Una casa per amica: Scarafaggio

Leggendo la storia di Alice mi chiedo se davvero lasciando tutto sono stata davvero  coraggiosa. Una capace di prendere in dono le lezioni dalle persone, capace di tentare, rischiare, fallire  e tentare di nuovo senza mai rinunciare come dice Jane l’allevatrice.
Mi chiedo se in realtà  io non sia scappata, se la battaglia non la dovevo combattere in terra di guerra anziché rifugiarmi lontano da quanto mi disturbava.

Una serata apparentemente tranquilla, una storia all’apparenza leggera, uno di quei libri che a prima vista sembra scritto per quelle adolescenti  eterne Cenerentole che si sentono  scarafaggi  come Alice.
Una storia che scorre veloce ma che capitolo dopo capitolo svela quello che nel suo profondo si nasconde, o forse sarebbe meglio dire che  svela quello che nel profondo si nasconde, il mio profondo.
Quel luogo con cui solo una o due volte da quando sono qui ho dovuto farci i conti.
Tant’è  vero che questa sera ha ripreso quella forma di tosse strana insistente che assomiglia allo sbuffare di Pil quando l’abbaio gli resta a metà. Ansia, nervoso? O semplicemente è la consapevolezza che chiede attenzione, chiede  di prestare ascolto a quel che sento. Dopotutto non si usa forse un colpo di tosse per richiamare l’attenzione di qualcuno?

 Guardo un po’ attorno e mi chiedo se in tutti questi mesi mi sono comportata da  fuggiasca e basta.
Cerco in casa segni, qualunque segno che dimostri il mio cambiamento, il mio evolversi.
Ho lavorato molto su di me. Lo dimostrano Sdentato e Pil distesi sul tappeto sereni, il mio abito a fiori,
la confezione vuota della ricotta; ho sempre detestato la ricotta, ora ne vado matta... E questo profumo inebriante  di terra e mare che mi appaga, questa pioggia lieve che non mi disturba nè  mi rattrista come un tempo ma piuttosto rinfresca i miei pensieri e mi quieta. Tutto questo mi dice che niente niente non l’ho fatto. Ho buttato via molto di me,qualcosa l’ho tenuto e qualcos'altro è  nuovo. Poi ci sono cose che restano in attesa.

Io non so niente, non possiedo nulla, e non appartengo a nessun luogo...così ripete a se stessa Alice.
E qualche volta me lo sono detto anch’io, specialmente da ragazzina.
Penso a Scarafaggio, alias Alice nel libro, al suo sentirsi incapace di fare qualsiasi cosa,fallita e rassebgnata...senza comprendere che  mentre osserva  impara, mentre ascolta  impara. Lei impara ma non lo sa. Inconsapevolmente in un passato lontano l’ho fatto pure io. Negli anni le cose sono cambiate, ho scoperto che ci sono persone più stupide di me e da allora sono andata avanti come un treno, ma come un trenbo  di tanto in tanto ho anche fatto delle fermate. Sbagliando? Forse.


Non lo so perché  ho preso questo libro, lontano dal mio genere, probabilmente perché malgrado tutto le favole mi sono sempre piaciute e credo nel loro potere.

Sentivo che dovevo leggerlo.
Credo che Scarafaggio abbia voluto dirmi qualcosa, dopotutto alla fine lei sa come fare. 
La sento amica. Gli voglio bene. Ha preso vita dentro di me.

Mi resta solo un dubbio se davvero so come tentare, rischiare, fallire e tentare ancora di nuovo senza mai rinunciare. Perché  il punto é  proprio questo non è  questione di tentare o fallire, rischiare o rimanere immobili  ma di saperlo fare. Ancora tutto questo io non lo so fare e ammetterlo é  già iniziare a farlo.

E giunta l’ora di andare a dormire, lo manifestano miei sbadigli e gli occhi pesanti, i due cuccioli dormono già da un pezzo, anche Melina dorme da  un po’ sul divano. Avevo promesso di leggergli una favola. Sarà per domani. Il mio “abbaio soffocato” è  svanito, Scarafaggio mi ha regalato  immensa quiete, verso  quella ragazzina di carta sento un' immensa gratitudine.

Commenti

  1. C'è sempre un motivo se finiamo per leggere delle storie anzichè altre. A volte le incontriamo per caso, altre volte invece sembrano che siano loro a trovare noi, per mostrarci qualcosa di noi che non sapevamo... cambiare fa paura, eppure in molti lo vogliamo. Non è una rivoluzione, però, è più una lenta transizione... e in queste tue parole leggo un cambiamento dolce e calmo, con un po' di tempesta nel cuore. :-)

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  2. Ciao Lola,verissimo quel che scrivi, e per quanto questo sia solo un mio racconto vi è dentro una buona parte di me e di quel che mi accade.
    Un abbraccio.

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  3. Alla fine anche il solo rendersi conto che qualcosa cambia o spinge per cambiare indica che il cambiamento è già iniziato.
    Quello che sto dicendo spesso ultimamente è: ascolta quello che succede. Saranno le risposte a trovarti.
    A presto!

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  4. Ci sono alcuni libri, e se non sono libri possono essere racconti, notizie, canzoni, film, che sembrano capitare a caso eppure... a caso non sono e non capitano. In qualche modo ci mandano "segnali", poi sta a noi saperli cogliere :)

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  5. Ciao Stefano,condivido quello che scrivi.Grazie.
    Ciao Maurizio, in effetti io credo che nulla accada per caso. Un abbraccio

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  6. A prescindere dal libro e dal punto a cui sei arrivata (nella vita), credo che per cambiare anche solo una piccolissima parte di te ci voglia molto coraggio. Lo dico davvero e con stima, perché io di me non sono mai riuscita a modificare nulla, neppure quello che avrei dovuto (o così dicono).
    La cosa più importante è come ci si vede guardandosi allo specchio e se a te piace, importa solo quello. Non importa se fuggire o restare, l'importante è poter stare con sé stessi.
    Un abbraccio :-*

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  7. E' tantissimo che manco ma... è sempre bello venirti a trovare in questo angolo di riflessioni e sentimenti... un grande abbraccio! ♥

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  8. ... ti lascio i miei auguri di buona Pasqua. Che sia l'occasione per iniziare una rinascita! :-)

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