Papà

Mi è capitato fra le mani per caso mentre sistemavo i libri dall’armadio alla mia nuova libreria style “eco-riciclo” con le cassette della frutta,il libro di Leo Buscagla -Vivere amarsi capirsi” la prima volta che lo lessi avevo circa 15 anni preso in presto da mia cugina,la seconda volta lo acquistai che avevo circa 25 nni ed ora rieccolo apparire.

Lo sfoglio un po’ e decido di rileggerlo per la curiosità di avere un raffronto fra le emozioni provate ieri e quelle possibili di oggi, un rilettura interiore della comprensione dei concetti come li copresi ieri e di come potrei intenderli oggi.

Con mia sorpresa scopro che suscita in me ancora grandi emozioni, le stesse di allora…a questo libro devo  molto, gli devo il coraggio di avere detto al mio papà -ti voglio  bene -in un momento difficile della sua vita, quando io ero un adolescente chiusa e timida e quasi incapace di esprimere apertamente con la voce i  suoi sentimenti, senza contare che il nostro rapporto era assai contrastato e segnato da litigi e le solite incomprensioni che un adolescente vive e sente nel rapporto con gli adulti.
Il contesto non era dei migliori mio padre aveva un solo ed unico “difetto” che lo portò ad annebbiare quanto di più bello avesse: se stesso,era alcolizzato.
L'alcol  lo portò lontano dalla meraviglia che albergava in lui, lontano da quell’uomo che un giorno a dispetto di molti discorsi della catechesi mi disse – Non cercare né in alto né in basso, Dio è solo dentro di te-.

Ha percorso una strada difficile, per errore o per scelta non saprei, non ho mai scoperto cosa si nascodeva nel suo animo,non ho mai saputo quale fu la scintilla iniziale di questa discesa tutto quello che negli anni ho compreso è che era una strada da cui è difficile o tornare indietro o proseguire verso una rinasciata…a volte ripenso al suo libro preferito,quello che citava ad ogni occasione l’Idiota di Dostoevski e mi chideo perchè un uomo come lui abbia ad un certo punto della vita intrepreso il declino;  eppure i suoi occhi brillavano di vita e  le cose dolci che sapeva dire erano davvero poesia.

 Forse perche come disse DostoevskiJ: "A volte l’uomo è strarodinariamente,appassionatamente innamorato della sofferenza".

Però una cosa vorrei poter fare oggi...con tutta serenità:parlare un po' con lui.





Commenti

  1. Vedere un genitore che si autodistrugge è quanto di più doloroso possa accadere..Forse è una magra consolazione, ma aver vissuto quest'esperienza ti rende unica e dotata di una sensibilità che non tutti hanno.
    è molto bello che tu gli abbia detto ti voglio bene quando hai potuto!

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  2. Mi sono commossa molto leggendo le tue parole...

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