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Le fiabe : Il secolare si è separato dal sacro

dipinto di 
 shawna erback

Le fiabe
Le fiabe e i miti non sono soltanto le  mappe di un viaggio
ma  sono soltanto anche i mezzi di trasporto

Ai bambini non è  per caso che si raccontano favole, miti e leggende ancora prima che le storie reali  si paesino nella loro vita. E non è  un caso che bambini dei nostri giorni, soffrano di una grave deprivazione culturale e spirituale per non essere più  nutriti del latte dell’immaginazione materna.
   Il secolare si è  separato dal sacro
Negli anni recenti le fiabe sono state cosi  trascurate, svuotate e banalizzare che hanno perso l’antica funzione di presentare al bambini la realtà del mondo e di creare un contesto per il cui  mezzo  egli posso in seguito organizzare e comprendere la propria esperienza.
Il giorno in cui il secolare si è  separato dal sacro, la definizione di umano si è  gravemente ridotta e una sempre maggiore quantità  di esperienza è  diventata tabù. È  strano pensare alla fiaba  e al mito come tabù ma in realtà  questa è  la conseguenza quando si nega il loro contenuto profondo.
 
La favola non è  intrattenimento
C’è una profonda differenza fra il raccontare una fiaba per intrattenimento o l’ apprezzarne il senso nascosto che ci apre alla saggezza. Come esattamente c’è una sostanziale differenza fra il vedere l’infanzia come qualcosa da superare diventando adulti  e il vederla come una condizione da recuperare per il posto che vi occupano l’intuizione, l’ innocenza ,lo stupore. Per fare poter fare ciò  questi tre elementi devono perdurare in noi.
 Qual'è sia la nostra età siamo comunque bambini
Quale sia la nostra età torniamo bambine nel momento  che ci raccontano una fiaba.
All’inizio tutti amiamo sentir raccontare che la principessa è  bellissima, la matrigna cattivissima, il re coraggiosissimo o avarissimo, che il regno è grande o piccolo piccolo, così piccolo
che il nostro eroe può essere alto un pollice e dormire in un guscio di noce. Ma per quanto sia innocente l’inizio, presto arriva il momento in cui vogliamo sapere quanto graffiano i rovi, come si ridurranno le scarpine d’argento se ci si balla tutta la notte, quando dovrà  camminare il principe alla ricerca della sua amata, quanto è  triste e sola la principessa nella torre prigioniera.
E vogliamo sentirlo ripetere e ripetere.
Ai bambini piccoli e agli adulti coraggiosi piace conoscere la verità. Cosí  vogliamo sapere quanto è  buio il bosco poiché  sospetti amo di dover affrontare la realtà  del buio più  buio. Vogliamo sapere quanto è  alta la montagna poiché  la storia implica che anche noi dobbiamo scalarla.
Vogliamo sapere quanto possono essere affettuoso o crudeli gli adulti, come e può  essere protettiva e infila l’autorità, come sono affascinanti  e pericolosi gli estranei, e come sono affidabile e inaffidabile il regno naturale é animale.
E vogliamo sapere che a dispetto dell’illusione della vita terrena e quotidiana la magia e l’incantesimo esistono in tutta la loro ambiguità, i loro aspetti positivo e negativo. Per finire dobbiamo sentire quanto sarà  profondo il sonno, nel in cui momento che apprendiamo di essere profondamente addormentati. Ma quando si subirà  lo scossone, ci sceglieremo poiché  più  di ogni altra cosa al mondo desideriamo essere svegli. 

estratto da  Scrivere per crescere di Deena Matzger





7 commenti:

Assolutamente vero, le favole racchiudono molto di più al loro interno, insegnamenti, emozioni, sentimenti, raccontati soltanto in una chiave diversa, più leggera, ma ugualmente efficace :)

 

Questo scritto è molto saggio. È vero, ormai i bambini non possono più concedersi il lusso di immaginare... tutto è già preconfezionato per loro, come le merendine per la scuola e le torte di compleanno della pasticceria.
Caspita, ogni volta che ci penso mi sento fortunato. Della mia infanzia ricordo il mio papà che mi leggeva una fiaba ogni sera per accompagnarmi tra i sogni e l'emozione di vedere la mia mamma che preparava la torta per il mio compleanno... altro che scarpe alle moda e videogiochi all'avanguardia!!
Dovremmo ridare ai bambini la gioia dell'infanzia che sta nelle cose semplici e la capacità di capire che il mondo non è perfetto, che è pieno di cattivi e di prove da superare... ma che questi cattivi e queste prove possono essere superate nel momento in cui si è insieme e ci si comporta con amore e lealtà.
Buon fine settimana.

 

Fortunatamente sono nata e cresciuta nell'era felice in cui le fiabe avevano un posto importante nella vita dei bambini ed oggi posso vantarmi di appartenere alla fortunata generazione che porta dentro di sè immutato il loro incanto e la magia. Vero è che avevo uno strano modo di viverle le fiabe...per es mi chiedevo se mai Cenerentola sarebbe diventata grassa e noiosa o mi chiedevo perchè mai la mamma di Cappuccetto rosso si fidasse di lasciare che una bimba piccola si avventurasse nel bosco da sola. Crescendo ho compreso tante cose e piano piano tutti i sottili messaggi, i moniti e il senso profondo delle fiabe mi sono apparsi chiari e sovente mi hanno anche dato le risposte giuste in momenti difficili. Oggi sono convinta che non ci sia nulla di più serio ed utile delle fiabe, le vivo e le rivivo tutti i giorni con le loro paure, coi loro stupori, gli imprevisti, le gioie e le ansie...ieri uno strano figuro(piuttosto sinistro direi)mi ha stressato un'ora cercando di convincermi a cambiare operatore per l'energia elettrica...parlava convinto di essere suadente e convincente e non ho resistito...l'ho guardato bene in faccia e gli ho detto chiaramente che non mi piacciono le mele...forse si sta ancora chedendo cosa volessi intendere mentre io pensavo con soddisfazione che finalmente mi ero presa la mia rivincita personale contro quella antipatica della strega di Biancaneve....:)))..porta pazienza Fata narchica...sono un pò matta...come tutte le fate...un bacione.

 

Ciao Maurizio, concordo con te e vi è una ragione per cui è così.

Buona domenica MrLoto,come sempre il mio e il tuo pensiero corrono paralleli.

Ciao Gabry da una grande creatitre di oggetti da fiaba e di bellissime bambole il tuo pensiero non mi sorprende, ogni volta che ti leggo cresce in me sempre di più la convinzione che vi è una parte di te che mi farebbe tanto bene se la potessi avere vicina- Un bacione

 

E' un bel pezzo quello che proponi. Le "fiabe" di oggi sono spesso cartoni animati assurdi, superficiali e, a volte, volgari. Anche se, a onor del vero, ne esistono anche di belli.
Di solito però, pur contenendo, in modo più o meno mascherato, elementi scomodi, le fiabe avevano quasi sempre il lieto fine. La vita non l'ha mai, al massimo concede qualche "bella puntata", na il finale è sempre lo stesso. Qualcuno ha detto "La vita è un'avventura dalla quale non usciremo vivi". Forse proprio per questo le fiabe avevano una morale sempre un po' mascherata, l'infanzia ha il diritto di essere felice.
www.wolfghost.com

 

Il tuo blog: ci sono entrato adesso e ho letto il tuo ultimo post. Molto condivisibile, profondo in alcuni passaggi. Ho pensato che talvolta quando scriviamo risentiamo in noi la fiaba e ad essa ci rifacciamo. Se non ce ne hanno raccontato ( le nuove generazioi hanno questo buco nero) proviamo ad inventarcele ma non funziona allo stesso modo.
So che la scelta di un brano evidenzia un piano culturale e intellettuale personale però vorrei leggere qualcosa scritta di tuo pugno. Una fiaba personale, quella di Carolina.

 

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