Fase cazzeggio racconto di un viaggio

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Io ed Eghetta siamo assenti da un po’, assenti dal virtuale e assenti dal mondo.
Ci siamo ritrovate nostro malgrado in una specie di limbo, bolla o deserto che sia, non saprei descriverlo, tutti e tre i scenari sembrano calzare alla perfezione diversi fra loro ma coesistenti in un’ unica dimensione .
Non ho ben capito quando è stato il momento in cui questa vacanza estrema è incominciata, non so neppure come abbiamo fatto ad inoltrarci in territori così strani, a volte pure un po’ traumatici per la nostra psiche. Quel che però ho compreso e scoperto con sorpresa è come la scissione fra me ed Eghetta sia da tempo come annullata, come se fossimo un tutt’uno, abbiamo smesso anche di incalzarci a vicenda, sembra non esistere più neppure il conflitto fra noi.

Questa specie di “vacanza” non è una vacanza nel paradiso, in villeggiatura abbiamo incontrato vecchie paure, antichi inganni della mente, vuoti che disorientano, mancanza di interesse per troppe cose. Non sono mancate neppure alcune “escoriazioni” fisiche del tipo attacchi di panico
vecchi miei compagni di viaggio, non ho gradito la loro compagnia, invadenti e pressanti. Anche decisamente un po’ stronzi. Tutto sommato, sapendo come trattarli mi riesce scendere a compromessi con loro, a volte anche di metterli all’angolo.

Io ed Eghetta sedute l’una accanto all’altra su uno scoglio davanti al mare di questo mondo surreale in silenzio unite e complici ci chiediamo: Perchè sta accadendo adesso? Dove vuole condurci questo destino momentaneamente inverso, ostile che continuamente mette alla prova la nostra resistenza, il nostro equilibrio. Eppure uno scopo questo fato malverso c'è l’ha e di questo noi non abbiamo dubbi.

Io ed Eghetta attendiamo, agiamo e riflettiamo quanto basta per trovare indizi e svelare gli arcani del fato che ci ha condotto qui, in questo deserto, in questa bolla, in questo limbo da cui in lontananza si inizia ad intravedere un altro paesaggio ed un altro cielo, più luminoso.

Ci mancano alcune cose. Gesti rassicuranti, spazi conosciuti in cui mi posso muovere ad occhi chiusi, persone, piccoli piaceri. Tutte piccole cose che in questo viaggio non c'è stato concesso di portare.
Sguarnite e al medesimo tempo toste abbiamo alla fine accolto la sfida nella certezza che nulla accade per caso, che qualcosa da scoprire conoscere cambiare ci attende.

Sarebbe troppo ottimistico dire che siamo sulla via del ritorno ma la strada è quella giusta.

Eppure lo sapevo. In questi ultimi anni nella mia vita é apparso uno strano fenomeno, poco descrivibile a parole. Lo strano fenomeno in cui la dimensione del presente e del passato s’intrecciano, come fosse un vero salto nel tempo, sapevo pur negandone l’idea che anche questo ciclo sarebbe tornato mettendomi alla prova per correggerlo e per chiuderlo una volta per tutte.
Forse in pochi ne sono consapevoli che noi lasciamo sempre una porta aperta nostro malgrado al nostro passato
Cose negate da cui siamo scappati ma in realtà rimaste irrisolte, arriva poi il tempo di risolverle una volta per tutte. Il passato è più presente di quel che crediamo, storie che si ripetono, medesimi gesti e parole. Si può scappare ancora o decidere di affrontarli una volta per tutte.

Nostro malgrado qualcosa ci ha trascinato in questo errare, un vero errare senza meta,nessun obiettivo, semplicemente vagare alla ricerca di qualcosa senza sapere cosa.
Sembra quasi uno dei tanti video giochi in cui l’eroe va alla ricerca di monete, chiavi, armi e quanto altro per potenziarsi e passare a livelli superiori.

A tratti mi sento stanca, Eghetta in silenzio mogia tanto da non riconoscerla più, solo a sprazzi si intravedono momenti di serenità piena, la forte percezione di qualcosa di immenso, sensazioni di pace anch’esse strane ma grandiose. Altre volte è come attraversare una giungla piena di paludi e creature strane.
Sinceramente sia io che Eghetta in perfetto accordo non vediamo l’ora di tornare; che questo periodo sia presto un altro ricordo in più.

Alla fine lo so che a questo viaggio inaspettato dovrò qualcosa nonostante tutto. Ignoro chi sia stato a trascinarmi in questo viaggio se il fato, Dio o Il mio maestro guida. Non lo so.
Ignoro anche il senso “ordinato” di tutto ciò mentre ne ho chiaro il caos da cui nasce.

Ad un certo punto ho avuto la strana sensazione che qualcuno mi scompigliasse i capelli sussurrandomi che erano troppo ordinati da un po' di tempo a questa parte. Qualcuno ha stabilito che mancava il caos nella mia vita, quello giusto, quello che ti obbliga all’arresa, quello che ti stende e ti induce a dire - basta,e così sia- , quello che ti insegna che la vita va accolta ogni santo minuto perché non puoi avere tutto sotto controllo.
Il caos che distrugge pezzo per pezzo l’eremo che con tanta fatica hai costruito perché vivere in eremo a volte è scappare dal mondo, è chiudersi in una fortezza con l’illusione di avere tutto sotto controllo.
E la vita ancora una volta insegna che così non è, non c’è nulla da tenere sotto controllo c’è solo da accogliere e sorridere.
Questo è altro ancora da alcuni mesi a questa parte sto imparando, dalla mia memoria remota stanno tornando a galla un enorme quantità di rifiuti tossici, enigmi irrisolti, cose che credevo elaborate e rimosse.

Ho chiesto alla vita di comprendere e vedere...non si è fatta pregare...una forza maggiore ha trascinato me ed Eghetta in questo viaggio non mi resta che sforzarmi di aprire mani e braccia ed accogliere tutto questo e di continuare a sorridere.
Mi sono accorta di avere reso un po’ rigido il mio cuore...rabbia, autodifesa, frustrazione, delusione...oggi, solo oggi riesco a comprendere davvero il significato delle parole, quelle parole anche fin troppo semplici  di quelle persone con una personalità spirituale elevata...solo oggi comprendo appieno  seppur con qualche increspatura quelle parole con cui i maestri ti parlano della vita, della suo senso e della sostanza di cui è fatto Dio, il mondo e l’uomo.
Ho impiegato  anni per capire cosa significhi attingere dal sacco della misericordia, cosa significhi essere buoni e perché a volte bisogna saper dire no ed altre chiedere aiuto.
Anni per imparare ad accettare che anche una guerriero a volte si arrende che anche le rocce si sgretolano, che a volte si deve perdere per vincere davvero, perché l’ umiltà ti salva, la misericordia ti rende serena, e paradossalmente il dare ti rende forte.
Vi sarebbe molto altro di cui ancora raccontare di questo mio viaggio. Delle creature immaginarie incontrate, chiavi magiche che aprono porte, specchi che riflettano la tua vera natura, mostri buoni e streghe che insegnano...magari lo farò un’altra volta.





Commenti

  1. Sai cosa penso? Io sono assolutamente certo che tutto accade per qualche motivo. Questi momenti un po' particolari sono quanto di bello ha la vita da offrirci perché ci mettono di fronte a noi stessi e sono forse gli unici momenti in cui siamo davvero soli con noi stessi ad affrontare ciò che davvero ci fa crescere.
    Io ho avuto un lungo periodo di stop ma non sono mai in realtà mancato. Ero in attesa ed in ascolto.
    Ho forse vissuto un momento come questo anche io. Dico forse perché il ricordo è ancora molto presente al punto che mi sembra ancora di viverlo.
    Ed ora sono felice e vivo in attesa del prossimo momento in cui mi metterò nuovamente a confronto con me stesso.
    Un abbraccio
    Stefano

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  2. Ovviamente non so bene tutto quello che stai passando e i motivi più profondi, quello che posso dire è che nel modo che hai di raccontare quello che vivi sei davvero brava a rendere l'idea dei sentimenti che hai dentro, anche con le metafore mai banali che riesci a tirare fuori... perciò, da quanto ho percepito, io mi sento semplicemente di augurarti che tanta consapevolezza ti aiuti, finalmente, a liberarti dei pesi che ti porti dentro, e per assurdo anche della grande razionalità che hai, e che è un ottima qualità ma, forse, ti "àncora" troppo nei pensieri, nelle elugubrazioni, nelle pur giuste riflessioni. Non so se mi sto spiegando, me lo auguro, in ogni caso spero tu possa lasciarti indietro le cose che hai portato sulle spalle sin qui, quelle che ti hanno dato più peso, non dimenticandole ma, semplicemente, mettendole da parte per un nuovo inizio :)

    Un buon fine settimana ;)

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  3. Goditi il viaggio Carola. Non tutti riescono a compiere il cammino che stai facendo tu.
    Un caro saluto.

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  4. Ciao Stefano,verissimo sono fasi e passano,fasi che ti insegnano ad assaporare la gioia.

    Grazie Maurizio, lo scrivo con il cuore,il tuo commento è come un abbraccio di un amico

    MrLoto,come riesci a trovare le parole giuste a volte ci riesci solo tu "goditi il viaggio",grazie.

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  5. ...lascio un altro commento per augurarti una Pasqua di rinascita!
    A presto.

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