U2 e Handala cosa hanno in comune?

Ci sono cause e simboli di  lotte,lotte diverse di paesi diversi, canzoni che narrano un idea raccontano il male e il dolore, immagini che rappresentano la crudeltà delle azioni,ma qualunque sia la causa e di qualunque razza o paese si tratti c’è un grido più forte della causa fine a se stessa “basta!” stop al dolore, stop alla violenza senza senso, stop alla libertà negata, stop a corpi offesi nel fisico e nella dignità, stop a queste lacrime e al senso di smarrimento di non sapere più chi si è  se uomini  o oggetti senza anima.

Bono degli U2 dichiarò in un intervista
“e lasciatemi dire una cosa, ne ho abbastanza degli americano-irlandesi che non tornano nel loro paese, da 20 o 30 anni, e vengono da me a parlare di Resistenza, della Rivoluzione in Irlanda. Della gloria della Rivoluzione, e della gloria del morire per essa. Al Diavolo la Rivoluzione! Costoro non parlano della gloria ottenuta uccidendo per la Rivoluzione. “
Si parla dell’ Irlanda del Nord  in uno dei periodi più cruenti della sua storia… ma partendo dal punto in cui dice
Che gloria c’è nello strappare un uomo dal suo letto, e ucciderlo di fronte a sua moglie e ai suoi figli? Che gloria c’è in questo? Dov’è la gloria nel mettere una bomba durante la parata del “Remembrance day”, formata da vecchi pensionati con le loro medaglie tirate fuori dai cassetti e lucidate per l’occasione? Dov’è la gloria in questo? Nel lasciarli morenti o nel renderli storpi a vita? Nel seppellirli sotto le macerie di una rivoluzione che la maggioranza della gente del mio paese non vuole? Mai più!.”
Tutto questo vale per il resto del mondo…non vi è gloria In Irlanda come in Cina o Libia, non vi è gloria ovunque …

Traduzione di Sunday, bloody Sunday -  degli U2

Con pazienza ho atteso il Signore
Si è chinato su di me per ascoltare il mio grido.
Mi ha fatto uscire dal pozzo
uscire dal fango di questa terra.
Io canterò, canterò una nuova canzone.
Io canterò, canterò una nuova canzone.
Per quanto ancora dovrò cantare questa canzone?
Per quanto ancora dovrò cantare questa canzone?
Lui ha guidato il mio cammino verso una roccia
e ha reso sicuri i miei passi.
Molti vedranno,
molti vedranno e sentiranno.

Per chi questa canzone? Vale forse  solo per la memoria delle tante vittime della guerra fra cattolici e protestanti in Irlanda? Direi di no!
 
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Questa immagine è la copertina War l’album che provocò non pochi guai al gruppo, un immagine di guerra,di lotta ,di sopravvivenza, dolore, distruzione, si potrebbe andare ancora avanti con gli aggettivi che descrivono la guerra
Lui invece è Handala

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Chi è Handala? è un bambino che ha voltato le spalle al mondo perchè il mondo non ha il coraggio di guardarlo negli occhi, e non si volterà finché il mondo non avrà il coraggio di farlo
Handala è il simbolo della Palestina eppure lo sento anche  mio, a prescindere dalla Palestina, a prescindere da ogni ragione politica o religiosa, lo sento mio perché  tante volte è ciò che anch’io faccio mi volto di spalle, per discostarmi dal mondo e dalle sue assurde idee, lo sento mio nella mia utopia che mi accompagna da sempre, sin  bambina e da quando iniziai a comprendere che qualcuno nel mondo fra gli adulti mi voleva rinchiudere in mondo di regole e obbligarmi ad essere diversa da ciò che sentivo di essere.Handala  per quanto mi riguarda è Palestinese, Israeliano, Siriano, Congolese, Tibetano… è tutti i bambini del mondo che il mondo non ha il coraggio di guadare negli occhi.

 Erano gli anni '70 quando Naji al-Ali il suo creatore diede luce a Handala
Fu quando nacque il personaggio di Handala. E finalmente ho introdotto Handala ai lettori: “Sono Handala, dall’accampamento di Ain al-Helwa. Do la mia parola d’onore che rimarrò leale alla causa”. Quella era la promessa che avevo fatto a me stesso. Il giovane, scalzo Handala era un simbolo della mia infanzia. Aveva l’età che avevo io quando lasciai la Palestina e, in un certo senso, ho quell’età ancora oggi. Anche se tutto questo è accaduto 35 anni fa, i particolari di quel periodo della mia vita sono ancora assolutamente presenti nella mia mente. Sento di poter ricordare e percepire ogni cespuglio, ogni pietra, ogni casa ed ogni albero che ho incontrato quando ero un bambino in Palestina. Il personaggio di Handala era una specie di icona che ha protetto la mia anima dal cadere ogni volta che rallentavo o stavo ignorando il mio dovere. Quel bambino era come una spruzzata di acqua fresca sulla fronte, mi risvegliava l’attenzione preservandomi dall’errore e dall’indecisione. Era l’ago della bussola, costantemente puntato verso la Palestina. La Palestina non soltanto in termini geografici, ma la Palestina nel suo senso umanitario – il simbolo di una causa giusta, che fosse in Egitto, in Vietnam o in Sud Africa“.
“I Am from Ain al-Helwa” di Naji al-Ali, da Al-Aharam Weekly
 

Al-Handal è un'erba selvatica comune in Medioriente, molto spinosa e dai frutti di sapore amaro; e Handala è un bambino che conosce l'amarezza dell'esilio, della negazione, dell'abbandono, del tradimento...Quanti Handala  vi sono nel mondo?…

Due articoli che vi invito a leggere

Domenica, domenica di sangue: 30 gennaio 1972 - U2 – WAR da Filosofi per caso


Handala: un semplice disegno. O forse no. Da   ¡NO Mas!


Carolina Verzeletti

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