Leggendo Seneca

Dell'invidia se n'è parlato bene,se n'è parlato male.
Per certi sprona a cercare di dare il meglio di noi, per altri è solo un continuo correre che strema e mai rende soddisfatti.

Talvolta si gode del suscitare invidia, altre volte è qualcosa di troppo stizzoso da sopportare 
Alla fine io credo che sia troppo estenuante sia provarla come godere di suscitarla.
In conclusione dietro l'invidia si nasconde una mancanza,un'incapacità,un limite, raramente,molto raramente vera cattiveria fine a se stessa.
 
 Seneca

«Chi guarda alla roba altrui non è mai soddisfatto della sua; per questo ce la prendiamo anche con gli dèi se qualcuno ci precede, dimenticandoci che molta gente viene dopo di noi, e che chi invidia i pochi che precedono ha alle spalle tanta gente che invidia lui. Tuttavia l’insaziabilità umana è tanto grande che, per molto che ci sia stato dato, l’aver potuto ricevere di più diventa un torto subito» (De ira, III, 31).


Commenti

  1. Sto cercando, La brevita della vita, di Senecam tradotto da un certo professore, che non ricordo il nome, mannaggia, tu sai nulla Cara carolina?

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  2. Molto onestamente,no.Ma a questo link ne trovi la traduzione di Luigi Chiosi http://giggino47.xoom.it/De%20brevitate%20vitae.pdf.
    Il Libro che sto leggendo è di Ilaria Rodella.
    Ciao

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  3. Nell'invidia non ci vedo assolutamente nulla di positivo perché è sterile. Penso che il sentimento che ci spinge a dare il meglio di noi e che dona vera soddisfazione anche in chi la suscita sia invece l'ammirazione.
    Per certi versi è simile all'invidia, privata però della sua parte cattiva. Se ammiro qualcuno lo benedico per il suo talento e, se posso, cerco di imitarlo e di fare ancora meglio di lui... ma con l'impegno ed il duro lavoro!
    Se invece invidio qualcuno lo detesto e basta perché non sopporto che lui sia più bravo di me nel fare qualcosa.
    Allo stesso modo se si vuole suscitare invidia prima o poi se ne pagherà il conto, mentre non si può suscitare volutamente ammirazione e nel riceverla si ha un riscontro positivo al proprio lavoro ed al proprio talento... insomma è tutta un'altra cosa!
    Seneca era estremamente saggio.
    Buona serata.

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  4. Giustissime citazioni, Carolina, piene di saggezza e verità. Per mia CREDO fortuna, non sono mai stato invidioso degli altri, perchè appunto penso che ci sarà pure chi invidia quello che ho io, o che sono, ma fondamentalmente nemmeno mi importa. Non mi interessa davvero se qualcuno ha più di me, è più di me, non godo della loro disfatta eventuale nè la attendo: io mi concentro su di me, su quello che ho, se mi piace me lo tengo e ne sono felice, se non mi piace cerco di modificarlo, ma questo non è mai legato all'invidia degli altri, sarebbe anche superficiale come atteggiamento dirsi "quello/a ha/fa questo, lo voglio anch'io". Sto decisamente bene così, a modo mio e al tempo che decido io per fare le cose :)

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  5. Neppure io, fortunatamente, ho mai provato invidia anche perché ho avuto sempre più di quello che forse avrei meritato.
    L'invidia penso possa essere, come hai ben scritto, un buono modo per cercare di fare sempre meglio. Diventa pericoloso quando serve solo ad umiliare o mettere in cattiva luce gli altri o, ancora, quando è cattiveria gratuita vestita di altro.

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  6. Ciao MrLoto condivido in totem

    Ciao Maurizio,sai,neppure io nonostante tutto ho mai provato invidia,certo in certi momenti quando il dislivello fra me che tiro cinghia e chi quasi gratuitamente a troppo,è difficile non vederlo e rammaricarsi.Tutto sommato non posso chiamare invidia momenti di sconforto.A volte un po' di rabbia per le disuguaglianze di questo mondo veramente eclatanti,non parlo di aver e una panda o il bmw,ma di ben altro,mi fanno davvero un po' incazzare.NEl mio piccolo invece se qualcosa non ho posso prendere in causa solo me stessa.

    Ciao Paola,l'invidia per quanto certi psicologi si sforzino di parlarne cone di un possibile "agente" positivo se non ben direzionata,sciolta e trasformata in energia creativa,può far danni seri a se stessi e agli altri...come scrivi tu.

    Un bacione a te e a Maurizio

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