Perché la felicità è accessibile?

Perché la felicità è accessibile?
Le risposte sono pressoché scontate ma in realtà io non lo so.
Non so perché la felicità potrebbe essere accessibile a tutti,so che lo è, anche se vi sono un numero indefinito di ragioni per
cui la felicità sembrerebbe essere un lusso per pochi,e solo in certi momenti della vita.
Eppure è uno stato d'animo accessibile.
Sulla felicità si è scritto molto,ci hanno filosofato sopra in molti.
La ricerca della felicità detiene più ricercatori di quanti ne abbia mai avuti l'oro.Se di trovare oro puoi averne speranza con

la felicità la faccenda si fa difficile.
Non è un luogo,non è un oggetto,non è un manoscritto,non è una persona e neppure una creatura fantastica.
Non è un animale raro e neppure una pietra preziosa.
Il suo centro è ovunque.È in ogni luogo e in nessun luogo e si trova in tutto.
Oggi va molto di moda dire la felicità è dentro di te...la felicità è possibile.È accessibile quanto è accessibile entrare in
casa tua.Eppure c'è uno stuolo di persone che sarebbero pronti a giurarti il contrario.Ma temo che ci credano in pochi.Per
trovarla ci vuole qualcosa di più che crederci ci vuole fede.Fede nella gioia.

A questo punto direi che la felicità è accessibile solo nella misura che una persona vuole essere felice.
Ovviamente contestabile anche il punto sopra,un numero enorme di persone sono pronte a dire che non dipende da loro ma
dall'esterno,cause ed effetti vari,e allora la felicità diventa assolutamente inaccessibile.
Forse la risposta è nella domanda che tutti dovrebbero farsi (almeno una volta nella vita): la felicità è accessibile anche per
me?Ci rifletto un po' su e mi rendo conto che qualcuno potrebbe fermarsi ad un semplice no o forse a un sì detto fra i denti.
E allora la domanda non è più sufficiente,o bisognerebbe cambiarla tipo: come posso accedere alla felicità?

E poi esistono le sfumature del tipo: meglio la serenità(sarebbe il massimo)oppure: la felicità svanisce (giusto meglio non farci
molto affidamento) o ancora: come si fa ad essere felice in un mondo di merda come questo?(merda:ogni altro termine non renderebbe l'idea del sentimento di frustrazione e rabbia che prova chi lo dice)...quindi esiste una risposta assoluta e universale alla domanda: perché la felicità è accessibile?.

Commenti

  1. Non credo esista una risposta univoca alla domanda "che cos'è la felicità?". Ho iniziato a sospettare che per trovarla non dovremmo avere la capacità di chiederci cosa sia o di pensare a come raggiungerla, ma poi mi sono accorto che quella non è felicità ma ignoranza. La felicità si può raggiungere in tanti modi, ognuno ha il suo ed ognuno deve percorrere la propria strada per arrivarci. La serenità è un surrogato della felicità, e spesso la vita o meglio, le nostre scelte e i nostri comportamenti, ci preludono la possibilità di giungere alla felicità, perché? Perché ci spaventa, ci fa paura.... la vogliamo ma siamo terrorizzati e quindi ripieghiamo sulla serenità che dopotutto non è questa gran cosa ma accettabile

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  2. Credo che la felicità sia accessibile a tutti quanti qui su questa terra, anche se a volte ci illudiamo che solo pochi hanno gli oggetti per ottenerla. Credo che al mondo d'oggi siamo abituati all'idea che la felicità sia qualcosa da conquistare, da ottenere con chissà quale impegno, come un progetto a lungo termine da realizzare. Non penso ci sia bisogno di chissà quali strumenti, di viaggi, denaro, fama, fortuna...
    Bastano le piccole cose, quelle semplici e quotidiane a renderti veramente pieno, felice.
    Ho iniziato a vedere la felicità come pienezza dell'animo...
    Mi sono chiesta: "Come faccio a riempire il mio animo vuoto?" ...Con gli abbracci, i sorrisi, le risate, la compagnia, l'affetto, la solidarietà...
    E tutti, uomini o donne, possono effettivamente godere di ciò, tutti hanno a disposizioni tale semplicità, va "solo" saputa coltivare nel tempo.
    E' una bella riflessione la tua, spero di essere spiegata! :)

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  3. Ci ho pensato molto, sai, prima di rispondere a questa "storia sulla felicità". La felicità è dietro l'angolo per chi la sa vedere, e per chi è forte, credo... a volte ci stiamo dentro e non lo sappiamo, perchè in fondo la felicità non ha lo stesso significato per tutti. Ecco, forse la felicità è per chi è più puro d'animo... un abbraccio e grazie per questa riflessione. :-)

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  4. Ciao Lola ben ritrovata,in parte hai ragione ma nessuno o quasi nasce con quell'animo ci si può arrivare,non è facile ma ci si può arrivare.Un abbraccio

    Ciao Ilaria...basta poco se non deleghiamo la nostra felicità ad altri,ai beni materiali come status o alla nostra posizione nella società-Un bacione

    Ciao Francescola domanda più che essere cos'è la felicita era se la felicità è accessibile,credo che cosa sia lo sappiamo tutti ma quello che non tutti sappiamo è perché sia accessibile e per quali vie.

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  5. Hai detto perfettamente: la felicità è accessibile SOLO nella misura in cui una persona VUOLE essere felice. Se non vuole, sta certa che non lo è ne lo sarà, mai e in nessun caso. Solo quando riuscirà a volerlo essere avrà la possibilità di ottenere questa felicità, diversamente... sarà una rincorsa senza esito, e secondo me senza logica. Dico così perchè appunto, quando mi capita di affrontare questo tema, ma anche quello del benessere in generale, io dico sempre che tutto parte da noi, e spesso non mi credono, o dicono che la faccio troppo facile ecc... però è vero. Se io voglio ammorbarmi l'anima, se io non voglio sforzarmi di star bene... alla fine me lo scelgo io. E' vero che ci sono poblematiche che opprimono e pesano, cose che sono difficile da gestire serenamente e che ci tolgono tanta serenità, però... non sono infinite, non sono insuperabili, non sono soprattutto eterne come invece, in molti, le vivono.
    Io insomma la vedo così, e CERCO di predispormi alla felicità proprio perchè, se non lo faccio io per primo, quella non è che viene a casa mia a bussarmi alla porta... le cose che contano te le devi andare a prendere ;)

    Ciao Carolina! :)

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  6. .... perché tutti abbiamo la capacità di essere felici! Non ricordi come era facile quando eravamo bambini?
    Il problema è che, ultimamente, la maggior parte della gente pensa che nell'essere tristi, cupi e pessimisti ci sia qualcosa di romantico, intelligente o eroico...

    Ciao, buona serata.

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  7. Come è già stato scritto nei commenti, è vero: molto spesso sembra che preferiamo crogiolarci nella nostra tristezza, o paura, o rabbia, noia e abitudine, piuttosto che esser felici, che guardare alla realtà e ammettere che in fondo non siamo messi tanto male, o che comunque poteva andare peggio, che abbiamo altre cose che possono far parte della nostra felicità ("cose" non in senso materiale)... O preferiamo continuare così, abituati a una quasi felicità piuttosto che fare il salto che ci permetta d'esser totalmente felici... Per la felicità ci vuole coraggio, e forse bisogna esser preparati.

    Ciao Carolina, grazie per il post :)

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  8. Credo che in parte Luca tu abbia ragione sembra paradossale ma per la felicità bisogna essere preparati ad essere felici.
    Ben ritrovato.

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