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Fermo immagine, il dettaglio fa la differenza

 

bambini in una missione

 

A Clarissa piace unire i pollici e gli indici  formando un cerchio che di volta in volta diventa  grande o piccolissimo  come lo zoom delle macchine fotografiche.
A Clarissa piace guardare attraverso questo cerchio ogni cosa.Lo ingrandisce e lo rimpicciolisce per catturare il dettaglio che attira la sua attenzione,estrarlo dal tutto.

Non poteva essere altrimenti, diventare fotografa era nel suo destino,passare dal cerchio delle dita allo zoom di una fotocamera era quanto di più naturale poteva accadere nella sua vita.
Fin dei conti cosa era una fotocamera? Se non un "dettaglio" nel vasto della sua vita.
Clarissa lo aveva intuito fin da bambina,per affrontare e rendere leggere le cose che non piacciono o che provocano dolore bisogna stringere lo zoom fino a trovare il dettaglio che fa la differenza.
Clarissa per lavoro viaggia molto,ogni luogo è un luogo da esplorare nulla di eclatante,  nulla a che fare con i fotoreporter di guerra.
Il suo viaggio vero iniziò da una vacanza, con un intinerario insolito per chi ha dei giorni per riposarsi e godersi l'ozio.Una sua amica volontaria partiva per il Ciad gli chiese se desiderava accompagnarla.
Clarissa in fin dei conti lo sapeva da sempre che qualcosa mancava,la sua vita non era completa. Accettò.

Stringere sul dettaglio serviva ben poco, più circoscriveva il dettaglio e meno riusciva a trovare qualcosa di positivo, se non forse per quel sorriso che non accennava di spegnersi a dispetto di tutto. Forse grazie alla inconsapevolezza di non sapere di essere uno dei tanti,uno sfortunato che è nato nella parte sbagliata del mondo.
La non consapevolezza dell'essere fuori peso,dell'essere fuori tutto, che quella cosa che lo ha reso così esile e fragile si chiama fame, e questa fame la si deve alla guerra degli stati e al potere della finanza.
Sorride ugualmente,come chi sorride con trenta chili in più addosso. Sorride come se non esistesse guerra e carestia.
Clarissa non sapeva se quel sorriso era il dettaglio che faceva la differenza in positivo o se quel dettaglio era la parte più piccola di un grande mostro che si ciba di vite per ingrassarne altre.

Avrebbe venduto quelle foto?Invece rimasero nel cassetto, non si vende il dolore e non si guadagna dall'orrore.Non in questo caso.In lei  qualcosa era cambiato e il suo  "zoom" aveva assunto un angolazione diversa.

4 commenti:

La foto è molto significativa, il post molto bello. E condivido la scelta di Clarissa, decisamente ;)

Buon fine settimana :)

 

bellissimo questo post, mi pare di vedere Clarissa con la sua macchina fotografica dinanzi a quei
bambini, dove il sorriso è l'unica ricchezza che hanno
Lodevole la scelta di Clarissa che merita la mia stima
un bacio VAleria

 

Clarissa ha fatto proprio bene...
È da stimare, da ricordare sempre l' immagine di questi bambini che, pur non avendo niente di materiale, sorrido.... Un sorriso spontaneo, gentile, vero che scalda il cuore di chi guarda.

 

Un post emozionante come la foto che hai scelto... complimenti! ♥

 

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