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Comunque sia buon viaggio

"L’analfabeta del ventunesimo secolo non sarà colui che non è in grado di leggere e scrivere, ma colui che non è in grado di imparare, disimparare e imparare di nuovo”

                                                              Alvin Toffler

"La versatilità difronte alle costanti modifiche dell’ambiente che ci circonda è diventato un requisito fondamentale che sta alla base della nostra capacità di azione.Oggi, abbiamo a che fare con due mondi, uno reale e uno digitale. Quest’ultimo è ancora agli esordi, ma, nei prossimi anni, svilupperà tecnologie che ci consentiranno di comunicare e informarci in maniera sempre più veloce." Riccardo Scandellari
Quello sopra è un estratto dal post di Riccardo Scandellari,La versatilità è più importante del talento? Non m'interesso di marketing e il mio post si allontana un po' da l'intento e dal contesto a cui si riferisce Scandellari, ma, l'affermazione di Toffler è valida e applicabile in ogni ambito della vita; soprattutto dell'epoca attuale dove il cambiamento corre alla velocità della luce, soggetta a tutti i traumi provocati dal fallimento stesso del sistema, in un tempo dove la parola d'ordine è "precarietà" in tutto dal lavoro ai rapporti umani, in questa cosi detta "società liquida"; la versatilità è una qualità da sviluppare e praticare, o meglio da "rispolverare".

Buon viaggio

Questo tempo ci ha abituati al tutto pronto e confezionato, al tutto "fast" e se è anche "easy" è ancora meglio, oggi ci esprimiamo così: veloce, per tagliare i tempi, per capirci al volo fra un occhiata al tablet e un occhio allo smartphone.

Buon viaggio

Questo è il tempo come scrive Scandellari dei due mondi,uno reale e uno digitale. Il tempo del nostro doppio io, quello reale e quello digitale. Il tempo dell'informazione  e della comunicazione veloce. Il tempo di chi, se non cambia resta indietro, il tempo di chi se non si adatta è un qualcuno da archiviare, ma, è davvero tutto così?
Solo ieri leggevo "77 competenze di management" di Antonello Bove, a meno che l'autore non abbia vissuto o lavorato in qualche luogo fuori dal mondo i suoi suggerimenti sono antichi più che mai e si fondano su principi che hanno poco in comune con quest'epoca fondata sulla pura speculazione dove verosimilmente conta solo il profitto, le persone sono utili più o meno al pari dei Kleenex, in modo particolare nell' ambito lavorativo. Siamo destinati davvero allo sviluppo di ulteriori tecnologie sempre più veloci? O i livelli di saturazione sono ormai tali da costringerci a sterzare bruscamente per invertire velocemente senso di marcia,  tornare  a ieri dove tutto era meno veloce con tutti i suoi nessi e connessi, e ogni cosa doveva mantenere un suo giusto equilibrio?
Qui entra in campo la versatilità, qualità essenziale per riuscire a sopravvivere, per rinventarsi,rimanere in equilibrio o  per crearne di nuovi. Occorre versatilità per districarsi in quest'epoca che sta in bilico fra ieri e oggi,in cui dal passato riemerge il bisogno di ritrovare  vecchi equilibri pur non abolendo del tutto quello che il "nuovo tempo" di buono  ha portato e porta con sé, serve versatilità per mescolare il vecchio con il nuovo, per affrettarsi, certo, ma più lentamente, perché abbiamo bisogno di rallentare per comprendere dove vogliamo andare e cosa davvero rendo la qualità della vita migliore.

Buon viaggio

Siamo nell'era delle nuove consapevolezze, dell'esplosione di una nuova, o forse più antica di quel che pensiamo, spiritualità  in netto contrasto con questa società fondata sul capitale umano, dei parchi giochi delle Borse, del minimalismo di lusso in contrasto con la nuova ideologia del eco-frugale, l'era del spregiudicato  viral marketing  che crea  consumatori su misura per i suoi prodotti, imponendo mode e tendenze.Viviamo nell'era del tutto sottosopra,se da un lato costruiamo grattacieli dall'altro andiamo disperatamente alla ricerca di alberi da abbracciare.Allora la versatilità diventa essenziale in mondo così ambivalente in cui è necessario cambiare, creare, adattarsi, per modificare parzialmente  se non del tutto  uno stile di vita che ci calzi a pennello,uno stile di vita che sia simile a ciò che profondamente sentiamo e vogliamo dentro  di noi, non un dettame partorito dal progresso, dal  marketing e dalla speculazione del capitale umano.

Comunque sia e comunque vada in questo mondo sconclusionato molto simile ad un circo vi auguro buon viaggio,un divertente lungo viaggio, perché se ci pensate bene siamo solo di passaggio. Quindi buon viaggio.

"Buon viaggio
Che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
E siamo solo di passaggio
Voglio godermi solo un po’ la strada
Amore mio comunque vada

E per quanto sia difficile spiegare
Non è importante dove
Conta solamente andare
Comunque vada
Per quanta strada ancora c’è da fare"


6 commenti:

E' sicuramente così e, francamente, mi dispiace esserci dentro. Un tempo studiavi e poi mettevi in pratica. Oggi studi, studi, studi e non finisci mai. Ce la metti tutta per prepararti e poi devi sempre rincominciare da zero. E' francamente frustrante ed alienante. Ma la presa in giro assoluta è che cercano di farti credere che questo non è un problema, bensì una "opportunità".
Il giorno prima del pensionamento (a parte che dubito molto che ci arriverò) mi faranno fare un corso di aggiornamento. Scommettiamo? ;-)

www.wolfghost.com

 

Buon viaggio a noi e buon viaggio a te. Effettivamente i nostri tempi sono davvero "cupi" sotto molti punti di vista, eppure il viaggio, fatto nel modo giusto e col giusto spirito... può permetterci di vedere le cose "come una volta", quando la gente era più unita, quando il mondo era più buono, quando tutto era un pochino più semplice e si poteva pensare soltanto a cercarel'arcobaleno piuttosto che a tante brutte cose che ci stanno attorno oggi. Magari sarà più difficile riscoprire questi valori, ma esistono di certo ancora.. dentro ognuno di noi, se guardiamo bene ;)

 

Ciao Wolf ne sono convinta anch'io il giorno prima della pensione ci sarà il corso d'aggiornamento :-))

Ciao Maurizio,credo che non è tutto perduto :-))

 

La canzone mi piace assai, semplice, si ricorda bene, allegra. Me la sono canticchiata più volte in questi mesi, sempre pensando al mio viaggio interiore, ai cambiamenti ai quali sono stata sottoposta volontariamente e non.
Eppure io sono una persona di spirito tradizionalista, una di quelle che ha bisogno di stabilità in tutto e per tutto. In campo affettivo, lavorativo, quotidiano. La stabilità nella mia mente equivale ad ordine, a sicurezza, ad una sorta di perfetto equilibrio.
Che poi... so' bene (in fondo in fondo) che non è per nulla così, al contrario può rivelarsi addirittura negativa in certi casi.
Tuttavia in questo mondo pieno di precarietà io non mi ci sento, non mi riconosco e non mi ci voglio riconoscere. Voglio la lentezza, voglio poter riprendere fiato e non avere la necessità di aggiornarmi continuamente. Voglio godermi la lettura, senza dover per forza girare la pagina del libro in un attimo.
Alla tua domanda contenuta nel post: "Siamo destinati davvero allo sviluppo di ulteriori tecnologie sempre più veloci? O i livelli di saturazione sono ormai tali da costringerci a sterzare bruscamente per invertire velocemente senso di marcia, tornare a ieri dove tutto era meno veloce con tutti i suoi nessi e connessi, e ogni cosa doveva mantenere un suo giusto equilibrio?"
Ti rispondo che io spero vivamente che accada la seconda opzione. Vorrei che la macchina del mondo si fermasse da questa tragica corsa verso il niente, per riprendere fiato e fare nuovamente carburante. Di quello buono però.
Ci spero perchè ho la netta (e brutta) sensazione che se continuamo a viaggiare a folle velocità ci schianteremo presto contro il muro...

Scusa il pessimismo finale, ma è il mio pensiero (assolutamente sindacabile ;) )
Un bacione!

 

Che dire? La tue riflessioni sono sempre davvero molto interessanti e veritiere.
Buon viaggio anche a te! :)

 

Ciao Ilaria,credo che l'inversione di marcia sia necessaria.

MrLoto,grazie.

 

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