Slow Food e i sui soci sostenitori



       Trova le risposte da te a questi semplici bubbi,e se il dubbio non ce l'hai fattelo venire.

“La filosofia di Slow Food attraversa i campi dell'ecologia, della gastronomia, dell'etica e del piacere. La associazione si oppone al processo di standardizzazione dei gusti e delle culture e dello strapotere della industria agroalimentare “ (dal sito di Slow Food)

Tra i soci eccellenti di Slow Food troviamo la King Baudouin Foundation, una fondazione che risulta essere una diretta emanazione della casa reale belga nel cui consiglio d'amministrazione figurano importanti personalità dello stato belga.

Da dove arrivano i soldi con i quali la K.B.F. sostiene i progetti che ritiene meritevoli in giro per il mondo? Tra le altre fonti di finanziamento vi sono le donazioni delle multinazionali. La K.B.F. ha una sua diramazione negli Stati Uniti, guardiamo per esempio con quali multinazionali collabora questa succursale americana:
“KBFUS and its affiliated foundation have worked with some of the country’s leading corporations, including Johnson and Johnson, Starbucks, Nike, Levi Strauss, Citi, Caterpillar, Wrigley, The Dow Chemical Company and Coca-Cola.” (dal sito della KBFUS) .

Anche i soldi delle multinazionali sono buoni giusti e puliti?
Nel  rapporto annuale 2007 della KBFUS si parla del contributo che la Dow Chemical Company e la Pfizer daranno attraverso la fondazione al miglioramento del mondo:

Scopriamo dunque nel rapporto annuale 2007 della KBFUS che Dow Chemical, colosso con la Monsanto delle biotecnologie e produttrice di sementi geneticamente modificate, attraverso la fondazione, sosterrà finanziariamente ONG europee che si occuperanno di progetti di salvaguardia dell'ambiente e che Pfizer, colosso farmaceutico che ha recentemente iniziato a risarcire le famiglie delle vittime della sperimentazione del Trovan in Nigeria, un farmaco contro la meningite che 15 anni fa provocò una moria di bambini nello stato di Kano, sempre attraverso la fondazione sosterrà ancora una volta ONG europee che fanno prevenzione contro il cancro. A questo punto non apparirebbe così assurdo scoprire in questo rapporto che Coca Cola e Nike finanziano progetti che si battono per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.


 Ma Slow Food non è contro gli ogm? Senza se e senza ma? Oppure anche gli OGM sono buoni, puliti e giusti? Davvero ci lascia indifferenti sapere che la KBF fornisce un servizio alle multinazionali, aiutandole a selezionare i progetti per loro più idonei da finanziare? In cosa consiste allora questa idoneità? Ci lascia indifferenti sapere che tra queste multinazionali vi è anche la Dow Chemical, produttrice di OGM? Dobbiamo dedurre  che i  finanziamenti che la KBF devolve a Slow Food potrebbero anche provenire dalla Dow Chemical? Ne sono a conoscenza i vertici di Slow Food di questa possibilità? Ne sono a conoscenza gli associati?

Perché le grandi multinazionali che sono tra le prime responsabili delle ingiustizie sociali, dei disastri ambientali e di molte malattie mortali si adoperano così tanto devolvendo fondi per inficiare la propria opera di distruzione?

Per difendere la biodiversità e le popolazioni rurali è giusto usare l'elemosina di chi sta facendo di tutto per distruggere entrambe? Si può considerare efficace? Non si rischia di trasformare una doverosa lotta politica in una rassicurante salvaguardia di alcune specie in estinzione, umane, animali o vegetali che siano? Non si rischia di trasformare i contadini e le contadine in panda? Non si rischia di diventare complici di un sistema di sfruttamento fornendo ai responsabili di questo sfruttamento un' occasione per ripulirsi la coscienza? Non si rischia di legittimare e di fornire una facciata pulita a quello stesso sistema che si dice di voler contrastare? Di quali interessi si diventa portatori nel momento in cui si finanziano progetti in giro per il mondo con il logo della King Baudouin Foundation?

Di quale industria agroalimentare stiamo parlando? Lavazza non fa parte di questa industria agroalimentare? Sono garantiti i diritti dei lavoratori in tutte le piantagioni di caffé che riforniscono il marchio? E Zonin, De Cecco, Bistefani, Lindt? Si battono anche loro contro la standardizzazione dei gusti e delle culture? Eridania, che controlla buona parte del mercato interno di zucchero e complice dello sfruttamento intensivo e mono-colturale a barbabietola da zucchero della pianura padana, in che modo è giusta e pulita? Lo diventa finanziando progetti sulla biodiversità in Italia e nel mondo? Sono puliti i diserbanti che usano tutti i coltivatori di barbabietola che tanto lo zucchero biologico in Italia non lo produce nessuno? Come si può utilizzare la parola “pulito” parlando di agricoltura se non si considera il biologico, con tutti i suoi difetti, certificato o auto-certificato che sia, come necessario e imprescindibile punto di partenza?

In che modo si può pensare di salvaguardare la biodiversità e l'ecosistema con soci di questo calibro?
Di quali interessi si diventa portatori, quando si finanziano in giro per il mondo progetti con il sostegno di importanti banche e multinazionali italiane?




Estratto da  Slow Food. Buono, Pulito e Giusto?
 M. Gigli e M. Seligardi per Anticorpi.info

n.b per chiarezza si consiglia la lettura dell'articolo integrale su Anticorpi.info



Commenti

  1. C'è da pensare effettivamente...
    Importante è ricordare che siamo sempre noi ad avere il potere: come "consumatori", possiamo scegliere se finanziare multinazionali poco trasparenti o comprare prodotti veramente sani (e perché no coltivarli da noi anche solo sul balcone di casa) :)

    People have the power! Anche se a volte non ne è consapevole.

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  2. Il vivere in modo più equo possibile è quello che cerco di fare da qualche tempo. Purtroppo nessuno ci tutela davvero, nemmeno lo Stato che con i suoi parametri fissa le quantità minime di sostanze tossiche negli alimenti ma non va a cercare il perché di esse.
    Una volta un chimico mi rispose (e non solo lui) "ma se ti coltivi gli alimenti da te, forse avrai ancora più sostanze tossiche nel cibo", io l'ho guardato allibita per due motivi 1. lavano il cervello a chi studia queste materie per far "bere" loro le "altre" verità che devono propinarci tutti i giorni 2. quanto devono essere rovinate ed inquinate le nostre terre e ne nostre acque per aumentare questo rischio così tanto secondo "gli esperti" (sempre più servi dell'industria)?
    Bene... ora sto zitta. Periodo ansioso e se penso a queste cose quadruplica l'ansia e mi incazzo pure.

    Viviamo in un mondo purtroppo molto brutto e dove gli unici che possono tutelare un minimo il nostro futuro siamo noi singoli, solo che ci hanno abituati a pensare che possiamo diventare idoli della tv ma non uomini migliori.

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  3. Grazie Sea sel contributo, hai ragione su un punto in particolare,bisogna smettere di delegare a unp Stato,un ente, la nostra vita essere noi a scegliere come anche Joker scrive, pensare con la nostra testa.
    Quel chimico non ha completamente torto, in Italia, in Calabriia in particolare abbiamo fiumi tossici,terreni tossici e questi problemi andrebbero affrontati.
    Ciao

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  4. Vero... ormai anche aria, acqua e quindi il cibo sono contaminati. Però, se il cibo coltivato da noi è contaminato 10, il cibo coltivato e prodotto "in fabbrica" è contaminato almeno 50 (non dico 100 per non essere il solito esagerato).

    Purtroppo manca il tempo, manca il tempo per coltivare il nostro cibo, perché siamo impegnati a lavorare. Lavorare per comprare il cibo tossico che noi non abbiamo il tempo di coltivare perché lavoriamo...

    Oddio... che mal di testa @_@

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  5. Purtroppo è vero... gli enti dovrebbero occuparsi di questo, della tutela del territorio e invece...

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