Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Non sempre la gente è pronta ad aprirsi.

 

Risultati immagini per La ricerca della felicità

“Non sempre la gente è pronta ad aprirsi. Io a volte sorrido alle persone, e questo le porta a guardarmi ancora più sospettosamente. La gente ha i suoi problemi e le sue frustrazioni, ma anche se non reagiscono immediatamente, non mollare.”
(Tenzin Gyatso)

Qual è la prima cosa che si pensa leggendo questo aforisma? Che è tutto vero o in parte.
In quale parte dell'aforisma tendiamo di più a immedesimarci? In quella di Tenzin o nelle "persone" di cui parla?
Generalmente accade che quasi tutti ci immedesimiamo nell'autore dell'aforisma raramente "nell'imputato".
Noi vorremmo,ci piacerebbe, stare dalla parte della verità,o di quanto percepiamo che sia vero nelle parole di qualcun altro.
Spesso vorremmo essere i protagonisti che sono dalla parte giusta.
Raramente avviene una lettura al contrario dell'aforisma o delle belle citazioni,una lettura che possa farci fare un esame interiore con coraggio e ammettere che a volte gli "imputati" di cui si parla siamo noi.Eppure lo trovo un ottimo esercizio chiedersi ad esempio nel caso dell'aforisma sopracitato "ma io sono una che si apre?"

Per quanto mi riguarda quando qualcuno mi sorride non mi par vero.Che evento,sa quasi di miracoloso.Però ammetto da un po' di tempo mi accade spesso.Sarà forse che ci faccio più caso a quei sorrisi? Sarà forse che il mio viso è disteso e non rabbioso?
Quando una persona sconosciuta attacca bottone con me non lascio mai cadere nel vuoto il suo tentativo, salvo casi in cui ecclissarsi è opportuno.
Io mi apro su questo non ci piove,così come a volte timidamente e a volte con scioltezza sorrido.

Io non mi apro e anche su questo non ci piove quando si tratta di tirare fuori il mio sentire interiore con le persone che quotidianamente ho attorno.
Il sentire interiore va oltre il sorriso, il sentire interiore è l’ intimità dei miei pensieri, sensazioni, a volte delle mie congetture sul mondo,Dio, la vita e altro ancora, che richiedono di sottoporsi ad un certo rischio se espresse apertamente. È come servire un piatto culinario che verrà soppesato e dovrà essere degustato dal commensale. Non è tanto che il giudizio  possa essere  negativo che mi  frena  ma quanto e  come potrebbe essere accolto, accettato, compreso, elaborato insieme. E che  non si trasformi né in una mina vagante né in un'arma impropria che prima o poi mi sarà puntata contro.Oppure accolti come stupidi discorsi filosofici e un mucchio di fesserie spirituali. Se non peggio come parole da film.

Insomma, mi chiedo quanti di voi nella vita hanno avuto la fortuna di poter avere un dialogo stile "La ricerca della felicità " con parenti, amici o uno sconosciuto? Ad esempio come questa la più quotata nel web:"Hey! Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Neanche a me. Ok? Se hai un sogno tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila.Punto" Ditemi di sì  vi prego. che a voi è successo. Per farla breve, a me è accaduto ciò di più nel web che con le persone che ho vicino.
Si potrebbe sostenere che non ci ho mai provato, e qui casca l'asino. L'ho fatto. Di fatto nulla, risposta:"certe cose accadono solo nei film".Già peccato che io non sia un’ attrice, che questo non è un film e sta accadendo davvero ma...certe cose sono solo da film.Appunto.E allora le cose che vorrei dire le lascio dire ai film. Perché così sembra più sensato a chi le ascolta. Pena poi sentirmi dire -come mi piacerebbe sentirmi dire quelle parole lì-.Grrrrr!

9 commenti:

Aprirsi non è mai facile, l'ho imparato più osservandolo che facendolo io però, visto che tendo ad essere una persona disponibile verso gli altri, cerco di star attento alle loro esigenze e di comunicare più possibile con loro creando, così, un rapporto di fiducia e confidenza. Ovviamente non con tutti, io sono per i "pochi ma buoni", perchè è anche importante "dedicarsi" all'altro, e non si può fare su numeri enormi questo, per forza di cose. Ho avuto la fortuna, anche per le esperienze particolari che ho fatto da adolescente, di trovarmi in situazioni molto "vere" coi miei amici, quindi abbiamo creato un bel rapporto anche per questo, le contingenze aiutano molto, se vedi qualcuno espoldere in un pianto vero per i dolori dell'anima o fisici, se lo conforti, crei necessariamente un legame speciale, che altri non hanno e non avranno mai. Poi probabilmente è anche un discorso di saperseli scegliere gli amici, io penso che i miei siano persone intelligenti, con dei valori, e questo aiuta molto, non è che puoi fare discorsi profondi con chi non è predisposto a farli.
Comunque, tutto questo per dire che, al di là di questo gruppo di persone, in giro ho visto e vedo tanta "chiusura", tante corazze. E quelle non se le levano mai le persone, pure se insisti, se ci provi. Quindi beh, credo che ognuno sia come sia, anche se non credo nemmeno non si possa cambiara, ma ho visto che davvero, per alcuni, farlo sembra un impresa impossibile... e questo è un pochino triste, almeno dal mio punto di vista :)

Ciaooo :)

 

Io vado molto "a pelle". Se sento subito un buon feeling mi apro eccome, pure troppo. Se non lo sento, tendo a chiedermi e anche a non voler approfondire la conoscenza. È sbagliato perché una delle mie più care amiche mi stava sulle balle appena conosciuta ;) tendo a sorridere spesso ma, soprattutto sui bus, stanca e pigiata tra la folla, mi vedo da fuori e ho una faccia super antipatica..ma se qlc mi rivolge un sorriso lo ricambio di certo. Vado a momenti quindi :)

 

Io vado molto "a pelle". Se sento subito un buon feeling mi apro eccome, pure troppo. Se non lo sento, tendo a chiedermi e anche a non voler approfondire la conoscenza. È sbagliato perché una delle mie più care amiche mi stava sulle balle appena conosciuta ;) tendo a sorridere spesso ma, soprattutto sui bus, stanca e pigiata tra la folla, mi vedo da fuori e ho una faccia super antipatica..ma se qlc mi rivolge un sorriso lo ricambio di certo. Vado a momenti quindi :)

 

Purtroppo io mi apro poco. Davvero poco e con pochissime persone. Le volte in cui ho davvero lasciato andare al 100% tutto quello che avevo dentro si possono contare sulle dita di una mano.
Ma non è neanche questione di volere, di non avere la persona giusta per farlo. Io penso si tratti solo di essere come si è.
Non ci credo a quelli che dicono 'se non cambi è perché non vuoi cambiare tu'; per me se sei in un certo modo è perché qualcosa o qualcuno ti ha portato ad esserlo e non è uno schiocco di dita sradicarti così.
Quindi no, io non mi apro perché non ho mai amato farlo ed il perché non lo so. E' questo il motivo per cui scrivo: non direi mai, mai a voce quello che butto giù ticchettando sulla tastiera del pc, di un telefono o con l'inchiostro di una penna. Ci ho pure provato ma mi si blocca tutto alla gola.

Però il fatto che non mi apra non significa necessariamente che io sia chiusa o che non provi o non mostri niente, basta solo saper guardare.

Sorrido spesso a chi non conosco, più spesso di quanto potrei non credere, per gentilezza e perché un sorriso non fa mai male a nessuno, ma non necessariamente vengo ricambiata e questo mi fa chiedere se sono inopportuna o se semplicemente c'è chi al mondo è più corazzato di me.

Di dialoghi come quelli nei film ne ho avuti, ti dirò, anche parecchi e con persone diverse. Devo ammettere che di persone sensibili ne ho incontrate. Magari poche numericamente, ma sufficienti dal punto di vista della sostanza.

Il fatto però è che non serve il dialogo del film, perché la vita è ben altro..

Scusa se sono andata sicuramente fuori tema ma oggi mi andava di scrivere ed il tuo post mi ha fatto pensare molto, proprio nel momento più adatto.

 

Ciao Maurizio,sai il tuo commento non mi sorprende e non fatico a crederci che con te certi rapporti si possono costruire,lo dimostri sempre ogni volta che scrivi di Paola e attraverso i post del tuo blog.Questa tua visione la condivido anche se mi colloco nella schiera delle persone che i propri sentimenti faticano a esternali.Ho imparato ha non elemosinare sorrisi,a parlare con tutti ma ponendo sempre dei paletti.
-------------------------------------
Ciao Malù alla fine per quanto pigiamo tutto in fondo a noi stessi aprirsi diventa ad un certo punto un bisogno.Certo impossibile farlo con tutti ma come Maurizio scrive bel suo commento ma con pochi ma buoni si potrebbe fare,si dovrebbe fare...e credo di averlo pagato il prezzo del mio essere "orsa" credo di essermi persa qualcosa.
---------------------------------------------------------------
Ciao Paola ed eccoti qui e come sempre mi risconosco in te.Ho imparato negli anni a superare qualche barriera ad aprirmi con sorrisi e ponendomi sul piano di parlare con tutti ma quello che è dentro,nascosto nel profondo ancora riesce ad uscire solo attravarso la scrittura,
Solo questa estate ho compuito il miracolo,il miracolo di aprirmi con mio amico dicendogli quello che sentivo e come la pensavo a riguardo della nostra amicizia,mi sono sentita quasi un eroina dallo sforzo che mi è costato ma era necessario.
Il "dialogo da film" era ovviamente solo l''esempio per dire che tutti vorremmo a volte sentirci dire certe parole,che tutti vorremmo poterci aprire e lo dimostra il fatto che l'evento dei blog ha fatto il boom però per molte ragioni non riusciamo a farlo con le persone che abbiamo più vicino.
Non è mai facile cambiare ma si può, ed è vero solo se si vuole e se ci sentiamo pronti a farlo...non è un obbligo è un percorso che ognuno deve fare da solo,per se stesso e per nessun altro quando lo sentirà necessario.
Un abbraccio.

 

In quel bellissimo aforisma citato io mi vedo un po' come l' "imputato" e un po' come protagonista.
Come sempre mi rendo conto di non avere un'unica faccia, piuttosto una moltitudine di sfumature nei diversi periodi...
Mi sono sentita spessissimo come imputata, per di più colpevole di isolarmi in un mondo tutto mio, corazzandomi da qualsiasi probabile pericolo, evitando contatti per la semplice paura di avere ancora più preoccupazioni e problemi, o per timore di far vedere il mio aspetto interiore.
Più di tutto sono imputata in amore, il lato più debole che ho, secondo me.
Sono protagonista nella vita quotidiana a contatto con gli sconosciuti, amo regalare sorrisi, conversare anche soltanto per un minuto, per dieci in attesa dell'autobus, per un'ora in fila dal dottore. Mi apro in maniera quasi sorprendente, senza fatica, senza bocca impastata, bensì con una voce fluida e sicura, contenta che l'altro davanti a me non conosca la mia storia.
Non so' realmente dirti chi sia io, Ilaria, se la ragazza fortemente timida e chiusa, oppure quella intraprendente, distesa.

Dei dialoghi da film di cui parli ammetto di averne avuti alcuni. Prevalentemente con persone poco conosciute, a volte con amici fidati (fidati a quel tempo).
Ma mai con familiari o con un ragazzo, lì ho sempre chiuso "la ma fantasia", il mio (scarso) coraggio, metto tutto a freno, stando attenta a ciò che dico, evitando che qualcuno in futuro possa puntarmi il dito contro, oppure per paura di essere considerata troppo sognatrice e poco realista.

 

Ho trovato estremamente interessante quello che hai scritto e mi sono ritrovato a farmi l'esame di coscienza.
Negli aforismi o nelle frasi dei film mi immedesimo da entrambe le parti; ovviamente dipende dalla frase ma di sicuro se mi colpisce è perché sento che c'è del vero in quelle parole. A volte quel vero lo vedo negli altri, altre volte lo vivo in prima persona.
Per quanto riguarda l'aprirsi agli altri... lo faccio sempre, lo faccio troppo, e questo sfocia nel difetto perché, come giustamente hai osservato, spesso vengo frainteso o giudicato in modo sommario. Però mi piace essere un libro aperto per gli altri, mi piace non avere nulla da nascondere, mi piace essere libero di non filtrare i pensieri perché cerco sempre di coltivare buoni pensieri.
I dialoghi tipo "La ricerca della felicità" di solito sono sempre stato io a farli agli altri... e poi, come una dono dal Cielo, è arrivata una persona nella mia vita con la quale questo tipo di conversazioni sono abbastanza frequenti.
I film purtroppo sono fatti prevalentemente per fare denaro quindi è normale che non rispecchino fedelmente la realtà ma cerchino sempre di fare leva sulle nostre emozioni, sulle nostre carenze e sui nostri sogni... anche se a volte ci danno anche il modo di riflettere.

Se continui a cercare e fai vedere agli altri quello che sei senza paure troverai di sicuro persone più simili a te, magari anche tra quelle che conosci già ma che, come te, preferiscono non rivelarsi troppo...

A presto.

 

Sono un po' provato e il tuo scritto è... troppo intenso per me stasera :-) Però concordo con diversi punti, in particolare che difficilmente si guarda agli aforismi dalla parte "sbagliata", così come alle notizie, alle critiche... L'umanità, almeno buona parte, è diventata estremamente ipocrita: vede gli errori e le colpe negli altri... ma le commette anche lei. Potrei parlare di casi eclatanti ma francamente stasera non me la sento.
Comunque è proprio per questa mancanza di introspettiva, che è più facile essere oggettivi con il prossimo che con sé stessi, ed anche che è più facile esprimersi con gli "sconosciuti", ad esempio sul web, che con le persone vicine. Ma non sempre è così, e non per tutti. Per fortuna.
Personalmente anche io non uso quasi più aforismi, motti & C. Perché? Forse perché l'ho fatto per troppo tempo. Forse perché da molti di questi detti sono il primo ad essere deluso. Non che non siano veri, sono verissimi, ma spesso sono... difficilmente applicabili.
Tu sai cosa mi è appena successo. Io so cosa ho sempre detto agli altri per tirarli su di morale quando capitava a loro... e quindi ho provato ad applicare lo stesso anche a me. Ma non funziona... e allora succede che ti senti un ipocrita ad averlo detto tante volte a tante persone. E il bello so che ha funzionato... a volte. Ma adesso... non so... forse ho smesso di crederci.
www.wolfghost.com

 

Che cosa posso dire? Io sono quello che se dovesse rimanere chiuso in una stanza per delle ore con una persona che non conosce potrebbe tranquillamente stare zitto per tutto il tempo. Se, addirittura, ci aggiungiamo il fattore "pelle" e prima impressione..posso proprio dire che siamo rovinati.
Però grazie al cielo ci sono persone che, a differenza mia, si aprono e riescono a fare il miracolo di far aprire anche me. E colgo questa occasione per ringraziarle.
Un abbraccio.

 

Posta un commento