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Una poesia di J.Mirò

Lo so dal titolo  dedurrete che ho preso  lucciole  per lanterne, Mirò non era un poeta ma un pittore, eppure io vi  leggo poesia…cosa importa se priva di parole, è piena del “tutto” non servono parole.
Ammettiamo che ti siedi  sul pavimento davanti a  questo quadro di  J. Mirò : a cosa penseresti?

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e se poi di trovi d'innanzi a questo altro?…
La prima cosa che mi viene da pensare è - l'infanzia dentro di noi non muore mai,grazie a Dio-
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la pagina si volta e appare
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sorrido, mi ricorda tanto i miei disegni da bambina…

ed ecco qua …
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mi volto verso la parete nuda, lo ammetto ci starebbe bene Mirò, rinfrescherebbe di ilarità e leggerezza l’animo, vuoi mettere tornare a casa con il broccio e voilà magia  un Mirò ti sorride e tutto torna in equilibrio nel perfetto blu, fra sole e luna, nella semplicità delle cose, nulla di eclatante ,nulla di ingegnoso, uno sfondo due semplici tratti ed ecco la magia ritrovata di quella freschezza e semplicità dell’ infanzia che credevi ormai perduta.
E pensare che non ho mai sopportato i quadri…
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Lo spettacolo del cielo mi sconvolge. Mi sconvolge vedere, in un cielo immenso, la falce della luna o il sole. Nei miei quadri, del resto, vi sono minuscole forme in grandi spazi vuoti. Gli spazi vuoti, gli orizzonti vuoti, le pianure vuote, tutto quello che è spoglio mi ha sempre profondamente impressionato. (...)
L'immobilità per me evoca grandi spazi in cui si producono movimenti che non si arrestano, movimenti che non hanno fine. È, come diceva Kant, l'irruzione immediata dell'infinito nel finito. Un ciottolo, che è un oggetto finito e immobile, mi suggerisce non solo dei movimenti, ma movimenti infiniti che, nei miei quadri, si traducono in forme simili a scintille che erompono dalla cornice come da un vulcano.
Lavoro come un giardiniere o come un vignaiolo. Le cose maturano lentamente. Il mio vocabolario di forme, ad esempio, non l'ho scoperto in un sol colpo. Si è formato quasi mio malgrado.
Le cose seguono il loro corso naturale. Crescono, maturano. Bisogna fare innesti. Bisogna irrigare, come si fa con l'insalata. Maturano nel mio spirito".   J. Mirò
Tratto da Pensare in altra luce
Dove ammettere però che oggi scopro Mirò prima nella forza della sue parole ,poi nelle sue opere…che mi sono apparse come tante silenziose poesie.

Chi  è : Joan Miró

Carolina Verzeletti

2 commenti:

Il primo mi fa immaginare una cavalcata selvaggia nelle praterie sconfinate: il disegno è ciò che vedo. Orizzonte, una luna(lo so che è un palloncino, ma non fa niente) e un uccello notturno che mi insegue mentre cavalco...

L'ultimo mi fa pensare alle mie notte in barca: chitarra, rum, canzoni cantate al cielo, mentre in lontananza balenano i fulmini di un temporale...

Lo spettacolo del cielo sconvolge anche me...

Un abbraccio

 

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