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Pandit o barcaiolo?

In questi ultimi giorni sto scrivendo più commenti in ogni dove del web di quanti post sto scrivendo nel mio blog.Sono saluti,partecipazioni ad un evento,frasi accennate…pochi lunghi veri discorsi.
Ogni tanto appaio con un frammento di quel che mi succede,eppure qualcosa da dire in più l’avrei.Ad esempio: di quanto accade a Gaza e di quanto tutto il mondo in genere pesa.
Però accade che oltre al raccontare il mio modesto vivere di tutti i giorni tutto il resto mi appare come una catasta di parole,troppe.E inutili.
Da qualche giorno sono alla ricerca di un bel libro da leggere, anche quelli mi appaiono come cumulo di parole buttate lì per caso ma fanno tendenza ,fanno soldi e allora li scrivono.
Tutto mi appare come una ripetizione perpetua,stesse parole,stesse storie…non vi capita mai di avere la sensazione di essere arrivati al culmine,di non avere più bisogno di sapere nulla?Perché non c’è più nulla da sapere.Avete già sentito tutto,tutto tranne quello che dovevate sentire.Sapete tutto ma non l’essenziale.Avete visto tante cose ma in realtà  non le avete viste affatto.Vi è mai capitato?

Lasciamo scorrere non ve lo so spiegare e se ci capite qualcosa siete davvero grandi.

*”Su una barca  che attraversa il fiume c’è un pandit,un bramino,dotto in scritture sacre.Il pandit chiede al vecchio barcaiolo:
-Sai il sanscrito?-
-No- rispose quello.
-Senza il sanscrito un quarto della tua vita è perso-,dice il pandit.
-Conosci almeno la letteratura classica?-
-No-
-Un altro quarto della tua vita è perso,perché ci sono libri bellissimi e il leggerli dà grande gioia.Sai almeno leggere e scrivere?-
-No-,dice il barcaiolo.
-Un altro quarto della tua vita è andato perso-
In quel momento il pandit si accorge che la barca fa acqua e che le sue gambe sono già a mollo.Il barcaiolo cerca di tappare la falla,ma non c’è niente da fare.L’acqua continua a crescere e la barca sta per andare a fondo.
-Sai nuotare?-chiede il barcaiolo al pandit.
-no-,rispose quello impaurito.
-Tutta la tua vita allora è persa,conclude il barcaiolo.
Morale: è inutile saper leggere e scrivere,conoscere il sanscrito e l’intera letteratura,se non si conosce se stessi.

Ecco c’è stato un periodo che mi sentivo come il pandit oggi mi sento di più come il barcaiolo,ma parafrasando Terzani domani è un altro giro di giostra e tornerò a volte ad essere ancora come il pandit bisognoso di riempirsi,per oggi sto come il barcaiolo: ho più necessità di nuotare che di sapere.

*da Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani.

8 commenti:

Siamo in continuo mutamento, è normale che tu ti senta così...a me è capitato un'infinità di volte di alternarmi tra il barcaiolo ed il bramino e, ad essere sincero, mi stupisce trovare questo concetto scritto così, nero su bianco!
Per quanto riguarda i libri, quando mi sento più "barcaiolo"tendo a leggere storie vere, biografie o saggi perchè sapere che quel che c'è scritto sul libro è davvero accaduto e non è frutto della fantasia di qualcuno mi aiuta ad avere la sensazione di imparare a nuotare nel mare della vita.
Un saluto.

 

Ciao Carolina, molto interessanti le tue parole, sono considerazioni in cui mi riconosco molto, ma che non sarei riuscito ad esternare, fortuna che l'hai fatto tu.
Mi sento come il barcaiolo ed intorno vedo solo cose superflue, vorrei qualcosa di veramente utile da sperimentare/capire, ma in giro non riesco a trovare nulla; ho pensato che questo senso di insoddisfazione derivi dalla necessità di evolversi ulteriormente tuttavia manca qualcosa di essenziale e non so cos'è.
In questi momenti cazzeggio per la rete, faccio passeggiate, respiro più piano in attesa di un'ispirazione che però tarda ad arrivare.
Non ci resta che attendere con le "antenne" alzate qualcosa succederà.
Un saluto. :-)

 

Cara Carola, che bella immagine hai evocato. Come ha scritto Marcello nel commento precedente al mio, mi ci riconosco... Ho sempre cercato erudizione e cultura, fino a quando ho scoperto che per sopravvivere forse dovevo capire cosa posso fare con le mie sole forze, quello che davvero mi serve, non vezzi, ma necessità.
Così è stato e così ho smesso di prendere in giro chi aveva meno nozioni di me, ho imparato ad ascoltare anche chi non si esprime in modo corretto, ma che ha qualcosa da dire.

Raccontavo stamane al mio fidanzato che ho smesso di ascoltare Prima Pagina di Radio3, l'ascoltavo sempre volentieri andando al lavoro. Ho smesso di ascoltarla perché alcuni giornalisti saccenti tendono a vanificare o addirittura schiacciare il pensiero che proviene da persone che non hanno una dizione elegante o che si esprimono in modo spiccio, vuoi per la tensione della diretta o limiti personali. Mi ha disgustata. Tutti noi abbiamo una nostra "saggezza", una saggezza da "barcaiolo" connaturata nella nostra esperienza di esseri umani. Questa nostra saggezza va rispettata, il resto è un di più.

 

Ciao carissima! !
E come può essere che a nessuno sia mai capitato di vivere questo stato?
Ci sta e va bene così un giorno si va, uno si resta; un giorno si decide di agire, un'altro ci si ferma ad osservare. Non bisogna pretendere neanche sempre troppo da se stessi perchè di sicuro non lo faremmo per noi stessi ma solo per rendere conto a qualcun altro: solo io posso sapere cosa mi fa star bene e solo a questo devo tener fede senza rinunciarci mai!
Ti ricordi il giro di boa di cui si parlava a fine 2013?
Ecco non si è ancora esaurito tutto il suo potenziale e se tutto sembra già visto sentito e masticato mille volte è solo perchè stiamo ancora girando! ;-)
Un abbraccio

 

Mi piace la storia e penso che in fondo siamo tutti un po' Pandit ed un po' Barcaioli. Ognuno ha dei limiti ma anche delle grandi capacità. L'importante è volersi sempre migliorare. E magari invece di criticare chi non sa 'leggere e scrivere' potremmo imparare a nuotare.
Bel post, ti abbraccio :)

 

Ciao Stella ricambio l'abbraccio.
Ciao Adhara quel giro di boa è solo agli inizi e mi sa che da girare c'è ancora per un po'.Un bacione.
Sea hai detto bene...è quello che in generale intendevo.
Ciao Marcello ho ben notato che di similitudini io e te ne abbiamo molte :-)) a volte anche nei stati d'animo del momento.
Ciao MrLoto a volte in questo alternarsi di ruoli che si vivono quando se ne indossa una comodo che fa stare bene vorresti solo non smettere di indossarlo.

 

Conoscevo questa storia, e in effetti racconta una verità piuttosto evidente, e anche molto "attualizzabile" ai nostri tempi e a tante persone, in più ambiti. In ogni caso, che tu ti senta barcaiolo o pandit il consiglio è di imparare e vivere sempre più cose che puoi, perchè ogni esperienza ci può essere più utile di quanto crediamo ;)

 

La vera saggezza risiede sempre nell'equilibrio e nella conoscenza, prima di di tutto di se stessi e dei propri limiti per saper individuare le proprie necessità.
Mi unisco con piacere ai lettori di questo stimolante blog:-)
Fata C.

 

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