo nessuno mai
avrebbe potuto farmi, un solo istante ineffabile,
era  sorprendentemente reale e immensamete eterna.

Mi ha insegnato a credere,volare e saltare avanti e indietro nel tempo,
Mi ha mostrato un mondo dove tutto è possibile

Mi ha portato là dove si gioca con la realtà e la sua illusione.

Sono stata sull'isola che non c'è dove vi sono le anime dei bambini dispersi
la dove noi in realtà "siamo"...ma senza esserne  davvero consapevoli .

Carolina Verzeletti

Il dono

Il dono


I regali portano dentro di sé una sorpresa , sono le parole non dette, sono il riflesso dell'immagine che qualcuno ha di te giusta o sbagliata che sia ,esprimono l'interesse o il dinteresse verso la tua persona...dai regali comprendi come ti vede chi ti circonda...

Sul tavolo una scatola, dentro c'è un dono, e lì resterà.
Non avevo nulla da festeggiare, nessun compleanno, non è Natale, è solo un  giorno comune o forse tanto comune non è dal momento che quella scatola rimmarrà li.
Gli scivolo davanti, tiro dritta, senza uno sguardo,senza un pensiero, attraverso la sala e mi nascondo sotto la doccia,tutto si mischia, pensieri,lacrime, tutto scivola insieme al sapone, la mia pelle profuma,
cancellata anche ogni traccia di te.

Scompaiono insieme al sapone, gli anni. il tempo, i silenzi forzati...
Solo un accapppatoio coccola la mia pelle, solo il mio profumo accende
la mia  voglia di fare l'amore...

Il mio sguardo segue la scatola sul tavolo,ma non vuole sapere cosa contiene,,,non  ho avuto nemmeno il tempo di scartarlo, nemmeno il tempo d'immaginare...che tutto era già finito,

Ma quando è finita? Prima o dopo l'arrivo della scatola?

Se mi mettessi a fare la vittima sarei una bugiarda, se dicessi non me l'aspettavo starei di certo dicendo una stronzata...se poi aggiungo che io non lo avrei mai voluto che accadesse doppia stronzata, doppia infedeltà,infedeltà morale quella fisica l'ho chiusa nel cassetto e ancora mi chiedo se ho fatto bene.

Apparecchio la tavola, insalata, pane,scatola del regalo, cosi l'atmosfera è intimamanete romantica, peccato che la sedia davanti a me è vuota...ma non ci vorrei te,é un occasione per andare a dormire presto, per riaprire quel libro, e non ho niente a cui pensare.

Il regalo è sul comodino

Buongiorno al regalo e alla  nuova me, mi resta una sola domanda "perchè il regalo?"

Tutto capita all'improvviso,questa è almeno l'apparenza, anche le storie d'amore
si chiudono all'impovviso?
Due giorni prima spedisci un regalo,due dopo ami un altra? O forse è  vero: attenta  a quello che desideri,si potrebbe avverare e si è avverato.

Esamino accuratamente da lontano il dono, scatolina piccola, quadrata,carta rosa antico,accuratamente confezionata.
Allegata nella scatola più  grande che la conteneva c'è una lettera.

"Ciao Tati so che quando riceverai il regalo,tra noi sarà già cambiato tutto,non è un regalo per farmi perdonare...  avevi già compreso da tempo,pazientemente aspettato e cercato di portarmi consapevolmente verso la realtà dei miei sentimenti per te e proprio oggi che ho deciso di parlarti  passando davanti alla  vetrina  di un negozio l'ho visto e non  volevo rischiare in un tuo rifiuto.
Accettalo,ti rappresenta, incarna la donna che sei, e con questo dono volevo solo dirti: non mollare mai in ciò che credi, sii forte nella tua libertà, e serena.
Ti voglio bene"

Scarto il regalo,il mio profumo preferito, penso che l'accetterò,ci vuole una doccia...
Dalla doccia esco profumata,rilassata,morbida,come  i miei pensieri e le mie emozioni.
"Pronto,come stai? Dai, raccontami di lei"
 Silenzio, poi una risata "con piacere Tati se ti va di ascoltare"
"è la tua vita,mi va di ascoltarla"...

15 giungno 2006

Attraverso la poesia l'origine

Il Sole è mio Padre, la Luna mia Madre.
Sono un piccolo raggio di luce caduto per sbaglio su questa terra,
porto con me la nostalgia per la mia famiglia perduta,
lascio dietro di me una scia di romantica bellezza,
spargo intorno a me l'amore dell'Universo!
Sono parte del tutto e il tutto è dentro di me!
Conosco la gioia e il dolore,
ho imparato l'amore e l'odio,
ho subito il disprezzo e ho goduto l'ammirazione,
ho sentito il buio parlarmi e in quel buio ho trovato il rancore e la rabbia,
so cos'è la serenità dopo averla trovata dentro di me,
ho ritrovato "Dio" dopo essermi persa nei meandri dell'insoddisfazione,
ho scoperto la scintilla di divino che mi è stata donata alla nascita.
Ho vissuto tutti i giorni alla ricerca di qualcosa che ho ritrovato solo guardando in cielo e scoprendo da dove vengo.
Sono figlia dell'Infinito e sono io stessa Infinito ... il Sole è mio padre e la Luna mia madre ... la Terra mi ha adottata.


Nota personale:
Mi ha molto colpito questa poesia di Marcella.
Scorre lenta e dolce intrinsica ad essa la danza della vita.

Il Daimon di Jung

Come una sorta di guida il daimon ci accompagna nel viaggio del 'risveglio.' Esso non può essere negato, e quando emerge ci obbliga a diventare più sicuri di noi, perché smettiamo di delegare a terzi l'approvazione delle nostre scelte, e ci diamo ad obbedire solo alla nostra coscienza.

Tra le funzioni più importanti assolte dal daimon nell'ambito dei processi di 'risveglio', vi è lo stimolo alla inversione delle proiezioni. Da addormentati tendiamo a proiettare il daimon sul nostro prossimo. La forma negativa viene proiettata su coloro i quali consideriamo nemici e sulle cose sgradite. Quella positiva su figure autoritarie come genitori, sacerdoti, insegnanti, guru, ecc. Finché demonizziamo il nostro prossimo, non riusciamo a vedere i nostri stessi demoni interiori, e viviamo come bambini inconsapevoli. Per diventare psicologicamente maturi, adulti autonomi è necessario invertire queste proiezioni, interiorizzare il daimon, e misurarsi con esso.

La parola greca 'daimon' significa letteralmente 'distribuire destini.' Di conseguenza il 'daimon' sarebbe la energia o l'essere universale che ci assegnerebbe il nostro destino umano. La cultura romana adottò il termine e in seguito lo traslitterò  nello attuale 'demone.' Tuttavia si noti che nel significato originale e nella accezione junghiana il daimon non è l'essere negativo che oggi associamo al 'demonio.'

Articolo integrale su Anticorpi.info
dal sito Jungian Center

Traduzione di Anticorpi.info

I post di creatività alternativa-introduzione

Dopo qualche riflessione del tipo,ma no , ma si ... ma dai... ho deciso di inserire i post di stampo...mmmmhh  non so come definirli,per me  sono  fra lo spirituale e il fantastico, fra il tutto è possibile e una semi burla, fra il provare per credere e il va bene provo ma se è gratis.

Conosco quasi tutti gli autori di libri del tipo "chiedi e ti sarà dato".
Ho sperimentato quella che io definisco creatività alternativa di ogni genere per fare piovere mele dal cielo.
Perchè?
Perché è sin da bambina che credo nell'impossibile.
Perché contro ogni mia volontà logica la fantasia non mi ha mai abbandonato.
Perché credo che esistono mille strade per arrivare in luogo,perché credo che esistono mille soluzioni per risolvere anche una cosa sola.
Fra i santoni e miracolosi scrittori di questo stampo, ci sono tanti furbi ma personalmente non mi sono mai curata dell'autore ma del contenuto e la possibilità di sperimentare,si sa tutti devono mangiare.
Fra questi libri che ormai son tanti quanti quelli di religione e di storia, ce ne sono alcuni validi altri simili fra loro,altri ancora che non sanno né di carne né di pesce.
Ma la ricerca vera non esprime né giudizi né pregiudizi,la ricerca s'infiltra in ogni fessura,in ogni angolo,in ogni dove...solo dopo se ne trae le dovute conclusioni.

Escludere tutto a priori è come non partire mai perché sai che tanto dopo passa un altro treno e un altro ancora però i treni ci saranno sempre mentre tu hai un solo viaggio per lo meno nel qui e ora...la prossima vita non è affar tuo per ora o quasi ( opss il debito del Karma).

p.s Ritengo giusto spiegare le motivazioni della mia scelta, lo farò attraverso un racconto, presa coscienza del fatto che nel web di questo genere di post ne circolano a centinaia e  più, per vendere libri con le affiliazioni, per vendere corsi,per rimbambirvi un po', perché è il trend del nuova era  e per guadagnarsi lettori, voglio solo raccontarvi del perché della mia buona fede e perché almeno uno   di questi articoli nella vostra vita  dovreste leggere e sopratutto sperimentare,finché è gratis concedetevi la curiosità e di sentirvi un po' bambini e buffi nel provare alcune pratiche, la cosa peggiore che può capitarvi è che i miracoli forse non  imparerete a farli ma avrete di certo scoperto qualcosa di nuovo di voi.

n.b Solo una precauzione nel vostro errare non andate a ficcare il naso in Verità che sentite di non poter comprendere, non sperimentate cose tipo meditazione o pratiche di ricerca dell' inconscio o altre se sentite di essere troppo fragili e non ben disposti ad accettarvi per come siete e  accettarvi  come il solo responsabile del peggio della vostra vita, per lo meno non fatelo da soli ma con una guida seria.



.....C'era  una volta...
La storia cominciò tanto tempo fa , molto tempo fa (a ripensarci non poi così tanto tempo fa) nella testolina di una bambina che con il nasino all'insu;non era molto convinta dei discorsi degli adulti, guardando in un punto non definito nel cielo della sera si ripeteva fra sé e sé -esiste molto di più,ma molto di più ancora del pezzo di cielo che vedo-
Così iniziò ad avere a che fare con streghe,fate,elfi e orchi,sempre più incuriosita e stimolata dall'intuito  decise di varcare le soglie antiche sino ad arrivare al cospetto della Dea Madre e della Forza che tutto crea, era troppo piccola per il luogo del "tutto e del nulla", e le dissero quando crescerai in statura quanto una quercia potrai entrare  ma era evidente che cosi tanto non sarebbe cresciuta; almeno così pensava,  ma si sa questi Maestri viandanti e saggi parlano sempre per metafore,allegoria e enigmi.
La bambina non appagata solo dalle Magie,dal Sacro e dalla religione Antica frequentò sotto il bancone del bar per non farsi vedere la Bettola dei Pensatori per molti mesi.
Alla "Bettola  dei Pensatori" ubriachi di concetti,idee e Verità con tanto di copyright era un vero caos, chi alzava la voce,chi batteva i pugni , chi pestava la sua testa contro il muro perché al beone di Sapienza di turno non entrava in testa la sua teoria e certezza( almeno per lui),  tanto che una sera esplose una  mega rissa causata da un certo Marx e un tizio  chiamato Bakunin, uno parlava di un coso che chiamava comunismo e l'altro di una cosa che chiamava anarchia, anche se ubriachi e mossi da intenzioni sincere tutti gli altri si divisero chi con uno chi con l'altro e in un attimo non si capì più nulla...la bambina divertita a vedere adulti prendersi per i capelli come i bambini capì una sola cosa che il signor Marx non aveva torto ma nemmeno il signor Bakunin, il metodo cambiava dai due punti di vista ma la Libertà è cosa preziosa, che se le comunità operassero in comune tutto sarebbe più facile,come gli raccontò un giorno il vecchio Lao "tutti siamo parte di uno".e comprese che la Verità sta sempre nel mezzo.

Di fatto mentre cresceva in statura, poche ma essenziali cose aveva compreso:
Che tutto è possibile se ci credi,ma davvero.
Inutile perdere tempo a dimostrare scientificamente ciò che è perché cosi è, punto.
Che tutto si può avverare,se sai cosa vuoi davvero e dico davvero, ci sono volte che vorremmo un qualcosa ma in fondo a noi stessi non è proprio così.
Che tutto esiste e nulla esiste al contempo.
Che la realtà è mutevole, ora c'è ora non c'è più quel che vedi.
Che la vita è solo un lungo cammino dei tanti che si fanno
Che per conoscere il valore degli "aggettivi dei provarne il contrario: buono-cattivo.leale -sleale e così via, non basta conoscerli per sentito dire o perché qualcuno lo impone a qualcun altro si possono solo provare.
Che nessuno possiede la Verità assoluta ma tutte possono essere Verità a volte anche la nostra Verità muta dentro di noi,guai se non fosse così, moriremmo di Ottusità .
Che vedere non è credere ma credere è vedere ( questa frase è su gentile concessione da Santa Claus, per una volta me la lasciata usare)
Che stupido lo è chi lo stupido lo fa ( dal mio amico Forrest)
Che la libertà è molto è più di quel che si crede
Che la Realtà è molto di più di quel che vediamo e sentiamo.
Che tutto è mistero
Che la Verità non siamo noi a trovala ma è lei che si svela a noi quando siamo in grado di comprenderla e mai lo farà totalmente.
...E molto altro ancora... ma come scriveva il buon Ende “ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta”
Il post che volevo postare...lo posterò un altra volta la mia premessa è stata più lunga di quanto immaginassi e già molto vi ho annoiato ( finta umiltà :-,ihhihi)






Elogio al Relativismo

                                                            Un passo nella Filosofia

                                                         Elogio al Relativismo da Diogene Blog

...A tal proposito l’illuminista Lessing utilizza un’immagine che trovo molto pertinente e che pone nella giusta prospettiva “dialettica” il rapporto tra verità e ricerca della verità: «Se Dio tenesse chiusa nella sua destra ogni verità – scrive Lessing – e nella sua sinistra la sola inesausta pulsione alla verità, sia pure col corollario per me di un sempiterno andare errando e mi dicesse: “Scegli!”, con umiltà mi precipiterei alla sua sinistra e direi: “Dammi, padre! La pura verità e solo ed esclusivamente per te!». Il relativista non teme, come Lessing, proprio quel sempiterno andare errando, e a prescindere dal fatto che egli creda o no che da qualche parte un fondamento, un senso assoluto, una verità eterna esistano, egli sa per certo che la mente umana, per come è fatta, non potrà mai attingerli, e se lo fa si tratta solo di un’illusione. La verità è cosa divina, mentre la sua ricerca è cosa umana.

Relativismo

p.s ho appreso d'esser  una relativista :-),ma le eticchette in genere non le sopporto,ma fanno farte di quel eterna separzione e  dualità in cui è immersa la razza umana nel suo eterno caos mentale e spirituale.

La donna e il suo potere

                                                            Due passi nel spirituale...

  
Solo la donna può redimere questa umanità, perchè le sue basi sono nella Terra; è dolce e generosa come la Natura ed è la guardiana della vita e la maestra dell’amore. Noi curandere viviamo con la Terra, ecco perchè la nostra strada è quella della Terra.
Questa è la prima via che ogni donna deve percorrere. La seconda è quella dell’acqua, con cui impara a manipolare un elemento che le permette di creare, sognare e rendere tutto possibile.
La donna sa che gli alberi parlano; il vento e le rocce parlano fra loro e parleranno anche a te, se li ascolterai. La donna parla col mondo interiore. Una donna incinta può parlare col figlio che porta in grembo, con quella vita che palpita dentro di lei.
La donna è anche capace di farsi canale dello Spirito, permettendo all’uomo di elevarsi sino all’Essere Divino. Può fare molto, al giorno d’oggi, se lo desidera. Ma alle volte la donna non vuole, oppure ha dimenticato il potere che la Pachamama le ha affidato.
Hernàn Huarache Mamani

La bella addormentata ha un nome che fa paura,libertà

Non posterò una canzone a tema, o almeno cosi per altri può sembrare,ma non per me che con questa canzone sono cresciuta...il primo giorno che la sentii,ricordo ancora... nascosta sotto la coperte, ero piccola,dieci anni,piccola e ancora aspettavo nelle sere d'estate di scoprire fra le stelle chissà quale mistero, e mi chiedevo se lassù in qualche luogo vi era un luogo chiamato "casa",un luogo differente da quello che sta qua giù, mi chiedevo da dove tutto venisse, mi chiedevo se in realtà esistesse qualcosa di più di quello che il mondo mostrava,se draghi e unicorni stavano nascosti ma se li chiamavi portavano soccorso, mi chiedevo se le dee e gli dei esistevano veramente, se il dio di cui sentivo raccontare era il Re degli dei e con lui una Regina.
Sognavo e ascoltavo questa canzone,sognavo e diventavo consapevole che crescere era anche il mio destino, mi accarezzava la voce di Augusto come un padre paziente che ti racconta una favola,la favola di crescere, piansi, con una mano stringevo la mia età e con l'altra accennavo al volo, piansi con nel cuore la nostagia di qualcosa che ancora doveva passare, ma in fondo a me stessa volevo correre,ridere,crescere...
In quel giorno capii chi volevo essere e cosa di più amavo,la libertà...da allora non smisi mai di amarla.
Ieri ho navigato fra le canzoni nel web, ho navigato fra le canzoni anarchiche e popolari, ho navigato fra De André e i Nomadi e sono tornata a sognare...

Avrei voluto postare questa o quella in questo mio blog, il blog della Cantadora il blog dell'anarchia che è in me, quell'anarchia che tutti pensano di avere capito ma in pochi ne hanno colto davvero l'accezione della sua "essenza" racchiusa nel suo termine,Anarchia :senza capi, troppo poco è molto di più.



Una Cantadora che altro racconterebbe se non favole di libertà, travestista quando da Baba Jaga e quando da Fata, libertà che si rimesta nel calderone o come canticchiava De Andrè" la bella addormentata,la la la, ha un nome che fa paura libertà,libertà,libertà..."

Avrei voluto postarle tutte, e forse una ad una lo farò...e un po' lo devo a Joker che con sul post mi ha riportato a memoria pensieri assopiti  lasciati in stand by a rimestarsi nel calderone sopra al fuoco alchemico, al ricerca del tempo giusto,delle parole giuste, della maturità di spirito giusta.



Perchè è difficile non scadere in quel anarchia che diventa populismo e luogo comune.

Perchè è difficile rimanare aderenti alla sua essenza

Perchè è difficile essere umani e scervi da padroni e ragioni

Perchè è difficile essere prima  ancora che anarchici verso altri essere liberi da sè stessi.




                                                             

Cos'è un libro?

..."Per non parlare della trovata di un bambino che dice che nel libro c’è una mezza anima – quella dell’autore – che per funzionare deve incontrarsi con l’altra mezza – quella del lettore; oppure di un altro che sostiene che il libro ha tante anime quanti sono i suoi lettori, e così via"

       Credo che sia una fra le più belle idee su cosa si nasconda in libro che abbia mai sentito.


Libri che accendono la mente (o menti che accendono i libri?)


Sto usando scientemente una classe di bambini (una quinta elementare) per i miei esperimenti filosofici con quella fascia di età. Non che quelli del passato non fossero “esperimenti”, ma questo lo è un po’ di più perché è finalizzato alla stesura di alcune parti di un libro che sto scrivendo, dedicato alla filosofia con i bambini. La strategia è però un po’ diversa dal solito, perché sto filosofando con loro in maniera laterale, per cerchi concentrici, apparentemente episodica (o, per meglio dire, rapsodica). Il filo conduttore questa volta non è il filo di filosofia, ma il libro. La cosa, cioè, più antifilosofica che ci sia – se si deve dar retta a Platone, che però tra-scriveva abbondantemente i suoi Dialoghi socratici.
E siamo partiti, tra l’altro, dal concetto di libro, dalla sua idea, da quel che esso è come essenza. Questa opera di astrazione è stata compresa così bene che adesso maneggiano perfettamente la coppia astratto/concreto, universale/particolare.
Lo scopo? a parte quello utilitaristico che ho esposto sopra, dimostrando ancora una volta la filosoficità dei bambini? Boh, non lo so ancora di preciso, mi sto facendo guidare da loro – soprattutto dalla loro creatività linguistica, dalla spontaneità e dal vulcano di metafore che ogni volta ne vien fuori. Ora siamo alle “facce” dei libri…
Ma facciamo un passo indietro. Tutto nasce dalle metafore coniate per dare una definizione di “libro”. Che cos’è un libro? Beh, non è che sia così facile rispondere o dare una definizione precisa (già anni fa in un altro gruppo avevamo raggiunto la conclusione paradossale che il libro è insieme tutto e niente). In effetti le metafore utilizzate sono state molteplici, talvolta fuorvianti, ma sempre interessanti (il libro è come… un giardino, un quadro, uno scrigno, un tornado, un tesoro, un regalo, un universo, un viaggio, addirittura una caramella!)
Finché è venuta fuori questa faccenda del corpo e della mente, e della similitudine tra libro e persona. Entrambi possiedono tanto un corpo, un supporto, una parte visibile quanto una mente, un’anima, una parte invisibile. A quel punto ci siamo concentrati su questa metafora e l’abbiamo approfondita. Senza, tra l’altro, disdegnare ragionamenti vagamente spinozisti su che cosa si debba intendere per corpo e che cosa per mente.
Ad un certo punto ecco comparire la “faccia”: un libro ha una faccia, esattamente come una persona, e da quella faccia noi possiamo capire alcune cose e farci un’idea di quel che c’è dentro – come per le persone. Interessante, ma fin troppo facile. Perché in verità la faccia – come la copertina di un libro – può ingannare. Così come è ingannevole il titolo (che è il nome del libro). La faccia-copertina, cioè, può benissimo essere una maschera. Ed ecco il brivido del confine problematico tra interno ed esterno, superficie e profondità, essere ed apparenza – appare quel che è, o può anche apparire quel che non è (o che a noi non sembra che sia)? Sfaccettature dell’essere e sguardo prospettico… ovvio che non uso questa terminologia, ma tali concetti sono piuttosto chiari nelle menti dei bambini. Sanno cioè benissimo che cosa si debba intendere per simulazione (o dissimulazione) e la maschera è un dispositivo simbolico molto interessante – anche perché indica ciò che è immutabile ed ossificato, quasi fosse lo strato di morte sulla pelle viva delle cose.
(A proposito poi di vita, di corpo e di anima, viene fuori anche una splendida discussione sul concetto di automa, su ciò che rende vivo un corpo, su anima, emozioni, meccanismo, ecc.; tra l’altro uno dei libri che mostrerò è proprio La straordinaria invenzione di Hugo Cabret. Per non parlare della trovata di un bambino che dice che nel libro c’è una mezza anima – quella dell’autore – che per funzionare deve incontrarsi con l’altra mezza – quella del lettore; oppure di un altro che sostiene che il libro ha tante anime quanti sono i suoi lettori, e così via).
Ma voglio ora riportare – a mo’ di esempio sui libri che accendono la mente (questo il titolo che abbiamo dato al nostro progetto) – la disquisizione durata una buona mezz’ora a partire dal titolo – quindi dal nome – di uno dei libri più geniali di filosofia per bambini (al di là dell’intenzione dell’autore) che mai siano stati scritti, e cioè L’anatra, la morte e il tulipano (lo avevo recensito qui, ed è ora visibile anche su youtube).
Trovatici tutti d’accordo sulla copertina praticamente spoglia e minimalista – l’anatra stilizzata in campo bianco – ci concentriamo sul titolo e sulla sua… stranezza, anzi sul suo effetto straniante. Come mai?
Ipotesi 1: i tre oggetti del titolo non stanno bene insieme
Ipotesi 2: la presenza della parola morte in un libro per bambini è strana
Ipotesi 3: l’elemento estraneo è il tulipano (variante: è l’elemento più accattivante, è colorato, mentre l’anatra è bianca e la morte nera)
Ipotesi 4: la morte è il collegamento tra gli altri due
Ipotesi 5: ci sono due cose concrete e una astratta
Ipotesi 6: c’è la vita da una parte e la morte dall’altra
- al che si aprono sia ipotesi su quale possa essere la storia narrata dall’autore, sia una breve discussione sulla necessità della morte (che, qualora non ci fosse, bloccherebbe lo scorrere della vita, la nascita di altri esseri viventi, il funzionamento delle cose – insomma, bambini piuttosto anassimandrei e dialettici!).
Tutto questo è venuto fuori solo guardando la faccia del libro ed evocandone il nome… stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.
 Da La Botte di Diogene-blog filosofico

Non sei la storia della tua vita

                                            Due passi nel spirituale...

Nessuno di noi ha una sua personale storia di vita in senso stretto, bensì tante storie di vita di cui nessun forse è stata la tua, la mia o la sua.
Se le osservi attentamente puoi vederle tutte passare sullo schermo dell'esistenza. Ridendo del mondo e di te stesso allo stesso tempo, con allegria.



Hai urlato, pianto, sofferto, goduto;
Hai magiato tortellini, patatine fritte, arrosti e bevuto vino, soda, birra;
Hai ascoltato con le orecchie, il cuore, la mente, il cervello;
Hai sentito le parole dietro la musica e la musica dietro le parole;
Hai comunicato con i tuoi gesti e con il tuo silenzio;
Hai amato, detestato, accettato, rifiutato, avvicinato o allontanato;
Hai dedicato tempo ed energie a persone, ricordi, aspettative



Hai sentito le parole dietro la musica e la musica dietro le parole;
Hai comunicato con i tuoi gesti e con il tuo silenzio;

Hai guardato il tutto nelle parti e le parti nel tutto
Continuando a cambiare il tuo punto di vista
perché il tuo punto di vista è la vista di un punto e poi la vista di un altro e di un altro punto ancora... Li puoi mettere tutti insieme in modo da poter cogliere l'insieme delle parti; Così puoi distinguere ciò che prima era confuso e congiungere ciò che prima era separato.


Hai un corpo fisico che prima o poi abbandonerai.

 Molte cose avresti potuto farle forse meglio, ma avresti anche potuto farne altre molto peggio.
Quindi sìì contento di aver fatto quel che hai fatto.

Come hai fatto diverse volte, un po' seriamente un po' per gioco, sai che come sei apparso, così poi scomparirai.

Questo tira e molla un po' ti ha annoiato, altre volte ti ha elettrizzato e divertito; ecco perché fai la tua parte senza prenderla (e prenderti) mai troppo sul serio.

Tanto alla fine non c'è molto da fare se non continuare a giocare un gioco eterno
di cui a differenza degli altri si conoscono le regole,
dove il giocatore ed il gioco alla fine si confondono perchè persino l'atto di giocare e l'ultima mossa, fanno parte e non sono nient'altro che la prima mossa di un altro gioco piu' grande.

Hai vissuto più e più vite all'interno di quelle parentesi spazio-temporale che a loro volta racchiudono un'unica sfera affettiva: la pluralità del tuo, mio, suo, loro, nostro Essere.

Il cambiamento


L’immagine :
image
Il cambiamento
Il cambiamento non indossa mai lo stesso abito
di volta in volta muta il suo volto.
Il cambiamento entra spesso nella nostra vita
senza un ufficiale Invito
il cambiamento è come la cartolina di chiamata al militare
raccogli due abiti,i migliori, qualche oggetto caro,la Bibbia
infili tutto in una valigia,saluti e poi non sai cosa accadrà.
IL cambiamento è il moto della nostra esistenza che spesso
cerchiamo di ancorare al molo,pensando che sia saggio restare
quando invece dovremmo andarcene.
Per talune persone è liberazione, istruire la mente e lo spirito
il movimento perpetuo dell'evolversi dell'anima
poco propensa a fermarsi in un luogo o nel recinto delle prescrizioni
Il cambiamento s'impone ma può rimanere inascoltato per anni
ma l'inquietudine non darà pace.
IL moto del tuo vivere anela alla ricerca del nuovo
ma il nuovo è temuto ed a volte odiato.
Come un cieco che ha predisposto gli oggetti in ordine meticoloso  che al solo tastarli
potrà riconoscerli,crei cosi la tua zona di sicurezza, tutto in ordine e
nulla potrà mai nemmeno nella sofferenza sconvolgere l'ordine solido della disposizione
dei tuoi affetti, dei punti di riferimento, ma ciò che sai  è che un cieco riconosce dall'odore
la posizione di ogni suo avere.

E sarà nella convinzione che nulla vi sottrarrà dal vostro limbo caldo e confortante come il ventre
della madre che rimarrete seduti ad aspettare ma tutto ciò che vi circonda circola,muta, vi travolgerà e solo allora scoprirete di indossare abiti vecchi e stinti mentre tutto intorno a colore ed e vivo
avete atteso la vostra buona sorte restando seduti, avete atteso nuovi sapori restando seduti, avete atteso parole restando seduti...il cambiamento è passato su di voi e la vita con lui  senza possibilità di replica, senza possibilità di ritorno o di andata.
*"Il ritorno non dovrebbe mai essere definitivo, così come la partenza." ma nel recinto delle vostre convinzioni non avete mai viaggiato ne con il corpo ne con la mente tutto ciò che avete fatto è rimanere seduto.
*"E’ proprio il senso di incompiuto che resta dentro a far nascere il desiderio di viaggiare.
L’uomo deve essere migrante, sempre. Che lo faccia con il corpo o anche solo con la mente non ha importanza, poiché, più ancora dello spostamento, ha rilevanza il desiderio di cambiamento."

La poesia:
L'essenza sta nel cambiamento
L'essenza
Sta nel cambiamento.
La crescita e il rinnovamento,
evoluzione e involuzione,
nascita
e decomposizione.
La stasi
È solo un passaggio.
Il moto perpetuo
dei nostri pensieri,
i cambiamenti
suscitati dalle emozioni.
Le stagioni del cuore
Non sono che un'alternanza
Di profondi sentimenti.
La malattia
E la guarigione del corpo.
Vecchiaia e giovinezza:
Tutto è cambiamento.
Il movimento e la crescita,
il sonno e il risveglio
la morte e la vita stessa.
L'essenza
Sta nel cambiamento.
L'amore,
l'amore che tutto domina,
è la forma suprema,
la forza prorompente,
la magia inspiegabile
che non si può contrastare.
L'amore
Cambia le persone
È un gioco costante,
un perdersi e ritrovarsi
per smarrirsi e rinnovarsi,
per cambiare
senza cambiare.
L'amore,
In tutte le sue forme,
Non è che un modo
Di provocare cambiamenti.
Leonardo Colombi

*da Filosofi per caso

Carolina Verzeletti

I due volti della solitudine


I due volti della solitudine

Solitudine che crea,che appaga,
solitudine che nel buio affoga,soffoca,rantola
solitudine che rimescola l’anima,
solitudine che piange senza lacrime.
Solitudine che ride
solitudine  in ogni luogo,solitudine all’angolo,nella stanza,nella metrò,in bar ,in un cinema.
Solitudine abbandonata a se stessa,solitudine cercata, sognata,sospirata.
Solitudine che respira,gioisce, spera
solitudine che muore
solitudine che ama le piccole cose o
solitudine indifferente ormai alle piccole cose  perché vuole solo le grandi.
Solitudine che si riempie nel silenzio o
solitudine che si assorda e stordisce di rumore e chiacchiere.
Solitudine che tinge le pareti con emozioni, straordinarie fotografie delle periferiche della mente e dell'anima, luoghi mai visti, mai visitati prima della mia solitudine.
Solo una cosa ho compreso: solo noi possiamo scegliere  a quale  richiamo dei  suoi due  volti cedere.
Carolina Verzeletti
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La poesia
Emily Dickinson
Solitudine
Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.
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La citazione
Giacomo Leopardi
La solitudine è come una lente d'ingrandimento se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.
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Le immagini
La solitudine che ama,respira, la solitudine calma,serena,la pace…
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La solitudine  che teme, disorientata,piange,si dispera…
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ma in fondo alla solitudine quando hai il coraggio di guardare avanti e dentro di te, troverai sempre un immenso mondo di sorpresa, incanto,bellezza, pace e amore…

La bambina e la pioggia

 

 

pioggia_4


Come un pulcino bagnato
ti lasci coccolare dalla pioggia
dall'alto della tua infanzia.
Alzando gli occhi al cielo
con le tue piccole manine pronte ad afferrare
l'impalpabilità delle gocce d'acqua
ti abbandoni e ti lasci cullare dalla pioggia
nutrendo il forte legame fra terra e cielo che vive in te, ancestrale e selvaggio nella tua grandiosità di essere bambina
Nutri con genuinità la gioia dell'apprezzare le piccole cose
Forse ti costerà un raffreddore ma dall'alto della tua infanzia
questo è solo un piccolo e trascurabile dettaglio
rispetto a tanta gioia e meraviglia.
Ed io non mi sento di interrompere questo sodalizio fra te e il cielo amorevolmente baciato e consacrato dalla pioggia.

Carolina Verzeletti

 


Per Israele Gaza è un “test” del confronto con l’Iran

                  “Per Israele il conflitto di Gaza è un “test” del confronto con l’Iran”

Cosi s' intitola l’inchiesta pubblicata dal New York Times sulle vere motivazioni che hanno indotto Benjamin Netanyahu a scatenare una pioggia di morte e di distruzione .

 “Il conflitto che si è concluso, per ora, con la cessazione del fuoco tra Hamas e Israele ha avuto l’apparenza dell’ultimo episodio di una periodica prova di forza – scrivono David E. Sanger e Thom Shanker, autori dell’inchiesta – ma secondo funzionari americani e israeliani è stata evidenziata una seconda pianificazione strategica. Lo scontro è stato qualcosa di simile ad un preambolo pratico di ogni futuro confronto con l’Iran in cui hanno avuto un evidente ruolo dei razzi potenziati capaci di raggiungere Gerusalemme e nuovi sistemi antimissilistici per neutralizzarli.”

“Nella crisi missilistica cubana – ha dichiarato ieri l’altro il diplomatico a Washington – gli Stati Uniti non affrontarono Cuba, ma l’Unione Sovietica. Nell’operazione Pilastro Difensivo Israele non ha affrontato Gaza, ma l’Iran”.

Il tutto naturalmente nel diritto dello stato ebraico a difendere i suoi cittadini dall’aggressione dei terroristi della striscia di Gaza, un diritto esaltato dalla stampa e dalla televisione occidentali. Deliranti a questo proposito i titoli e gli articoli del Corriere della Sera del 22 novembre u.s.: “Gaza, stop alle incursioni e apertura dei valichi”, “La firma dell’Egitto sulla pace di Obama”, “Essere padre in un paese (n.d.r.: Israele) eternamente vulnerabile”, “…sangue e terrorismo”, “Israele è più sicuro. Hamas è a un bivio” e poi a pagina 40 più di ogni altro dissennato anche se prevedibile l’intervento di Bernard-Henry Levy che se la prende con quei pochi che criticano Israele. Il titolo: “Hamas, un drappello di eroi per i soliti indignati d’Europa”.

Articolo di Lucio Mancuso 
 LA SANGUINOSA OPERAZIONE DI OTTO GIORNI COORDINATA DA MESI CON GLI STATI UNITI

 Il Lupo e l'Agnello racconto di Fedro suggerito da Joker, direi che calza benissimo proprio come la scarpetta di Cenerentola

 Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.
 Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

Una poesia di J.Mirò

Lo so dal titolo  dedurrete che ho preso  lucciole  per lanterne, Mirò non era un poeta ma un pittore, eppure io vi  leggo poesia…cosa importa se priva di parole, è piena del “tutto” non servono parole.
Ammettiamo che ti siedi  sul pavimento davanti a  questo quadro di  J. Mirò : a cosa penseresti?

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e se poi di trovi d'innanzi a questo altro?…
La prima cosa che mi viene da pensare è - l'infanzia dentro di noi non muore mai,grazie a Dio-
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la pagina si volta e appare
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sorrido, mi ricorda tanto i miei disegni da bambina…

ed ecco qua …
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mi volto verso la parete nuda, lo ammetto ci starebbe bene Mirò, rinfrescherebbe di ilarità e leggerezza l’animo, vuoi mettere tornare a casa con il broccio e voilà magia  un Mirò ti sorride e tutto torna in equilibrio nel perfetto blu, fra sole e luna, nella semplicità delle cose, nulla di eclatante ,nulla di ingegnoso, uno sfondo due semplici tratti ed ecco la magia ritrovata di quella freschezza e semplicità dell’ infanzia che credevi ormai perduta.
E pensare che non ho mai sopportato i quadri…
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Lo spettacolo del cielo mi sconvolge. Mi sconvolge vedere, in un cielo immenso, la falce della luna o il sole. Nei miei quadri, del resto, vi sono minuscole forme in grandi spazi vuoti. Gli spazi vuoti, gli orizzonti vuoti, le pianure vuote, tutto quello che è spoglio mi ha sempre profondamente impressionato. (...)
L'immobilità per me evoca grandi spazi in cui si producono movimenti che non si arrestano, movimenti che non hanno fine. È, come diceva Kant, l'irruzione immediata dell'infinito nel finito. Un ciottolo, che è un oggetto finito e immobile, mi suggerisce non solo dei movimenti, ma movimenti infiniti che, nei miei quadri, si traducono in forme simili a scintille che erompono dalla cornice come da un vulcano.
Lavoro come un giardiniere o come un vignaiolo. Le cose maturano lentamente. Il mio vocabolario di forme, ad esempio, non l'ho scoperto in un sol colpo. Si è formato quasi mio malgrado.
Le cose seguono il loro corso naturale. Crescono, maturano. Bisogna fare innesti. Bisogna irrigare, come si fa con l'insalata. Maturano nel mio spirito".   J. Mirò
Tratto da Pensare in altra luce
Dove ammettere però che oggi scopro Mirò prima nella forza della sue parole ,poi nelle sue opere…che mi sono apparse come tante silenziose poesie.

Chi  è : Joan Miró

Carolina Verzeletti

Non c'è posto


Non c’è posto
per voi negli ospedali
migliori non c’è posto
nelle scuole private per
i giovani che non c’è
posto nei cimiteri
superaccessoriati
non c’è nelle villette
coi viali, per i senza
soldi alle università
dei premi nobel, nei locali
di grido delle capitali, con le liste
bloccate, le preferenze
cancellate, non ci son posti
da aggiungere ai brunch
le domeniche mattina,
nelle strade di campagna i frutti
artigianali non sono in vendita,
la neve costa troppo, e gli skipass
li regaliamo al cliente
non occasionale, e le mansarde
quelle buie e basse e scoperte
son per gli schiavi, nell’entroterra
della Puglia, tra i caseggiati
di questa Terra di lavoro, gli accumuli
di materiali illeciti, le coltri
sui paesini dell’Umbria, famosa
per intricati casi giudiziari, le strade
a scorrimento veloce che aprono
le colline, i tagli tra ramo e ramo
e gli oleodotti, i rigassificatori,
gli impianti a gas
per risparmiare i golfi
infangati da attività portuali
sospette, i pozzi lucani ma non c’è
occupazione e neanche benefit
per gli associati e i laureati
a compilare nuovi cv,
ma serve un master
da 10 mila euro per lo stage
la collaborazione
sottopagata. E si farà a lotta
per sfruttarsi di più. Quale filtro
quale mondo migliore nelle stanzette
da seicento euro nel centro di Roma
o di Bologna con i poster
stropicciati i poveri sballati. Possiamo
ancora comprendere
tutta sta gente che ha dato
in un weekend di medio-autunno 2 milioni
e mezzo al film di Boldi?
Essere generosi
e tolleranti e considerarci
fratelli? Tradizione e dialetti questo
naziocalismo e ci comandano
e decidono. E non è
la democrazia bloccata il sistema
perfetto non è la democrazia
autoritaria e che fine han fatto
i cento milioni del superenalotto
a Catania? E le carte sociali
il bonus bebè per questi padri
sterili, non coniugati, per chi si accolla
la fatica di mandarsi avanti
tra i grumi di stelle esplose. E
non è più tempo per comprare
sport utility vagon, non
è tempo per centrali
nucleari, non c’è più
tempo per rimandare una
redistribuzione, il Ponte sullo
stretto di Messina non c’è
per voi che non c’è posto
nei treni ad alta velocità
e dove sono gli operai
che leggevano libri si riunivano
nei circoli dell’Ilva e Milano
coi suoi volumi e i suoi buchi,
e Napoli con le stalattiti
sotterranee, i detriti
tralasciati senza sforzo
alle pareti, i concorsoni dove candidati
magistrati s’esercitano a bluffare, i musei
della Toscana senza custodi, le opere d’arte
consegnate alla mercé di mani strane
di addetti a compilare
moduli di richiesta aiuti, ma hanno
sperperato i fondi europei e c’è bisogno
di vigilare. Invece, su questi
umani troppo umani, che ci dirigono
fingendosi estranei, ai fatti,
e non potete più lavarvene le mani
e dov’è il giovane che conta
in quest’Italia satura non brilla
se non di cime bianche di chiome
cineree in questo Stato sempre buono,
a salvare le apparenze, a distogliere
l’attenzione, ad archiviare inchieste
dove i nomi, a distribuire contentini
per piccole vite da svaligiare
e non è che “non c’è niente
che sia per sempre”, perché
la bomba nucleare è rilasciare
un po’ di pulizia ai depuratori
delle fogne di chi verrà.
E t’invito a leggerli i poeti,
quelli “giovani”, un po’ dilettanti
forse, ma concreti perché la poesia
quella onesta, va letta prima che scritta
ultimo baluardo di pratica
culturale gratuita, commercio esente, libera
perché inutile ai fini del mercato, avulsa
dalle mode e dai banchetti
irriducibile alla capitalizzazione e alla
banalità. Però gettate i libri spazzatura,
praticate questa rivolta
molle a un sistema
che si nutre d’ignoranza, consumatori, condividete
le scoperte, conquistate luoghi nuovi, diffondetevi
come virusepidemia di chi non ha
fedi irreversibili, di chi sa che c’è una
soluzione ed è quella di governare
il remo a goccia a goccia di mutare
senza accettare il vada come vada
e non camminare
soli, tra sei miliardi la possibilità
e riconoscersi, almeno tra vicini,
spingersi con forza, sopra le mura.
Carmine De Falco

Cosi nacque la Banca d' Inghilterra

C'era una volta
Nel 787 Offa introdusse una legge che proibiva l’usura, cioè caricare di interesse il prestito della moneta. Le leggi contro l’usura furono ulteriormente rafforzate dal Re Alfredo (r. 865- 99) che ordinò la confisca delle proprietà degli usurai, mentre nel 1050 Edoardo il Confessore (1042-66) decretò non solo la confisca, ma anche che l’usuraio fosse dichiarato fuorilegge e condannato al bando perpetuo.

In seguito...
Gli ebrei giunsero per la prima volta in Inghilterra nel 1066 in seguito alla sconfitta di Harold II ad Hastings provocata da Guglielmo I il 14 ottobre. Questi ebrei arrivarono da Rouen, 75 miglia da Falaise, dove Guglielmo venne al mondo illegittimamente come Guglielmo il Bastardo. Nonostante le registrazioni storiche non dicano se essi appoggiarono l’idea di una invasione militare dell’Inghilterra, questi ebrei per lo meno la finanziarono. Per questo sostegno essi furono riccamente remunerati permettendo loro di praticare l’usura sotto la protezione reale (2).

...e ciò causò
Le conseguenze per il popolo inglese furono disastrose. Facendo pagare ratei di interesse del 33% l’anno sui terreni ipotecati dai nobili ed il 300% l’anno sugli strumenti di mestiere e su tutti i beni impegnati dai lavoratori, entro due generazioni un quarto di tutte le terre inglesi cadde nelle mani degli usurai ebrei.

ma nonostante tutto...
 Il Governo fece tutto ciò che era in suo potere per indurre gli ebrei a commerci decenti e lavoro onesto e quindi amalgamarsi con il resto della popolazione, ma senza successo. (3). Nel 1233 e nel 1275 furono approvati gli statuti sulla Giudea che abolivano qualsiasi forma di usura. Siccome gran parte di questi ebrei non potevano “guadagnarsi da vivere”, fu approvata una legge del Re Edward I (1272-1307) il 18 luglio1290 che obbligava tutta la popolazione ebraica di 16.000 persone a lasciare l’Inghilterra per sempre (4). A differenza della pratica moderna di pulizia etnica, agli ebrei, dopo il pagamento di 1/15° del valore dei loro beni e 1/10° delle loro monete, fu permesso di uscire con tutti i loro beni ed attrezzi. Qualsiasi ebreo che restasse in Inghilterra dopo il 1° novembre 1290 (Tutti i Santi) era passibile di esecuzione.

a volte ritornano,purtroppo...
Durante il 17° secolo questa età dell’oro si concluse tragicamente. Un gran numero di ebrei che erano stati espulsi dalla Spagna nel 1492 da Isabella I di Castiglia e da Ferdinando II di Aragona (8) si stabilirono in Olanda. Benchè gli olandesi all’epoca fossero una potenza marittima, gli usurai ebrei che si erano stabiliti ad Amsterdam desideravano ritornare in Inghilterra, dove le prospettive per espandere le operazioni di prestiti di denaro erano più promettenti.

... in seguito ad alti e bassi. andate e ritorni nacque la Banca d'Inghilterra che per oltre 300 anni ha trascinato l’Inghilterra nella schiavitù.



Fonte e articolo integrale
http://www.vocidallastrada.com/2012/11/le-origini-segrete-della-banca.html

Per chi scrivere : un grazie indiretto a Filosofo Controcorrente


Sempre più spesso mi ritrovo qui seduta davanti al pc con l’intento di scrivere ma  poi scivola via ogni intenzione.Stanchezza? Può essere ne accuso tutti i sintomi , lo sconforto, il vuoto, la ribellione, le parole che scivolano la cui forza sento vacillare difronte ai “discorsi della massa” massa a cui mio malgrado anch’io appartengo e con mio dispiacere a volte mi ritrovo d’innanzi ai miei limiti e credenze consapevole del blocco che creano in me.

Da qualche tempo ho ritrovato il piacere di leggere gli altrui scritti pieni di significato, d’insegnamenti e di riflessioni, a volte inciampo nelle “parole che vorrei sentirmi dire” mi fanno sentire meno strana, meno fuori dalle righe,  come quelle di David Di Bella  che le definisce “le convinzioni dei pochi” altre volte cado nelle parole che vanno contro il mio sentire e allora provo un senso di soffocamento e l’arresa mi sembra l’arma migliore, o forse è il solo modo per rimanere immobile nella mia bolla privata lontana dalle battaglie discorsive, dallo sforzo che occorre per mantenere ferma la determinazione nel mio sostenere “che la terra in realtà è sferica e non piana come per la maggior parte delle persone per convenienze  vuole continuare a far credere”.





 Maggio 2012

Sempre più spesso provo piacere a commentare gli scritti di altri che io li condivida o meno, mi sento ascoltata e partecipativa  mentre questo mio blog mi appare come un deserto  di anime  dove i soli due commenti esistenti sono come oasi…eppure spesso sento il bisogno di scrivere e buttare fuori tutto il “compostaggio di pensieri e sentimenti” ormai fermentato e maturo per essere libero di scorrere e allora mi siedo qui e mi dico –Per chi scrivere? Per me! Come rispose un  Re di cui non ricordo il nome alla domanda del suo servitore d’innanzi alle rovine e alla sconfitta
-Re che ne resta ora?” -
-Come cosa che ne resta?Resto io-
Ma questo passo può essere inteso in  due modi
Uno :la vittoria dell’io, l’importanza di uscire inermi da una catastrofe e mettere
l’io quindi se stessi al centro di tutto, conservare l’idea che “avere” se stessi è già una grande fortuna e un gran dono.
Oppure : questo io salvifico che si mette al centro di tutto appare desolante  e solo davanti alle rovine, al vuoto, alla miseria umana e dalla forma di un io che tiene alta l’autostima si trasforma in una giungla di egoismi.

–Per chi scrivere? Per me!- Se da un lato è un abbraccio verso ciò di cui più caro ho: la mia essenza, dall’altro lato ha un gusto amaro manca la condivisione, la partecipazione, il confronto…e se al mio io può bastare soddisfare il bisogno di sfogarsi, la mia anima si ritrova in una landa desolata, o forse è il contrario? L’anima basta a se stessa mostrandosi nuda e cruda attraverso lo scritto mentre è l’io infante che cerca attenzione attraverso l’ascolto?

Credo che forse la domanda esatta sia la seconda…ma non ha importanza ora.
A volte scrivo di come il mondo o meglio il mondo oscuro ai più gira,scrivo delle mie convinzioni,idee, della spiritualità dimenticata dai più, ma sempre mi ritorna la stessa domanda “ a cosa serve,a chi serve?”, ho trovato piacevole leggere  l’articolo ( a me non piace chiamarli post) Vivere, o lasciarsi vivere? di  Di Bella, ho ricevuto dal  suo commento al mio quello che io definirei “Un saggio abbraccio” e nelle sue parole
“Il mondo cambia, non per l'inerzia dei molti, ma per la convinzione incrollabile dei "pochi"  ho ritrovato la ragione per cui scrivere…che s’era smarrita fra i dubbi, il mio l’equilibrio precario e la polvere dello sconforto, frantumata dalla rabbia quella rabbia che non vince ma alimenta la controparte  di chi ti vuole arrabbiato,debole, impaurito… e soprattutto ignorante.
Carolina Verzeletti

Il commento:
Ci confrontiamo spesso con la frangia sbagliata dell'umanità: la massa incolore. Lì dentro, tutti sono nessuno, e nessuno è se stesso. Heidegger chiamava questa sfera dell'inautenticità, la dimensione del "si" dice; del "si" fa. Sono tanti, è vero; ma eccezionalmente immaturi e stupidi, lì dentro. La ragione? Sono in fuga dalla "responsabilità"personale; una responsabilità inscindibile dal senso di individualità. Chi pensa, e agisce, per "sentito dire", non è individuo in senso proprio. Avere un corpo, che si muove per le strade, non significa avere un'anima.
Una seria scienza dell'io, è a mio avviso il nuovo traguardo spirituale dell'umanità. Ne sappiamo ancora poco o nulla, della nostra fortezza invisibile. Eppure i santoni la demonizzano, le religioni e le varie forme di collettivismo ideologico la attaccano.
Sta a noi, quindi, difenderla. E per difenderla, dobbiamo imparare a conoscerla.
E' sulle spalle di ricercatori solitari, ma coraggiosi, il compito di cominciare a scrivere un nuovo capitolo dell'evoluzione spirituale umana. Un capitolo che tratti, finalmente, di un'"anatomia" della coscienza. Sta a noi farlo; e i modi sono: conoscere noi stessi; e comunicare...
Il re ha proprio ragione: "Come, cosa ne resta? Resto io!" Un'affermazione degna, di un guerriero spirituale.
Ma questo non significa che la terra dell'io debba restare desolata. Che il suo, sia un viaggio solitario. E' che è difficile, in un clima di prevalente mediocrità, condividere i sintomi di un'eccellenza morale, e di una trasparenza d'animo. Si fa fatica, in primis, a riconoscerle per tali.
Ma è' più per eccellenza e purezza, che per vera depressione, che le persone capaci di interrogarsi incontrano momenti di sconforto. Carenza di specchi della propria moralità, della propria genuinità....Questo, mi ha insegnato la mia strada ad oggi.
Essere individualisti, perseguire il sentiero dell'auto-determinazione, non significa certo non avere bisogno di incontrare specchi della propria anima, nel mondo là fuori. O non avere bisogno di amare. Credo al contrario, che solo gli individui degni di questo nome, gli "individui" in senso proprio, siano pienamente capaci di dare, e ricevere, vero amore, in ogni sua forma. Di instaurare, cioè forme di comunicazione finalmente autentiche.

Gran bel post. Complimenti!
Un filosofo controcorrente

Inno alla bugia

Grazie Mamma per le tue bugie che trasformano i fantasmi in simpatici pupazzi di marzapane,
Grazie a te Papà per le tue bugie che hanno reso più facile ciò che altrimenti sarebbe stato difficile da realizzare.
Grazie a te che un giorno sei andato via  nascosto dietro ad una bugia  per rendermi il dolore meno pesante.
Grazie cara amica per la tua bugia  che ha reso la torta mal riuscita meno salata e più dolce.
Grazie caro amico di aver trasformato in grazia i miei goffi gesti cammuffandoli con la tua bugia.

Un ringraziamento particolare alle bugie.

Almeno due al giorno tutti le diciamo, altretanto le riceviamo...e vanno a farsi benedire tutti i sani principi della sacrosanta verità  sempre e comunque a tutti i costi.
Vi sono al mondo persone baldanzose e orgogliose :
-dico tutto quello penso,sempre!-
-sono una persona sincera - ;
c'è persino chi crede di non "mentirsi" mai.
Ogni tanto mi verrebbe voglia di dire: -cretino taci ! -
la tua verità è già bugia dall' istante che i tuoi gesti e i fatti divergono dalla tue parole,altre volte mi verrebbe da dire: - sai dire meglio le bugie che la verità-.

La verità inalza ad essere i possessori delle chiavi di ciò che per altri è mistero, meglio guardare al cielo e vedere gli Dei che solo nude e crude stelle, ammassi di gas che bruciano(C.G JUNG) come la verità della scienza vuole.

Ognitanto qualcuno mi dice la vuoi sapere la Verità? No grazie!
Quando da piccola mi confessavo; ebbene si  ho fatto anch'io questo atto di umiltà schifida,  ho scoperto che  vi sono più bugie in un confessionale che fuori, certe cose non si raccontano mai, nemmeno ai preti, forte quando ti senti chiedere -dimmi bambina hai detto bugie questa settimana? Nella logica delle cose rispondevo sinceramente si,ci mancherebbe mi stavo confessando ma ommettevo tutte le bugie fresche di " confessionale" dette al prete , non sempre dicevo bugie però gli dicevo di si per farlo contento mi sembrava giusto cosi i preti devono sempre trovare il peccato e siccome da bambina oltre a scarammucce e capricci non ne commettevo molti di peccati mi dispiaceva deluderlo e poi in fin dei conti ritenevo che non fosse un peccato ma un gesto d'amore verso gli altri e verso me stessa, il prete cosi soddisfatto mi dava l'assoluzione due Ava Maria e la mia coscienza sarebbe tornata tersa e profumata come i panni stesi al sole.
Non capiva che la bugia era neccessaria, perchè è neccessaria quanto la verità  con se stessi e con gli altri...e allora vai di bugie per il ritardo, per nascondere segreti, per fare sembrare bello quello che bello non lo è, la verità la si affronta in altri luoghi e per altre ragioni più serie, le verità che cambiano il corso delle cose e ti cambiano dentro...uno schiaffo sul viso, pensavi che fosse rosso e invece è blu, fa male ma è neccessario prenderne coscienza  ma mi ribello non si può sciupare un sorririso in nome della verità...mentre in nome della bugia da sempre non si è rende giustizia e dunque verità sia quando serve per essere migliori, per rendere giustizia, per ridare libertà allo spirito, ma bugia sia se serve a fare vedere un arcobaleno ad un cieco.

La verità penetra il profondo, la bugia sfiora la superficie..

Una verità detta con cattiva intenzione, batte tutte le bugie che si possono inventare (William Blake)

Raramente si dicono verità che meritino di essere dette. Bisognerebbe scegliere le verità con la stessa cura con cui si scelgono le menzogne, e scegliere le nostre virtù con quella stessa cura che dedichiamo alla scelta dei nostri nemici.( anonimo)

Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, I'imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un'insopportaibile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno (Mohandas Karamchand Gandhi)

Bugie bianche, bugie avvocati in difesa di se stessi, bugie che risparmiano conflitti... ben altro la menzogna, la millanteria, sebbene siano sinonimi della stessa parola la bugia la sentiamo più leggera e innocente, la menzogna si impregna di cattiveria...

"Una bugia detta una volta è una bugia; detta cento volte diventa una verità" (Bertrand Russell)

Via libera alle bugie e pochi sensi di colpa, ma la verità cosa ben più preziosa va curata, cercata, detta o secondo i casi omessa, altrimenti diventerà automaticamente bugia, poiche le convizioni non vanno confuse con la verità e allo stesso modo della bugia o la menzogna può trasformarsi in maldicenza,, mancanza di rispetto, mancanza di tolleranza, conflitto....trasformando la verità in automenzogna al solo scopo di preservare il nostro personale ideale..

Amore e Psiche, dentro il mito

                                                                           Tre passi fra i Miti
                    
                                                                            Amore e Psiche  

Ogni  racconto mitologico porta con sè molteplici simboli e diverse interpretazioni, basta una ricerca attraverso internet per entrare nel profondo di questo racconto, ma prima di questa ricerca sarebbe più interessante  il tentativo   di    prestarci ad una nostra personale interpretazione a seguito di una nostra riflessione e solo dopo confrontare la nostra con quella di studiosi di ogni genere.
Scavare nel mito è come scavare in noi portiamo alla luce questo tesoro,prima partendo da noi stessi.

 
Un re ed una regina avevano tre figlie. Le maggiori erano andate in spose a pretendenti di sangue reale, ma la più piccola, di nome Psiche, era talmente bella che nessun uomo osava corteggiarla, tutti l’adoravano come fosse una dea. Alcuni credevano che si trattasse dell’incarnazione di Venere sulla terra. Tutti adoravano e rendevano omaggio a Psiche trascurando però gli altari della vera dea, perfino i templi di Cnido, Pafo e Citera erano disertati per una mortale. Afrodite sentendosi trascurata ed offesa, a causa di una mortale, pensò di vendicarsi con l’aiuto di suo figlio Amore e delle frecce amorose. La vendetta d’Afrodite consisteva di far innamorare Psiche dell’uomo più sfortunato della terra, con il quale doveva condurre una vita di povertà e di dolore. Amore accettò subito la proposta della madre ma, appena vide Psiche rimase incantato della sua bellezza. Confuso dalla splendida visione, fece cadere sul suo stesso piede la freccia preparata per Psiche cadendo cosi, vittima del suo stesso inganno. Egli iniziò cosi ad amare la ragazza e non pensò neanche per un attimo di farle del male. Nel frattempo i genitori di Psiche si preoccupavano perché un gran numero di pretendenti veniva ad ammirare la figlia, ma nessuno aveva il coraggio di sposarla. Il padre, preoccupato decise di consultare un oracolo d’Apollo per sapere se la figlia avesse trovato un marito, l’oracolo però gli comunicò una brutta notizia. Egli avrebbe dovuto lasciare la figlia sulla sommità di una montagna, vestita con abito nuziale. Qui essa sarebbe stata corteggiata da un personaggio temuto dagli stessi dei. Malgrado questo, i genitori non volendo disubbidire alle predizioni dell’oracolo, portarono, al calar del sole, Psiche sulla montagna prescelta vestita di nozze, e la lasciarono lì sola al buio. Solo quando lei restò da sola venne uno Zefiro che la sollevò e la trasportò in volo su un letto di fiori profumati. Psiche si svegliò quando sorse il sole e guardandosi attorno vide un torrente che scorreva all’interno di un boschetto. Sulle rive di questo torrente s’innalzava un palazzo d’aspetto cosi nobile da sembrare quello di un dio. Psiche, quando trovò il coraggio di entrare, scoprì che le sale interne erano più splendide, tutte ricolme di tesori provenienti da ogni parte del mondo, ma la cosa più strana era che tutte quelle ricchezze sembravano abbandonate. Lei di tanto in tanto si domandava di chi fossero tutti quei beni preziosi, e delle voci gli rispondevano che era tutto suo e che loro erano dei servitori al suo servizio. Giunta la sera lei si coricò su un giaciglio e sentì un’ombra che riposava al suo fianco, si spaventò, ma subito dopo, un caldo abbraccio la avvolse e sentì una voce mormorarle che lui era il suo sposo, e che non doveva chiedere chi fosse ma soprattutto non cercare di guardarlo, ma di accontentarsi del suo amore. La soffice voce e le morbide carezze vinsero il cuore di Psiche e lei non fece più domande. Per tutta la notte si scambiarono parole d’amore, ma prima che l’alba arrivasse, il misterioso marito sparì, promettendole che sarebbe tornato appena la notte fosse nuovamente calata. Psiche attendeva con ansia la notte, e con questo l’arrivo del suo invisibile marito, ma i giorni erano lunghi e solitari, quindi decise, con l’assenso del marito, di fare venire le sue sorelle, anche se Amore l’avvertì che sarebbero state causa di dolore e d’infelicità. Il giorno seguente, un Zefiro portò le due sorelle da Psiche, lei fu felice di rivederle, e le due non furono di meno vedendo le ricchezze che possedeva. Ogni volta che le due facevano domande sul marito, Psiche sviava sempre la risposta o rispondeva che era un ricco re che per tutto il giorno andava a caccia. Le sorelle s’insospettirono delle strane risposte che dava Psiche, loro credevano che stesse nascondendo il marito perché era un mostro. Queste allusioni Psiche li smentì tutte, fino a quando non cedette e raccontò che lei non aveva mai visto il marito e che non conosceva nemmeno il suo nome. Allora le due maligne, accecate dalla gelosia, insinuarono nella mente della povera ragazza che suo marito doveva essere un mostro il quale nonostante le sue belle parole non avrebbe tardato a divorarla nel sonno. Quella notte come sempre Amore raggiunse Psiche e dopo averla abbracciata si addormentò. Quando fu sicura che egli dormisse, si alzò e prese una lampada per vederlo e un coltello nel caso in cui le avrebbe fatto del male. Avvicinandosi al marito la luce della lampada...il seguito del racconto

Per saperne di più

AMORE E PSICHE Di Elena Ferrandi e Valerie Aliberti
  
Amore e Psiche.Il Significato del Mito





                                                                                                                                                                                                                               

Vi è un momento in cui...


 

Vi è un momento in cui il lamentarsi altrui  è una sciarpa intorno al collo troppo stretta.
Vi è un momento in cui il catastrofismo di alcuni "reggenti e veggenti" riesce ad affossare la speranza
Vi è un momento in cui devi voltarti di spalle e uscire fuori dalla massa, se vuoi non morire dentro.

Esco a fare due passi ho bisogno di "non-riflettere" ma di sentire

Ed io lo amo, ed io lo odio…il silenzio

Ed io lo amo ed io lo odio…il silenzio
Il silenzio è come un marito di vecchia data
a volte lo ami a volte lo odi.
Ci sono giorni che ti manca disperatamente,
e quando arriva lo accogli come una boccata d'aria fresca.
Ci sono giorni che lo detesti, lo trovi insopportabile  e non vedi l'ora che esca dalla tua vita.
Il silenzio è come una cara amica che ti telefona in piena notte ma sei troppo stanca e assonnata per starla ad ascoltare, altre volte invece la staresti ad ascoltare per ore.
Il silenzio è come un amante o troppo sincero o troppo bugiardo
Con il silenzio passi notti  a fare l’amore e notti insonni passate a litigare, solo all'alba esausta ti arrendi:"basta con te non ci parlo più !" Eppure ti starebbe ad ascoltare per l'eternità se solo sapresti stare "in silenzio".
Il silenzio è pace quando lo accogli con fede e misticismo
Il silenzio è tormento quando ogni piccolo "rumore" rinchiuso in sé è il borbottio dell'anima che non vuoi ascoltare.
Il silenzio degli sguardi,dei gesti,degli abbracci,delle carezze
Il silenzio dell'amore,della rabbia e del risentimento
Vi sono più parole nel silenzio di quante ve ne siano in tutto il fiatare del mondo
Carolina Verzeletti
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La poesia
Ho bisogno di silenzio 
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce 
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore 
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorientate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari, 
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante 
e non ne vuole più, 
ha bisogno, come me, di silenzio.
Mareluna
 
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Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi.
Isabel Allende, Paula, 1995---------------------------------------------------------------

U2 e Handala cosa hanno in comune?

Ci sono cause e simboli di  lotte,lotte diverse di paesi diversi, canzoni che narrano un idea raccontano il male e il dolore, immagini che rappresentano la crudeltà delle azioni,ma qualunque sia la causa e di qualunque razza o paese si tratti c’è un grido più forte della causa fine a se stessa “basta!” stop al dolore, stop alla violenza senza senso, stop alla libertà negata, stop a corpi offesi nel fisico e nella dignità, stop a queste lacrime e al senso di smarrimento di non sapere più chi si è  se uomini  o oggetti senza anima.

Bono degli U2 dichiarò in un intervista
“e lasciatemi dire una cosa, ne ho abbastanza degli americano-irlandesi che non tornano nel loro paese, da 20 o 30 anni, e vengono da me a parlare di Resistenza, della Rivoluzione in Irlanda. Della gloria della Rivoluzione, e della gloria del morire per essa. Al Diavolo la Rivoluzione! Costoro non parlano della gloria ottenuta uccidendo per la Rivoluzione. “
Si parla dell’ Irlanda del Nord  in uno dei periodi più cruenti della sua storia… ma partendo dal punto in cui dice
Che gloria c’è nello strappare un uomo dal suo letto, e ucciderlo di fronte a sua moglie e ai suoi figli? Che gloria c’è in questo? Dov’è la gloria nel mettere una bomba durante la parata del “Remembrance day”, formata da vecchi pensionati con le loro medaglie tirate fuori dai cassetti e lucidate per l’occasione? Dov’è la gloria in questo? Nel lasciarli morenti o nel renderli storpi a vita? Nel seppellirli sotto le macerie di una rivoluzione che la maggioranza della gente del mio paese non vuole? Mai più!.”
Tutto questo vale per il resto del mondo…non vi è gloria In Irlanda come in Cina o Libia, non vi è gloria ovunque …

Traduzione di Sunday, bloody Sunday -  degli U2

Con pazienza ho atteso il Signore
Si è chinato su di me per ascoltare il mio grido.
Mi ha fatto uscire dal pozzo
uscire dal fango di questa terra.
Io canterò, canterò una nuova canzone.
Io canterò, canterò una nuova canzone.
Per quanto ancora dovrò cantare questa canzone?
Per quanto ancora dovrò cantare questa canzone?
Lui ha guidato il mio cammino verso una roccia
e ha reso sicuri i miei passi.
Molti vedranno,
molti vedranno e sentiranno.

Per chi questa canzone? Vale forse  solo per la memoria delle tante vittime della guerra fra cattolici e protestanti in Irlanda? Direi di no!
 
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Questa immagine è la copertina War l’album che provocò non pochi guai al gruppo, un immagine di guerra,di lotta ,di sopravvivenza, dolore, distruzione, si potrebbe andare ancora avanti con gli aggettivi che descrivono la guerra
Lui invece è Handala

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Chi è Handala? è un bambino che ha voltato le spalle al mondo perchè il mondo non ha il coraggio di guardarlo negli occhi, e non si volterà finché il mondo non avrà il coraggio di farlo
Handala è il simbolo della Palestina eppure lo sento anche  mio, a prescindere dalla Palestina, a prescindere da ogni ragione politica o religiosa, lo sento mio perché  tante volte è ciò che anch’io faccio mi volto di spalle, per discostarmi dal mondo e dalle sue assurde idee, lo sento mio nella mia utopia che mi accompagna da sempre, sin  bambina e da quando iniziai a comprendere che qualcuno nel mondo fra gli adulti mi voleva rinchiudere in mondo di regole e obbligarmi ad essere diversa da ciò che sentivo di essere.Handala  per quanto mi riguarda è Palestinese, Israeliano, Siriano, Congolese, Tibetano… è tutti i bambini del mondo che il mondo non ha il coraggio di guadare negli occhi.

 Erano gli anni '70 quando Naji al-Ali il suo creatore diede luce a Handala
Fu quando nacque il personaggio di Handala. E finalmente ho introdotto Handala ai lettori: “Sono Handala, dall’accampamento di Ain al-Helwa. Do la mia parola d’onore che rimarrò leale alla causa”. Quella era la promessa che avevo fatto a me stesso. Il giovane, scalzo Handala era un simbolo della mia infanzia. Aveva l’età che avevo io quando lasciai la Palestina e, in un certo senso, ho quell’età ancora oggi. Anche se tutto questo è accaduto 35 anni fa, i particolari di quel periodo della mia vita sono ancora assolutamente presenti nella mia mente. Sento di poter ricordare e percepire ogni cespuglio, ogni pietra, ogni casa ed ogni albero che ho incontrato quando ero un bambino in Palestina. Il personaggio di Handala era una specie di icona che ha protetto la mia anima dal cadere ogni volta che rallentavo o stavo ignorando il mio dovere. Quel bambino era come una spruzzata di acqua fresca sulla fronte, mi risvegliava l’attenzione preservandomi dall’errore e dall’indecisione. Era l’ago della bussola, costantemente puntato verso la Palestina. La Palestina non soltanto in termini geografici, ma la Palestina nel suo senso umanitario – il simbolo di una causa giusta, che fosse in Egitto, in Vietnam o in Sud Africa“.
“I Am from Ain al-Helwa” di Naji al-Ali, da Al-Aharam Weekly
 

Al-Handal è un'erba selvatica comune in Medioriente, molto spinosa e dai frutti di sapore amaro; e Handala è un bambino che conosce l'amarezza dell'esilio, della negazione, dell'abbandono, del tradimento...Quanti Handala  vi sono nel mondo?…

Due articoli che vi invito a leggere

Domenica, domenica di sangue: 30 gennaio 1972 - U2 – WAR da Filosofi per caso


Handala: un semplice disegno. O forse no. Da   ¡NO Mas!


Carolina Verzeletti

NON CI SARA' MAI UN VERO DIBATTITO-di PAUL CRAIG ROBERTS

DI PAUL CRAIG ROBERTS
Prison Planet.com


Servirebbe l'aiuto di Dio se Obama e Romney dovessero un giorno partecipare ad un vero e proprio dibattito su problemi reali all’Oxford Union. Li massacrerebbero.
Il "dibattito", ha rivelato che non solo i candidati, ma tutto il paese è completamente scollegato da  qualsiasi problema reale e non si rende conto della pericolosità di certe azioni. Ad esempio,  nessuno dice mai che i cittadini degli Stati Uniti possono essere imprigionati e giustiziati senza un giusto processo. Basta questo per far terminare la libertà e la vita di un cittadino americano, per mano del suo stesso governo:  questa è una decisione irresponsabile approvata da qualche ramo dell’esecutivo.

Non c'è dubbio che gli americani, non ci pensano, perché credono che questo potrà succedere solo ai terroristi che se lo meritano. Ma, visto che non servono né prove né un giusto processo, come possiamo sapere che succederà  solo ai terroristi? Possiamo davvero fidarci di un governo che ha iniziato guerre in sette paesi, basandosi solo su falsità?  Se il governo degli Stati Uniti mente sulle armi irachene di distruzione di massa, con il fine di invadere un paese, perché non dovrebbe mentire su chi è veramente un terrorista?
L'America ha bisogno di un dibattito su come si può essere più sicuri dopo aver rimosso la protezione costituzionale di un giusto processo. Se il potere del governo non è limitato dalla Costituzione, chi ci sta governando, Cesare? I Padri fondatori non si sarebbero affidati di un “Caesar” con la sicurezza che abbiamo dimostrato noi. Che cosa è cambiato ora che ci possiamo fidare di un “Caesar”?
Se fossimo sotto una minaccia terroristica la Costituzione dovrebbe essere sospesa o sostituita da un'azione esecutiva eccezionale, di emergenza, ma come mai che tutti i presunti casi di terrorismo sembrano operazioni sotto copertura organizzate dall'FBI?  In undici anni non c'è stato un solo caso in cui il "terrorista" ha preso l'iniziativa!
Negli undici anni dopo il 9/11, gli atti di terrorismo interno sono stati impercettibili, se anche non inesistenti. Cosa giustifica le enormi e costose attività del Dipartimento di Sicurezza Nazionale? Perché la Sicurezza Nazionale dispone di Squadre Speciali di Reazione provviste di attrezzature militari e veicoli corazzati? http://www.dhs.gov/photo/hsi-using-armored-vehicles-training-ice
Chi sono i destinatari di queste unità militarizzate? Se in undici anni di governo degli Stati Uniti che ha provocato omicidi, mutilazioni, e esilio di milioni di musulmani non ha provocato massicci atti di terrorismo interno, perché la Sicurezza Nazionale ha creato una propria forza armata nazionale? Perché non ci sono state udienze congressuali e discussioni pubbliche? Come può un governo con un bilancio in profondo rosso permettersi una seconda forza militare senza poterle assegnare un vero obiettivo definito e una motivazione costituzionalmente legale?
Qual è la motivazione di Security Nazionale, serve forse a creare una gioventù Patria? E' un nuovo FEMA  (1)  un travestimento per uno scopo più sinistro, una Gioventù hitleriana come scrivono certi siti Internet ? ( https://www.dhs.gov/blog/2012/09/14/welcome-fema-corps-inaugural-class). I massicci acquisti di munizioni da parte della Sicurezza Nazionale  servono a riunire un corpo nazionale con giovani da 18 a 24 anni ? Come possono accadere tante cose davanti ai nostri occhi senza che nessuno faccia domande?
Perché Romney non ha chiesto a Obama perché sta lavorando tanto per ribaltare la sentenza della Corte Federale che ha stabilito che i cittadini degli Stati Uniti non possono essere oggetto di detenzione a tempo indeterminato in violazione della Costituzione degli Stati Uniti?
È perché Romney e i suoi consiglieri neoconservatori sono d'accordo con Obama e con i suoi consiglieri? Se è così, allora perché un tiranno dovrebbe essere meglio di un altro?
Perché gli Stati Uniti hanno costruito una rete di campi di detenzione, per la quale sono stati assunti degli  "specialisti di internamento "? https://www.youtube.com/watch?v=b0gvWkHNeQs&list=UUiqRq2mT_bBPMRhHap684Ig&index=10&feature=plcp
Perché l'esercito americano adesso ha una politica per "stabilire  programmi di lavoro per detenuti civili e campi di prigionia civili dentro le istallazioni militari"? http://armypubs.army.mil/epubs/pdf/r210_35.pdf
Ecco la relazione di Rachel Maddow su come Obama critica i neoconservatori di Bush & Cheney per violazioni della Costituzione degli Stati Uniti e del diritto di legiferare degli Stati Uniti e poi anche lui propone le stesse cose: http://www.youtube.com/watch?v=L8J_lcHwkvc
In che modo i dibattiti presidenziali hanno evitato che  droni Predator volassero sulle nostre teste in ambito nazionale, negli Stati Uniti d'America? Per quale motivo? Perché anche le più piccole stazioni di polizia dei posti  più remoti vengono dotate di  carri armati? Li ho visti. In piccole comunità bianche come gigli a nord di Atlanta, in  Georgia, con tante MacMansions  da un milioncino di dollari l’una, militarizzate dalla polizia con carri armati e armi automatiche. Squadre SWAT (2) in pieno assetto militare sono ovunque. Ma che succede? In queste aree semi-rurali non si vedrà mai un terrorista e nessuno prenderà  ostaggi.  Eppure, sono tutti armati fino ai denti, sono tanto armati che potrebbero essere mandati a combattere contro il Terzo Reich o contro l'Armata Rossa.
Tutte queste domande sono in pieno conflitto con la presunzione di una perfezione morale dell'America. Non ci sarà mai un dibattito su questi argomenti. Ma se ci dicono " Questa è l'economia, stupido", perché non c'è dibattito economico?
Il mese scorso la Federal Reserve ha annunciato il piano QE3. Ma se il  QE1 e il  QE2 non hanno funzionato, nessuno dei due, perché tutti, compreso il presidente della Federal Reserve, dovrebbero pensare che  il QE3 funzionerà?
Malgrado ciò, i mercati finanziari con tutta la loro irrazionalità, e senza avere la minima idea su nulla, esultavano per questo QE3. Questo può succedere solo perché ciò che regola il mercato azionario è la propaganda, le bugie e la disinformazione, non i fatti.
Il tanto incensato mercato azionario è incapace di prendere una decisione giusta. Le decisioni sono prese da pazzi che operano con scelte di breve periodo. L'unico percorso sicuro da prendere è quello di eseguire gli ordini come lemming (3). Questa strategia assicura che un gestore di portafoglio è sempre al centro del gruppo, non va meglio o peggio degli altri e, quindi, non perde i suoi clienti.
Che bello sarebbe stato se Obama e Romney avessero affrontato in un vero e proprio dibattito su come è stato elaborato il QE3, se è stato progettato per aiutare le  "banche troppo grandi per fallire" ma che non hanno soldi o se serve per aiutare le famiglie, che con due stipendi di oggi mettono insieme un  reddito reale di 45 anni fa. Perché  questa è la situazione attuale del reddito reale medio familiare.
Come si riesce salvando una banca "troppo grande per fallire" ad aiutare anche una famiglia il cui lavoro o il cui posto di lavoro principale è stato esportato in Cina o in India, con la scusa di ottimizzare i profitti delle imprese, per dare un bonus di risultato ai dirigenti e pagare dividendi, che arrivano da speculazioni finanziarie , agli azionisti?
Ovviamente la popolazione attiva degli Stati Uniti è stata sacrificata per dare più utili alla classe dei mega-ricchi.
Una domanda appropriata  per il dibattito sarebbe stata:  Perché si è sacrificato il livello di vita dei lavoratori americani per produrre maggiori utili ai mega-ricchi?
Domande come queste non potranno mai essere ascoltate in un "dibattito presidenziale".
Nel 21° secolo, i cittadini degli Stati Uniti sono diventati una nullità. Possono essere brutalizzati da quella stessa polizia che vive con  le loro tasse, per aver protestato contro qualche ingiustizia o per nessun motivo, possono essere picchiati, arrestati, torturati e addirittura uccisi. La polizia, pagata con soldi pubblici, picchia persone paralizzate su una sedia a rotelle, incastra chi chiede aiuto contro i criminali, spara con i taser contro vecchie signore e bambini piccoli, e spara contro cittadini inermi, a sangue freddo, che non hanno fatto altro che perdere il controllo, sia pure per uso di alcool, droghe, o per la rabbia della loro impotenza.
Agli americani hanno lavato il cervello, ma pagano con le loro tasse tutti i livelli di governo per avere una protezione contro la violenza gratuita, ma le tasse vengono invece impiegate per produrre violenza gratuita contro loro stessi.
A ogni americano, fatta eccezione per il piccolo numero di mega-ricchi che controlla Washington, può capitare di essere arrestato e di perdere la sua libertà e le sue proprietà, sulla base di niente, basta una denuncia di un membro del ramo esecutivo che potrebbe voler portarsi a letto la moglie dell'imputato, la fidanzata, appropriarsi dei suoi beni, o solo risolvere un problema personale come sbaragliare un rivale o vendicarsi contro una scuola, una università, o un rivale in affari.
In America oggi, la legge è al servizio dei potenti, non della giustizia. In effetti, non esiste una legge, e non c'è giustizia. Solo un potere ingiustificabile.
A che serve votare se il risultato sarà uguale?  Entrambi i candidati rappresentano gli interessi di Israele e non gli interessi degli Stati Uniti.  Entrambi i candidati rappresentano gli interessi del complesso dei militari e della sicurezza, dei latifondisti agro-alimentari, delle imprese off-shore, di chi vuole sopprimere i sindacati, la libertà civile e la Costituzione degli Stati Uniti, che è in mano ad un potere esecutivo senza ritegno.
Negli Stati Uniti oggi vince il potere del denaro. Non conta nient'altro. Devi andare a votare per dare il tuo appoggio per continuare a farti sfruttare? Ogni volta che gli americani votano danno un voto per accettare di essere annullati.


Dr. Paul Craig Roberts  è il padre della Reaganomics e l'ex Capo del  Dipartimento del Tesoro. Giornalista ed ex  direttore del Wall Street Journal. Il suo ultimo libro, “How the Economy Was Lost: The War of the Worlds”, spiega perché l'America si sta disintegrando

Fonte: http://www.prisonplanet.com Link: http://www.prisonplanet.com/in-amerika-there-will-never-be-a-real-debate.html
25.10.2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Note :
  1. La Mission del FEMA è sostenere i cittadini ed essere pronti al primo intervento per assicurare che, come nazione, si lavori insieme per costruire, mantenere e migliorare la capacità di preparare, proteggere, reagire, e ridurre i rischi.  (http://www.fema.gov/about-fema)
  2. SWAT (Special Weapons and Tactics) team è un’unità speciale di polizia, usata per situazioni eccezionali che richiedono  uso l’uso di una Potenza di fuoco aggiuntiva.
  3. Il gioco dei Lemmings è basato su una credenza popolare secondo la quale dei piccoli roditori nei periodi di carestia si ucciderebbero gettandosi in massa da un dirupo. Capovolgendo questo concetto il gioco consiste nell’ evitare che esserini, tanto innocui quanto stupidi, vadano incontro a morte certa.