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Di cosa ha bisogno lo scrittore che è in te?

                        Scrivo come se vi parlassi.
                                              (Marivaux)

n.d.r : Promemoria per me stessa.

Di che cosa ha bisogno lo scrittore che è in te? A che cosa ha aspirato finora?
Questo è il momento di fare quello per cui non trovi tempo nella vita di tutti i giorni: le gite che hai progettato,la musica che hai avuto voglia di studiare,le lettere a cui desideri rispondere.
Pio organizzare la giornata in modo da farci entrare diverse passioni:la meditazione,lo studio di una nuova lingua,lo yoga,i giri per la campagna o in stradine che non conosci, il giardinaggio,la fotografia,il disegno.In questo modo il tempo dedicato alla scrittura si inserisce in mezzo agli altri interessi.
fai provviste.Progetta pasti semplici e cerca di far la spesa in anticipo, o accantona brevi pause occasionali per uscite silenziose nel mondo urbano.
Sistema il telefono in un’altra stanza,controlla la segreteria telefonica più raramente che puoi.Seleziona la posta;apri solo ciò che è urgente o interessante.Metti via la radio.Nascondi il televisore,distaccati dal giornale.Diventa un monaco,contemplativo o ascetico.
Alzati all’alba,osserva il sole calare all’orizzonte,segui il crescere e il calare della luna.Saluta le stelle.Fischia ai tordi .
Consulta l’I King o i Tarocchi,leggi le foglie di tè,scopri gli auspici nelle nuvole.Accendi candele,Costruisci un fuoco.Impara il linguaggio degli uccelli,degli animali,degli alberi.Prega.Scrivi,scrivi,scrivi.

Deena Metzger

Dopo un considerevole numero di settimane nel silenzio di questa sera ho percepito la gioia e la quiete di scrivere,sebbene non è un mio personale pensiero,è comunque serenità.


                                                   
                                                      

                                                       La gioia di scrivere

Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
Ad abbeverarsi ad un'acqua scritta
che riflette il suo musetto come carta carbone?
Perché alza la testa, sente forse qualcosa?
Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
da sotto le mie dita rizza le orecchie.
Silenzio - anche questa parola fruscia sulla carta
e scosta
i rami generati dalla parola "bosco".
Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
lettere che possono mettersi male,
un assedio di frasi
che non lasceranno scampo.
In una goccia d'inchiostro c'è una buona scorta
di cacciatori con l'occhio al mirino,
pronti a correr giù per la ripida penna,
a circondare la cerva, a puntare.
Dimenticano che la vita non è qui.
Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
Un batter d'occhio durerà quanto dico io,
si lascerà dividere in piccole eternità
piene di pallottole fermate in volo.
Non una cosa avverrà qui se non voglio.
Senza il mio assenso non cadrà foglia,
né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.
C'è dunque un mondo
di cui reggo le sorti indipendenti?
Un tempo che lego con catene di segni?
Un esistere a mio comando incessante?
La gioia di scrivere
Il potere di perpetuare.
La vendetta d'una mano mortale

Wislawa Szymborska

3 commenti:

Una percezione positiva , non è detto che sia personale, ma diventa soggettiva e quindi attiva nella mente e nel sentimento: un attimo di armonia e di scoperta interiore, quindi prezioso:-)

 

Sono ancora io, post commento:
mi farebbe piacere se tu contraccambiassi l'adesione ai lettori del mio Schiaccianoci, dato che da un po' di tempo siamo in contatto e il blog è anche reciprocità:-)

 

Molto bello e profondo questo componimento :) E assolutamente si, la scrittura è un vero, enorme, potere che abbiamo, enormemente sottovalutato! ;)

Buona giornata Carolina :)

 

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